Ustica (Ùstica in siciliano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Il territorio comunale coincide con l'isola omonima e gli scogli adiacenti.

Geografia fisica L'isola di Ustica si trova nel Mar Tirreno a circa a nord-ovest di Palermo e a a ovest di Alicudi, ma non fa parte delle Isole Eolie; occupa una superficie di circa con una circonferenza di e misura di lunghezza e di larghezza. La caratteristica naturale dell'isola è la presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come numerosi scogli e secche tutt'intorno all'isola; sono da menzionare la grotta Verde, grotta Azzurra, grotta della Pastizza, grotta dell'Oro, grotta delle Colonne e gli scogli del Medico e della Colombara.

Clima Sull'isola si trova la stazione meteorologica di Ustica, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale. Le precipitazioni medie annue si attestano a , mediamente distribuite in 68 giorni di pioggia, con minimo in estate e picco massimo in autunno-inverno. L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 78,2% con minimo di 74% a luglio e massimo di 82% a gennaio; mediamente si contano 18 giorni di nebbia all'anno.

Avifauna

Gli uccelli migratori, per passare dai siti di nidificazione, genericamente individuati con l’Europa centrale e settentrionale, ai siti di svernamento, in genere corrispondenti con l’Africa e in particolare con la porzione sub-sahariana del continente, utilizzano diversi corridoi di migrazione. Il grosso dei migranti che, attraversano nei due sensi il Mar Mediterraneo lungo questo corridoio, investono in pieno la Sicilia e le isole circostanti. In quell’area passano inoltre specie che nidificano a) a occidente dell'Italia, cioè nella Penisola Iberica; b) a oriente dell'Italia, cioè nell'Europa Meridionale-orientale: Grecia, Balcani, Russia meridionale, Asia Minore; e c) specie Nord africane, debordanti sporadicamente in Sicilia e nelle Isole circumsiciliane.

Generalmente, i migratori seguono nella migrazione autunnale lo stesso percorso seguito in primavera. Talune specie effettuano una migrazione a circuito e, tornando verso nord dall’Africa, deviano verso ovest passando per la Penisola Iberica.

La migrazione primaverile inizia nei mesi di febbraio-marzo con le specie più precoci e continua nei mesi di aprile-maggio. La migrazione autunnale inizia dalla metà di agosto, continua in settembre e termina in ottobre-novembre. Gli uccelli nel periodo che precede la migrazione accumulano grandi quantità di grasso sottocutaneo, che consumano durante la migrazione. Non tutti però riescono ad accumularne quantità sufficienti e alcuni individui sono costretti a fare soste per ricostituire la scorte di grasso e continuare la migrazione. Le piccole isole del Tirreno meridionale svolgono un ruolo importante come aree di sosta e foraggiamento.

L’isola di Ustica si trova in una posizione strategica, in mare aperto, distante 67 km dalla Sicilia e 230 km dalle coste della penisola italiana. Durante la migrazione primaverile, gli individui che non hanno fatto una sosta di rifornimento né in Tunisia né in Sicilia trovano a Ustica l’ultima possibilità di recuperare energie prima di iniziare una traversata di almeno 230 km in mare aperto. Durante la migrazione autunnale, avendo lasciato la penisola italiana e sorvolato il mare, gli uccelli trovano a Ustica il primo sito dove fare una sosta e, se necessario, recuperare le energie perdute precedentemente. Nell’isola sono state censite oltre 230 specie, tra le quali 18 specie di rapaci, la grande maggioranza delle quali sono migratorie primaverili e/o autunnali e solamente 18 sono nidificanti.

