Il parco nazionale delle North Cascades () è un parco nazionale americano situato nel nord dello Stato di Washington, negli USA.

Vasta 2 042,78 km², tale zona protetta è riconosciuta per i suoi paesaggi nell'arco delle North Cascades, la parte settentrionale della catena delle Cascate. Con alle spalle migliaia di anni di età, le montagne si originarono a seguito della collisione della placca nordamericana con placche di origine oceanica. Nel parco, sono presenti gli spartiacque di quattro fiumi e si contano più di 500 laghi, incluso il Chelan, al terzo posto a livello nazionale per profondità massima.

La presenza umana in zona risale almeno a 8 500 anni fa, ovvero quando i paleoamericani decise di insediarsi e procurarsi da vivere grazie alla caccia e all'agricoltura. Dopo l'arrivo dei primi esploratori europei, le tribù locali di lingua salish furono in gran parte decimate dalle epidemie di vaiolo portate nel continente dai coloni già alla fine del XVIII secolo. Durante gli anni cinquanta del Novecento, la regione fu fonte di ispirazione per diversi poeti americani, tra cui Jack Kerouac.

Il parco fu istituito il 2 ottobre 1968 durante la presidenza di Lyndon B. Johnson. Da allora, il National Park Service (NPS), in quanto ente gestore, ha il compito di proteggere le sue risorse naturali e culturali. Il sito ospita più di 1 600 specie vegetali e più di 300 specie di vertebrati. Insieme ad altre riserve naturali limitrofe, il parco è al centro di un immenso ecosistema protetto esteso più di 12 000 km².

Descrizione Il parco si trova nel nord dello Stato di Washington, al confine con la provincia canadese della Columbia Britannica. L'areale si sviluppa nelle contee di Whatcom, Skagit e Chelan. Dista approssimativamente 150 km a nord-est di Seattle e 150 km a sud-est di Vancouver. La piccola comunità di Marblemount si trova vicino al suo ingresso occidentale.

Lungo circa 75 km e con una larghezza variabile da 30 a 40 km, il parco nazionale delle North Cascades è, in realtà, solo una sezione di un complesso composto da quattro aree distinte. Il parco stesso è composto da una zona nord e una zona sud: queste due aree sono separate dal sito ricreativo del lago Ross a livello della valle del fiume Skagit. La quarta regione, situata all'estremità meridionale del complesso, è l'area ricreativa del lago Chelan.

Topografia

La topografia del parco segue le caratteristiche tipiche delle North Cascades, ovvero la sezione settentrionale della catena delle Cascate. Tale massiccio si originò vedendo la presenza di varie cime la cui altitudine è compresa tra 2 000 e 2 500 m. Se le si scorge dalle valli, l'altezza delle stesse appare maggiore, ma si tratta solo di un effetto ottico. Nella regione circostante, solo pochi vulcani riescono a superare la soglia dei 3 000 m, nello specifico il monte Baker e il Glacier Peak.

La vetta più alta del parco è il monte Goode, alto 2 806 m. Il dislivello in zona è abbastanza acuto, tanto che ad esempio il lago Chelan, uno degli specchi d'acqua maggiori in zona, è situato a 335 m s.l.m. Tra le altre importanti vette localizzate nel parco rientrano il monte Shuksan (2 783 m), il Buckner (2 768 m) e il Redoubt (2 730 m).

Geologia Le rocce più antiche della zona hanno circa 400 milioni di anni. Formatisi sotto l'oceano Pacifico, i sedimenti rocciosi presenti nella regione sono i più antichi tra quelli scoperti nella catena montuosa. Poggiando sulla superficie di placche tettoniche in movimento, tali rocce si spostarono poi verso nord e incontrarono la placca nordamericana 90 milioni di anni fa. Il terreno a quel punto si alzò, centimetro per centimetro, originando in tal modo un primo insieme di rilievi. Tale morfologia andò poi perlopiù erosa, ma nuove placche oceaniche si scontrarono di nuovo negli ultimi 40-35 milioni di anni. Da questo nuovo incontro ebbe luogo una serie di subduzioni le quali permisero il passaggio del magma confluito nell'arco vulcanico delle Cascate.

