Fòllo (Folo in ligure, U Fulu nella variante localeIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia della Spezia in Liguria.
Geografia fisica La sua posizione geografica pone il comune di Follo al centro di un crocevia importante che mette in comunicazione l'alta e media val di Vara con il golfo della Spezia e la piana della val di Magra.
Il territorio comunale, facente parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara, è prevalentemente collinare, sviluppandosi preminentemente intorno alle formazioni collinari che costituiscono i displuvi del torrente Durasca a sud, del torrente Graveglia a nord e del fiume Vara a ovest che costituisce in parte il confine amministrativo orientale, tant'è che la maggior parte delle frazioni è posta sulle pendici delle colline retrostanti la vallata del fiume Vara, eccezion fatta per Valdurasca, Piana Battolla e Via Romana.
La geografia del territorio follese è caratterizzata dalla presenza del fiume Vara, vero e proprio protagonista della natura geografica del comune. I maggior centri abitati sorgono infatti sulla lungomonte della vallata, alle pendici delle colline e in stretta vicinanza con il fiume.
Origini del nome Il toponimo Follo compare in un documento del 1197 e molto probabilmente deriva, come l'omonima Fullo presso Genova, o la città toscana Follonica, dal verbo latino fullare (pigiare, l'uva o i panni).
Altri documenti medievali farebbero derivare il nome dalla parola fola ossia riserva di caccia. Tale ipotesi sembra trovi conferma nel fatto che il territorio follese fosse appunto riserva di caccia di alcuni membri della famiglia Estense.
Storia Dalla Preistoria all'età romana Nella preistoria le popolazioni locali, i Liguri Apuani, si sostentavano con l'agricoltura, irrigando i campi con le acque dei fiumi Vara e Durasca, macinando cereali, trasportando legname e con la pesca.
Nel 238 a.C. la tribù dei Liguri Briniati si oppose all'espansione coloniale romana. Nel II secolo a.C., il console romano Marco Emilio Lepido (famoso per la costruzione della Via Emilia) combatté lungamente contro la popolazione, deportandola infine in massa nella provincia di Benevento.
Nel 20 a.C. l'imperatore Augusto inserisce la Liguria nelle undici regioni dell'Impero romano, tracciandone i confini. Nel 14 a.C. gli Apuani si sottomisero a Roma e quest'ultima ricambierà la sottomissione con opere quali postazioni difensive, torri di controllo ai confini e vie di comunicazione.
Medioevo
Follo subì l'invasione dei Barbari e successivamente i saccheggi dei Saraceni. Guerre, epidemie, carestie contribuirono allo smembramento delle antiche proprietà fondiarie romane e all'abbandono delle zone montane a favore delle località collinari più facilmente difendibili. Seguì poi la sorte dei territori della Lunigiana divenendo nel X secolo possedimento degli Obertenghi e degli Estensi.
Nel 1113 i Signori di Vezzano cedono le terre del territorio di Follo alla Repubblica di Genova.
La Repubblica si appoggia a feudatari fedeli tra i quali la famiglia Malaspina. Più tardi Follo ritorna sotto il controllo dei vescovi di Luni e ancora ai genovesi nel febbraio del 1224.
Nel 1252 il papa Innocenzo IV concede il territorio al nipote Nicolò della nobile famiglia dei Fieschi, che lo unisce al proprio dominio locale, indipendente da Genova. Nel 1276, sconfitto, Nicolò è costretto a rivenderlo alla Repubblica genovese. La zona diviene terra di confine e caposaldo genovese da opporre alle mire espansionistiche di Firenze e di Pisa.
Nel corso dei secoli i territori e i suoi castelli passarono da Castruccio Castracani, Signore di Lucca, ai Visconti, agli Sforza, ai Francesi e infine ai Malaspina.
Dal XVI al XIX secolo I territori diventarono dominio genovese in seguito all'intervento dell'imperatore Carlo V di Francia, alleato dei Doria, che contribuì a strutturare le varie comunità, attribuendo loro un Console locale, nominato direttamente dalla Superba, che rappresentava il Podestà.
Risale al 1578 la stesura del primo statuto della comunità di Follo (Capitula et seu Statuta civilia et criminalia loci et Communis Folli).
Nel XVIII secolo l'Astria costituisce un piccolo dominio, ma la pace di Aquisgrana pone fine alla guerra per la successione austriaca, dando tutto il territorio della val di Vara alla Repubblica di Genova che ne mantiene il controllo fino alla dominazione napoleonica di fine Settecento.
Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte dal 2 dicembre 1797 rientra nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, nell'ambito della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798, con i nuovi ordinamenti francesi, il territorio follese rientra nel III cantone, capoluogo Tivegna, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Dal 1803 fu centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e dal 13 giugno 1805 al 1814, nell'Impero francese, inserito nel Dipartimento degli Appennini.
Nel 1815 Follo è incluso nella provincia di Levante del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.
Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Spezia del circondario di Levante facente parte della provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi. Subisce infine gli ultimi aggiustamenti e assestamenti del territorio comunale nel 1929 con la cessione della frazione di Polverara al comune di Riccò del Golfo di Spezia.
L'evoluzione urbana del territorio parte dalle colline, abitate già nel tardo Medioevo per fuggire ai pericoli di razzie e di epidemie. Solo nel Novecento la piana alluvionale bagnata dal fiume Vara è stata urbanizzata con l'espansione dei due centri più significativi del comune: Piano di Follo e Piana Battolla.
