Biografia Giovinezza Bonifacio seguì il padre nella spedizione in oriente del 1225, quando il marchese Guglielmo perse la vita: egli tornò allora in patria e assunse, forse nella primavera dell'anno seguente, il controllo sul Monferrato. Strinse un patto col cugino, il marchese Manfredo III di Saluzzo, nel quale si prevedeva che in caso di morte senza eredi di uno dei due sovrani i suoi domini sarebbero andati all'altro. Ciò serviva per evitare una sanguinosa guerra civile nella quale sarebbe probabilmente entrato anche l'Imperatore, con il quale infatti non correvano buoni rapporti. Bonifacio II non era riuscito a saldare i pesanti debiti contratti dal padre nei confronti della corona di Germania, Federico II lo vedeva di cattivo occhio, e non a caso: nel 1226 egli aderì alla Lega Lombarda contro l'Impero. Nonostante la mediazione di papa Onorio III, che comportò la riconciliazione tra i due uomini politici, Federico II riserbò nei suoi confronti sempre vivi sospetti. Come scrive Raffaello Menochio: "Morto Manfredo III di Saluzzo gli succedeva nel 1244 Tommaso I di Saluzzo in età di 4 anni sotto la tutela del marchese Bonifacio di Monferrato, il quale tosto si portava a Carmagnola, ed ai 30 ottobre di quell'anno in casa di Bongioanni Granetto riceveva il giuramento di fedeltà a nome del pupillo e della contessa di Saluzzo" (Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890).

Matrimonio con Margherita di Savoia Nel 1228 Bonifacio negoziò con i Savoia il suo matrimonio. La prescelta era la giovane Margherita, (1225 – 1268), figlia di Amedeo IV di Savoia e di Anna di Borgogna, ma Tommaso I di Savoia rifiutò di concederla per l'età ancora adolescente della giovine. Essa venne poi sposata il 9 dicembre 1235. Il fastoso matrimonio venne celebrato in dicembre 1235 a Chivasso.

Odio verso Alessandria Ma le mire del marchese Bonifacio erano principalmente dirette verso Alessandria: dal 1227, quando strinse un'alleanza con Asti contro gli alessandrini, fino praticamente alla fine del suo marchesato egli continuò a combattere accanitamente contro i vicini. In sostegno di Alessandria si attivarono a più riprese gli eserciti della Lega e di Milano. Sconfitto duramente nel 1230 dopo aver perso molte piazzeforti, Bonifacio dovette riconoscere la sua sottomissione alle volontà della Lega. Quando egli cercò nuovamente di svincolarsi, stringendo maggiori alleanze con i saluzzesi e con i Savoia, gli eserciti milanesi tornarono a minacciarlo e attaccarono Chivasso, allora capitale del marchesato. L'assedio si protrasse per quattro mesi, vani furono gli sforzi di Bonifacio di aiutare gli assediati attaccando le truppe nemiche. Chivasso capitolò il 5 settembre 1231 e non venne restituita a Bonifacio se non dopo un anno intero, quando il marchese scese a patti e si dichiarò sconfitto.

Nuovi voltafaccia Bonifacio, dopo la rottura dei rapporti con i saluzzesi ed Amedeo IV, che gli aveva per un certo periodo anche impedito di vedere la moglie, andata in visita in Piemonte. Bonifacio decise allora di passare nuovamente alla parte imperiale, scortando più volte Federico II nei suoi spostamenti in Italia. Ma la nuova situazione ghibellina non durò molto: nel 1243 egli passò per soldi dalla parte guelfa. Comunque, quando Federico fece visita a Torino nel 1245, egli chiese e ottenne il perdono imperiale, divenendo nuovamente servitore del monarca tedesco. In questa situazione di guerra permanente con i relativi voltafaccia improvvisi, arrivò la notizia della morte del marchese Manfredo III. Come da testamento del defunto, a Bonifacio fu affidata la custodia e l'istruzione dei due figli di Manfredo, Tommaso e Alasia.

Ultimi tempi e morte I continui voltafaccia di Bonifacio divennero sempre più frequenti. A cambiare continuamente bandiera era il timore dato dalla crescente potenza acquistata da Amedeo IV e, soprattutto, dalla decisione imperiale di creare in Piemonte uno stato satellite sottraendo terre ai Savoia, ai Saluzzo e, in primo luogo, ai Monferrato. La morte di Federico segnò forse un momento di relativa calma nella politica di Bonifacio. Corrado IV lo investì a Roma di alcune terre a lui adiacenti, e in particolare la città di Casale Monferrato. Raggiunta quindi la supremazia nel Piemonte meridionale, forse decise di dedicarsi più alla politica interna che alle guerre. Ma era il 4 maggio quando Corrado lo insignì del dominio su Casale. Il 12 maggio egli morì a Moncalvo dopo aver fatto testamento nel giro di poche ore. Gli succederà il figlio Guglielmo.

