La Corea del Nord, ufficialmente Repubblica Popolare Democratica di Corea, è un paese dell'Asia orientale. Occupa la parte settentrionale della penisola coreana, che si protende dal continente asiatico tra il mare Orientale, o mar del Giappone, e il mar Giallo. Il territorio nordcoreano rappresenta circa il 55 per cento della superficie complessiva della penisola. Il paese confina a nord e a nord-ovest con la Cina, per un breve tratto a nord-est con la Russia e a sud con la Repubblica di Corea, o Corea del Sud. La capitale, P'yŏngyang, sorge lungo il fiume Taedong ed è il principale centro politico, industriale e logistico del paese.
Fra la Corea del Nord e la Corea del Sud si estende la zona demilitarizzata coreana, generalmente indicata con la sigla DMZ. Fu istituita dall'armistizio del 27 luglio 1953, che pose fine ai combattimenti della guerra di Corea del 1950-1953 senza essere seguito da un trattato di pace definitivo. La DMZ si sviluppa per circa 241 km attraverso la penisola ed è larga complessivamente 4 km. Al suo centro corre la linea di demarcazione militare, corrispondente approssimativamente alla posizione occupata dai due schieramenti al momento dell'armistizio; le forze contrapposte si ritirarono di 2 km su ciascun lato della linea. Il tracciato non coincide con il 38º parallelo, ma segue un percorso sinuoso che lo interseca in diversi punti, dalla regione dell'estuario del fiume Han, a ovest, fino alla costa orientale presso Kosŏng.
Morfologia Montagne e vallate caratterizzano gran parte del territorio nordcoreano. Le pianure più estese si trovano lungo la costa occidentale, mentre sul versante orientale le catene montuose scendono spesso ripidamente verso il mare, lasciando soltanto strette fasce pianeggianti. Nel complesso, circa quattro quinti del paese sono costituiti da montagne e altopiani. L'altopiano di Kaema, nella parte nord-orientale, presenta un'altitudine media vicina ai 1.000 m e costituisce il principale tetto topografico della penisola coreana. È formato da estese superfici basaltiche, altopiani ondulati e rilievi vulcanici, profondamente incisi dalle valli fluviali. Lungo il margine settentrionale dell'altopiano, presso il confine con la Cina, si innalza il monte Paektu, o Paektusan, noto in Cina come Changbaishan. Alto circa 2.744 m, è la vetta più elevata della Corea del Nord e dell'intera penisola coreana. Non si tratta di un vulcano spento, bensì di un grande complesso vulcanico attivo, sebbene attualmente quiescente. La sua sommità è occupata da un'ampia caldera contenente il lago del Cielo, chiamato in coreano Ch'ŏnji. I monti Rangnim attraversano la parte centrale del paese con andamento prevalentemente da nord a sud e formano il principale spartiacque fra i corsi d'acqua diretti verso la costa occidentale e quelli che scendono verso il mare Orientale. Le comunicazioni fra le regioni orientali e occidentali sono rese difficili dalla continuità e dall'asprezza di queste catene. Dai monti Rangnim si diramano verso sud-ovest e sud-est diversi sistemi secondari, fra i quali i monti Kangnam, Myohyang, Ŏnjin e Myŏrak. Fra queste catene si sono sviluppate pianure e bacini fluviali relativamente estesi, che confluiscono nella più ampia fascia costiera occidentale. I monti Hamgyŏng si estendono verso nord-est e formano un'imponente barriera fra l'altopiano di Kaema e la costa orientale. Comprendono alcune delle maggiori vette del paese dopo il Paektu e sono caratterizzati da versanti ripidi, vallate strette e un rilievo particolarmente impervio. I monti T'aebaek attraversano la parte sud-orientale della Corea del Nord e proseguono verso sud lungo la costa orientale della Corea del Sud. A questo sistema appartiene il monte Kŭmgang, o Kumgangsan, alto circa 1.638 m e celebre per i picchi granitici, le gole, le cascate e i paesaggi pittoreschi.
