Cabaret è un film del 1972 diretto da Bob Fosse.

Trasposizione cinematografica dell'omonimo musical di Broadway del 1966, a sua volta ispirato ai racconti berlinesi di Christopher Isherwood. Il centro della storia è la vita ai tempi della Repubblica di Weimar nel 1931, prima dell'ascesa al potere del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler.

Venne definito "il primo musical adulto" e ottenne un grande successo di pubblico anche se con qualche dissenso da parte della critica. Nel 1995 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2007 l'American Film Institute l'ha inserito al 63º posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi (nella classifica originaria del 1998 non era presente).

Trama 1931, Berlino, Repubblica di Weimar. In città arriva, come insegnante di inglese, uno studente di lingue moderne, Brian Roberts. Timido e inibito, Brian, nella pensione dove ha trovato alloggio, resta affascinato dalla vitalità della sua vicina di stanza, Sally Bowles, una vulcanica soubrette americana che lavora al Kit-Kat, un cabaret frequentato da omosessuali, intellettuali, artisti e borghesi alla ricerca di fremiti trasgressivi. Ben presto l'amicizia tra i due si tramuta in una relazione affettiva, che culmina quando Sally introduce Brian al sesso.

Fritz, un amico tedesco che Sally presenta a Brian, si dibatte tra mille difficoltà finanziarie, nascondendo oltretutto le origini ebraiche di cui si vergogna. Lui vuole entrare nel bel mondo e si fa passare, con successo, per luterano, individuando la soluzione ai suoi guai in un matrimonio d'interesse. Così, quando Brian comincia a dare lezioni di inglese alla ricchissima Natalia Landauer, figlia di un importante industriale ebreo, Fritz gli chiede di presentargliela. Natalia, oltre a essere ricca, è anche bellissima e il cacciatore di dote comincia a innamorarsi sinceramente della sua preda.

Mentre si trova in una tintoria, Sally conosce casualmente Maximilian von Heune, un ricco aristocratico tedesco. Bello ed affascinante, Max corteggia Sally, che accetta volentieri le sue attenzioni. Inizialmente Brian appare diffidente ed infastidito dall'interesse che Max dimostra verso Sally, ma ben presto diventa più tollerante, cosicché tutti e tre passano insieme ore allegre e spensierate nella residenza di Max, che si dimostra generoso, intelligente e divertente. Partiti per passare qualche giorno nella villa fuori città di Max, i tre scorgono, passando in una via di Berlino, alcuni poliziotti e passanti attorno al corpo di un uomo morto con la testa fracassata, vittima della dilagante violenza che i Nazisti stanno attuando nei confronti dei comunisti.

Max, però, liquida il fatto con aria di superiorità. La classe dirigente, quella a cui lui appartiene, non lascerà che questi bifolchi, ovvero i nazionalsocialisti, prendano il potere, al massimo li useranno affinché possano liberare la Germania dal bolscevismo, facendo il "lavoro sporco" al posto loro. Al ritorno a Berlino, mentre Sally riposa in auto, Brian e Max si trovano ad assistere, in un biergarten, al canto di un giovane della HitlerJugend che intona, con sentimento e partecipazione, un inno alla Vaterland, la patria tedesca, dai forti connotati nazionalistici (Tomorrow Belongs to Me; Domani appartiene a noi). Tutti i presenti, gioventù hitleriana, camerieri, avventori e gitanti si mettono a cantare in coro, accompagnando il giovane in un crescendo che sembra trasformarsi in una manifestazione politica e di fede nel credo nazista. Brian resta sgomento, mentre Max accenna un sorriso sarcastico.