Discendenza

Bonifacio ebbe da Margherita di Savoia tre figli: Teodora (ca. 1235 - ), sposò Gherardo della Gherardesca Conte di Donoratico. Alessia (1240 – 1285), che andò in sposa ad Alberto I di Braunschweig. Guglielmo VII (1243 – 1292), che gli succedette nel governo del marchesato. Bonifacio II fu seppellito presso l'abbazia di Lucedio, nel comune di Trino.

Ascendenza

Bibliografia Codex Astensis o Malabayla, dal 1065 al 1353, pubblicato da Quintino Sella nel 1880, Roma Tipografia dell'Accademia dei Lincei Regesti dei marchesi del Monferrato (secoli IX-XVI), curati da Walter Haberstumpf, San Giorgio, 2009 Fra Gabriele Bucci (1430-1497) "Memoriale Quadripartitum", conservato dalla fine del sec. XVIII nella Biblioteca Nazionale di Torino, è stato pubblicato da Faustino Curlo, Pinerolo 1911 Ludovico Della Chiesa, Della vita e de' fatti dei Marchesi di Saluzzo, 1597 Giovanni Tarcagnota, Mambrino Roseo, Bartolommeo Dionigi, "Delle historie del mondo: Le quali contengono quanto dal principio del Mondo è successo, sino all'anno 1513", 1598 Leandro Alberti, "Descrittione di tutta l'Italia, et isole pertinenti ad essa", 1581 Pietro Granetto (Petrus Granetius), Stylus regius Galliarum iuridicus olim Salucianis præscriptus. Burgi Sebusianorum (Bourg en Bresse), Jean Tainturier, 1630 Antonio Chiusole, "La genealogia delle case più illustri di tutto il mondo", J. B. Recurti, 1743 Lodovico Antonio Muratori, "Annali d'Italia, dal principio dell'era volgare", 1744 Carlo Tenivelli, "Biografia Piemontese, Volume 4", Briolo, 1792 Benvenuto da San Giorgio (conte di Biandrate), "Cronica del Monferrato", A. Forni, 1780 Goffredo Casalis, a cura di, Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Compilato per cura del professore e dottore di belle lettere Goffredo Casalis, Torino, 1833-1856, in 28 Volumi, di volta in volta pubblicati presso codesti editori torinesi: G. Maspero librajo e Cassone, Marzorati, Vercellotti tipografi. (ristampato Nabu Press, 2011) Gaetano Moroni, "Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni", Tipografia Emiliana, 1842 Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890 Fedele Savio, "Studi storici sul marchese Guglielmo III di Monferrato ed i suoi figli con documenti inediti", Fratelli Bocca, 1885 "Le carte dello Archivio capitolare di Casale Monferrato fino al 1313, Volume 40", 1907 Carlo Cipolla (conte), "Pubblicazioni sulla storia medioevale italiana", Istituto veneto di arti grafiche, 1914 Leopoldo Usseglio, "I marchesi di Monferrato in Italia ed in oriente durante i secoli XII e XIII", 1926 Vincenzo De Bartholomaeis, "Poesie provenzali storiche relative all'Italia", Tipografia del Senato, 1931 Alfredo Bosisio, "Il basso Medioevo", Ist. geografico De Agostini, 1968 Giuseppe Aldo Di Ricaldone, "Annali del Monferrato (951-1708)", La cartostampa, 1972 Michele Ruggiero, "Storia del Piemonte", Piemonte in Bancarella, 1979 Anna Maria Nada Patrone, "Storia d'Italia, Volume 5", UTET, 1986 Cosimo Damiano Fonseca, Valentino Pace, "Federico II e l'Italia", De Luca, 1995 Gustavo Mola di Nomaglio, "Feudi e nobiltà negli stati dei Savoia: materiali, spunti, spigolature bibliografiche per una storia, con la cronologia feudale delle Valli di Lanzo", 2006 Mario Bernabò Silorata, "Gregorio IX e Federico II di Svevia: incontri e scontri tra sacerdozio e impero", Nerbini, 2007 Sonia Maura Barillari, "Monferrato: percorsi medievali di testi e musiche : atti del convegno, Rocca Grimalda-Ovada, 26-27 giugno 2004", Edizioni dell'Orso, 2007

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