Il periodo che viene generalmente indicato come Grecia classica durò circa 200 anni, dalla fine del VI alla fine del IV secolo a.C."Epoca classica" è "la moderna designazione del periodo che va da circa il 500 a.C. alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C." (Thomas R. Martin, Ancient Greece, Yale University Press, 1996, p. 94). Quest'epoca vide un conflitto estenuante con l'Impero persiano ed ebbe anche un forte impatto sull'Impero romano influenzando fortemente le fondamenta della civiltà occidentale. Gran parte della moderna politica occidentale, del pensiero artistico (architettura, scultura), del pensiero scientifico, teatro, letteratura e filosofia derivano da questo periodo di storia greca. Dopo la morte di Alessandro Magno inizia l'epoca ellenistica che terminerà con la vittoria di Augusto ad Azio nel 31 avanti Cristo.

V secolo a.C. Dal punto di vista della cultura ateniese nella Grecia classica, il periodo viene generalmente indicato come quello che va dal V al IV secolo a.C. Questo periodo è essenzialmente studiato dalla prospettiva ateniese perché Atene ci ha lasciato maggiori documentazioni, opere teatrali, e altri scritti rispetto a quanto fatto dagli altri antichi stati greci. In questo contesto, si può considerare che il primo evento significativo di questo periodo si verificò nel 480 a.C. che vide la vittoria greca nella Battaglia di Salamina, punto di svolta nelle guerre persiane. Secondo altre visioni, la data d'inizio è 510 a.C. (caduta del tiranno ateniese e le riforme di Clistene) oppure il 500 a.C. (rivolta ionica evento che provocò l'invasione persiana del 492 a.C.).

I persiani (chiamati "medi") vennero poi definitivamente sconfitti nel 490 a.C. Un secondo tentativo persiano fallì nel 481-479 a.C. In seguito venne costituita la lega di Delo, sotto l'egemonia ateniese e come strumento di Atene. Gli eccessi di Atene causarono numerose rivolte tra le città alleate, tutte sedate con la forza, ma il dinamismo ateniese preoccupò Sparta e portò alla guerra del Peloponneso nel 431 a.C. Dopo che entrambe le potenze giunsero allo stremo, venne stipulata una breve pace alla quale seguì una nuova guerra che si risolse a vantaggio di Sparta. Atene venne definitivamente sconfitta nel 404 a.C. e le agitazioni interne ateniesi segnarono la fine del V secolo a.C. in Grecia.

Fin dall'inizio, Sparta era stata governata da una "diarchia". Questo significava che Sparta aveva due re che regnavano contemporaneamente per tutto il corso della sua storia. I due regni erano entrambi ereditari e appartenevano alle dinastie degli Agiadi ed Euripontidi. Presumibilmente, le linee ereditarie di queste due dinastie discendevano rispettivamente, da Euristene e Procle, discendenti gemelli di Ercole. Euristene e Procle si diceva avessero conquistato Sparta due generazioni dopo la guerra di Troia.

Clistene

Nel 510 a.C., le truppe spartane aiutarono gli ateniesi a rovesciare il loro re, il tiranno Ippia, figlio di Pisistrato. Cleomene I, re di Sparta, mise in atto una oligarchia pro-spartani guidata da Isagora. Ma il suo rivale Clistene, con il sostegno della classe media e l'aiuto dei democratici, riuscì a prendere il sopravvento. Cleomene intervenne nel 508 e 506 a.C., ma non riuscì a scalzare Clistene, sostenuto dagli ateniesi. Attraverso le sue riforme, il popolo dotò la città di istituzioni isonomiche - cioè che tutti avevano gli stessi diritti e venne istituito l'ostracismo.

La democrazia isonomica di ClisteneIsagoria: eguaglianza nella libertà di espressione. venne organizzata in 130 demo, che divennero i fondamentali elementi civici. I 10 000 cittadini di Atene esercitavano il loro potere attraverso l'Assemblea (ecclesia, in lingua greca) della quale facevano tutti parte, rappresentati da 500 cittadini scelti a caso.

