Le fontane di Spoleto sono circa cinquanta: alcune sono dislocate fuori le mura cittadine, altre, in maggior numero, sono concentrate nel centro storico, nelle vie, nelle piazze, all'interno di alcuni palazzi storici. Le origini Hanno avuto un notevole sviluppo in epoca romana, sia per scopi ornamentali, che di pubblica utilità. Si eleggevano appositamente fra i cittadini boni homines deputati al controllo dell'efficienza e alla custodia sia delle fontane, sia degli acquedotti. Negli Statuti del 1296 si legge il divieto di estrarre acqua dalle fontane del comune senza licenza del podestà.

Il numero delle fontane a getto continuo e la ricchezza dei loro ornati, erano considerati prova del vivere civile d'una città. A Spoleto distribuivano ai cittadini l'acqua captata dalle sorgenti del fosso di Cortaccione attraverso l'omonimo acquedotto di origini romaneResti di grandi manufatti murari a grandi blocchi sono emersi in occasione di lavori di riattamento delle sorgenti avvenuti nel 1823 e nel 1893. Per la descrizione degli elementi rinvenuti cf. e .

Ulteriori fontane furono costruite durante il Medioevo, altre durante il periodo rinascimentale e altre ancora a fine ottocento; spesso le nuove venivano costruite con l'impiego di materiali di spoglio. La città poteva permettersi molte fontanelle pubbliche grazie al costante rifornimento di acqua garantito da sorgenti presenti entro le mura, e da altre più distanti successivamente captate, come Valcieca e Vallecchia.

Oltre a procurare acqua sulla pubblica via a coloro che ne erano privi nelle proprie abitazioni, erano un punto fondamentale d'incontro e di aggregazione per i cittadini. Dopo la costruzione del nuovo acquedotto a fine ottocento, vennero collocate in molti luoghi della città 27 fontanelle a chiusura automatica di marca tedesca Bopp e Reuther, al fine di evitare gli sprechi caratteristici delle fontane a getto continuo, che erano 18.

Per varietà delle forme a Spoleto si distinguono tre tipologie di fontane: le fontane, le fontanelle e i lavatoi, realizzate prevalentemente in pietra.

Fontane Fontana dei delfini

Si trova fuori le mura, in piazza della Vittoria, al centro dei giardini pubblici dedicati a Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo. Venne realizzata nel 1825 insieme alla Porta Leonina che Papa Leone XII volle edificare in sostituzione di un'imponente architettura a forma di cassero eretta nel 1297 insieme alla cinta muraria medievale. Porta e fontana furono progettate dell'architetto Luigi Landini, ex religioso, uno degli ultimi abitanti degli eremi di Monteluco, dove aveva istituito una scuola di belle arti.

La fontana dei Delfini nel 1932 fu spostata nel sito attuale quando il comune, procedendo alla sistemazione urbanistica della zona, ricavò i giardinetti su piazzale dei Tigli. Questo spostamento probabilmente la salvò da distruzione certa il giorno che la Porta Leonina venne fatta saltare dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944. L'attuale, denominata porta San Gregorio o porta Garibaldi, fu ricostruita nel 1947 dagli architetti Mario Zocca e G. B. Milani

La vasca inferiore, che fino a qualche decennio fa ospitava alcuni esemplari di pesci rossi, è composta da lastre e blocchi di pietra, ha forma ottagonale e reca in evidenza lo stemma del comune di Spoleto. La colonna centrale, posta su basamento triangolare, è ornata con motivi fogliari e termina in cima con un'altra vasca a catino; ai lati è abbellita da tre grandi esseri mostruosi identificati con dei delfini.

Fontana di piazza del Mercato

Nota anche come Fonte di Piazza, si trova nella omonima piazza un tempo denominata piazza del Foro, centro di scambi e commercio in epoca romana, e oggi cuore del centro storico. Fontana del Mascherone

Si trova in piazza Bernardino Campello, un tempo denominata piazza di San Simone, in prossimità della Rocca Albornoziana. È addossata al muro di sinistra della duecentesca Chiesa dei SS. Simone e Giuda.