I vulcani locali vennero alimentati dal calore trasmesso dalla subduzione delle placche tettoniche di Gorda e Juan de Fuca sotto una di dimensione maggiore, quella nordamericana. Situato 500 km al largo delle coste, il centro della placca di Gorda sprofonda di quasi 2,5 cm sotto il Nord America... Parte del magma si raffreddò nel sottosuolo e si trasformò col tempo in rocce di granito: è tale genere di pietra a costituire la base delle montagne odierne. Il vulcanismo coinvolse in zona vari siti: a titolo di esempio, si pensi al vicino monte Baker e a Glacier Peak, le cui ultime grandi eruzioni risalgono a meno di 12 000 anni fa, mentre resti di una massiccia caldera si rintracciano nel nord-ovest del parco.

Circa 16 000 anni fa, le montagne furono modellate da grandi ghiacciai nel corso delle glaciazioni. Più di 300 ammassi glaciali erano ancora presenti nel parco nazionale nel 2009, anche se lo scioglimento ha subito un'accelerata almeno dal 1976, anno in cui terminò un ventennio di parziali avanzamenti. La regione è l'area con il maggior numero di ghiacciai negli Stati Uniti al di fuori dell'Alaska, in gran parte a causa delle abbondanti nevicate. Gli studi principali effettuati dai ricercatori, da cui emergono chiaramente prove dello scioglimento dalla seconda metà del Novecento, trovano la causa nel riscaldamento globale. L'impatto si traduce inoltre in maniera significativa sulla flora e sulla fauna locali, con specie che popolano quote superiori rispetto al passato.

Clima Rientrante alla regione montuosa della catena delle Cascate e con altitudini massime prossime a 3 000 m, il clima locale è di tipo montano. Le regioni più a ovest hanno un clima temperato oceanico, mentre nelle aree orientali si sperimenta quello continentale umido.

Nella parte occidentale, grazie all'influenza oceanica, le precipitazioni appaiono significative da novembre ad aprile e si verificano in gran parte sotto forma di neve in quota elevata.. Le piogge sono così numerose per via del fatto che le North Cascades formano una barriera che blocca l'umidità delle masse d'aria sul fianco occidentale dando luogo al fenomeno dell'ombra pluviometrica. Il periodo estivo è generalmente più secco in quel punto, mentre in quota le precipitazioni nevose risultano decisamente non trascurabili. Per questo motivo, il vicino monte Baker vide cadere durante l'inverno 1998-1999 quasi 29 m di neve, dato che lo rese un record mondiale. Nella parte orientale il clima si fa maggiormente secco, con inverni più freddi ed estati più calde.

Idrografia

I corsi d'acqua del parco appartengono ai bacini idrografici di quattro fiumi. Lo Skagit ha origine nella Columbia Britannica e poi oltrepassa il confine con gli USA a nord del lago Ross, che fu generato dalla diga omonima. Questo prosegue il suo corso fino al lago Diablo, originatosi per via della diga omonima, raggiungendo poi il lago Gorge, anch'esso formatosi per via di una barriera artificiale. Da quel punto, il corso d'acqua esce a ovest del parco per dirigersi verso lo stretto di Puget e sfociare nell'oceano.

A nord-ovest del parco, vicino al monte Shuksan, si trova il fiume Nooksack. Quest'ultimo scorre più a ovest nella baia di Bellingham, dopo aver costeggiato il versante settentrionale del monte Baker. A nord del parco, vicino al monte Redoubt, i fiumi che sfociano nella Columbia Britannica appartengono al bacino del Fraser, il quale culmina nello stretto di Georgia, vicino a Vancouver.

A sud del parco, nella regione del lago Chelan, i fiumi appartengono al bacino del Columbia, che sfocia nell'oceano Pacifico a sud-ovest del parco a livello della città di Astoria, al confine tra il Washington e l'Oregon. Il lago Chelan è il terzo per profondità degli Stati Uniti (approssimativamente 450 m). Oltre ai due laghi principali, il Ross e il Chelan, la regione ospita anche oltre 500 laghi o specchi più piccoli.