Idrografia e suoli Il fiume più lungo della Corea del Nord è lo Yalu, chiamato in coreano Amnok. Nasce nell'area del monte Paektu e scorre prevalentemente verso sud-ovest per circa 790 km, segnando gran parte del confine con la Cina, prima di sfociare nella baia di Corea, settore settentrionale del mar Giallo. Anche il Tumen, o Tuman, ha origine presso il monte Paektu. Scorre verso nord-est per circa 520 km, formando una parte del confine con la Cina e, nel tratto terminale, il breve confine fra Corea del Nord e Russia, prima di sfociare nel mare Orientale. A causa della vicinanza delle montagne al litorale, i corsi d'acqua della costa orientale sono generalmente brevi, ripidi e impetuosi. Il Tumen rappresenta la principale eccezione. I maggiori fiumi nordcoreani, fra i quali l'Amnok, il Ch'ŏngch'ŏn, il Taedong, il Chaeryŏng e lo Yesŏng, scorrono invece verso ovest e raggiungono la baia di Corea o il mar Giallo. Il Taedong attraversa P'yŏngyang e sfocia presso Namp'o. Le pianure alluvionali formate dai fiumi occidentali, più ampie rispetto a quelle del versante orientale, costituiscono alcune delle principali regioni agricole e urbane del paese.
Più di tre quinti dei suoli nordcoreani derivano dall'alterazione di graniti, gneiss e diversi tipi di scisti cristallini. Sono generalmente bruni, sabbiosi o pietrosi, acidi e relativamente poveri di sostanza organica. Suoli bruno-rossastri sviluppatisi sopra arenarie si trovano soprattutto nella provincia dello Hwanghae Settentrionale e nella parte meridionale del P'yŏngan Meridionale. Sull'altopiano di Kaema, il clima freddo e la presenza di foreste di conifere hanno favorito la formazione di podzol, suoli forestali acidi e fortemente dilavati, caratterizzati da orizzonti superficiali di colore grigio-cenere. I terreni più fertili sono quelli alluvionali delle vallate e delle pianure costiere occidentali. Questi suoli, rinnovati dai sedimenti fluviali, sostengono gran parte delle coltivazioni del paese. Nel complesso, tuttavia, la superficie agricola è limitata dalla montuosità del territorio e dalla modesta fertilità di molti terreni.
Clima La Corea del Nord presenta un clima prevalentemente continentale umido, caratterizzato da inverni lunghi, freddi e relativamente asciutti e da estati brevi, calde, umide e piovose. L'inverno si estende generalmente da dicembre a marzo. Le temperature medie di gennaio variano da circa −7 °C nelle regioni meridionali e costiere fino a valori inferiori a −20 °C nelle zone montuose dell'interno settentrionale. Le masse d'aria fredda e secca provenienti dalla Siberia determinano cieli spesso sereni, venti settentrionali e frequenti nevicate. L'estate, compresa approssimativamente fra giugno e settembre, è calda e umida. In luglio le temperature medie superano i 20 °C in quasi tutto il paese. L'escursione termica annua è pertanto molto marcata: raggiunge circa 30 °C a P'yŏngyang e valori ancora maggiori nelle regioni continentali settentrionali. Chunggang, o Chunggangjin, situata nell'interno presso il confine con la Cina, è una delle località più fredde della penisola. Vi sono state registrate temperature inferiori a −40 °C. La costa orientale presenta inverni leggermente più miti rispetto a quella occidentale. Tale differenza è dovuta in parte all'influenza delle correnti marine e alla protezione offerta dai rilievi montuosi contro le masse d'aria più fredde provenienti dall'interno del continente.
