Fu nominato prima capitano nel 1915 e poi generale tre anni più tardi. Partecipò alla prima guerra mondiale e poi alla guerra civile russa. Fu uno dei comandanti delle armate bianche in Siberia e poi sul fronte occidentale, e infine comandante in capo e braccio destro di Aleksandr Kolčak.
Biografia Primi anni Kappel' nacque in una famiglia di origini danesi. Si diplomò presso il Corpo dei paggi a San Pietroburgo e poi frequentò la Scuola di Cavalleria Nikolaevskoe e l'Accademia Nikolaevskaja, dove si diplomò nel 1913. Si era segretamente sposato con Ol'ga Strolman, figlia di un ricco costruttore di cannoni francese nel 1909, dal quale ebbe due figli: Tat'jana e Cyrille. Povero soldato, le relazioni con la famiglia di Ol'ga si normalizzano anni più tardi, quando diventa ufficiale e riceve, l'8 maggio 1913, l'Ordine di Sant'Anna.
Prima guerra mondiale Durante la prima guerra mondiale, Kappel' fa rapidamente carriera: viene promosso capitano nel novembre 1915 e serve nella 1ª armata russa. Il 18 marzo 1916, viene trasferito all'Ufficio del capo-maggiore delle armate del Sud-Ovest, dove il generale Aleksej Brusilov stava mettendo al punto l'offensiva che porterà il suo nome e considerata la più grande vittoria della Triplice intesa di tutta la guerra. Con altri ufficiali di stato maggiore, Kappel' traccia i piani che porteranno alla vittoria.
Dal mese di giugno al 12 agosto 1916, Kappel' è temporaneamente assegnato alla 3ª armata, dove consiglia il generale Bulatov ed è in seguito capo divisione delle operazioni. Il 15 agosto, Vladimir Kappel' è nominato tenente colonnello ed assegnato al fronte Sud-Ovest.
La rivoluzione di febbraio colpisce duramente Kappel', monarchico convinto, poiché, al contrario di Aleksandr Kolčak, che è l'unico ammiraglio che la sostiene, lui vi vede un duro attacco alla Russia zarista. Per lui è necessario spingere il popolo ad esigere che la Russia sia nuovamente governata dai discendenti della dinastia che l'ha diretta per tre secoli. Il 2 agosto 1917, alla vigilia del discorso che dà inizio all'affare KornilovL'affare Kornilov o Kornilovčtčina si riferisce ad un confronto abbastanza confuso avvenuto nei mesi di agosto-settembre 1917 fra il generale Lavr Kornilov, comandante in capo dell'Armata russa e Aleksandr Kerenskij, ministro della Guerra e presidente del Consiglio dei ministri del governo provvisorio., Kappel' diventa capo di stato maggiore delle armate del Sud-Ovest, ma viene subito denunciato come monarchico e il 2 ottobre 1917 dà le dimissioni. Kappel' lascia quindi il fronte e si ritira a Perm' dai suoi.
Guerra civile russa
Dopo la Rivoluzione d'ottobre, Kappel' viene poco sollecitato dai Bolscevichi: nella primavera 1918, lavora alla sede dell'autorità sovietica al distretto militare Volga a Samara, ma non partecipa a nessun'azione e non viene formato dai commissari politici. Dopo la presa della città dalla Legione cecoslovacca, durante la riunione del 9 o 10 giugno 1918 degli ufficiali di stato maggiore a Samara, Kappel' si porta volontario per guidare l'Armata popolare del Comitato dei membri dell'Assemblea costituente, incarico che ricoprirà da giugno 1918 a settembre.
Con lo scopo di punire coloro che considera traditori, per aver firmato il trattato di Brest-Litovsk mettendo fine all'impegno russo nella Prima guerra mondiale, Kappel' si impegna nella lotta contro i Bolscevichi. Il primo ordine da battaglia arriva l'11 giugno 1918: Kappel' deve accerchiare il nemico. Nonostante gli scarsi mezzi a disposizione e l'eterogenea armata, Kappel' stupisce per le numerose vittorie ottenute grazie alla sua conoscenza dell'impiego della cavalleria e la sua abilità nel soppesare le forze in campo. Le sue vittorie gli valgono il riconoscimento del suo valore sia da parte dei suoi superiori che degli avversari: il giornale bolscevico La stella rossa nel 1918 lo compara a Napoleone e una taglia di 5000 rubli viene offerta per la sua cattura o uccisione.
