La nazionale di calcio della Bosnia ed Erzegovina (, e ) è la rappresentativa calcistica della Bosnia ed Erzegovina ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica bosniaca.
Nata dopo la dissoluzione della Jugoslavia, esordì in gare riconosciute dalla FIFA nel 1995. Conta due partecipazioni alla fase finale della Coppa del mondo: a , quando uscì al primo turno, e a . In sei occasioni è giunta a disputare le gare di spareggio per la qualificazione al mondiale e all'europeo, uscendo sconfitta dai play-off per il , il , il e il e vittoriosa dai play-off per il campionato del mondo 2026.
Nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, vanta quale miglior piazzamento il 13º posto dell'agosto 2013, mentre il peggior piazzamento della Bosnia è il 173º posto del settembre 1996. Occupa attualmente la 64ª posizione della graduatoria.
È l'unica nazionale del mondo ad essersi qualificata ad un mondiale ma mai al proprio torneo continentale.
Storia Esordi (1993-1995) Dal 1920 al 1992 la nazionale bosniaca non esisteva in quanto era attiva la nazionale jugoslava.
Dopo la proclamazione d'indipendenza dello stato bosniaco, nel marzo 1993 la prima selezione bosniaca, capitanata da Blaž Slišković, giocò delle partite organizzate a scopi benefici in trasferta contro e . Il 6 giugno 1993 la prima nazionale bosniaca, guidata da Fuad Muzurović e composta essenzialmente da calciatori del , disputò allo stadio Azadi di Teheran contro l' il suo primo incontro con un'altra nazionale, imponendosi per 3-1.
Il 22 luglio 1995 i bosniaci giocarono in casa del un altro incontro a scopo benefico, organizzato su iniziativa di due bosniaci del Fortuna, l'allenatore Aleksandar Ristić e l'allenatore dei portieri Enver Marić. Haris Škoro segnò due gol nella gara pareggiata per 2-2. L'esordio ufficiale della Bosnia ed Erzegovina, riconosciuto dalla FIFA, avvenne a Tirana solo il 30 novembre 1995, in amichevole contro l', vittoriosa per 2-0. Questi gli undici schierati da Fuad Muzurović per l'incontro con gli albanesi: Ismir Pintol, Vedin Musić, Ibrahim Duro, Muhamed Konjić, Senad Begić, Nedžad Fazlagić, Esmir Džafić, Enes Demirović, Husref Musemić, Asim Hrnjić, Almir Turković.
La squadra non poté prendere parte alle eliminatorie del dato che la federcalcio locale divenne membro della FIFA non prima del luglio 1996. L'affiliazione alla UEFA avvenne nel 1998 a Dublino, per cui la squadra bosniaca non poté partecipare neanche alle eliminatorie del .
Ingresso nella UEFA e miraggio mondiale ed europeo (1996-2008) Ammessa a partecipare alle eliminatorie dei campionati europei e mondiali da Francia '98 in avanti, la Bosnia mancò le successive qualificazioni a mondiali ed europei, non cogliendo risultati di rilievo per oltre un decennio.
Nelle eliminatorie del campionato mondiale del 1998 fu inserita in un girone con , , e . Il 1º settembre 1996 la Bosnia allenata da Fuad Muzurović e capitanata da Mehmed Baždarević esordì in partite ufficiali UEFA perdendo per 3-0 in Grecia. Concluse poi il cammino al quarto posto nel girone, con 3 vittorie (due con la Slovenia e una per 3-0 in casa contro la Danimarca). La Croazia avrebbe poi conseguito il terzo posto al mondiale di Francia, mentre la Danimarca sarebbe stata eliminata ai quarti di finale del torneo. Il 6 novembre 1996 la Bosnia ed Erzegovina colse la sua prima vittoria dopo l'affiliazione alla FIFA, imponendosi per 2-1 in un'amichevole di prestigio allo stadio Koševo di Sarajevo contro l' di Arrigo Sacchi, che all'epoca era vice-campione del mondo (gol di Hasan Salihamidžić ed Elvir Bolić). Si trattò del primo successo nella storia della nazionale, giunta a disputare in quell'occasione la quinta partita. L'Italia, che dopo quella sconfitta esonerò il commissario tecnico Sacchi, era all'epoca quinta nella classifica mondiale della FIFA, mentre la Bosnia ed Erzegovina era centosettantesima.