Si riportano le specie migratrici Una specie è considerata migratrice per un determinato territorio quando vi transita senza nidificare o svernare; essa può inoltre essere regolare, che si verifica ogni anno o irregolare che non si verifica ogni anno. per le quali maggiori sono la quantità degli individui avvistati e la frequenza e la regolarità degli avvistamenti. Le migratrici primaverili comprendono Airone cenerino, Albanella pallida, Culbianco, Falco cuculo, Falco pecchiaiolo, Garzetta, Mignattino alibianche, Sterpazzola, Stiaccino e Succiacapre. In primavera contingenti di rapaci, principalmente di Albanella minore, Biancone, Falco di palude, Falco pecchiaiolo e Nibbio bruno provenienti dai quartieri di svernamento trans-sahariani, partendo dal promontorio di Capo Bon in Tunisia, passano sull'Isola di Ustica, diretti verso i territori di nidificazione dell'Italia centrale. Le migratrici autunnali e invernali includono Beccaccia, Fanello, Fischione, Fringuello, Germano reale, Gru cenerina, Merlo e Sparviero.

Tra le specie migratrici di doppio passo: Allodola, Assiolo, Beccaccino, Colombella, Cuculo, Cutrettola, Falco di palude, Gheppio, Grillaio, Gruccione, Lodolaio, Nibbio bruno, Pigliamosche, Piviere dorato, Quaglia, Rigogolo, Rondine, Rondine rossiccia, Rondone, Rondone pallido, Storno comune, Tordo bottaccio, Tortora selvatica, Upupa e Verzellino.

Le principali specie svernantiSvernante è una specie o popolazione migratrice che si sofferma a passare l’inverno o buona parte di esso in un determinato territorio, ripartendo in primavera verso le aree di nidificazione. comprendono: Ballerina bianca, Cardellino, Codirosso spazzacamino, Cormorano, Gabbiano comune, Passera sarda, Passera scopaiola, Pettirosso, Pispola e Svasso maggiore. Tra le specie sedentatrieSedentaria si dice una specie o popolazione legata per tutto il corso dell’anno a un determinato territorio, dove normalmente viene portato a termine il ciclo nidificanti, i passeracei sono quelli maggiormente rappresentati: Barbagianni, Berta maggiore, Berta minore mediterranea, Cardellino, Cornacchia grigia, Falco pellegrino, Gabbiano reale, Gheppio, Luì piccolo, Merlo, Occhiocotto, Passera sarda, Passero solitario, Pigliamosche e Tortora dal collare orientale.

Storia Gli antichi romani la chiamavano Ustica (da ustum, "bruciato"), mentre presso i greci era nota come Osteodes, Οστεώδες, "ossario" per i resti di mercenari che vi sarebbero morti per fame e sete. Da alcuni, come lo storiografo neozelandese L.G. Pocock e lo scrittore Marco Carlo Rognoni, viene ritenuta l'isola Eea, la dimora della maga Circe citata nell'Odissea, che trasformava gli incauti visitatori in maiali.

Gli insediamenti umani risalgono al Paleolitico; alcuni scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un antico villaggio cristiano. Sepolture, cunicoli e una gran quantità di reperti archeologici ritrovati anche sott'acqua, a causa dei tanti naufragi avvenuti nel tempo, testimoniano una presenza costante, nel luogo, di vari antichi popoli mediterranei, Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani che vi lasciarono vestigia dappertutto. In seguito divenne base dei pirati saraceni e lo rimase per lunghissimo tempo.

Nel VI secolo vi si stabilì una comunità Benedettina, ma fu ben presto costretta a spostarsi a causa delle imminenti guerre fra Cristiani e Musulmani. Nel Medioevo fallirono dei tentativi di colonizzare l'isola a causa delle incursioni dei corsari barbareschi, che fecero dell'isola un proprio rifugio.

Nel 1759 Ferdinando III di Borbone impose una colonizzazione dell'isola; furono edificate due torri di guardia, Torre di Santa Maria e Torre Spalmatore, che facevano parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia, cisterne per raccogliere l'acqua piovana e case che costituirono il centro abitato principale presso la Cala Santa Maria. Vi vennero coloni palermitani, trapanesi ed eoliani, accompagnati da un centinaio di soldati. Nel 1762 la popolazione fu preda dei corsari barbareschi e venne quasi tutta rapita e condotta in cattività in Tunisia. Quindi si intensificarono i lavori a difesa dell'isola, il nuovo ripopolamento avvenne a partire dal 1763, e in particolare l'ingegnere militare brigadiere Giuseppe Valenzuola già nel 1765 aveva redatto il piano urbanistico dell'attuale abitato, che, perdurando gli attacchi dei corsari, su impulso del governatore borbonico Giuseppe Laghi, venne difeso oltre che dalla Torre di Santa Maria, dal Rivellino di San Giuseppe e dalla connessa Fortezza della Falconiera che fu impiantata a partire dal 1800 sul rilievo omonimoVito Ailara, L'ultima colonizzazione dell'isola di Ustica, 4ª parte (Lettera n. 19-20, aprile-agosto 2005 del Centro Studi e documentazione isola di Ustica)..