La geografia amministrativa della città venne rimaneggiata, con l'obiettivo di avere gruppi politici misti - non federati da interessi locali - legati al mare, alla città e alle zone rurali - le cui decisioni (dichiarazione di guerra, ecc) dipendessero dalla loro posizione geografica. Inoltre, il territorio della città venne diviso in trenta trittrie come segue:

10 trittrie lungo la costa "Paralie"; 10 trittrie nel centro urbano "Asty"; 10 trittrie per le zone rurali "Mesogia".

Una tribù era costituita da tre trittrie, scelte a caso, una per ognuno dei tre gruppi. Ogni tribù, pertanto, agiva nell'interesse dei tre settori.

Fu questo corpus delle riforme che, alla fine, permise l'emergere di una democrazia più ampia negli anni 460 e 450 a.C.

Guerre persiane

In Ionia (la moderna costa egea della Turchia), le città greche, che comprendevano grandi centri come Mileto e Alicarnasso, erano in grado di mantenere la loro indipendenza e passarono sotto l'Impero persiano a metà del VI secolo a.C. Nel 499 a.C. quando le regioni greche diedero vita alla rivolta ionica, Atene e altre città greche inviarono aiuti, ma furono rapidamente costrette a ritirarsi dopo la sconfitta del 494 a.C. alla battaglia di Lade. L'Asia Minore tornò sotto il controllo persiano.

Nel 492 a.C., il generale persiano Mardonio guidò una campagna tra la Tracia e la Macedonia e, anche se vittorioso, venne ferito e costretto a ritirarsi in Asia Minore. Inoltre, la flotta navale di circa 1200 navi, che aveva accompagnato Mardonio nella spedizione, venne distrutta da una tempesta al largo della costa del Monte Athos. Più tardi, i generali Artaferne e Dati conquistarono le isole dell'Egeo a seguito di una spedizione navale.

Nel 490 a.C., Dario il Grande, dopo aver represso la rivolta delle città ioniche, inviò una flotta per punire i greci. 100 000 persiani (gli storici sono incerti sul numero e variano da 18 000 a 100 000) sbarcarono in Attica con l'intenzione di conquistare Atene, ma vennero sconfitti alla battaglia di Maratona da un esercito greco di 9 000 opliti ateniesi e 1 000 platesi guidati dal generale Milziade. La flotta persiana continuò la sua rotta verso Atene, ma, vedendola presidiata, decise di non tentare un assalto.

Dieci anni dopo, nel 480 a.C., il successore di Dario, Serse I inviò un potentissimo esercito forte di 300 000 uomini, via terra, con il supporto di 1207 navi, che attraversò l'Ellesponto con l'ausilio di un doppio ponte di barche. Questo esercito giunse in Tracia, prima di scendere in Tessaglia e Beozia, mentre le navi razziavano le coste per rifornire le truppe. La flotta greca, nel frattempo, si lanciò per bloccare Capo Artemisio. Dopo essere stato ritardato da Leonida I, il re spartano della dinastia degli Agiadi, nella battaglia delle Termopili (una battaglia resa famosa dai 300 spartani e dai 700 tespiesi che affrontarono l'intero esercito persiano), Serse avanzò in Attica, dove conquistò e mise a ferro e fuoco Atene. Ma gli ateniesi avevano evacuato la città via mare, e sotto il comando di Temistocle sconfissero la flotta persiana alla battaglia di Salamina.

Nel 483 a.C., nel corso del periodo di pace tra le due invasioni persiane, venne scoperta una miniera di argento nella regione del Laurio (una piccola catena montagnosa nei pressi di Atene), e le centinaia di talenti ricavati dalla vendita dell'argento consentirono la costruzione di 200 navi da guerra per combattere i pirati di Egina. Un anno più tardi, i greci, sotto il comando del generale spartano Pausania, sconfissero l'esercito persiano alla battaglia di Platea. Dopo la battaglia di Platea, i persiani iniziarono a ritirarsi dalla Grecia e non tentarono nuove invasioni.

