La Settimana Santa di Malaga è un importante evento di carattere religioso, sociale e culturale che si tiene ogni anno nella città di Malaga. Durante i riti processionali effettuati dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo tutte le confraternite conducono, seguendo un itinerario prestabilito, i misteri legati alla Passione di Gesù nella Via Crucis mentre la Domenica di Pasqua tutte le corporazioni accompagnano il Cristo risorto. La Settimana Santa di Malaga ha ricevuto dal Secretaría General de Turismo del Ministerio de Industria, Turismo y Comercio del governo spagnolo la qualifica di Fiesta de Interés Turístico Internacional datata 16 febbraio 1980.
Le strutture sulle quali sono trasportate le immagini sacre sono localmente denominate "tronos" equivalente del termine italiano vara. In ambito spagnolo, in manifestazioni similari, sono denominati comunemente "pasos". Diversa è anche la definizione dei portatori dei "tronos" chiamati «hombres de trono», l'equivalente dei costaleros dei «pasos». Sono notevoli le differenze sulla conduzione dei simulacri: mentre i «pasos» sono processionati con i «costaleros» posti all'interno della struttura, i «tronos» sono condotti a spalla dagli «hombres de trono» mediante pali di legno sporgenti parecchi metri, anteriormente, posteriormente e lungo le fiancate laterali dalla struttura del trono. Generalmente i «tronos» grazie a questa peculiarità hanno dimensioni maggiori rispetto ai «pasos».
Come in tutta la Spagna, anche a Malaga i cortei processionali pasquali sono costituiti da sezioni composte solitamente da due "tronos" per confraternita, uno legato a un mistero della Via Crucis di Cristo e l'altro alla Vergine Maria sempre nell'accezione di Mater Dolorosa. Ciascuno di essi è accompagnato da penitenti denominati «Nazareni» con varie funzioni: addetti al trasporto delle candele, delle Regole (i libri con le norme che regolano l'attività di ogni singola confraternita), delle lanterne, dei turiboli, degli incensieri e «promesas» (persone che hanno promesso di fare penitenza, in cambio dello scioglimento di un voto).
Caratteristica cittadina è la scorta dei Corpi Militari e di Sicurezza dello Stato ai venerati Sacri Titolari come la "Brigata Paracadutisti Spagnola" ("Cristo de Ánimas y Ciegos"), la Legione spagnola (Gesù crocifisso: "Cristo de Mena"), l'Armada Española - Marina ("Cristo de Mena", "Nazareno del Paso", "Virgen de la Esperanza", "Virgen de la Soledad", Virgen del Carmen - Stella Maris), la "Fanteria Spagnola", la "Fanteria della Marina Spagnola", la "Polizia Locale di Spagna", la Guardia Civil ("Santísimo Cristo de la Expiración", "Virgen de los Dolores", Virgen del Pilar), Cuerpo Nacional de Policía ("Virgen del Amor"), Aviazione ("Nazareno de la Misericordia" e "Nuestra Señora del Gran Poder"), Cavalleria ("Cristo de Los Milagros" e "Virgen de la Amargura" o "Zamarrilla").
Oltre alle stazioni di penitenza, le confraternite svolgono attività che ruotano attorno ai tre pilastri fondamentali della «Regola» comune: la formazione, il culto e la beneficenza. Molteplici sono opere di carità che le confraternite detengono a Malaga oggi come ieri: la gestione delle mense, l'amministrazione delle finanze, la corresponsione del cibo agli indigenti e la garanzia delle cure rivolte agli anziani e agli infermi. Il culto attraverso novene, tridui e celebrazioni dai periodi e tempi cadenzati che includono spesso come iniziazione la consegna ai neonati e agli infanti di medaglie con il sigillo araldico della confraternita d'appartenenza del nucleo familiare.
Esiste un'«Associazione delle Confraternite» fondata nel 1921, l'antesignana del genere in Spagna, i cui membri sono eletti ogni quattro anni dai «Fratelli Maggiori» dei vari confraternite. Il primo presidente eletto era membro dell'"Archicofradía de la Sangre", la più antica della città. Questa istituzione indipendente da qualsiasi governo, è responsabile dell'organizzazione della Settimana Santa, atta semplificare le procedure e stipulare gli accordi con tutte le istituzioni ufficiali e a redigere il programma ufficiale delle manifestazioni.
