Kaysāniyya () è il nome con cui era conosciuto il movimento ereticale islamico dei seguaci di al-Mukhtār b. Abī ʿUbayd, che pretendeva di agire in nome e per conto di Muḥammad b. al-Ḥanafiyya, figlio di ʿAlī - quarto califfo Rāshidūn e primo Imam dello sciismo - che al-Mukhtār indicava come legittimo Imām dell'intera Umma e Mahdī.
Sembra che il nome derivasse da Abū ʿAmra Kaysān, un mawlā che guidava i suoi simili nell'azione perseguita da al-Mukhtār.Secondo W. Madelung il movimento, col nome che si era attribuito, mirava a sottolineare l'importanza dei mawālī nella sua azione ideologica, politica e militare contro gli Omayyadi.
Storia I kaysaniti perseguivano un'attività politica che mirava ad abbattere la dinastia omayyade e a portare al califfato gli Alidi. e miravano a una stretta alleanza dei fedeli sciiti (anche lasciando spazio agli Imamiti)The historical, social and economic setting, di M.S. Asimov e Clifford Edmund Bosworth, p. 51 fino a poco dopo la rivoluzione abbaside. Inizialmente si staccarono dagli atteggiamenti religiosamente moderati della prima Shi'a kufana.Farhad Daftary, Ismailis in medieval Muslim societies, Londra, Institute of Ismaili Studies, p. 15 Buona parte del sostegno alla Kaysaniyya venne dai mawālī superficialmente islamizzati della Mesopotamia meridionale, della Persia e di altre parti del califfato. Ibidem ma anche da Kufa e da al-Madāʾin (Seleucia-Ctesifonte).Heinz Halm, Shi'ism, p. 18
In seguito alla morte di Muhammad ibn al-Hanafiyya, il grosso dei kaysaniti riconobbe l'Imamato di ʿAbd Allāh ibn Muḥammad ibn al-Ḥanafiyya, cioè di Abū Hāshim, il primogenito di Muhammad ibn al-Hanafiyya. Questa branca della setta della Kaysaniyya - la Hashimiyya -, che comprendeva la maggioranza dei kaysaniti, fu il primo gruppo sciita, i cui insegnamenti e le cui istanze rivoluzionarie erano diffuse in Persia, specialmente nel Grande Khorasan, massimamente tra i mawālī e gli Arabi che ci si erano insediati fin dall'epoca del califfato di Mu'awiya ibn Abi Sufyan.M.S. Asimov, Clifford Edmund Bosworth, The historical, social and economic setting, cit., p. 45
Dalla fine del periodo omayyade, la maggioranza della Hashimiyya riconobbe come intestatarie dei diritti dell'Ahl al-Bayt la famiglia abbaside e svolse un ruolo importante nella campagna propagandistica in favore della "causa abbaside" che si affermò infine con la caduta del califfato omayyade a metà esatta del VII secolo.Farhad Daftary, Ismailis in medieval Muslim societies, Londra, Institute of Ismaili Studies, p. 15
Tuttavia i kaysaniti sopravvivono come setta solo fino a poco dopo la "Rivoluzione abbaside", anche se occupavano una posizione maggioritaria nella Shi'a.A short history of the Ismailis: traditions of a Muslim community, di Farhad Daftary, p. 22 I kaisaniti sopravvissuti e che non avevano raggiunto il partito abbaside, cercarono di allinearsi alle altre comunità sciite. In Khurasan e in altri territori orientali numerosi kaysaniti infoltirono dunque i ranghi khurramiti. In Iraq si unirono a Ja'far al-Sadiq o a Muhammad al-Nafs al-Zakiyya, che erano in principali oppositori degli Abbasidi e pretendenti dell'Imamato. Con la disfatta però del movimento di al-Nafs al-Zakiyya, Jaʿfar al-Ṣādiq emerse come il principale esponente dell'Ahl al-Bayt e il più importante punto di aggregazione alide.A short history of the Ismailis: traditions of a Muslim community, di Farhad Daftary, p. 31 Alla fine dell'VIII secolo il movimento della Kaysaniyya poteva dirsi del tutto dissolto.Heinz Halm, Shi'ism, p. 18
Note
Bibliografia Henri Laoust, Les schismes dans l'Islam, Parigi, Payot, 1965 (trad. ital. Gli scismi nell'Islam, Genova, ECIG, 2002). Lemma «Qaysāniyya» (W. Madelung), in The Encyclopaedia of Islam.
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