La 1ª Coppa Città di Bergamo fu disputata il 19 maggio 1935 su un circuito ricavato all’interno delle mura medievali della Città Alta di Bergamo. La gara si svolse su un tracciato estremamente stretto e tecnico di 2,92 km, caratterizzato da ripide salite e discese, curve impegnative e persino un passaggio sotto un arco. Fu la prima ed unica edizione del Gran Premio di Bergamo e fu una gara non valevole per il Campionato europeo di automobilismo 1935.
Antefatti La Coppa Città di Bergamo del 1935 nacque un po’ per caso, perché il Gran Premio d’Algeria previsto per lo stesso giorno venne cancellato all’ultimo e quindi non c’erano più sovrapposizioni con altre gare. Così gli organizzatori di Bergamo decisero che potevano mettere in piedi una corsa loro, sfruttando le strade della Città Alta, che erano strette, piene di salite e curve improvvise, un tracciato parecchio impegnativo. Il circuito era lungo 2,92 km e passava dentro e fuori le porte della città antica, arrivando perfino a far attraversare ai piloti un arco vero e proprio. Proprio per quanto il tracciato fosse stretto e tortuoso si decise di far correre solo 12 vetture, così da evitare troppo caos*in pista. La Scuderia Ferrari si presentò con le sue Alfa Romeo, mentre altre scuderie e privati portarono Maserati, Bugatti e altre Alfa.
Iscritti Scuderie e piloti iscritte alla gara.. Costruttore Vettura Categoria CilindrataPiloti Alfa Romeo 8C 2300 Monza Grand Prix 2300cc - 8 cilindri G. Cornaggia-Medici Giovanni Minozzi Alfa Romeo 8C 2600 Monza Grand Prix 2600cc - 8 cilindri? Alfa Romeo P3 Grand Prix 3200cc - 8 cilindri Tazio Nuvolari Carlo Pintacuda Luigi Soffietti Gianfranco Comotti Bugatti 39A Voiturette 1500cc - 8 cilindri? Bugatti 51 Grand Prix 2300cc - 8 cilindri Emilio Romano Maserati 4CM Voiturette 1500cc - 4 cilindri Nino Farina Ferdinando Barbieri Giacomo Clerici Maserati 6C 34 Grand Prix 3700cc - 8 cilindri Eugenio Siena Maserati 8CM Grand Prix 3000cc - 8 cilindri Piero Dusio
Qualifiche Le qualifiche non si sono fatte perché il circuito era molto stretto e quindi si potevano far correre solo 12 macchine. Per questo motivo si è deciso di prendere i piloti solo in base ai tempi sul giro, senza fare le solite batterie che di solito si usavano allora. Non si sanno bene i dettagli delle prove, non è rimasto molto, però si conosce che Tazio Nuvolari ha fatto il miglior tempo con 1'59"2, e quindi ha preso la pole position. Siccome il percorso era così “intrecciato”, le macchine più piccole e leggere ebbero la meglio in qualifica, mentre vetture più potenti non riuscirono nemmeno a entrar nella lista degli ammessi, segno che su quel circuito lì la maneggevolezza contava più della potenza. Infatti macchine più grosse come la Maserati 6C-34 di Pietro Ghersi non ce l’hanno fatta a rientrare nei dodici ammssi. Anche Mario Tadini, che correva con la Scuderia Ferrari su una Alfa Romeo Monza, non si è qualificato, cosa abbastanza sorprenede. I numeri delle macchine usati in qualifica non si conoscono bene e per la gara poi ne sono stati dati altri.
Risultati Posizionamento dei piloti alla partenza della gara stabilito in base ai migliori tempi sul giro: Prima fila 2 Pos. 1 Pos. Nino FarinaMaserati 2'02"0 Tazio NuvolariAlfa Romeo 1'59"2 Seconda fila 5 Pos. 4 Pos. 3 Pos. Eugenio SienaMaserati 2'09"4 Luigi SoffiettiAlfa Romeo 2'04"8 Gianfranco ComottiAlfa Romeo 2'04"4 Terza fila 7 Pos. 6 Pos. Emilio RomanoBugatti 2'10"0 Giovanni MinozziAlfa Romeo 2'09"4 Quarta fila 10 Pos. 9 Pos. 8 Pos. Piero DusioMaserati 2'11"2 Carlo PintacudaAlfa Romeo 2'10"4 G. Cornaggia-MediciAlfa Romeo2'10"4 Quinta fila 12 Pos. 11 Pos. Ferdinando BarbieriMaserati 2'13"4 Giacomo ClericiMaserati 2'11"4
Gara Alla partenza, che fu data alle 15:30, Tazio Nuvolari prese subito il comando senza esitazioni. Dietro di lui c’erano Farina con la Maserati e Comotti con l’altra Alfa Romeo, che provavano a stargli dietro ma già dai primi giri si vide che solo Farina riusciva a tenere un po' il suo ritmo. Nuvolari fece il primo giro in 2’08 e poi migliorò già nel secondo, facendo vedere che quel circuito così stretto gli si adattava bene. Nel frattempo nelle posizioni più indietro c’era una piccola battaglia tra Siena e Barbierii, entrambi con le Maserati da 1.5 litri, che si superavano più volte, anche se poi Siena dovette ritirarsi per problemi alle candele. Comotti invece ebbe un guasto al radiatore e dovette fermarsi ai box perdendo tre giri, cosa che lo fece scivolare giù in classifica, anche se più avanti cercò di recuperare.
