La seconda guerra d'indipendenza scozzese, che rientra nel filone delle due guerre d'indipendenza scozzesi, è stata una lotta combattuta tra il 1332 e il 1357 dall'Inghilterra e dalla Scozia per la supremazia su quest'ultima. Essa scoppiò quando Edoardo Balliol, figlio di un precedente re scozzese e deciso a ottenere per sé il trono di quella terra, guidò un'invasione in Scozia appoggiata dagli inglesi, i quali avevano deciso di fornirgli aiuto e sostenere la sua pretesa. Balliol fu comunque contrastato dagli scozzesi fedeli al sovrano che in quel momento era al potere, Davide II, il quale aveva otto anni. In occasione della battaglia di Dupplin Moor, le forze di Balliol sconfissero un esercito scozzese dieci volte più numeroso e Balliol venne poi incoronato re. Nel giro di tre mesi, i sostenitori di Davide si riorganizzarono e costrinsero Balliol a lasciare la Scozia. Questi fece nuovamente appello al re inglese Edoardo III invocando il suo aiuto. Accolta questa richiesta, i soldati inglesi di Edoardo III invasero la Scozia nel 1333 e assediarono l'importante porto di Berwick. Nonostante un grande esercito scozzese avesse tentato di resistere, alla fine gli avversari si imposero nettamente durante la battaglia di Halidon Hill. Balliol ristabilì la sua autorità su gran parte della Scozia, cedendone all'Inghilterra il controllo di otto contee sud-orientali. Inoltre, accettò di eseguire omaggio a Edoardo e di detenere così la Scozia a titolo di feudo.
In qualità di alleati della Scozia per via della Auld Alliance, i francesi non stravedevano per l'espansione inglese verso nord, motivo per cui sostennero e finanziarono segretamente i lealisti di Davide II. Gli alleati di Balliol affrontarono dei dissidi interni e, alla fine del 1334, egli perse nuovamente il controllo del grosso della Scozia. All'inizio del 1335 i francesi tentarono di mediare una pace. Tuttavia, gli scozzesi non furono in grado di concordare una posizione diplomatica condivisa ed Edoardo ne approfittò per tergiversare, poiché stava reclutando un grande esercito. Il re inglese invase nuovamente a luglio la maggior parte della Scozia. Frattanto, le tensioni con la Francia si acuirono, complici i falliti colloqui di pace del 1336 e del maggio 1337. In quel mese il re francese, Filippo VI, decise di rompere apertamente i rapporti diplomatici con l'Inghilterra, dando inizio alla guerra dei cent'anni. Il conflitto anglo-scozzese finì per diventare un teatro secondario della più ampia guerra anglo-francese. Edoardo inviò le sue truppe meno essenziali in Scozia, nonostante gli inglesi stessero perdendo lentamente terreno a nord perché costretti a concentrarsi in territorio transalpino. Raggiunta la maggiore età, Davide tornò in Scozia dalla Francia nel 1341 e, nel 1342, gli inglesi furono respinti e scacciati verso sud.
Nel 1346, Edoardo condusse una campagna nella Francia settentrionale terminata con il saccheggio di Caen, una grande vittoria riportata nella battaglia di Crécy e il fruttuoso assedio di Calais. Assecondando le pressanti richieste urgenti di Filippo, che lo invitava caldamente ad attaccare il nemico, Davide invase l'Inghilterra credendo che il grosso delle truppe inglesi si trovasse in Francia. La sua avanzata fu invece interrotta da un'armata inglese radunata in fretta più piccola ma comunque considerevole, che sbaragliò gli scozzesi nella battaglia di Durham e fece prigioniero Davide. Questa disfatta, unita alla conseguente lotta politica tra le varie fazioni scozzesi, fornì respiro all'Inghilterra, la quale non subì ulteriori attacchi ostili su larga scala. Mentre Londra si concentrava sul conflitto in Francia, i termini per il rilascio di Davide furono lungamente discussi. Alla fine del 1355 un'incursione scozzese su vasta scala in Inghilterra, compiuta in violazione della tregua, provocò il cosiddetto incendio della Candelora, ovvero un'altra rappresaglia scatenata da Edoardo all'inizio del 1356. Gli inglesi devastarono Lothian, ma le tempeste invernali dispersero le loro navi di rifornimento e li costrinse a ritirarsi. L'anno successivo fu firmato il trattato di Berwick, che pose fine alla guerra; gli inglesi abbandonarono la loro pretesa di sovranità, mentre gli scozzesi riconobbero una vaga supremazia di Londra. Inoltre, si negoziarono finalmente i termini per il rilascio di Davide, che avrebbe dovuto pagare in un decennio l'ingente somma di marchi. Il trattato proibiva agli scozzesi di ingaggiare guerra a Edoardo III e viceversa fino a quando la somma non fosse stata pagata del tutto. Con tale evento si concluse la guerra e, malgrado i combattimenti continuarono in maniera intermittente, la tregua fu tutto sommato rispettata per quarant'anni.
