Non va confuso con il quasi omonimo Antonio Meneghelli.
Biografia Padovano, abbracciò la carriera ecclesiastica e si dedicò a studi umanistici. Dopo aver viaggiato tra Firenze, Roma e Napoli, fu nominato lettore di belle lettere e storia al Regio Liceo di Vicenza, prima di tornare definitivamente nella città natale.G. Vedova, Biografia degli scrittori padovani, Padova 1832, vol. I, pp. 595-596.
In riva al Brenta accettò « il carico di vice-bibliotecario e di custode del museo » all'Università, dove vinse negli ultimi anni di vita la cattedra di archeologia.G. Vedova, cit., p. 597.
Autore di una tragedia cittadinesca - il cui genere teorizzò nella sua celebre dissertazione, uno dei trattati sul teatro più significativi nell'ultimo scorcio di secolo - ispirata alla storia patavina e di un'azione lirica, Meneghelli unì all'esperienza creatrice l'attività di critico, muovendosi tra letteratura, arte e storia. Curò inoltre l'edizione dei sonetti dialettali di Gian Giacomo Mazzolà - selezionandone cento -, apparsi nel 1785 a Padova con il titolo I cavei de Nina.
La Dissertazione sopra la tragedia cittadinesca, pubblicata nel 1795, definiva le regole del genere, che secondo l'autore doveva abbracciare personaggi di ogni ceto sociale e fondere in sé gli elementi della commedia e della tragedia, pur con tratti propri e tendenzialmente inclini al tragico.Il trattato fu scritto nel 1789 nell'ambito di un concorso della Reale Accademia di Mantova. Secondo il biografo padovano Giuseppe Vedova, la nota fortemente anti-alfieriana presente nella Dissertazione sarebbe opera di Melchiorre Cesarotti, nella cui cerchia si sviluppava in quegli anni il percorso intellettuale di Meneghelli.G. Vedova, cit., pp. 597-598, nota 2; Meronte Larisseo era il nome arcadico di Cesarotti.
L'asserzione non è dimostrabileP. Ranzini, Verso la poetica del sublime. L'estetica « tragica » di Melchiorre Cesarotti, Ospedaletto, 1998, p. 169n., ma in ogni caso Meneghelli si sarebbe successivamente schierato dalla parte dell'Astigiano, dando nel 1812 alle stampe l'Elogio di Vittorio Alfieri.
Opere Orazione, Padova, 1782 Il trionfo di Alessandro sopra sé stesso, azione lirica, Padova, Conzatti, 1792 Traduzione del catulliano Epitalamio per le nozze di Peleo e Teti, Padova, Nella Stamperia del Seminario, 1792 Bianca de' Rossi, tragedia cittadinesca Dissertazione sopra la tragedia cittadinesca, Padova, Nella Stamperia del Seminario, 1795. Lettera sopra di un bassorilievo del celebre scultore Antonio Canova, Padova, 1802 Ragionamento sopra un'antichissima moneta di Padova, Padova, Nella Stamperia del Seminario, 1803 Elogio di Gian-Giorgio Trissino, in Mercurio filosofico, letterario e poetico, Venezia, Zerletti, 1811, vol. IV Elogio di Vittorio Alfieri, Venezia, Graziosi, 1812 Elogio del canonico Raimondo Checozzi, in Scelta di Opuscoli scientifici e letterari, Venezia, Pinelli, 1813, vol. VI Discorso per il giorno anniversario dell'istituzione del cimitero comunale di Padova, Venezia, Penada, 1813 Della stima dei Padovani verso il Petrarca, e sopra il monumento a lui nuovamente eretto nella cattedrale, Padova, Nella Stamperia del Seminario, 1813 (poi Padova, Minerva, 1818) Memoria sulla vita e sulle opere del prof. Andrea Rigato, Padova, Nella Stamperia del Seminario, 1815 Vita di Melchior Cesarotti, Venezia, Alvisopoli, 1817
Note
Bibliografia Giuseppe Vedova, Biografia degli scrittori padovani, Padova, Minerva, 1832, vol. I, pp. 595-599.
Collegamenti esterni