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Biografia Di famiglia nobile, era nipote di Francesco de' Vieri detto Verino primo. Allo Studio di Pisa fu professore di logica e poi, dal 1559 al 1590, di filosofia.

Come l'avo fu molto attivo nell'Accademia fiorentina.

Alchimista di corte presso Francesco I de' Medici, era contestato dai colleghi per aver caldeggiato la rifondazione di una nuova accademia platonica improntata a Giovanni Pico della Mirandola, in un'ottica di conciliazione di Platone con l'aristotelismo; suo principale avversario era Girolamo Borro.

Tra le altre opere scrisse un trattato di astronomia e meteorologia Sulle meteore, termine con cui allora si intendevano i fenomeni atmosferici sublunari, commentario alla Meteorologica aristotelica.

Opere Discorso del soggetto, del numero, dell'uso et della dignità et ordine degl'habiti dell'animo (Firenze, 1568) Trattato delle metheore (Firenze, 1572) Discorso intorno a' dimonii, volgarmente chiamati spiriti (Firenze, 1576) Trattato della lode, dell’honore, della fama et della gloria (Firenze, 1577) Breve discorso intorno all'Arte dell'Alchimia (Firenze, 1580) Daemonum investigatio peripatetica (Firenze, 1580) Discorso della grandezza et felice fortuna d'una gentilissima et graziosiss. donna qual fu M. Laura, biografia spirituale dell'amata di Francesco Petrarca (Firenze, 1581)

Discorsi delle maravigliose opere di Pratolino et d'Amore (Firenze, 1587) Ragionamento de l'eccellenze e de più maravigliosi artifizij della magnanima professione della filosofia (Firenze, 1588) Vere conclusioni di Platone conformi alla dottrina christiana et a quella d'Aristotile (Firenze, 1589) Lezzioni d'amore, a cura di J. Colaneri (Monaco di Baviera, 1973)

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