Contesto storico
La prima guerra d'indipendenza combattuta tra Inghilterra e Scozia iniziò nel marzo del 1296, quando Edoardo I d'Inghilterra (al potere dal 1272 al 1307) riuscì a eseguire la presa di Berwick, una città di confine scozzese che funse da testa di ponte per la successiva invasione della Scozia. Il re scozzese Giovanni (regnante dal 1292 al 1296) fu catturato dagli inglesi e costretto ad abdicare.. Tuttavia, la fortuna non arrise agli inglesi in seguito quando Roberto I (r. 1306-1329) salì al potere in Scozia. All'inizio del 1323, egli effettuò diverse importanti incursioni spingendosi in profondità in Inghilterra, circostanza che portò alla firma di una tregua nel mese di maggio dalla durata di tredici anni... Nonostante ciò, le aggressioni degli scozzesi continuarono, così come la pirateria inglese contro le imbarcazioni biancoblù.. Dopo che il quattordicenne Edoardo III d'Inghilterra, di recente incoronato, fu quasi catturato dagli scozzesi durante la disastrosa disfatta riportata a Stanhope Park nel 1327, i suoi reggenti, ovvero sua madre Isabella di Francia e il suo amante Ruggero Mortimer, furono costretti a partecipare ai negoziati. La controparte inglese accettò di siglare il trattato di Edimburgo-Northampton con Bruce nel 1328, riconoscendolo come sovrano indipendente della Scozia e ponendo fine alla guerra dopo trentadue anni. Per suggellare ulteriormente la pace, il giovanissimo figlio ed erede di Roberto Davide sposò Giovanna, la sorella altrettanto giovane di Edoardo..
Il trattato fu ampiamente osteggiato in Inghilterra, tanto da passare alla storia con il nomignolo di turpis pax, ovvero "pace vergognosa". Il quindicenne Edoardo fu costretto a firmare il trattato dai suoi reggenti e non si riconciliò mai con loro. Alcuni nobili scozzesi, rifiutandosi di giurare fedeltà a Bruce, furono diseredati e lasciarono la Scozia per unire le forze con Edoardo Balliol, il figlio maggiore di re Giovanni.. Roberto Bruce morì nel 1329 e il suo erede, Davide II, divenne re all'età cinque anni (r. 1329-1371). Nel 1330 Edoardo catturò Mortimer e lo fece giustiziare, rinchiuse sua madre e si affermò al potere autonomamente, senza fosse più sottoposto ad alcun reggente..
Aggressioni dell'Inghilterra L'invasione inglese della Scozia del 1332
Nel 1331, sotto la guida di Edoardo Balliol e del barone Enrico di Beaumont, i nobili scozzesi diseredati si riunirono nello Yorkshire per pianificare un'invasione della Scozia. Edoardo III era a conoscenza del piano e vi appose ufficialmente un veto, malgrado in gran segreto fosse ben lieto di turbare la situazione politica del suo vicino settentrionale. Proibì a Balliol di invadere via terra dall'Inghilterra, ma trascurò le sue forze che salpavano per la Scozia dai porti dello Yorkshire il 31 luglio 1332. Il reggente di Davide II, tale Thomas Randolph, I conte di Moray, che vantava il titolo di guardiano di Scozia, era un soldato navigato. Egli risultava ben consapevole della situazione e stava aspettando Balliol e Beaumont, ma morì dieci giorni prima che tutti salpassero...
