Nei territori della futura Italia dal XV secolo la monetazione subisce cambiamenti legati alla maggiore disponibilità di metallo monetario, a nuove esigenze di commercio interno ed esterno, a nuovi canoni estetici e a nuove tecniche di lavorazione. Gradualmente le monete cambiano aspetto.

Si parla in questo contesto di monetazione moderna. Qui sono elencate e brevemente illustrate le monete italiane moderne.

Per le monete italiane precedenti vedi Monete italiane medioevali e per quelle successive vedi Monete italiane contemporanee.

__NOTOC__ A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V ZNote - Bibliografia - Altri progetti

A

Albero (o alberetto): nome popolare delle monete da 2, 1 e 1/2 baiocco battute dalla Repubblica Romana del 1798-99. Le monete presentavano il fascio littorio sormontato dal berretto frigio, entrambi simboli di libertà. La somiglianza con un albero diede origine al soprannome.Anche i baiocchi emessi dalle altre zecche ebbero lo stesso soprannome. Le monete furono ritirate nel 1801. Albulo di San Pietro: moneta di Lucca, imbiancata in bagno d'argento emessa nel XVII secolo. Recava l'effigie del santo. Alicorno: moneta d'argento di Ferrara da due soldi emessa verso il 1492 da Ercole I (1471-1505). Al dritto l'aquila estense ed al rovescio un liocorno. Detta anche aquilino o, avendo lo stesso valore del soldo di Ancona, lagontano. Anselmino: nome di un doppio giulio o 20 soldi di mistura, battuto dal duca di Mantova e del Monferrato Vincenzo I Gonzaga (1587-1612).Klütz: Münznamen...Al diritto c'era lo stemma dei Gonzaga ed intorno VIN•D•G•DVX•MAN•IIII•E•MON•F•II. Al rovescio c'era Sant'Anselmo in trono di fronte con il pastorale nella mano sinistra ed intorno SANTVS ANSELMVS EP.Fu coniata anche da Ferdinando Gonzaga (1612-26). Azzalino: soprannome di un testone dei Paleologo, marchesi di Monferrato, coniata alla zecca di Casale.Lo stemma al rovescio recava quattro B che sembravano un acciarino, da cui il nome.

B

Baiocco: inizialmente il nome di un bagattino, poi a partire dal 1450 circa una moneta dello Stato pontificio che è stata emessa fino alla metà del XIX secolo. Inizialmente era d'argento e valeva 1 soldo o 1/10 di paolo. Barbarina: moneta d'argento che valeva 10 soldi emessa a Mantova per la prima volta dal duca Guglielmo Gonzaga (1550-1587). Al diritto recava l'immagine del duca ed al rovescio Santa Barbara, da cui il nome. Nome anche delle imitazioni di altre zecche, tra cui quella di Guastalla. Barbarina del girasole: moneta mantovana del valore di sei soldi, fatta battere da Vincenzo I Gonzaga (1587-1612). Al posto del ritratto del duca recava un girasole. Barberina: moneta d'argento o di mistura del valore di cinque soldi fatte coniare da papa Urbano VIII Barberini a partire dal 1637 alla zecca di Avignone che allora era dominio papale. Recava lo stemma del papa con le api. Barbone: grosso da 12 soldi emesso a Lucca per la prima volta verso la metà del XV secolo. Fu emesso fino al XIX secolo e sotto Felice ed Elisa Baciocchi fu declassato come valore e detto perciò Barbonaccio. Barile (o gabellotto): nome del carlino o grossone d'argento emesso a Firenze dal valore di 12 soldi e sei denari emessa a partire dal 1505. Prende il posto del battezzone che era stato emesso verso il 1490 e che valeva 10 soldi. Il valore del barile corrispondeva all'entità del dazio da pagare per un barile di vino (circa 45,6 litri). Al diritto *+*FLOR-ENTIA* ed il giglio di Firenze mentre al rovescio *S* IOAN-NES*B* con San Giovanni che battezza il Cristo. Era anche chiamato gabellotto. Beato Amedeo: moneta d'argento da 9 fiorini coniato dal 1609 al 1629 per Carlo Emanuele I duca di Savoia nelle zecche di Torino e Vercelli. Al rovescio c'era l'immagine del beato Amedeo di Savoia in abito da monaco e la scritta BENEDICT HAEREDITATI TVAE. AI diritto il busto di Carlo Emanuele e intorno la scritta CAROLVS EM• D: G• DVX•SAB• ll peso è di 26,70 g. Anche la moneta della moneta da 3 fiorini emessa contemporaneamente porta al rovescio la stessa immagine. Berlinga: soprannome della lira milanese dei secoli XVI e XVII. L'etimo non è chiaro. Al rovescio l'immagine di Sant'Ambrogio a cavallo che era già apparsa per la prima volta nel testone emesso da Luigi XII di Francia e duca di Milano tra il 1500 ed il 1512. Inizialmente valeva 16 soldi ma nel 1552 il valore salì a 20. Il nome passò anche alla lira veneziana detta anche Trono. Bezzo: italianizzazione di Batzen. In Italia fu coniata a Venezia in argento per la prima volta nel 1497 con il valore di mezzo soldo, cioè sei denari. In seguito la moneta subì una diminuzione di peso (bezzetto), poi fu battuta con un modulo più grande prima diminuendo il contenuto in argento ed infine in rame prendendo il nome di bezzone. Bolognino: il nome del soldo di Bologna creato nel 1236 e che fu emesso anche nei secoli successivi sia a Bologna che in altre città dell'Italia centrale.

