Isnello (Isineḍḍu in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Geografia fisica Territorio Il territorio di Isnello ha una superficie di , e si estende da s.l.m. a . Confina con i comuni di: Cefalù, Gratteri, Collesano, Scillato, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Castelbuono. Il Comune fa parte del Parco delle Madonie. Il corso d'acqua, denominato Isnello, che discende dalle Madonie, lambisce il paese a nord, per incunearsi in un suggestivo stretto canyon formato tra l'altura del castello e la ripida parete della Montagna Grotta Grande.

Le grotte Nel territorio, buona parte del quale caratterizzato da carsismo, sono presenti diverse cavità disseminate tra il pizzo Dipilo e pizzo Carbonara. Nel cozzo Balatelle esiste la Grotta "Abisso del Vento", che si sviluppa in profondità e in buona parte ancora inesplorata, presenta stalattiti e stalagmiti in grandi quantità.

Origini del nome Molto si è discusso nel tempo sull'etimologia del nome del paese e, pur non essendo giunti ad un definitivo pronunciamento in merito, è certo però che il nome derivi dalle caratteristiche del corso d'acqua che ne attraversa tutto il territorio. Ipotetiche voci da cui ha avuto origine sono il termine aramaico hassin che significa fiume freddo, il punico hassinor che indica un torrente che scorre in un alveo a forma di tubo, il greco asines che indica l'innocuità del torrente. Non si sa molto sulla storia e l'evoluzione dell'insediamento in epoca romana e nei primi secoli dell'era cristiana.

Storia Medioevo Sconfitti gli Arabi, il conte Ruggero fondò il nuovo borgo di Isnello, e venne aggregato alla diocesi di Messina rimanendo però sotto diretto dominio di Ruggero stesso. Ruggero II, primo Re di Sicilia, avendo fondato nel 1131 la Basilica Cattedrale di Cefalù, con l'assenso dell'Arcivescovo di Messina, incluse Isnello nella nuova diocesi, mantenendone diretta giurisdizione. Il dominio su Isnello e sulla vicina Gratteri fu concesso, in seguito, solo temporaneamente, dall'Imperatore Federico II all'Arcivescovo di Palermo, il quale, morto Federico, chiese al successore, il figlio Manfredi, di concedere perpetuamente il governo delle due baronie alla Chiesa Palermitana; Manfredi acconsentì. Non è nota però la ragione per cui la Chiesa di Palermo abbia perduto la giurisdizione sui due centri.

Nel 1296 divenne barone di Isnello il milite Niccolò Abbate. Questi nel settembre 1377 vendette la baronia di Isnello a Francesco II Ventimiglia e Consolo, conte di Geraci. Il suo successore Antonio Ventimiglia, per il delitto di tradimento, perdette i diritti sulle terre che caddero nelle mani del Regio fisco. Il 1º febbraio 1397, re Martino concesse la baronia di Isnello ad Abbo Filangeri, Alcaide di Cefalù che però la cedette per la Contea di San Marco.

Il 27 novembre 1398, la baronia Isnellese passò ad Arnaldo Santacolomba, nobile catalano; a lui successe il figlio illegittimo Arnaldo Guglielmo e poi in successione: Antonio (1454), Arnaldo II (1478), Antonio II (1506). Ad Antonio II successe il figlio Simone che nel 1547 vendette alla casa La Farina i feudi di Madonia, Chiusa, Culìa, Piano Zucchi, in favore della moglie Eleonora Agnello di Francavilla (divenuta poi Signora di Isnello nel 1576). Pietro Santa Colomba, per la cessione della madre, nel 1586 ereditò la baronia. Alla sua morte gli succedette il figlio Arnaldo III che, nel 1625, chiese al Re di Sicilia Filippo IV di innalzare la baronia di Isnello a contea. Il privilegio venne concesso il 15 febbraio 1625 a Madrid.