La flotta ateniese decise di inseguire i persiani nel Mar Egeo, sconfiggendoli in maniera pesante alla battaglia di Micale; successivamente, nel 478 a.C. la flotta conquistò Bisanzio. Nel corso di questi eventi Atene riunì tutti gli stati insulari e alcuni tra quelli continentali in un'alleanza denominata Lega di Delo, così chiamata perché il suo tesoro era depositato sull'isola sacra di Delo. Gli spartani, pur avendo preso parte alla guerra, si ritirarono, permettendo ad Atene di assurgere a potenza navale e commerciale incontrastata.

Guerra del Peloponneso

Nel 431 a.C. scoppiò la guerra tra Atene e Sparta e i loro alleati. La guerra non fu una lotta tra due città-stato, quanto una lotta tra due coalizioni, o leghe di città-stato: la lega di Delo, nella quale Atene era il membro egemone, e la lega del Peloponneso, comandata da Sparta.Donald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War (Cornell University Press: Ithaca, New York, 1969) p. 9.

La Lega di Delo nacque dalla necessità di presentare un fronte unito di tutte le città-stato greche contro l'aggressione persiana. Nel 481 a.C. le città-stato greche, compresa Sparta, si incontrarono nel primo di una serie di "congressi", per cercare di unificare tutte le città-stato greche contro il pericolo di una nuova invasione persiana.Donald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, p. 31. Questa coalizione, formata nel 481 a.C., divenne nota come "lega ellenica" e comprendeva anche Sparta. L'attesa invasione persiana della Grecia guidata dal re Serse si verificò nel mese di settembre del 481 a.C., quando la flotta ateniese sconfisse la flotta persiana. Le forze di terra persiane erano state ritardate, nel 480 a.C., da una forza molto più modesta di soli 300 spartani, 400 tebani e 700 tespiesi nella battaglia delle Termopili.Carl Roebuck, The World of Ancient Times (Charles Scribner's Sons: New York, 1966) pp. 244-248. I persiani lasciarono definitivamente la Grecia nel 479 a.C. dopo la sconfitta nella battaglia di Platea.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, p. 249.

Dopo la battaglia di Platea del 479 a.C., che fu l'evento finale dell'invasione di Serse, i persiani non tentarono ulteriori invasioni della Grecia. Con la scomparsa di questa minaccia esterna, apparvero delle crepe nel fronte unito della Lega ellenica.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, p. 254. Nel 477 a.C., Atene divenne il capo riconosciuto di una coalizione di città-stato che non includeva Sparta. Questa coalizione si incontrò e formalizzò l'alleanza nella città santa di Delo.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, p. 256. Così, la Lega prese il nome di "Lega di Delo". Lo scopo ufficiale di questa nuova alleanza era quello di liberare le città greche ancora sotto il controllo persiano.Carl Roebuck, The World of Ancient Times, p. 255. Tuttavia, diventava sempre più evidente che la Lega di Delo era davvero un fronte dell'imperialismo ateniese in tutto il Mar Egeo.Donald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, p. 44.

In seguito al venir meno della minaccia persiana, era sorta una coalizione concorrente di città-stato greche guidata da Sparta, conosciuta come Lega del Peloponneso. Tuttavia, a differenza della Lega ellenica e della Lega di Delo, la Lega del Peloponneso non era una risposta a una qualsivoglia minaccia esterna, persiana o altro, ma si trattava chiaramente di uno strumento della politica spartana, finalizzato alla sicurezza della città stessa e alla sua egemonia sul Peloponneso.Donald Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, p. 10. Il nome "Lega del Peloponneso" è ambiguo per due motivi, poiché essa né era una vera "lega", né era ristretta al solo Peloponneso. Non c'era infatti uguaglianza tra tutti i suoi membri, come potrebbe suggerire il termine "lega". Inoltre, la maggior parte dei suoi membri non era costituita da città del Peloponneso, bensì da centri esterni alla penisola, legati a Sparta da somiglianza di regime o da rapporti coloniali. I termini "Lega spartana" o "Lega del Peloponneso" sono in realtà moderni, poiché i contemporanei usavano la dicitura "i Lacedemoni e i loro alleati" per descrivere la cosiddetta lega.