C

Cagliarese: moneta, dapprima in biglione, poi in rame battuta a Cagliari. I primi furono emessi da Ferdinando il Cattolico con il valore di due denari. Nel XVI secolo, con Carlo II divenne di rame. Dopo il passaggio della corona di Sardegna ai Savoia la moneta fu battuta fino al 1813. Carantano: Con questo nome veniva chiamata fino al 1858 nel Lombardo-Veneto la moneta da 4 pfennig, pari a 1/60 di fiorino. Con lo stesso nome era indicato, nel Medioevo, il grosso tirolino. Carlino: nome di monete emesse a Napoli dalla fine del XIII secolo fino al 1860. Sotto i Borboni valeva 10 grana.Il carlino fu emesso anche nello Stato Pontificio ed in seguito prese il nome di giulio.Monete con lo stesso nome furono emesse da altri sovrani come Carlo Emanuele I, duca di Savoia e da Carlo Emanuele III re di Sardegna. Il carlino emesso per la Sardegna da Carlo Emanuele III era d'oro. Cavallo: nome di diverse monete di piccolo taglio emesse da Ferdinando I per Napoli e per la Sicilia. Fu battuta nella zecca di Napoli ma anche in quelle di Aquila, Amatrice, Capua, Sulmona. In seguito furono battiti solo i multipli.La moneta da tre cavalli fu emessa per l'ultima volta nel 1804. Cervia: moneta di mistura fatta coniata nel 1617 a Massa da Alberico I Cybo-Malaspina. Valeva 3 bolognini. Presentava il tipo di un cervo corrente da cui il nome. Fu battuta anche una moneta da 4 cervie in argento. Cornabò (in lingua piemontese corna di bue; detto anche Cornuto): nome popolare del mezzo-testone d'argento emesso in Piemonte tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI con il ritratto di Costantino I a cavallo. Fu coniato a Torino e Vercelli (dai Savoia), e a Casale dai marchesi di Monferrato, a Carmagnola dai marchesi di Saluzzo, a Masserano e Crevacuore dai Fieschi, a Montanaro dai Ferrero, ecc. Al rovescio recava uno scudo sormontato da un elmo con il cimiero a forma di aquila con le ali aperte. Le ali dell'aquila erano popolarmente dette corna, da cui il soprannome. Corona: in Italia nel XIX secolo era il nome della moneta d'oro emessa nel Lombardo-Veneto. Il nome contraddistingue anche molte altre monete, sia medioevali che moderne e contemporanee. Cotale: moneta d'argento coniata a Firenze nel 1503. L'anno successivo prese il nome di barile ed in seguito di gabellotto. Pesava circa 4 grammi con mm 28 di diametro. Il rapporto con il fiorino d'oro era di 1 fiorino = 10 1/3 cotali. Crazia: moneta di mistura di cinque quattrini emessa a partire da Cosimo I de' Medici, primo granduca di Toscana (1537 - 1574). Fu imitata dai duchi di Urbino e dai Cibo-Malaspina a Massa.Una moneta da due crazie di mistura dal valore di 10 quattrini era ancora emessa nel Granducato di Toscana sotto Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790), sotto Ferdinando III di Toscana nel 1801 e Ludovico di Borbone nel 1802. Dopo questa data verrà sostituita dalla moneta da 10 quattrini.