XX secolo La seconda guerra mondiale vide il comune di Follo colpito da deportazioni, bombardamenti e da innumerevoli episodi di rappresaglia da parte delle forze nazifasciste distaccate nel territorio follese. Dal territorio follese stesso vennero a formarsi vari gruppi partigiani che dopo l'8 settembre 1943 si attivarono, iniziando a raccogliere e nascondere le armi abbandonate da alcuni reparti presenti nel territorio, prima dell'8 settembre, e sbandatisi in seguito all'armistizio. Successivamente, furono presi i primi contatti con alcuni gruppi di sbandati che si organizzavano nei territori limitrofi e si mobilitarono verso i monti del calicese. Tra gli attivi reclutatori di giovani partigiani Carlo Borrelli, parroco del capoluogo, Orazio Montefiori, ufficiale dell'esercito, e Agostino Bronzi, ai tempi sfollato dalla città della Spezia, distrutta dai bombardamenti alleati. Molti di questi giovani furono protagonisti della costituzione del Battaglione Val di Vara, formazione partigiana della brigata partigiana Giustizia e Libertà.
La popolazione fu protagonista, durante la Resistenza, suo malgrado, soprattutto a causa della costante presenza sul territorio delle forze naziste, in particolare di un distaccamento della marina del Terzo Reich, proprio sul sito dove attualmente sorge la scuola secondaria statale "Salvo D'Acquisto". Il 28 luglio 1944 rappresaglie fasciste e naziste causano lo sfollamento e il rogo del vecchio centro storico del paese di Follo Castello, ritenuto covo dei partigiani. Nell'episodio morirono due persone, imprigionate nelle loro case in fiamme. Il 15 febbraio 1945, nel paese di Pian di Follo, per rappresaglia in seguito a un agguato che vide caduto un soldato tedesco, furono prelevati, nelle carceri spezzine del XXI fanteria, quattro partigiani (Sante Gattoronchieri, Vasco Pieracci, Alcide Paita e Albino Pietrapiana). Furono condotti a Piano di Follo, impiccati con il fil di ferro lungo il viale e lasciati appesi per tre giorni. Nel luogo fu posta dopo la guerra una lapide che ricorda i quattro martiri. A Sorbolo, il 12 dicembre 1944 durante un rastrellamento, venne ucciso il partigiano Guglielmo Luti.
XXI secolo Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana della Media e Bassa Val di Vara e, con le nuove disposizioni della legge regionale nº 24 del 4 luglio 2008, fino al 2011 della Comunità montana Val di Vara.
Nel 2011 il comune subisce ingenti danni in seguito all'alluvione. Il fiume Vara esonda nelle campagne circostanti, anche i suoi principali affluenti (Voro e Montemezzano) esondano allagando alcune abitazioni vicine al Parco fluviale e la zona industriale prospiciente il fiume stesso.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Lo stemma è stato concesso con il regio decreto datato al 18 aprile 1929; il gonfalone con il decreto del presidente della Repubblica datato all'11 ottobre 1983.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Leonardo abate a Follo Alto, costruita nel XVII secolo sulla sommità più alta dell'abitato, custodisce alcune opere pittoriche di pregio. Chiesa parrocchiale di San Martino vescovo nella frazione di Bastremoli, riedificata nel corso del Settecento sui resti di un preesistente edificio del XII secolo. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Carnea. Edificata nel 1686 conserva una tela della Madonna col Bambino fra san Gerolamo e san Giovannino del XVI secolo. Santuario della Madonna dell'Olivo nella frazione di Carnea, antica sede della parrocchia. Oratorio della Santa Croce nella frazione di Carnea. Oratorio di San Rocco nella frazione di Carnea. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Ausiliatrice nella frazione di Piana Battolla, edificata tra il 1824 e il 1869. Oratorio di San Rocco nella frazione di Piana Battolla, del 1657. Chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo a Piano di Follo, citata per la prima volta in un documento del 950. Oratorio della Madonna del Carmine in località Rossoli. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Sorbolo. Edificata nel corso del Seicento, conserva un dipinto a olio del XVIII secolo raffigurante la Madonna col Bambino e un dipinto a olio su ardesia ritraente la Madonna del Rosario. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Tivegna, menzionata per la prima volta nel 1229. Oratorio della Madonna del Carmine nella frazione di Tivegna. Chiesa di San Pietro nella frazione di Val Durasca.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 645, pari all'11,65% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Romania, 188 Marocco, 133 Bangladesh, 55 Albania, 41 Cina, 31
Cultura Cucina La cucina ligure - lunigianese è quella meglio rappresentativa del territorio follese. Tra i piatti meglio interpretati vi sono lo stoccafisso e il baccalà, la focaccia, la zuppa di cereali e legumi (meglio nota come mescciüa), le minestre di verdure, le frittate e le torte (di verdura, di riso) e il bonetto. Stimati sono anche i ravioli ripieni di verdura o carne e l'uso del pesto alla genovese. Da non scordare anche la famosa cima alla genovese, i testaroli, la farinata di ceci, la panissa e le frittelle (di baccalà e di fiori di zucca). Tra i dolci tipici spicca il castagnaccio.
Geografia antropica
Essendo di fatto l'ultimo comune del territorio della val di Vara, confina a nord con il comune di Calice al Cornoviglio, a sud con La Spezia e Vezzano Ligure, a ovest con Beverino e Riccò del Golfo di Spezia e a est con Podenzana (MS) e Bolano.
Il comune è costituito da nove frazioniFonte dallo Statuto Comunale di Follo: Bastremoli, Carnea, Follo Alto, Piana Battolla, Piano di Follo (sede comunale), Sorbolo, Tivegna, Val Durasca e Via Romana per una superficie territoriale di 23,27 km².
Frazioni Bastremoli