Fontana dei Maccabei

È una fontana del quattrocento posta al centro di piazza Pietro Fontana, piazza sorta al posto di un orto privato della famiglia Fontana che lo cedette generosamente al comune nel 1802. Si trova vicino alla chiesa di Sant'Ansano e davanti alla biblioteca comunale Giosuè Carducci in Palazzo Mauri. Alcuni documenti attestano ben due ricostruzioni nel corso del XV secolo; la prima avvenuta nel 1453 col riutilizzo di 12 lastre lapidee recuperate dalla demolizione di una vecchia fonte in piazza del Mercato; la seconda nel 1492 affidata al un tal Rubeo de Florentia lapicida. Inizialmente collocata in piazza Pianciani, venne spostata in piazza Fontana nel 1800.

La vasca inferiore è composta da lastre e blocchi di pietra che formano dodici lati; la colonna centrale, semplice e disadorna, termina con un piccolo catino, all'interno del quale, in occasione della mostra Sculture nella città, Lucio Fontana collocò una sua scultura. Il nome "dei Maccabei" celebra il culto dei fratelli Maccabei, considerati santi dalla Chiesa cattolica e dalle chiese ortodosse.

Fontana del Vescovado Si trova nel cortile del palazzo Vescovile, di fronte alla chiesa di Sant'Eufemia. È posta all'interno di una nicchia centrale, affiancata da altre due nicchie laterali disadorne; tutte e tre sono addossate al muro del palazzo, sotto un piccolo porticato. L'acqua esce da una piccola cannula posta nella bocca di un volto scolpito nella pietra. La piccola vasca è ornata da motivi floreali. Essendo stato il palazzo più volte rinnovato nei secoli XV - XVII, è difficile individuare la data di costruzione della fontana. Fontana di Largo Clementi

Si trova nel centro storico, lungo la via che collega la chiesa di San Filippo Neri al Duomo, in largo Muzio Clementi, musicista di origini spoletine. La fontana è a tre vasche: l'unica munita di cannella, che fuoriesce dalla bocca di un leone, è quella centrale di epoca cinquecentesca, ornata in basso con lo stemma della città. Le vasche laterali sono di epoca successiva. Fino al 1894/6 si trovava a Palazzo Mauri. È circondata da possenti tigli, sia davanti, sia sopra il muro di contenimento del terreno soprastante. Fontana di Palazzo Leti Sansi Si trova in piazza del Mercato, nella corte interna del seicentesco palazzo Leti Sansi, dove visse lo storico spoletino Achille Sansi. L'acqua fuoriesce dalla bocca di un leone scolpito in pietra e si riversa in due vasche successive. Fontana di Piazza Collicola

Si trova davanti al settecentesco Palazzo Collicola sede del Museo Carandente. È addossata al muro di un edificio un tempo occupato dalle scuderie del nobile palazzo. Si trova all'interno di un'ampia edicola a due rincassi decorata nella parte alta con due stelle laterali e una strana faccia scolpita al centro. L'acqua sgorga da due teste di leone, una in pietra posta al centro dell'edicola, l'altra in metallo, sulla sinistra. Fontana di piazza del Duomo

È addossata al muraglione di contenimento in piazza del Duomo, ricostruito nel 1456. Una prima fontana venne realizzata nel 1468 per volontà del cardinale Berardo Eroli che, durante il suo mandato, si adoperò per il miglioramento della città, sia dal punto di vista ornamentale che strutturaleIntervenne sul palazzo vescovile, sulla conservazione dei boschi di Monteluco, sulle frequenti inondazione dei torrenti Marroggia e Tessino, per le quali fece arrivare un esperto ingegnere fiorentino. Cf. .

L'attuale fontana è costituita da un sarcofago di arte tardo-romana decorato con altorilievi che illustrano una scena di caccia in Africa. Le prime due figure a sinistra sono il cacciatore, che tiene la briglia del proprio cavallo, e il suo servo col cane. Nella scena successiva il cacciatore è in sella, mentre il servo brandisce lo scudo ed il cane fiuta. Nella terza scena si scorgono un leone ed una leonessa in lotta fra loro. Precedentemente il sarcofago si trovava in palazzo Campello; nel 1954, in occasione del restauro della piazza, ricordato nella lapide latina che lo sovrasta, l'arcivescovo Raffaele Mario Radossi lo fece montare nel sito attuale. Sulla sinistra, qualche metro più in là, sono murate le ceneri di Thomas Schippers.