Balliol sbarcò a Fife il 6 agosto con una forza di meno di uomini prevalentemente composta da inglesi. Lì incontrò immediatamente una feroce opposizione scozzese, che sbaragliò nella battaglia di Kinghorn. Cinque giorni dopo incontrò un numeroso esercito scozzese composto da - uomini agli ordini del nuovo tutore Domhnall II di Mar 3 km a sud della capitale scozzese, Perth. Gli invasori attraversarono il fiume Earn di notte attraverso un guado incustodito e si assicurarono una stabile posizione difensiva.. La mattina dopo, nella battaglia di Dupplin Moor, gli scozzesi corsero ad attaccare gli inglesi, frammentandosi in più gruppi. Incapaci di spezzare la linea della cavalleria nemica, gli scozzesi rimasero intrappolati in una valle con nuove forze in arrivo dalle retrovie che li spingevano in avanti e non concedevano loro né spazio di manovra né addirittura la possibilità di usare le loro armi. Gli arcieri inglesi scoccarono le proprie frecce su entrambi i fianchi scozzesi e, in quell'occasione, molti morirono per soffocamento o furono calpestati. Alla fine gli scozzesi ruppero la propria formazione e i loro nemici inseguirono i fuggitivi fino al calar della notte. Migliaia di scozzesi morirono, tra cui Mar e gran parte della nobiltà del regno; anche Perth cadde...
Questa battaglia segnò l'inizio della seconda guerra d'indipendenza scozzese. Il 24 settembre 1332 Balliol fu incoronato re di Scozia a Scone, il tradizionale luogo di incoronazione dei monarchi scozzesi... Quasi immediatamente, Balliol concesse a Edoardo dei feudi scozzesi che includevano «la città, il castello e la contea di Berwick». Il sostegno di Balliol all'interno della Scozia era abbastanza risicato e veniva continuamente messo in discussione; si pensi al fatto che, il 7 ottobre, i sostenitori di Davide riconquistarono Perth e ne distrussero le mura. Il 16 dicembre, meno di tre mesi dopo la sua incoronazione, Balliol cadde vittima di un'imboscata dei sostenitori di Davide II durante la battaglia di Annan. Riuscì a fuggire in Inghilterra vestito a metà e cavalcando senza sella. Dopo essersi rivolto a Edoardo in cerca di aiuto, Londra abbandonò ogni pretesa di neutralità, riconobbe Balliol come re di Scozia e si preparò per il conflitto...
L'invasione inglese della Scozia del 1333
Sebbene l'idea di tornare in guerra contro la Scozia non fosse universalmente accettata tra gli inglesi, Edoardo III concesse comunque a Balliol il suo appoggio.. I biancoblù scagliarono delle incursioni minori nel Cumberland, invero poco fruttuose.. Edoardo invase la Scozia, sostenendo che si trattava di una risposta alle aggressioni subite. Il suo obiettivo prescelto era Berwick, situata sul confine anglo-scozzese a cavallo della principale rotta militare e commerciale in entrambe le direzioni.. Secondo una cronaca contemporanea, Berwick risultava «così popolosa e così fiorente che avrebbe potuto senza dubbio essere definita una nuova Alessandria d'Egitto, le cui ricchezze erano il mare e le cui acque rappresentavano le sue mura».. Non si trattava di un'esagerazione: Berwick era la città commerciale principale e il dazio sulla lana imposto alla città risultava la più grossa fonte di reddito della Corona scozzese.. Edoardo sperava di espugnarla e trascinare gli ostili in una battaglia campale, da lui creduta più che gestibile.. Nei secoli di guerra che impegnarono i due popoli, gli scontri di larga portata erano stati rari poiché gli scozzesi preferivano la tattica della guerriglia e le rapide incursioni di confine in Inghilterra... Berwick era uno dei pochi bersagli che avrebbe potuto spingere gli scozzesi a combattere poiché, nelle parole dello storico Clifford J. Rogers, «abbandonarla era quasi impensabile».