Ustica al tempo dei Borbone fu anche un luogo di confino per prigionieri politici e vi restò anche sotto casa Savoia. Nel 1869 fu oggetto di una visita da parte dell'arciduca Luigi Salvatore d'Asburgo-Lorena, noto per i suoi studi scientifici sul Mediterraneo e quale precursore per la conservazione di importanti aree naturalistiche, che la citò nel suo monumentale volume dedicato alle isole del Mediterraneo edito nel 1869. Durante il regime fascista Ustica fu luogo di confino. Vi furono ristretti Giuseppe Romita, Amadeo Bordiga, Nello Rosselli, Carlo Rosselli, Antonio Gramsci e Ferruccio Parri, oltre che numerosi prigionieri politici senussiti catturati nell'ultima fase della guerra coloniale in LibiaEdward E. Evans- pritchard, Colonialismo e resistenza religiosa nell'Africa settentrionale..

Durante la Seconda Guerra mondiale, dei prigionieri di guerra jugoslavi sono stati ammassati sull'isola, e molti di loro sono morti di malnutrizione e di tubercolosi. Tra i confinati si trovavano anche dei Rom jugoslavi, francesi, belgi e olandesi.

Nel 1961 il confino fu abolito a causa di proteste popolari e da allora incominciò a svilupparsi il turismo.

Strage di Ustica (ITAVIA volo 870)

La località è conosciuta, poiché utilizzata come punto di riferimento geografico della cosiddetta Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, quando il volo Itavia da Bologna a Palermo precipitò a una notevole distanza dall'isola; in quell'episodio morirono 81 persone tra passeggeri e equipaggio.

Dopo anni di processi penali e teorie, la sentenza n. 1871 del 28 gennaio 2013 della terza sezione civile della Corte di Cassazione ha identificato come causa della sciagura l'impatto del velivolo con un missile, condannando lo Stato Italiano al risarcimento in favore dei familiari delle vittime per non aver eseguito controlli radar adeguati.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa di San Ferdinando Re: in pieno centro abitato, domina la piazza di Ustica. Costruita nel 1771, fu affidata ai padri cappuccini. Nel 1972 viene arricchita dalle statue realizzate in ceramica da Giovanni de Simone.

Architetture militari Torre di Santa Maria. Torre dello Spalmatore, costruita nel 1763 progettata dall'ingegnere militare Andrea Pigonati.

Monumenti Monumento ai Caduti (1928) in cui sono ricordati i morti nella battaglia di Lissa, assieme a quelli della Prima e della Seconda Guerra Mondiale; Monumento a Vito Longo (1899), morto nella battaglia di Dogali.

Siti archeologici Villaggio di Tramontana: a poca distanza dal centro abitato, villaggio preistorico dell'età del bronzo situato nell'omonima località. Gli scavi, ripresi dal prof. Robert Ross Holloway, della Brown University di Providence, nel Rhode Island, hanno ulteriormente definito l'insediamento, soprattutto in rapporto al notevolissimo muro difensivo che raggiunge anche i tre metri di altezza, in alcuni punti fa rilevare anche un camminamento interno e ha pochi riscontri in altre aree archeologiche del Mediterraneo. La sua necropoli invece si trova presso la cala del camposanto. Dalle indagini effettuate dalla Soprintendenza di Palermo il villaggio fu abbandonato improvvisamente nel XII sec. a.C., per calamità naturali.