Gran parte della Corea del Nord riceve circa 1.000 mm di precipitazioni all'anno. Le regioni interne settentrionali, soprattutto l'altopiano di Kaema, sono più asciutte e possono riceverne soltanto 600-700 mm. Nella valle inferiore del Taedong cadono approssimativamente 800 mm annui, mentre alcune aree montuose del bacino superiore del Ch'ŏngch'ŏn superano i 1.200 mm. Circa tre quinti delle precipitazioni annue si concentrano fra giugno e settembre, in relazione al monsone estivo proveniente dal Pacifico. Le piogge più intense possono provocare inondazioni, frane e gravi danni alle coltivazioni e alle infrastrutture. Durante la tarda estate e l'inizio dell'autunno, la penisola può essere raggiunta da tifoni provenienti dal Pacifico occidentale. Sebbene meno frequenti che nelle regioni più meridionali dell'Asia orientale, questi cicloni possono produrre precipitazioni torrenziali e venti distruttivi. Soltanto una piccola parte delle precipitazioni annue cade durante l'inverno, generalmente sotto forma di neve. Sui monti T'aebaek, Hamgyŏng e nelle altre regioni elevate le nevicate possono essere abbondanti e il manto nevoso persiste a lungo. Il periodo privo di gelate dura circa duecento giorni nelle aree costiere più miti, ma si riduce a meno di centoventi giorni nel settore settentrionale dell'altopiano di Kaema.
Flora e fauna Sugli altopiani e nelle montagne settentrionali, soprattutto intorno al monte Paektu, crescono foreste di conifere adattate al clima freddo. Fra le specie caratteristiche figurano il peccio siberiano (Picea obovata), il peccio coreano (Picea koraiensis), il pino coreano (Pinus koraiensis) e diverse specie di larici e abeti. Alle quote inferiori, le conifere si mescolano con latifoglie decidue, formando foreste temperate di querce, tigli, aceri, frassini e betulle. Sui versanti più caldi e nelle pianure sono comuni anche il pino rosso giapponese (Pinus densiflora) e varie specie di salici e pioppi. Le pianure occidentali erano originariamente ricoperte da foreste miste temperate particolarmente ricche di specie. Secoli di disboscamento, raccolta della legna e conversione agricola hanno tuttavia ridotto la vegetazione naturale a lembi isolati, soprattutto nelle aree montuose e meno accessibili. Gran parte delle pianure è oggi coltivata. Sulle colline non dissodate sopravvivono piccoli boschi di pini, querce, tigli, aceri e betulle. Lungo i corsi d'acqua soggetti a inondazioni e nei terreni eccessivamente umidi o pietrosi crescono canneti, giunchi, salici, gelsi selvatici e pioppi. Fra i pesci più comuni nei fiumi e nei bacini artificiali figurano numerose specie di ciprinidi, comprese diverse carpe, oltre ad anguille e altri pesci d'acqua dolce.
La trasformazione degli habitat, il disboscamento e la caccia hanno determinato una forte diminuzione di numerosi mammiferi selvatici. Nelle regioni montuose più remote sopravvivono cervi sika (Cervus nippon), caprioli siberiani (Capreolus pygargus), moschi siberiani (Moschus moschiferus), cinghiali (Sus scrofa), gorali dalla coda lunga (Naemorhedus caudatus), orsi bruni (Ursus arctos) e orsi dal collare asiatici (Ursus thibetanus). La lince eurasiatica (Lynx lynx) è presente o potenzialmente presente nelle foreste settentrionali più isolate. La tigre dell'Amur (Panthera tigris altaica) e il leopardo dell'Amur (Panthera pardus orientalis), un tempo diffusi nella penisola, sono oggi scomparsi da gran parte del territorio; eventuali popolazioni residue nella Corea del Nord sarebbero estremamente ridotte e difficili da documentare. Nelle pianure e nelle zone umide vivono fagiani, aironi, anatre, oche e numerosi altri uccelli acquatici. La penisola coreana si trova lungo un'importante rotta migratoria che collega la Siberia e l'Asia nord-orientale alle regioni più calde dell'Asia orientale.