Ritornati a Berlino, lui con un portasigarette d'oro e un maglioncino di cashmere, lei con una costosa pelliccia, doni di Max, i due riprendono la vita di sempre, preparandosi per un lungo viaggio in Africa che Max ha proposto loro di fare. Tempo dopo, Brian, appena rincasato dopo essere stato accompagnato in auto da Max, visibilmente turbato, sostiene che Sally sia una ragazza fatua, frivola e leggera, accusandole di essere andata a letto con Max. Sally non accetta di essere imbrigliata in una relazione che non la lasci libera e rivendica il suo diritto di fare ciò che vuole. Ammette di essere l'amante di Max e non si pente di quello che ha fatto. Brian però la pianta in asso quando le dichiara di non essere la sola a potersi vantare di aver fatto l'amore con il bel barone. Brian, frustrato per il comportamento di Sally, si sfoga picchiando due Nazisti mentre fanno propaganda per strada, ma finisce per essere percosso violentemente.

Ricongiutisi in ospedale, Sally e Brian capiscono che Max li ha semplicemente usati per ingannare il tempo e, infine, per portarseli a letto. Una volta ottenuto ciò da entrambi Max li liquida inviando loro dei soldi e ringraziandoli "per il bel tempo passato insieme".

I raid nazisti si fanno sempre più frequenti e coinvolgono anche lo stesso cabaret, ritenuto un covo di viziosi degeneri. Sally rivela a Brian di essere incinta, ma non è sicura se il bambino sia suo o di Max. Brian, alla fine, decide alla fine di prendersi cura di Sally e del neonato e, insieme, i due pianificano di lasciare Berlino e la Germania, per diventare una famiglia in Inghilterra. Nel frattempo, la situazione politica si fa sempre più difficile. Fritz, ormai innamorato di Natalia, chiede di sposarlo. Lei inizialmente rifiuta perché, in quanto ebrea, sarà presa di mira dai Nazisti, e porterà disgrazia a Fritz, ma cambia idea quando lui le dice di amarla sinceramente e che sarà sempre al suo fianco, prima di rivelarle finalmente di essere un ebreo anche lui. Mentre nelle strade monta la marea dell'antisemitismo, i due convolano a nozze.

Un giorno, rientrato a casa, Brian scopre che è sparita la pelliccia che Max aveva regalato a Sally. Comprende che fine possa aver fatto e ne ha presto conferma: il regalo di Max è servito a pagare l'aborto della ragazza. Sally non si arrende alla prospettiva di una vita da casalinga, in una casetta a schiera, a lavare i panni insieme alle vicine, e convince Brian che la soluzione che ha preso è quella giusta. Lui partirà per l'Inghilterra, lei cercherà di realizzare i suoi sogni d'attrice. Davanti al Kit-Kat, i due si salutano per l'ultima volta, mentre Sally si mescola alla folla in strada. La Berlino che sta rapidamente svanendo sotto alla violenza dei Nazisti, l'ambiente fumoso e irripetibile del Kit-Ka rimarranno solo nella memoria di Brian.

Produzione Il film, prodotto dalla ABC Pictures, ebbe un budget di 6 milioni di dollari e fu girato in Germania dal febbraio al luglio del 1971. Le riprese furono effettuate a Berlino Ovest, Monaco di Baviera, Lubecca in Bassa Sassonia e, per il palazzo di Max, nello Schloß Eutin in Schleswig-Holstein.

La canzone Cabaret cantata da Liza Minnelli è stata scritta da John Kander e Fred Ebb.

Distribuzione Distribuito dalla Allied Artists Pictures, il film incassò nei soli USA 42.765.000 dollari.

Date di uscita

USA 13 febbraio 1972 Hong Kong 13 luglio 1972 Giappone 5 agosto 1972 Francia 15 settembre 1972 Germania Ovest 15 settembre 1972 Finlandia 22 settembre 1972 Svezia 2 ottobre 1972 Spagna 6 ottobre 1972 Argentina 12 ottobre 1972 Italia 13 ottobre 1972 Portogallo 20 ottobre 1972 Danimarca 27 ottobre 1972 Turchia marzo 1973 Giappone 5 maggio 1973 (riedizione) Ungheria 28 febbraio 1974 Ungheria 13 marzo 1980 (riedizione) Finlandia 30 novembre 1984 (riedizione) UK 21 giugno 2002 (riedizione) Negli altri paesi è stato distribuito con questi titoli: Cabaret - Argentina / Belgio (titolo Francese) / Brasile / Canada / Finlandia / Francia / Peru / Portogallo / Germania Ovest Adieu Berlin - Belgio Cabaret, Adeus Berlim - Portogallo Kabaré - Ungheria Kabare - Grecia Kabare - Elveda Berlin - Turchia Kabaret - Polonia

Distribuzione

Edizioni home video Il film è stato realizzato per la prima volta in DVD nel 1998 e successivamente ripubblicato nel 2003, 2008 e 2012.