Durante l'estate 1918, Kappel' combatte con i volontari al fronte. Va in giro sempre armato e fornisce armi anche ai funzionari. Il suo atteggiamento modesto e la sua giovane età lo rendono uno dei generali bianchi più popolari. Il 17 luglio, l'armata russa avanza di 150 km in cinque giorni, contro forze superiori. Da Simbirsk, le operazioni dell'Armata popolare del Comitato dei membri si concentrano su Volsk, Inza e Alatyr' e le due rive del Volga fino al confluente della Kama. La Legione cecoslovacca e il tenente Sergej Wojciechowski prendono Ekaterinburg il 25 luglio, dove Nicola II di Russia è stato fucilato assieme alla sua famiglia una settimana prima.
A inizio agosto 1918, l'Armata popolare ha occupato un territorio che va da Syrzan a Zlatoust, ossia 750 miglia da ovest ad est, e 500 milia da nord a sud, cioè da Simbirsk a Volsk. Le città di Samara, Syzran, Simbirsk e Stavropol sono piazzate sotto il suo controllo. Al sud, lo squadrone di Samara, comandato dal tenente F.E. Machine, difende Chvalynsk e la periferia di Volsk. La presa di Simbirsk suscita la reazione di Mosca: Lev Trockij invia dei rinforzi, che accompagna personalmente nel bacino del Volga, avendo dichiarato "L'Unione Sovietica in pericolo". Le forze rosse convergono sul Fronte dell'Est: per riprendere Simbirsk e Samara, vengono spiegate l'armata di Michail Tuchačevskij, la divisione del Volsk (Volskaja), la divisione della 4ª armata. A Kazan', sotto gli ordini del comandante in capo del Fronte dell'Est Jukums Vatsetisa, la 5ª Armata sovietica viene inviata con i suoi autoblindo, aerei e treni blindati.
La presa di Kazan'
Lo stato maggiore bianco è diviso sugli obiettivi. I colonnelli Čeček, Galkin e Smith vogliono sfondare le linee nemiche a Saratov, la quale ha un'importanza strategica per l'Armata popolare. D'altra parte, i colonnelli Vladimir Kappel', Stepanov, Lebedeev e Fortunato vorrebbero attaccare nella direzione di Kazan'.
Il 1º agosto, la flottiglia dell'Armata popolare viene sconfitta a Simbirsk, al confluente della Kama. Il 5 agosto, Kazan' è presa dalle truppe sbarcate, ma Kappel', con tre unità, circonda la città arrivando da est, mentre la Legione cecoslovacca conduce la sua offensiva sulla città entrando dai moli. A mezzogiorno del 6 agosto, Kappel' entra in città sorprendendo il nemico alle spalle. Malgrado la fuga di parte delle truppe bolsceviche, i volontari lettoni, tiratori scelti del 5º reggimento semigallo sovietico, tengono le loro postazioni respingendo gli attacchi bianchi. Quando i cechi li scacciano dalla stazione, i volontari lettoni si arrendono a Kappel': sarà l'unico caso di sconfitta dei volontari lettoni dell'Armata Rossa durante tutta la guerra civile.
Dopo due giorni di combattimenti, il 7 agosto, Kazan' viene occupata ed i bolscevichi sconfitti. Lenin in persona prende il comando del Fronte dell'Est, dato che il precedente comandante, Jukums Vācietis, è stato completamente incapace di raggiungere la vittoria a causa di mancanza di disciplina delle truppe e di abilità tattica dei comandanti.
Le truppe bianche hanno messo la mano su grandissime riserve di armi, munizioni, medicine e la metà delle riserve d'oro della Russia imperiale; si tratta di 650 milioni di rubli in monete d'oro, lingotti d'oro e di platino, gioielli e oggetti di valore sottratti ai capitalisti e ai nobili provenienti dalle riserve di Kazan'. Kappel' ordina di trasferire tutte queste ricchezze lontano dalla città, verso zone più sicure.
Dopo la presa di Kazan', l'Armata popolare del Comitato dei membri dell'Assemblea costituente viene ristrutturata. Viene creato il Fronte del Volga, che raggruppa tutte le truppe russe e cecoslovacche, sotto il comando del colonnello S. Tchechek. Questo fronte è diviso in corpi d'armata e Kazan' viene assegnata al comando del colonnello Vladimir Kappel' con due divisioni. Kappel' diventa il comandante in capo del 1º corpo d'armata del Volga. Va a visitare i suoi uomini in treno e viene accolto con entusiasmo: le sue truppe sono ormai "i figli del padre Kappel".