Nel 1634 s'investì della carica signorile Pietro Santa Colomba, figlio di Arnaldo III, che in parte riuscì ad integrare ai territori della contea i feudi della vecchia baronia venduti da Simone Santa Colomba. Durante la signoria di Ignazio, succeduto al padre Pietro nel 1666, accadde uno di quegli eventi più disastrosi della storiografia siciliana: il terremoto che ha avuto luogo l'11 gennaio 1693. Tutta la Sicilia subì distruzioni e morti, ma la cittadina di Isnello non fu soggetta che alla caduta di vecchi edifici. Erede di Ignazio fu il figlio Pietro II che nel 1700 morì senza successori; a lui seguì quindi il cugino Gaspare che, morendo anch'egli senza discendenti, fu l'ultimo conte di Isnello della casa Santa Colomba. Seguirono aspre contese alla fine delle quali la contea di Isnello fu affidata a Donna Giuseppa di Valguarnera, erede dei Santa Colomba di linea femminile. Alla sua morte si susseguirono nel governo della contea suo figlio Antonio Termini (1761), Domenico Termini, Castrense Termini e Migliaccio, principe di Baucina, Antonio suo figlio e Domenico suo fratello.

XVIII secolo Con atto del 14 aprile 1788 presso il notaio Sebastiano Rustici, i cittadini Isnellesi, stanchi di sopportare il dominio esercitato dai conti in base al beneficio del "Merum et Mixtum imperium", ossia la facoltà di emanare leggi, concesso nel 1453 ad Arnaldo Guglielmo Santa Colomba, ricomprarono i territori della contea. Sciogliendosi definitivamente dal vincolo dell'autorità baronale.

Simboli Lo stemma comunale è costituito da uno scudo su fondo rosso sormontato da corona a tre torri e diviso in quattro fasce; la prima, dall'alto, raffigurante un'aquila con corona a cinque punte, successiva fascia azzurra con due stelle dorate a sei punte, fascia dorata e fascia azzurra con una stella dorata a sei punte.

Descrizione araldica: Scudo a campo diviso: nel 1° d'oro con in capo l'aquila volante d'argento coronata del medesimo; nel 2° d'azzurro con una fascia di oro, accompagnata da tre stelle a sei punte del medesimo, poste due al capo, e una in punta. Corona muraria di città d'oro.

Il secondo campo riporta l'arma della nobile famiglia Termini, che ereditò la contea di Isnello da donna Giuseppa Valguarnera, ultima discendente diretta dei Santacolomba.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di San Nicolò La Chiesa madre dedicata al patrono san Nicola di Bari vescovo di Mira, di antica fondazione, appare agli occhi del visitatore nell'assetto datole tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. L'abside è decorato con stucchi datati 1607, opera di Giuseppe Li Volsi da Nicosia. Pregevole l'organo meccanico il cui mobile data 1625, per la committenza di Giuseppe Coccia, locale mecenate cui si deve anche la committenza della decorazione della cappella dell'Addolorata, cappella patronale della sua famiglia, della cappella del SS. Sacramento, la macchina lignea dell'altare maggiore della chiesa di San Michele Arcangelo e diverse opere nel Santuario di Gibilmanna. Interessanti inoltre il cinquecentesco tabernacolo marmoreo (1484-1495), il coro ligneo del 1601 opera di Giuseppe Di Maggio e Giacomo Mangio, la statua lignea del Patrono San Nicolò, datata 1689 (riconducibile a Giovanni Pietro Ragona), il crocifisso ligneo di Giuseppe Li Volsi del 1619.

Chiesa di Santa Maria Maggiore La Chiesa di Santa Maria Maggiore che domina l'abitato, nel suo prospetto, risulta interessante per la guglia del campanile ricoperta da maioliche colorate. All'interno custodisce pregevoli tele secentesche, una quattrocentesca croce pensile bifrontale, il crocifisso ligneo del 1635, vicino allo stile artistico di fra' Innocenzo da Petralia.

Chiesa di San Michele Arcangelo Conserva una serie di affreschi collocabili tra il XIV e il primo XV secolo, l'organo, il pulpito e il tabernacolo lignei, opere dello scultore polizzano Pietro Bencivinni su committenza del sacerdote Giuseppe Piraino, la cinquecentesca statua di San Michele, la tela dei Santi Diecimila Martiri del palermitano Martino Russitto, il pregevolissimo crocifisso ligneo del 1627 e la decorazione a stucco dei fratelli Messina e di Gaspare L'Abbate (XVII secolo).

