Phlomideae Mathiesen, 2010 è una tribù di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Lamiacee (sottofamiglia Lamioideae)..
Etimologia l nome della tribù deriva dal suo genere tipo: Phlomis L. la cui etimologia deriva dalla parola greca "phlogoj" o "phlogmis" (= fiamma, fuoco); probabilmente in passato le foglie pelose di qualche pianta simile sono state utilizzate come stoppini.. Linneo (1707 – 1778) è stato il primo in tempi moderni a utilizzare questo nome probabilmente trasferito dal Tassobarbasso, descritto anticamente da Dioscoride (40 – 90 d.C.) medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, perché molto simile nelle foglie cotonose delle specie di questa voce.. Il nome scientifico della tribù è stato definito dalla botanica contemporanea Cecilie Mathiesen nella pubblicazione "Annals of the Missouri Botanical Garden. St. Louis, Missouri - 97(2): 216." del 2010.
Descrizione Portamento
Il portamento delle specie di questa tribù consiste in erbe perenni (anche robuste in Eremostachys) o piccoli arbusti (dall'aspetto suffruticoso) con rizomi legnosi (anche spessi) e/o tuberi; in alcune specie le radici sono copiose per fissare la pianta sugli strati più rocciosi del terreno (Phlomoides eremostachydioides). L'indumento è formato da peli semplici. ramificati o anche ghiandolari e stellati (Phlomis sewerzowii); spesso l'aspetto è lanoso o tomentoso....
Foglie
Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e sono picciolate (almeno quelle inferiori); la lamina è semplice, intera o dentata, ovata oppure da laciniata a bi-pennatosetta. Sono presenti anche delle rosette basali (Phlomis rotata). La pagina adassiale può essere rugosa, e la consistenza a volte è coriacea
Infiorescenze
Le infiorescenze sono di tipo tirsoide; sono formate da verticilli ascellari sovrapposti. Ogni verticillo è composto da più fiori (fino ad una decina) disposti circolarmente poggianti su due grandi brattee fogliose a forma lanceolata (o semplicemente delle foglie) lievemente staccate dall'infiorescenza vera e propria. In Notochaete i fiori sono pochi e cimosi. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Nell'infiorescenza sono anche presenti delle bratteole allungate, a volte spinose e uncinate e a volte connate alla base in gruppi di 2 - 5.
Fiori
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti). Sono inoltre omogami (autofecondanti).
Formula fiorale: X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule
Il calice, gamosepalo, è persistente con forme da campanulate a tubulose, ma anche tipo imbuto. Il calice termina con 5 lobi uguali (calice attinomorfo) o subuguali (raggruppamento dei lobi: 3/2) dalle forme ampie alla base e con improvviso restringimento all'apice (forme di tipo triangolare-acuminato) oppure subulate oppure sono appena evidenti. I lobi all'apice sono talvolta anche spinescenti (o mucronati). La superficie del calice è percorsa da 5 - 10 nervi. La corolla gamopetala e zigomorfa, alla base ha la forma di un tubo e termina con due evidenti labbra con 4 lobi totali (raggruppamento 1/3). Il labbro superiore (quello posteriore), è lungo (in alcune specie è corto o piatto o appena sinuato con due lobi) ed ha la forma di un cappuccio (anche profondamente concavo) spesso barbuto con peli semplici ai margini; quello inferiore è più o meno patente, e termina con due lobi arrotondati, interi e dai bordi crenati (a volte i lobi sono tre più o meno simili in dimensione, altre volte quello centrale è più grande). In alcune specie (Phlomoides eremostachydioides e Phlomis sewerzowii) le fauci internamente sono circondate da un anello di peli obliqui per impedire l'accesso ad insetti più piccoli e non adatti all'impollinazione.. I colori della corolla sono bianco, rosa, purpureo o giallo. L'androceo possiede quattro stami didinami (quelli anteriori sono più lunghi) tutti fertili e inclusi più o meno nella corolla e posizionati sotto il labbro superiore, o appena sporgenti dallo stesso. Il paio di stami posteriori presentano delle escrescenze vicino alla base. I filamenti sono complanari alla base, ma poi sono contorti e ricurvi; sono inoltre adnati alla corolla; possono essere pubescenti. Le antere sono ravvicinate a coppie e sono biloculari. Le teche sono poco distinte e confluenti; la deiscenza è longitudinale. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il nettario è ricco di sostanze zuccherine. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico a consistenza carnosa) è del tipo filiforme ed è incluso nella corolla. Lo stigma è bifido con lobi ineguali o talvolta uguali.
Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 - 4 nucule con forme trigone o obovoidi arrotondate o troncate all'apice; la superficie può essere glabra o ricoperta da peli (semplici o ramificati o densi) all'apice. I frutti spesso rilasciano i semi con facilità (sono fragili).
Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).. I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo..
Distribuzione e habitat La distribuzione delle piante di questa tribù è eurasiatica (fino alla Cina) con habitat temperati caldi, ma anche tipici delle foreste ai margini delle zone alpine, .
Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie; la tribù Phlomideae appartiene alla sottofamiglia Lamioideae.
Generi La tribù attualmente è formata da 2 generi e oltre 170 specie:: Phlomis L., 1753 (91 spp.) Phlomoides Moench, 1794 (181 spp.)
I generi Eremostachys, Notochaete e Paraeremostachys sono stati inclusi in Phlomoides.
I due generi sono individuati dai seguenti caratteri morfologici (possibili sinapomorfie): Phlomis: il portamento di queste piante è in prevalenza semiarbustivo o arbustivo, raramente sono delle erbe erette; la lamina delle foglie è semplice con forme da lanceolate a oblungo-lanceolate; le infiorescenze sono formate da verticilli di densi capolini scaposi; il labbro superiore della corolla è compresso lateralmente, appiattito e i margini sono privi di frange o incisioni. Phlomoides: il portamento di queste piante normalmente è erbaceo con rizomi o tuberi legnosi; la lamina delle foglie è semplice a forma di lacinie oppure è pennatosetta con forme da cordate a triangolari-ovali; le infiorescenze sono formate da verticilli lassi o densi; il labbro superiore della corolla non è compresso lateralmente e neppure appiattito, ma è sempre peloso con margini frangiati o incisi.
Specie della flora italiana In Italia sono presenti le seguenti specie: Phlomis fruticosa L. Phlomis herba-venti L. Phlomis lanata Willd. Phlomis tenorei Soldano
Alcune specie
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Phlomideae IPNI Database
Categoria:Lamiaceae Categoria:Taxa descritti nel 2010