Kappel', assieme a Galkin, Lebedev e appoggiati dal generale Denikin, mirano ad occupare Nižnij Novgorod per poi marciare su Mosca e ricongiungersi con le truppe anglo-francesi. Sperano in sollevamenti popolari spontanei contro il governo sovietico da parte degli operai della fabbrica Sormovo n.112 a Nižnij Novgorod. Ma il Comitato dei membri dell'Assemblea costituente ed i cecoslovacchi preferiscono consolidare i territori già occupati prima di lanciarsi in altre imprese, tanto più che l'apporto di volontari è stato debole, nonostante i numerosi appelliAnche gli studenti e gli insegnanti dell'Accademia di Kazan' hanno preferito non ingaggiarsi.. Così, a fine agosto, il governo e la maggioranza dello Stato maggiore boccia gli audaci piani di Kappel'.
La controffensiva sovietica
Nel frattempo si preparava una seconda offensiva sovietica su Kazan'. Il presidente del Consiglio militare supremo della Repubblica sovietica e lo stesso Trockij avevano messo in moto misure estreme per ristabilire disciplina nei ranghi. Poco dopo, la 5ª Armata sovietica sul Volga riceveva numerosi rinforzi.
Il 7 settembre, il fianco destro del gruppo della 5ª Armata, con il sostegno della flotta comandata da Fëdor Raskol'nikov, raggiunse la riva del Volga e circondò Kazan' su tre lati sotto il comando di Oslan Hill. Sul fianco sinistro, viene raggiunta la foce del fiume Kazanka. Quello stesso giorno il gruppo della 2ª Armata sotto Woldemar Azin prende Kinderle e Klyki, villaggi a est di Kazan'. Il 9 settembre, marinai e fanti da sbarco sotto il comando di Nikolaj Markin formarono una "testa di ponte" su una spiaggia ad ovest della città: la presenza della flotta del Baltico lungo il Volga si rivela ancora una volta cruciale, allorquando da Samara non arrivano rinforzi per mancanza di riserve. Il 10 settembre, chiusa in una morsa da tre direzioni, Kazan' cade sotto il controllo bolscevicoQazannı azat Utu operasiäse/Казаны азат итү операциясе. La maggior parte dei soldati bianchi era fuggita su barche a vela lungo il Volga.
Prima dell'operazione sovietica a Kazan', Kappel' è corso a Simbirsk, dove partecipa ad una sanguinosa battaglia dal 14 al 17 agosto, al termine della quale è forzato a ripiegare col suo stato maggiore a Inza, a 80 km all'ovest di Simbirsk. Viene quindi richiamato nella regione di Kazan' il 25 agosto. La brigata di Kappel' è costituita, in quel momento, da due reggimenti di fanteria, uno squadrone di cavalleria e da tre batterie d'artiglieria, per un totale di circa 2000 soldati e 10-12 cannoni.
A Svijažsk, nei sobborghi di Kazan', Kappel' è inizialmente vittorioso. Il 28 agosto, parte del suo gruppo d'assalto prende alla sprovvista il quartier generale della 5ª Armata, mentre attacca la stazione in una manovra accerchiante notturna. Lo scontro a fuoco si prolunga per 8 ore, quando l'artiglieria navale minaccia il fianco sinistro della brigata e Kappel' si vede costretto ad abbandonare la riconquista di Svijažsk. Parte delle truppe di Kappel' viene rispedita allora a Simbirsk, dove la situazione si è fortemente degradata.
La sconfitta delle truppe bianche a nord ha tremende ripercussioni su tutti i fronti. Kappel', che protegge la linea fra Ufa e Bugul'ma, deve proteggere la ritirata del colonnello Stepanov da Kazan'. Le condizioni meteorologiche sono pessime, mancano viveri e la Legione cecoslovacca si è ritirata. Nonostante ciò, Kappel' riesce a stabilire una linea difensiva sulla riva sinistra del Volga, di fronte a Simbirsk. Il 3 octobre 1918, però, il resto delle truppe di Kappel' deve combattere davanti a Simbirsk, costretto poi ad indietreggiare fino ad Ufa.
A questo stadio, Kappel' dispone di 4460 fanti, 711 cavalieri, 140 mitragliatrici, 24 cannoni e qualche autoblindo e sono soverchiati dalle truppe sovietiche, dieci volte più numerose.
La ritirata in Siberia