Lungavilla (Lungavila in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.

Geografia fisica Territorio Si trova nella Pianura Padana dell'Oltrepò Pavese, tra i torrenti Coppa e Staffora ai piedi delle colline e del relativo Appennino.

Clima Lungavilla ha un clima continentale, più estremizzato rispetto al resto della Pianura Padana: maggiori escursioni termiche sia giornaliere sia annue. Gli inverni sono spesso rigidi e nevosi, con una media temperatura a +4 °C e una media neve sui 50 cm. Le estati sono calde e secche, con una temperatura media sui +30 °C e una piovosità quasi inferiore della metà rispetto al resto della Pianura Padana: è terra, infatti, di pochi temporali.

Origini del nome Il nome del comune, dall'evidente significato di "paese dalla forma allungata", risale al Regio Decreto n° 590 del 23 dicembre 1894. Prima di allora il paese si chiamava Calcababbio, toponimo nato probabilmente da un soprannome, derivante dal verbo calcare e dal termine dialettale babi che significa "rospo", animale molto diffuso nella zona. Lo stemma comunale infatti riporta un piede che calpesta un rospo. Tale nome venne poi cambiato perché giudicato indecoroso.

Proprio per la sua curiosità, l'origine del toponimo storico di Calcababbio è stata comunque oggetto di diverse interpretazioni da parte di storici, linguisti ed eruditi locali. Ne ha effettuata una ricognizione lo storico Fabrizio Bernini.

Ipotesi viaria romana: Monsignor Vincenzo Legé ha associato il nome al latino Callis viarius, intendendolo come un luogo di transito o un passaggio diretto alle cave. Questa interpretazione troverebbe riscontro nella presenza di numerose cave in epoca romana nella zona di Cava Taberna (odierna Manara) e nel ritrovamento, avvenuto nel primo dopoguerra nell'area della fornace Palli, di una strada romana risalente all'epoca dell'imperatore Claudio. Ipotesi del nome di persona: Nella sua opera inedita sulla toponomastica dell'Oltrepò, Alessandro Maragliano ha proposto un'origine legata al nomen gentile Babius, unito al termine del basso latino calcea (nel senso di argine o rialzo difensivo), giungendo a calceababius ("argine di Babio"). Lo stesso Maragliano ha tuttavia scartato l'ipotesi popolare che riconduceva il nome all'espressione "calca rospi" (da babi, termine dialettale per indicare il rospo). Anche Dante Olivieri nel suo "Dizionario della toponomastica lombarda" considera attendibile l'accostamento a un nome proprio di persona. Olivieri ricorda inoltre che il termine babbi in milanese assume il significato di "babbeo", pur derivando originariamente da "rospo". Ipotesi ambientale: Don Clelio Goggi ha ipotizzato un legame con la morfologia originaria del territorio, caratterizzato da terreni acquitrinosi e paludosi - e dunque popolato da rospi, i "babi". Ipotesi della pianta: Il professor Giacomo Carlo Bascapè ha menzionato un'ulteriore supposizione avanzata dal cavalier Cristiani, secondo cui l'espressione callis o callis cabii potrebbe fare riferimento a una specie vegetale. Forse una pianta considerata come punto di riferimento.

Secondo una leggenda, il nuovo nome fu ispirato da un'esclamazione del re Umberto I che, transitando per il paese, avrebbe esclamato: "Oh, che longa vila!".

Storia Le antiche origini di Calcababbio sono provate da tombe romane, che, insieme a vasi e a una preziosa urna cineraria, attualmente custodita presso il Museo di Arte Antica di Pavia, furono rinvenute presso la vecchia fornace Palli.

Le prime notizie di Calcababbio sono contenute in un documento del 1250, contenente un elenco di terre appartenenti al Ducato di Pavia. Dal XIII secolo apparteneva ai domini pavesi nell'Oltrepò, probabilmente aggregato alla podesteria di Voghera. Nel XIV secolo vi sorgeva una rocchetta appartenente ai Buscaglia di Voghera. Nel XV secolo fu infeudato ai Fregoso di Genova (signori anche di Rivanazzano), ma nel 1493 fu acquistato dal ministro ducale Bergonzio Botta, pavese, la cui famiglia da tempo aveva la signoria del vicino Branduzzo. In breve Calcababbio divenne il centro principale e sede del feudo, rimasto sempre ai Botta (dal 1613 Botta Adorno), che fu elevato a Marchesato nel 1663. I Botta furono consiglieri e ministri dapprima di Filippo Maria Visconti e poi di Francesco Sforza. Con la famiglia Botta si snoda la storia di Calcababbio durante il feudalesimo, il dominio asburgico, il periodo del Regno di Sardegna sino alla costituzione del Regno d´Italia, quando anche Branduzzo e Calcababbio, insieme con il vogherese, vengono aggregati alla Lombardia.

Nell'agosto 1836 una violenta epidemia di colera decimò la popolazione. Dopo un triduo di preghiera, voluto dal parroco Don G. B. Bellingeri e culminato in una processione con formulazione di voto perpetuo alla Madonna, l'epidemia ebbe fine. Ancora oggi, si ricorda l'evento con la solenne processione del 22 agosto, "Giornata del voto".

Nel 1859 anche il territorio di Calcababbio fu teatro dei sanguinosi scontri tra austriaci e alleati franco-piemontesi nella storica battaglia di Montebello.Fino a quando passò alla diocesi di Tortona, Calcababbio fu della diocesi di Piacenza.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 14 ottobre 1970.

La composizione dello stemma riprende il vecchio e il nuovo toponimo: fino al 1894 il nome del paese era Calcababbio che assomiglia a calchér 'l babij ("schiacciare il rospo" nel dialetto dell'Oltepò Pavese) forse con il significato di bonificare e rendere produttiva una plaga selvatica; nell'altra partizione è raffigurata una veduta in prospettiva del paese.

Il gonfalone è un drappo trinciato d'azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Il comune di Lungavilla ospita una riserva gestita dal comune: il Parco Palustre di Lungavilla. È un'area di riserva naturale ad acque sorgive e con fauna e flora rigogliosa. Vi si praticano attività di pesca sportiva e amatoriale, birdwatching, percorso ciclabile e sentieri pedonali.

Società Evoluzione demografica

Amministrazione Da più di 40 anni guida il paese la lista civica Nuovo Comune - Insieme per Lungavilla.

Sport Polisportiva UPOL Lungavilla Calcio: G.S.G. Lungavilla, che milita nel campionato di prima categoria. Ciclismo: UPOL Bike Lungavilla e Pedale Lungavilla Pallavolo: ASD Volley Lungavilla, che milita nel campionato di serie D.

Note

Voci correlate Stazione di Pizzale-Lungavilla

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Collegamenti esterni

Sito Riserva Naturale: parcopalustre.it