Chiesa della SS. Annunziata Chiesa della Santissima Annunziata, con stucchi degli isnellesi fratelli Messina e di Gaspare L'Abbate (XVII secolo), la tela della Natività di Giuseppe Salerno (1620), il tabernacolo marmoreo della Santa Croce e l'Annunciazione marmorea di scuola gaginiana.

Chiesa di Maria SS. del Rosario Costruita sul Piano della Porta, probabilmente trasformando l'antica chiesa di Sant'Elia, la chiesa del Rosario con la quattrocentesca pala d'altare attribuita al fiammingo Simone de Wobreck. Già chiesa del convento dei Domenicani (fondato nel 1475), quando il convento fu adibito a palazzo dei Signori di Isnello nel tardo XVI secolo, la chiesa ne divenne la cappella palatina, e la cappella di San Giuseppe, in cui era custodito un trittico, ora perduto, fu adibita a mausoleo.

Altre chiese Chiesa della BV del Carmelo Chiesa di San Francesco, con il Collegio di Maria Chiesa di S. Maria di Gesù Chiesa di S. Lucia Chiesa di S. Maria del Soccorso, 1616 (attorno a cui è stato costruito il Cimitero) Chiesa Parrocchiale di San Paolo apostolo (in località Piano Zucchi)

Architetture militari Sono presenti ruderi del castello normanno, posizionato sopra un costone che sovrasta l'abitato Oggi di proprietà della famiglia Virga.

Altro Monumento ai Caduti (Luciano Condorelli, 1921) Madre Madonita (opera in bronzo dello scultore Pietro Giambelluca, 1987)

Aree naturali Suggestive sono le aree naturali boschive costituite da lecci, roverelle e sugheri comprese all'interno del Parco delle Madonie, in cui territorio di Isnello vi ricade per circa il 90%. Di particolare pregio sono diversi esemplari monumentali di lecci e roverelle.

Parco Astronomico delle Madonie Le particolari condizioni esistenti in alcune parti del territorio, quale assenza totale di fonti luminose notturne, consentono una vista limpida del cielo notturno in diversi giorni dell'anno. Negli anni novanta nasce l'idea di realizzare un Osservatorio Astronomico in località Piano Battaglia. L'idea è raccolta e portata avanti negli ultimi anni dall'amministrazione comunale di Isnello, che riesce ad ottenere un sostanzioso finanziamento per la realizzazione dell'Osservatorio in località monte Mùfara. Si prevedeva anche la realizzazione di un Planetario. Il progetto infatti è stato finanziato nel 2009 dal CIPE, e si è concretizzato nel 2016 con l'inaugurazione del Centro per la Ricerca e la Didattica e Divulgazione delle Scienze Astronomiche, al quale è stato dato il nome GAL Hassin, un gioco di parole tra galassia e l'antica denominazione del territorio.https://galhassin.it/

Clima

Società Evoluzione demografica

Da alcuni decenni, la popolazione di Isnello diminuisce notevolmente a causa dell'emigrazione di giovani che si spostano altrove per un posto di lavoro stabile o per Studi Universitari. Circa il 60% della popolazione è ultracinquantenne, vi sono molti anziani, anche ultraottantenni. Il tasso di mortalità è elevato, (circa 30 deceduti), e quello di natalità è bassissimo (10 nati). Quindi un saldo naturale fortemente negativo. Oggi la popolazione residente è di circa abitanti, ma effettivamente in paese ci sono circa 1000 o abitanti.

Tradizioni e folclore Le Frottole Cortei che preparano alla Processione; il clero non vi partecipa in abito liturgico. Muovono nel pomeriggio della festa e sono caratterizzate dallo sfilare dei vari stendardi e dalla "varicedda" (piccolo fercolo con la statua del Santo). Nelle fermate stabilite vengono cantatati gli inni propri della festa al suono della Banda Musicale. I brani, i più antichi risalenti alla seconda metà dell'Ottocento, sono particolare testimonianza della tradizione musicale e culturale del piccolo centro madonita. Tra i compositori, infatti, ritroviamo musicisti del luogo, ma anche grandi nomi dell'ambiente musicale ottocentesco. La maggior parte dei testi è invece opera di sacerdoti del paese.