Storia Origini
Dopo la conquista di Malaga da parte dei Re Cattolici avvenuta nel 1487, si costituiscono le prime confraternite e fratellanze («cofradías y hermandades») mentre si stabiliscono i primi ordini religiosi in città.
Nella prima metà del XVI secolo esistevano a Málaga almeno cinque «Confraternite di Passione»: "Cofradías Fusionadas de Vera - Cruz", "Archicofradía de la Sangre", "Cofradías Fusionadas Ánimas de Ciegos", "Hermandad del Monte Calvario" e "Congregación de Mena - Soledad", tutte vincolate a monasteri e conventi.
Dal Concilio di Trento con l'intento di combattere la dilagante avanzata protestante, la Chiesa promuove la creazione di misure e celebrazioni pubbliche. Il culto processionale dà l'impulso decisivo al consolidamento delle corporazioni, il cui obiettivo principale è non solo la liturgia processionale ma, la somministrazione d'aiuto ai fratelli bisognosi e l'assistenza fisica e spirituale nell'ora della morte. L'ultima manifestazione di volontà di molti fratelli - accoliti - adepti è quasi sempre accompagnata da misure concrete per garantire ad essi la cristiana sepoltura nella cripta della confraternita d'appartenenza. In molti casi i confrati non si limitano a votare, a soddisfare le spese e le passività delle sepolture ma, in molte fratellanze ci sono adepti che si impegnano a frequentare i moribondi, portare loro i sacramenti e prepararli alla morte cristiana.
La scuola «malagueña»
Lo "stile scultoreo malagueño" si proponeva di formare una scuola di scultori che prestava opera a Malaga nella seconda metà del XVII secolo, giungendo al massimo splendore nel XVIII e attraversando il declino nel XIX secolo.
Fino alla seconda metà del XVII secolo, prevalevano opere scultoree e modelli di Granada e Siviglia secondo lo stile barocco dettato dalla scuola andalusa. Con l'arrivo dello scultore Pedro de Mena a Malaga nel 1658 si delinea uno stile proprio nelle opere degli scultori malacitani. È sotto la sua influenza e quella di José Micael Alfaro che nasce lo "stile Malaga" che proseguirà nel secolo successivo con Fernando Ortiz seguito dalle influenze all'italiana dettate da Giovanni Domenico Olivieri. Rimarchevole l'apporto stilistico d'artisti come Francisco Gomez Valdivieso e Salvador Gutiérrez di Leon.
Nel XIX secolo il principale scultore Antonio Gutiérrez di Leon, nipote del precedente, perpetua lo stile e la scuola così delineata.
Con l'arrivo del XX secolo e nonostante l'esistenza di scultori cittadini, la «scuola malacitana» lentamente decade, il rappresentante più importante è Francisco Palma García, i cui canoni sono già lontano da quelli stabiliti dal Mena e dalla sua cerchia. Nella seconda metà del secolo spiccano le figure di Mario e Francisco Palma Burgos, entrambi parenti del precedente ma, gli ordini e commissioni agli scultori sivigliani, granadini e valenciani subiscono un incremento e il cosiddetto "stile malagueño" decisamente svanisce.
Dal 1931 al 1936 Nel maggio del 1931, durante il primo mese della Seconda Repubblica spagnola, in risposta alle dichiarazioni del cardinale Pedro Segura y Sáenz e la fondazione del "Circolo monarchico" di Madrid, hanno avuto luogo atti di vandalismo contro chiese e conventi in molte città, l'opera devastatrice è stata particolarmente virulenta a Malaga. Per due notti gli edifici religiosi della città sono stati attaccati, incendiate e distrutte le opere d'arte, i mobili, le librerie, le biblioteche, gli archivi e le reliquie ospitate, tra cui le immagini di proprietà delle corporazioni dei Nazareni.
Alcune sculture sono state salvate essendo state preventivamente nascoste prima degli assalti. I templi che hanno subito le offese più gravi dagli incendi sono stati: la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di San Filippo Neri e la Chiesa della Merced, quest'ultima riportò così gravi danni da restare parzialmente distrutta per non essere più ricostruita fino ai primi anni del 1960, periodo in cui è decretata la definitiva demolizione.