Ninfeo di palazzo Ràcani Arroni È situato all'interno del cortile del nobile Palazzo Ràcani Arroni, costruito per iniziativa della famiglia Ràcani nei primi anni del XVI secolo, passato poi alla famiglia Brancaleoni prima, ai Vari poi, ed infine, nella seconda metà del settecento agli Arroni. La vasca è fiancheggiata da due obelischi tronchi, decorati con stucchi, posti su un'alta base; nella nicchia sopra la vasca fanno mostra tre grandi figure: al centro Artemide Efesia e ai lati due divinità, una maschile e una femminile, simboleggianti la fecondità e l’abbondanza. La lunetta ha forma di conchiglia; altre autentiche piccole conchiglie sono disseminate tra le valve in stucco di colore verde e ocra. I sovrastanti arco e archivolto sono decorati con riquadri in stucco; racchiudevano affreschi non più leggibili.

Fontana di San Giuseppe

Si trova addossata ad un muro di terrazzamento in via Cecili, nel tratto comunemente conosciuto come Curva dei Picchi. Prima della costruzione della Traversa Nazionale Interna il luogo era occupato da un palazzo già munito di fontana chiamata fontana di San Giuseppe. Venne demolito nel 1850 per far posto alla nuova strada, che in quel punto formava un'importante curva. Per evitare che gli abitanti del quartiere rimanessero senza acqua, nel 1856 si pensò alla costruzione della nuova fontana, anch'essa poi chiamata di San Giuseppe. L'acqua esce da tre cannelle, ognuna provvista di vasca di raccolta; quella centrale è ornata da un piccolo mascherone. In alto in centro è visibile uno stemma coronato in cui è scolpito un cavaliere in battaglia. Nel 1977 è stata restaurata a cura dell'associazione Amici di Spoleto.

Fontana di via San Carlo

È subito fuori dalla porta di Monterone, vicino alle mura medievali. Venne costruita in pietra nel 1549; la vasca, decorata con alcuni gigli, non è molto alta; ciò permetteva agli animali di abbeverarsi agevolmente. L'acqua fuoriesce da tre cannelle; all'interno sono ancora presenti piccole strutture in ferro che servivano da base d'appoggio per i secchi mentre venivano riempiti. A fine ottocento, di fianco a sinistra c'era anche un lavatoio che venne smontato per realizzarne uno nuovo poco distante, in via Interna delle Mura. Accanto c'è un'edicola con affresco del cinquecento restaurato nel giugno 2020.

Fontana della Valle Non esiste più. Si trovava dall'altra parte della piazza rispetto alla Basilica di San Gregorio Maggiore. Era una fontana datata 1642 già pertinente al monastero della Stella, parte del complesso monumentale dell'Anfiteatro. In basso recava l'iscrizione: Et undae et Anni (gli anni scorrono come le onde). È stata demolita nel 2000 in occasione dell'inizio del restauro della chiesa dei SS. Stefano e Tommaso. Fontana di Piazza Sordini Anche questa fontana non c'è più. Si trovava al centro della piazza di fronte a Palazzo Rosari Spada. Apparteneva in origine alla famiglia Collicola, abbelliva il giardino all'italiana del loro palazzo poco distante. In data sconosciuta venne trasferita in piazza Sordini. Da qui, in tempi recenti, è stata di nuovo smontata in previsione del suo ricollocamento nel luogo originario, successivo al ripristino del giardino che era stato asfaltato. Purtroppo ad oggi (dicembre 2016) il ripristino non è avvenuto e la fontana giace smontata all’aperto, presso i magazzini comunali di Santo Chiodo.

La vasca aveva forma dodecagonale, racchiusa da elementi decorati con mascheroni; era collocata su di un basamento quadrato, con al centro una coppa dalla quale l’acqua sgorgava a zampillo. Fontane di Palazzo Leti