Sotto la guida di Mišo Smajlović la Bosnia mancò poi la qualificazione al . Nelle eliminatorie ottenne solo tre vittorie in dieci partite giocate. I tre successi arrivarono contro e in casa e contro l' in trasferta, mentre nelle altre partite arrivarono cinque sconfitte (due contro la , due contro la , una in trasferta contro la Lituania) e due pareggi (uno in casa contro l'Estonia e uno in casa delle Isole Fær Øer). La squadra chiuse al terzo posto, a sette punti dalla Scozia seconda e a pari punti con Lituania ed Estonia, ma in vantaggio negli scontri diretti contro le nazionali baltiche.
Il 25 aprile 2000 la Bosnia ed Erzegovina giocò contro una rappresentativa denominata FIFA World Stars una partita benefica di fronte a 25.000 spettatori allo stadio Koševo di Sarajevo, per raccogliere fondi per gli orfani di guerra bosniaci. L'incontro si concluse con la vittoria delle World Stars con gol di Roberto Baggio su calcio di rigore. Nella squadra della FIFA figuravano anche Dunga e Ali Daei.
Nelle qualificazioni al la Bosnia si piazzò quarta nel proprio girone eliminatorio, dietro , e e davanti al modesto , con un bilancio di due sole vittorie, ottenute contro il Liechtenstein, due pareggi e quattro sconfitte. Nel marzo 2002 a Mišo Smajlović subentrò dunque Blaž Slišković.
La campagna di qualificazione al vide la Bosnia compiere dei progressi notevoli. Malgrado un inizio negativo, infatti, la squadra ebbe financo l'occasione di chiudere il girone al primo posto nel caso di vittoria all'ultima giornata. Dopo aver cominciato il percorso con due sconfitte (in casa contro la e a Oslo contro la ), gli uomini di Blaž Slišković inaugurarono il 2003 con una vittoria casalinga sul e batterono la Danimarca per 0-2 a Copenaghen. La Romania, tuttavia, si rivelò un ostacolo insormontabile e i bosniaci capitolarono per 2-0 a Craiova. Nel settembre 2003, grazie ad un gol di Zlatan Bajramović all'87º minuto di gioco, la Bosnia sconfisse la Norvegia a Zenica, per poi battere il Lussemburgo nella gara successiva, salendo così al terzo posto in classifica con 12 punti. A Sarajevo, contro la Danimarca, ebbe la possibilità di concludere il girone in vetta con una vittoria, ma la partita terminò 1-1 e i bosniaci chiusero quarti.
Nelle eliminatorie del la qualificazione ai play-off fu mancata per quattro punti. Sorteggiati nel girone con , , , e , i bosniaci ottennero due pareggi contro gli spagnoli (contro i quali allo stadio di Mestalla di Valencia si portarono in vantaggio al 39º minuto grazie a Zvjezdan Misimović, ma subirono il pari al 96º minuto, quando erano ridotti in nove per via di due espulsioni), una vittoria e una sconfitta contro i belgi, un pareggio e una sconfitta esterna contro i serbi, due vittorie contro i sammarinesi e una vittoria e un pareggio contro i lituani. Pur avendo chiuso il girone con l'imbattibilità casalinga, i bosniaci rimasero fuori dal mondiale a causa del terzo posto nel girone, a quattro punti dalla Spagna, a cinque dalla Serbia e quattro punti sopra il Belgio.
Nel girone di qualificazione al la Bosnia iniziò battendo per 5-2 in casa , ma le sconfitte interne contro e , unite al pari contro la a Chișinău, provocarono la sostituzione di Blaž Slišković con Fuad Muzurović, ingaggiato ad interim. Inoltre tredici calciatori si rifiutarono di giocare per la nazionale, causando le dimissioni di quattro dirigenti della Federazione calcistica della Bosnia: Milan Jelić, Iljo Dominković, Sulejman Čolaković e Ahmet Pašalić.