Nell'aprile del 2012, la Warner Bros., in occasione del quarantesimo anniversario dall'uscita, confermò il completo restauro della pellicola per la pubblicazione, entro fine anno, in formato Blu-ray, ma a causa di un danno, causato da impurità presenti sulla pellicola originale, che ha compromesso visibilmente oltre 10 minuti di film, l'uscita venne posticipata. Il Blu-ray è uscito il 5 febbraio 2013 sul territorio americano.

Riconoscimenti

1973 - Premio Oscar Migliore regia a Bob Fosse Miglior attrice protagonista a Liza Minnelli Miglior attore non protagonista a Joel Grey Migliore fotografia a Geoffrey Unsworth Migliore scenografia a Rolf Zehetbauer, Hans Jurgen Kiebach e Herbert Strabel Miglior montaggio a David Bretherton Miglior sonoro a Robert Knudson e David Hildyard Miglior colonna sonora per un film commedia o musicale a Ralph Burns Candidatura Miglior film a Cy Feuer Candidatura Migliore sceneggiatura non originale a Jay Presson Allen 1973 - Golden Globe Miglior film commedia o musicale Miglior attrice in un film commedia o musicale a Liza Minnelli Miglior attore non protagonista a Joel Grey Candidatura Migliore regia a Bob Fosse Candidatura Miglior attrice debuttante a Marisa Berenson Candidatura Miglior attrice non protagonista a Marisa Berenson Candidatura Migliore sceneggiatura a Jay Presson Allen Candidatura Miglior canzone (Mein Herr) a John Kander e Fred Ebb Candidatura Miglior canzone (Money, Money) a John Kander e Fred Ebb 1973 - BAFTA Award Miglior film Migliore regia a Bob Fosse Miglior attrice protagonista a Liza Minnelli Miglior attore debuttante a Joel Grey Migliore fotografia a Geoffrey Unsworth Migliore scenografia a Rolf Zehetbauer Miglior soundtrack a Robert Knudson, David Hildyard e Arthur Piantadosi Candidatura Miglior attrice non protagonista a Marisa Berenson Candidatura Migliore sceneggiatura a Jay Presson Allen Candidatura Migliori costumi a Charlotte Flemming Candidatura Miglior montaggio a David Bretherton

1972 - National Board of Review Award Miglior film Migliore regia a Bob Fosse Migliori dieci film Miglior attore non protagonista a Joel Grey Miglior attrice non protagonista a Marisa Berenson 1973 - Kansas City Film Critics Circle Award Miglior attore non protagonista a Joel Grey 1973 - David di Donatello Migliore regista straniero a Bob Fosse Miglior attrice straniera a Liza Minnelli 1973 - American Cinema Editors Miglior montaggio a David Bretherton 1973 - Bodil Award Miglior film non europeo a Bob Fosse 1972 - British Society of Cinematographers Migliore fotografia a Geoffrey Unsworth 1973 - Directors Guild of America Candidatura DGA Award a Bob Fosse 1973 - National Society of Film Critics Award Miglior attore non protagonista a Joel Grey 1973 - Sant Jordi Award Miglior attrice protagonista a Liza Minnelli 1973 - Writers Guild of America WGA Award a Jay Presson Allen

Note

Bibliografia

Voci correlate Addio a Berlino Berlino Cabaret Cabaret (musical) Storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l'olocausto

Altri progetti

Collegamenti esterni

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