Biografia Nel V secolo la Chiesa di Roma (punto di riferimento dell'Occidente) e la Chiesa di Alessandria (cui faceva riferimento il mondo greco) calcolavano la data della Pasqua in due modi diversi. La Chiesa latina utilizzava un ciclo di 84 anni, pari a tre cicli solari di 28 anni, al termine del quale non solo i giorni della settimana ma anche i pleniluni cadevano nelle stesse date. Mentre il ciclo dei giorni era esatto, quello dei pleniluni era soltanto approssimativo e fonte di discordia con la chiesa di Alessandria d'Egitto, dotata di conoscenze astronomiche più accurate.
Nel 455 sorse una nuova disputa tra i due centriLuigi Frati, Di un Calendario runico della pontificia Università di Bologna, 1841, pag. 99., che già nel 444 avevano celebrato la Pasqua in date diverse.Theodor Mommsen, cit., p.669. Per riconciliare definitivamente le date discordanti calcolate ad Alessandria d'Egitto e a Roma, Vittorio fu chiamato nell'Urbe, su invito dell'arcidiacono Ilario, collaboratore di papa Leone Magno. La sua risposta fu pubblicata due anni dopo nel Cursus Paschalis annorum DXXXII.
Il Cursus Paschalis Vittorio utilizzò per primo in Occidente il ciclo metonico di 19 anni e identificò il ciclo di 532 anni secondo il quale le date della Pasqua si ripetono nel calendario giuliano. La durata di tale ciclo nasce dal prodotto delle durate del ciclo metonico e del ciclo solare (19x28=532).
Il Cursus Paschalis fu adottato dal papa Ilario (lo stesso che lo aveva chiamato a Roma, successore di Leone Magno) nel 463, ma venne progressivamente abbandonato dopo che Dionigi il Piccolo lo modificò adottando come evento iniziale del calendario la data di nascita di Gesù. Di fatto esso continuò ad essere utilizzato in Francia e in Inghilterra fino all'VIII secolo.Venne utilizzato da Beda il Venerabile in Inghilterra e da ultimo da Abbone di Fleury in Francia. Cfr.Google Livres : Charles Denis, Augustin Bonnetty, R. P. Laberthonnière, Annales de philosophie chrétienne, Volume 6, Parigi 1862, p. 134.
Computista scrupoloso, Vittorio è ricordato anche per la predisposizione di una tabella moltiplicativa con 98 colonne in numeri romani, anche frazionari.
Note
Bibliografia , ed. Theodor Mommsen, in: Chronica Minora Saec. IV, V, VI, VII, vol. 1, pp. 667–735, (1892, ripr. Berlino 1961). Si veda la tabella (pp. 686–735) in cui ogni riga disposta su due pagine corrisponde a un anno. L'elenco dei consoli, dovuto a Prospero d'Aquitania non è affidabile. David W. Maher and John F. Makowski. "Literary evidence for Roman arithmetic with fractions". Classical Philology 96/4 (October 2001) 376–399.
Voci correlate Calcolo della Pasqua Calendario romano Tavola pitagorica
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