In questo periodo Edin Džeko, Vedad Ibišević, Sejad Salihović, Senijad Ibričić e Boris Pandža, che con la Bosnia Under-21 avevano giocato i play-off del campionato europeo di categoria del 2007, iniziarono a giocare per la nazionale maggiore, che andò incontro ad un profondo rinnovamento e svecchiamento della rosa. Poco dopo la Bosnia sconfisse la per 1-2 ad Oslo. Nell'agosto 2007 la nazionale giocò a Sarajevo un'amichevole contro la , persa per 3-5 (tripletta di Zlatan Muslimović). Dopo la partita con la Norvegia arrivarono due vittorie interne, una per 3-2 contro la e una di misura contro Malta. Edin Džeko ed Elvir Rahimić esordirono con la nazionale contro i turchi a Sarajevo. Nelle due successive partite giunsero due sconfitte contro Ungheria e Moldavia, seguite da altre disfatte contro Grecia, Norvegia e Turchia. La nazionale chiuse al quarto posto il girone.
Nel 2008 Meho Kodro assunse la conduzione tecnica subentrando a Fuad Muzurović, però venne sollevato dall'incarico in breve tempo per il suo rifiuto ad affrontare in amichevole e : tale licenziamento suscitò un generico disappunto nella tifoseria, tanto che alla gara contro gli azeri si presentarono appena un centinaio di sostenitori.
L'ascesa della Bosnia (2009-2014)
In panchina giunse quindi Miroslav Blažević, già selezionatore croato nella seconda metà degli anni 1990: i frutti del nuovo corso tecnico maturarono nell'immediato, con il secondo posto dietro la campione d'Europa nelle qualificazioni ai campionato mondiale del 2010 valso l'approdo ai play-off. Sconfitto col minimo scarto dal in entrambi gli incontri, Blazević lasciò posto all'ex calciatore Safet Sušić nel dicembre 2009.
Ancora i lusitani risultarono fatali alle ambizioni slave nello spareggio per la partecipazione al campionato europeo del 2012, con una vittoria per 6-2 in quel di Lisbona facente seguito allo 0-0 di Zenica.
Ormai assurta a rivelazione calcistica del periodo — tanto da raggiungere l'ottavo posto nel ranking FIFA dell'agosto 2013 — la Bosnia vide i suoi progressi premiati dalla qualificazione diretta ai campionato mondiale del 2014, beneficiando di una miglior differenza reti a parità di punti con la : lo status di assoluta matricola in una rassegna iridata concorse all'inserimento in un "girone di ferro", per la contestuale presenza di e , avversarie che decretarono l'eliminazione dei balcanici già dopo le prime due gare, che i bosniaci persero di misura. La vittoria bosniaca per 3-1 contro l'Iran nella giornata conclusiva contribuì poi al passaggio del turno degli africani, spegnendo nel contempo le residue speranze mediorientali.
Fase di declino (2015-2024)
Nel luglio 2014 Sušić, dopo essersi dimesso, tornò sui propri passi e rinnovò il contratto per altri due anni. Gli scarsi risultati ottenuti nelle prime quattro partite di qualificazione al causarono l'esonero dell'allenatore, all'indomani della sconfitta contro . Il percorso verso il campionato europeo del 2016 vide i bosniaci sconfitti ancora una volta ai play-off, stavolta dall'.
L'accesso al fu mancato per soli due punti: il secondo posto nel girone andò alla Grecia, dato che alla formazione slava costò cara la sconfitta contro il (vincitore del gruppo), subita a Sarajevo nell'ottobre 2017.
Nel gennaio 2018 la panchina bosniaca fu affidata all'ex nazionale croato Robert Prosinečki. Inserita nel gruppo 3 della Lega B della UEFA Nations League 2018-2019, la Bosnia ottenne tre vittorie di fila contro la a Belfast, contro l' a Zenica e contro l'Irlanda del Nord a Sarajevo. Grazie al pareggio nella quarta partita in casa dell'Austria, nel novembre 2018 la squadra bosniaca conseguì la promozione nella Lega A del torneo. Malgrado l'ottima UEFA Nations League disputata (uno solo il gol concesso), le qualificazioni al , al termine delle quali si chiuse la gestione Prosinečki, videro i bosniaci chiudere solo al quarto posto il girone eliminatorio dominato dall', ma accedere ai play-off in virtù della vittoria del girone di UEFA Nations League.