Quando le corporazioni avevano cominciato l'opera di ricostruzione e di restauro dell'immenso patrimonio, nel 1936 ecco profilarsi un'altra replica di episodi di vandalismo derivanti dalla guerra civile spagnola.
Dopo la distruzione di 1931 e in misura minore nel 1936 e 1937, parte un processo di ricostruzione patrimoniale graduale, operato da varie società d'autori come i malagueñi Francisco Palma Burgos, Pedro Pérez Hidalgo, Pedro Moreira e Adrian Ride, i granadini José Gabriel Martín Simon, José Navas Parejo e Nicholas Meadows Lopez, il sivigliano Antonio Castillo Lastrucci e il valenciano Pío Mollar Franch, che hanno intagliato nuove immagini per sostituire quelle tristemente mancanti, molte delle quali vigliaccamente devastate e molte irrimediabilmente perdute.
Termini di base
La «settimana santa malagueña» detiene elementi propri e altri che condivide con tradizioni simili nel resto dell'Andalucía.
«Agrupación de Cofradías» - Associazione delle Confraternite L'«Associazione delle Confraternite» di Malaga fondata nel 1921 è l'organizzazione che coordina le confraternite di «passione» o di «penitenza» della Pasqua malacitana. L'associazione è nata col fine di promuovere la pietà e la carità cristiana, infondere e incrementare maggior fervore e sontuosità nelle processioni della Settimana Santa, favorire lo scambievole ruolo di mutua e vicendevole collaborazione sia per le esigenze primarie che per le manifestazioni di culto fra confraternite e fratellanze passioniste. Allo stesso tempo, dare prestigio al lavoro e alle attività sviluppate dalle confraternite, consolidare i rapporti con le autorità comunali, le istituzioni e con gli organi di commercio per un maggior supporto generale e assistenza finanziaria necessaria per lo sviluppo delle celebrazioni pasquali.
«Recorrido Oficial» - Itinerari e «Percorso Ufficiale»
Durante i giorni della Settimana Santa, le confraternite cittadine lasciano il loro tempio d'appartenenza, monastero o convento o sede della confraternita, per effettuare il «Percorso Ufficiale» compreso tra Alameda Principal, attraverso la "Rotonda del Marqués Larios", "Calle Marqués de Larios" e "Calle Granada" fino alla Cattedrale. Una volta completato il percorso cittadino "obbligatorio" previsto dal «Recorrido Oficial», le confraternite seguono i propri itinerari del rione o barrio d'appartenenza prima di tornare ai rispettivi punti di partenza.
Le confraternite non raggruppate in seno all'associazione per non interferire col programma ufficiale, tra la Domenica delle Palme e il Venerdì Santo non effettuano il percorso ufficiale, in tempi differenti compiono il proprio itinerario al di fuori da esso.
Il percorso medio di un corteo, indipendentemente dall'orario d'uscita di ogni singolo "trono", è di circa otto ore. Itinerari estranei al «Percorso Ufficiale» hanno una durata inferiore come avviene per la "Cofradía de la Pollinica", altri compiono un lungo percorso «misto» come avviene per la "Hermandad de Nueva Esperanza".
Nazareni I Nazareni sono i confratelli o accoliti o adepti che precedono, secondo ordini e sezioni prestabiliti, i vari "troni". Sono abbigliati con abito, cappuccio (il caratteristico lungo copricapo a cono provvisto solo di fenditure agli occhi) e guanti, alcuni indossano mantelli, per statuto ogni confraternita detta le caratteristiche del proprio guardaroba, il colore, gli scudetti e gli accessori. Ai "'Nazareni'" sono attribuite varie funzioni: addetti al trasporto dei crocifissi, dei simboli religiosi, dei vessilli, delle bandiere, degli stendardi, delle candele, delle Regole (i libri con le norme che regolano l'attività di ogni singola confraternita), delle lanterne, dei turiboli, degli incensieri e «promesas» (persone che hanno promesso di fare penitenza, in cambio dello scioglimento di un voto).
Troni