A metà gara Nuvolari continuava a girare forte, mentre Farina piano piano perdeva qualche secondo ogni volta, anche se rimaneva sempre il più vicino al leader. Pintacuda riuscì a superare Soffietti per il terzo posto, mentre Minozzi dovette fermarsi per un asse rotto. La corsa era molto dura per tutti, visto che il tracciato lasciava pochissime possibilità di sorpassare e obbligava a stare sempre attenti.
Sul finire della gara ci fu anche un incidente quando Barbieri perse il controlo della sua Maserati e finì contro un albero. La macchina rimase danneggiata ma lui se la cavò solo con una lieve botta al ginocchio. Negli ultimi giri Nuvolari continuò con un passo costane e addirittura al 67º giro fece il miglior tempo in 2’00”4, praticamente quasi al livello del record precedente.
Alla fine Nuvolari vinse con un vantaggio di circa due minuti su Farina, che comunque fu considerato autore di un’ottima corsa, essendo l’unico oltre a lui a completare tutti e 70 i giri. Pintacuda chiuse terzo, Soffietti quarto e Comotti quinto dopo la lunga sosta. Gli altri arrivarono più distaccati o si ritirarono.
Risultati Risultati finali della gara. Pos Nº Pilota Scuderia Vettura Giri Tempo /Ritiro 1 2 Tazio Nuvolari Scuderia Ferrari Alfa Romeo P3 70 2h23'28"2 2 4 Nino Farina Gino Rovere Maserati 4CM 70 2h25'38"0 3 18 Carlo Pintacuda Scuderia Ferrari Alfa Romeo P3 682h23h53"0 4 8 Luigi Soffietti Ecurie Versoix Alfa Romeo P3 67 2h24'43"0 5 6 Gianfranco Comotti Scuderia Ferrari Alfa Romeo P3 67 2h25'09"8 6 20 Piero Dusio Scuderia Subalpina Maserati 8CM 66 2h24'42"2 7 16 G. Cornaggia-Medici G. Cornaggia-Medici 8C 2300 Monza 60 2h25'30"0s 8 14 Emilio Romano E. Romano Bugatti T51 56 2h24'56"0 Rit 24 Ferdinando Barbieri F. Sardi Maserati 4CM 57 Incidente Rit 10 Eugenio Siena Scuderia Subalpina Maserati 50 Motore Rit 12 Giovanni Minozzi G. Minozzi 8C 2300 Monza 21 Semiasse Rit22 Giacomo Clerici G. Clerici Maserati 4CM 13 Tubo dell'olio
Rivelazione Farina Dopo la gara di Bergamo del 1935, molti notarono che Farina, anche se non aveva vinto, aveva fatto una prova davvero notevole. Era l’unico che riusciva a stare più o meno dietro a Nuvolari, e su quel circuito stretto come un vicolo non era affatto facile. La sua Maserati 4 cilindri non era certo la macchina più potente, ma lui riuscì lo stesso a tirare fuori un ritmo che fece un po’ girare la testa a chi seguiva la corsa. Si dice che proprio questa prestazione abbia fatto pensare Enzo Ferrai che valesse la pena di puntare su di lui per l’anno dopo. Non fu una decisione presa di colpo, ma Bergamo contò parecchio, perché Farina aveva dimostrato sangue freddo e velocità in una situazione complicata. Ferrari in quei tempi guardava molto a chi sapeva stare calmo anche sulle piste più “strambe”, e Farina aveva fatto proprio questo.
Nel 1936 quindi arrivò il passaggio ufficiale alla Scuderia Ferrari/Alfa Romeo, e da lì la sua carriera cominciò ad andare su per davvero. Il rapporto tra Farina e la squadra non fu sempre semplicissimo, perché lui aveva un carattere un po’ spigoloso e non amava troppo farsi dire le cose, ma in pista lasciava parlarr la macchina. Avrebbe poi continuato con loro per anni, passando anche attraverso il periodo della guerra e finendo per diventare uno dei nomi più importanti del motorismo italiano. Si potrebbe dire che Bergamo fu una specie di punto di svolta, anche se nessuno all’epoca lo sapeva ancora. Una di quelle giornate in cui non vinci la coppa, ma ti guadagni comunque qualcosa di molto più utile per il futuro. E Farina, da quel giorno, non fu più solo “un altro pilota che va forte”, ma uno su cui molti iniziarono a tenere d’occhio con più attenzione.
Note
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