D

Dena: moneta da 10 lire toscane fatta emettere dal 1803 al 1807 da Maria Luisa di Borbone-Spagna in qualità di reggente per conto del figlio Carlo Ludovico di Borbone, secondo re d'Etruria. Al dritto i busti accollati del re e della reggente ed intorno CAROLVS LVD. D. G. REX ET M. ALOYSIA. R. REVTRIX. I. I. H. H., le sigle dell'incisore Luigi Siries (L. S. in monogramma) e il martello dello zecchiere Giovanni Fabbroni. Al rovescio lo stemma coronato ed ornato da collare su croce dell'ordine di Santo Stefano. Intorno DOMINE SPES MEA A IUVENTUTE MEA; sotto FLOR. e la data. Diamante: moneta d'argento di Ferrara dal valore di quattro soldi, emessa da Borso d'Este, Ercole I d'Este e dai loro successori. Al dritto il busto del duca ed al rovescio l'anello con il diamante e la scritta DEXTERA DÑI EXALTAVIT ME, che era il motto degli Estensi. Doppia: inizialmente (XVI secolo) era il nome del doppio-scudo d'oro o del doppio ducato, ma in seguito il nome ebbe vita propria e lo scudo fu chiamato mezza doppia. Fu battuto in moltissimi stati italiani: Avignone, Bardi, Bologna, Bozzolo, Campi, Carmagnola, Casale, Castiglione delle Stiviere, Cisterna, Correggio, Cuneo, Desana, Ferrara, Mantova, Massa di Lunigiana, Messerano, Milano, Mirandola, Modena, Montanaro, Parma e Piacenza, Piombino, Pisa, Retegno, Ronco, Sardegna, Siena, Tassarolo, Vercelli, Stato Pontificio, Monaco. Doppietta: (o doppietta sarda) nome della doppia d'oro battuta a Torino dal 1768 al 1772 da Carlo Emanuele III per la Sardegna. Pesava 3,21 g all'891/1000 ed aveva un diametro di 22 mm. Al dritto il semibusto a sin. e la scritta CAR. EM. D. G. REX. SAR. CYP. ET IER. mentre al rovescio c'era lo scudo con i quattro mori coronato e con il collare e la scritta DVX SAB. ET. MONTISFER. PRINC PED &. Lo stesso nome ebbe anche la moneta uguale emessa dal 1773 al 1787 da Vittorio Amedeo III di Savoia. Ducato: nome di varie monete sia d'argento che d'oro. Tra le altre: pezzo d'argento di Ruggero II di Sicilia (prima metà del XII secolo). grosso (d'argento) di Venezia del XIII secolo, detto Matapan. pezzo d'oro pari al fiorino di Firenze, emesso per la prima volta dal doge Giovanni Dandolo nel 1284 e che in seguito prese il nome di zecchino. L'ultimo fu battuto sotto Ludovico Manin, ultimo doge di Venezia. nome di diverse monete emesse in periodi successivi.

E Écu: nome francese dello scudo.

F

Filiberto: moneta d'oro da 3 scudi o 9 lire, coniata da Emanuele Filiberto di Savoia nel 1562. Al dritto il busto ed al rovescio un elefante tra sei pecore ed intorno INFESTVS INFESTIS. Furono battuti anche: Triplo Filiberto: al dritto i busti di Emanuele Filiberto e della moglie, Margherita di Valois, uno di fronte all'altra. Al rovescio una serpe intrecciata con un fascio costituito da 5 frecce. La legenda recitava HERCULEO VICTA NODO. Filiberto d'argento: moneta dal valore di mezza Lira, con gli stessi tipi del Filiberto d'oro. Filippo: scudo d'argento da 5 lire milanesi di Filippo II. Al diritto il busto del re ed al rovescio Sant'Ambrogio a cavallo. Furono emesse frazioni (Filippino) e multipli. Il nome rimase anche con i successori. Fiorino: pezzo d'oro da 3,54 g a 24 K emesso a Firenze per la prima volta nel gennaio del 1253. Fu emessa quasi contemporaneamente al Genovino e pochi anni prima del Ducato di Venezia.La moneta fu imitata da molti stati in Italia, Francia, Inghilterra, Olanda.La denominazione proseguì in periodo moderno e contemporaneo. Gli ultimi fiorini a Firenze furono emessi con il peso di 3,49 grammi di oro a 24 carati nel 1859. Un Fiorino d'argento fu emesso a Firenze in età medievale. Prese poi il nome di Popolino. Fiorini d'argento furono battuti in Italia in Piemonte (XVI e XVII secolo), e di nuovo in Toscana con i Lorena. Francescone: nome di monete emesse dal granduca di Toscana Francesco Stefano (1737-1745) e poi dai suoi successori Pietro Leopoldo, Ferdinando III e Leopoldo II di Lorena. Erano anche dette Leopoldone e Leopoldina. La maggior parte dei conii reca la scritta Pisis, "a Pisa" in latino, anche se in realtà le monete furono battute a Firenze. Tra gli autori dei conii Niderest, Fabris, Pichler.