Ghiacciai

Con ben 312 ghiacciai, il parco delle North Cascades vanta il maggior numero di ammassi di acqua ghiacciata di qualsiasi altro parco statunitense al di fuori dell'Alaska e un terzo di tutti quelli nei 48 Stati continentali. Se si escludono alcuni ghiacciai presenti nelle adiacenti aree ricreative nazionali, la superficie totale da loro coperta ammontava nel 2013 a 93,6 km². Il ghiacciaio Boston, sul versante nord del picco da cui prende il nome, è il maggiore: dai primi rilevamenti, eseguiti nel 1971, misurava 7 km². Altri ghiacciai misurati dal 1971 più estesi di 2 chilometri quadrati includono l'East Nooksack e il Sulphide sul monte Shuksan, il McAllister e l'Inspiration su Eldorado Peak, il Redoubt sulla vetta omonima, il Neve su Snowfield Peak e il Challenger sul medesimo monte.

La densa concentrazione e la relativa facilità di accesso ai ghiacciai delle Cascate del Nord portarono ad alcune delle prime serie di studi scientifici riguardanti la glaciologia negli Stati Uniti. A partire dal 1955, l'Università del Washington incoraggiò Richard C. Hubley a intraprendere spedizioni annuali di fotografia aerea progettate per catturare immagini dei ghiacciai e per mostrare eventuali alterazioni che potrebbero verificarsi. Nel 1960, il glaciologo e fotografo Austin Post ampliò la copertura aerea per includere altre regioni e cercò altresì allargare la ricerca con immagini terrestri. Nel 1971, sulla base delle fotografie e di altri dati raccolti dal 1955, Post e altri redassero un rapporto che documentava il numero e la scala dei ghiacciai nelle North Cascades. Al momento dell'inventario realizzato di Austin Post, il loro studio concluse che alcuni ghiacciai del posto avevano vissuto un periodo di minore crescita o equilibrio a metà del XX secolo, dopo aver subito decenni di ritiro. Si scoprì che lo scioglimento glaciale annuale dovuto alle variazioni stagionali aveva un'influenza significativa con riferimento ai fiumi, nello specifico circa il 30% del flusso d'acqua di fine estate, il quale ebbe un impatto diretto sugli ecosistemi supportati come la pesca del salmone.

Il National Park Service, l'United States Geological Survey (USGS) e i glaciologi come Mauri S. Pelto, a guida del North Cascades Glacier Climate Project dal 1984, proseguirono le ricerche in zona. Dal 1993, il National Park Service ha condotto studi rigorosi su quattro ghiacciai del parco: il Noisy Creek, il Silver, il North Klawatti e il Sandalee. La ricerca ha evidenziato una rapida diminuzione dei volumi avvenuta tra il 1993 e il 2011. Nel 1998, un inventario fotografico aereo del National Park Service e dell'Università statale di Portland mise in luce una perdita del 13% del volume glaciale dell'intero parco da quando Austin Post aveva concluso il suo rapporto nel 1971. Sulla base delle pubblicazioni realizzate dopo il 2000, si è sostenuto che negli ultimi 150 anni dalla fine della piccola era glaciale, un arco temporale durato diversi secoli in cui la Terra sperimentò un periodo meno mite, i volumi di ghiaccio glaciale nelle North Cascades si è assottigliato del 40%. Questa perdita di ghiaccio glaciale ha contribuito a ridurre lo scioglimento in estate. In un documento pubblicato nel 2016, è stato riportato che dal 1959 lo spartiacque del fiume Skagit aveva visto una riduzione del 25% del flusso estivo.

Ambiente naturale Il parco nazionale si estende su diversi ecosistemi, circostanza che rende possibile la presenza di una grande biodiversità. La parte occidentale del parco ospita una foresta pluviale temperata, mentre quella orientale è costituita da una foresta che supporta un clima più secco. Le montagne supportano inoltre viventi tipici del piano montano e alpino. In totale, il parco ospita oltre 1 600 specie vegetali. Sono state individuate 75 specie di mammiferi, quasi 200 ornitologiche, 28 ittiche e 21 tra rettili e anfibi.