La Seconda lettera ai Tessalonicesi è uno dei testi che compongono il Nuovo Testamento. Appartiene al corpus delle lettere paoline, cioè tradizionalmente attribuite a Paolo di Tarso, ed è indirizzata alla Chiesa di Tessalonica. È detta «Seconda» per distinguerla dalla Prima lettera ai Tessalonicesi, anch'essa inserita nel canone biblico.
Secondo la tradizione, la lettera fu scritta dall'apostolo mentre si trovava a Corinto durante il suo primo viaggio in Europa, verso il 50; non potendo tornare a Tessalonica inviò il suo discepolo Timoteo per confortare i credenti e portare loro sue notizie.
La paternità della lettera è dibattuta in ambito accademico. I critici biblici sono equamente divisi fra quanti sostengono l'autenticità e quanti sostengono che sia pseudoepigrafa, cioè scritta da qualcuno che non era Paolo.Antonio Piñero, Los apocalipsis, Madrid 2007, p. 203, ISBN 84-414-1889-6 Questi ultimi datano la composizione della lettera tra la fine del I e l'inizio del II secolo.
Autenticità e datazione L'autenticità della lettera è oggetto di dibattito tra gli studiosi. Ernest Best illustra il problema nel modo seguente:
Per la datazione della lettera si spazia quindi dal 50, proposto da chi sostiene l'autenticità paolina dello scrittoLo scritto risalirebbe, in particolare, a pochi mesi dopo la stesura della Prima lettera ai Tessalonicesi, cfr. AA.VV, Introduzione a "Lettere di Paolo", EDB., a un periodo più vasto, compreso tra gli ultimi due decenni del I secolo e il 130-135 (anni in cui fu inclusa nel canone di Marcione), sostenuto dai fautori della tesi pseudoepigrafica, che si orientano di preferenza al primo quarto del II secolo.
In generale tra gli studiosi, dopo un periodo in cui si propendeva per l'inautenticità, sembra comunque ora prevalere l'orientamento a riconoscere l'effettiva paternità paolina della letteraPiero Stefani, La Bibbia, Il Mulino, Bologna, 2004 (p. 71 ed. 2009)., anche se recentemente "la maggior parte degli studiosi ritiene [che le lettere Colossesi, Efesini e Seconda Tessalonicesi] siano state scritte da un secondo Paolo, un autore o, meglio, tre autori posteriori a Paolo e profondamente influenzati dai suoi insegnamenti"Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 281, 402-405, ISBN 978-88-430-7821-9..
L'epistola è menzionata da Tertulliano (Contro Marcione 4,6; 5,16). Per avere ottenuto una tale diffusione, doveva essere stata composta entro la fine del I secolo.Stefano Romanello, Paolo. La vita - le lettere - il pensiero teologico, San Paolo editrice, Cinisello Balsamo (MI) 2018, p. 206. ISBN 9788892216389
A favore dell'autenticità Benché l'attribuzione a Paolo della Seconda ai Tessalonicesi sia stata messa in dubbio più frequentemente dell'attribuzione della Prima lettera, negli antichi scrittori cristiani si trovano più prove per l'attribuzione della Seconda ai Tessalonicesi che per la Prima ai Tessalonicesi.Leon Morris. Concordia NIV Study Bible. ed. Hoerber, Robert G. St. Lous: Concordia Publishing House, p. 1840. L'epistola era compresa nel canone di Marcione e nel Canone muratoriano; è menzionata da Ireneo di Lione e citata da Ignazio di Antiochia, Giustino e Policarpo.Guthrie, Donald (1990). New Testament Introduction. Hazell Books. p. 593
G. Milligan ha osservato che una Chiesa in possesso di un'autentica lettera di Paolo accetterebbe poco probabilmente di riceverne una falsa.G. Milligan, Saint Paul's Epistles to the Thessalonians (1908) vi, ix, p448. Così anche Colin NichollNicholl, CR, (2004), From Hope to Despair in Thessalonica, Cambridge University Press, ISBN 978-0-521-83142-0 che secondo Oakes avrebbe avanzato un argomento sostanziale per l'autenticità della Seconda ai Tessalonicesi,"Tutti gli studiosi delle lettere ai Tessalonicesi debbono confrontarsi con gli argomenti di questo contributo allo studio delle lettere." Oakes, P, Recensione di Nicholl in Journal for the Study of the New Testament 2005; 27; pp. 113-4. mettendo in luce che «la visione pseudoepigrafica è... più vulnerabile di quanto ammettano i suoi sostenitori. ... La mancanza di consenso riguardo alla datazione e alla destinazione ... riflette un dilemma per questa posizione: da un lato, la datazione dev'essere antica abbastanza per essere stata considerata paolina ... dall'altro, la datazione e la destinazione debbono essere tali che l'autore [pseudoepigrafo] possa essere fiducioso che nessun contemporaneo della Prima ai Tessalonicesi ... possa aver riconosciuto la Seconda ai Tessalonicesi come un ... falso».pp. 5-6
Un altro studioso che sostiene l'autenticità della lettera è Jerome Murphy-O'Connor. Pur ammettendo che ci siano divergenze stilistiche fra la Seconda ai Tessalonicesi e la Prima ai Tessalonicesi, addebita parte del problema alla natura composita della Seconda ai Tessalonicesi (Murphy-O'Connor è uno dei molti studiosi che sostiene che il testo attuale della Seconda ai Tessalonicesi sia il prodotto dell'unione di due o più lettere autentiche di Paolo). Dopo aver rimosso il testo della lettera interpolata e aver confrontato le due lettere, Murphy-O'Connor ritiene che l'obiezione stilistica sia "drasticamente indebolita", e conclude: «Gli argomenti contro l'autenticità della Seconda ai Tessalonicesi sono tanto deboli, che è preferibile accettare l'attribuzione tradizionale della lettera a Paolo».Murphy-O'Connor, Paul: A critical life (Oxford: Clarendon Press, 1996), p. 111
I sostenitori dell'autenticità notano anche come l'autore abbia richiamato l'attenzione sulla paternità della lettera firmandola esplicitamente ().Altre indicazioni simili compaiono in ; e . Bruce Metzger scrive: «Paolo richiama l'attenzione sulla sua firma, che fu aggiunta di mano sua come garanzia di autenticità di ogni sua lettera»."Metzger, Bruce M. (2003). The New Testament: Its Background, Growth, & Content. 3rd ed. Nashville: Abingdon, p. 255.
Altri studiosi che sostengono l'autenticità sono Beale,Beale,GK, 1–2 Thessalonians, IVP New Testament Series, Leicester: InterVarsity Press, 2003, ISBN 0-85111-686-8 Green,Green, Gene L, The Letters to the Thessalonians: The Pillar New Testament Commentary, Eerdmans/Apollos, 2002, (Eerdmans) ISBN 0-8028-3738-7 /(Apollos) ISBN 0-85111-781-3 Jones,Jones, Ivor H, The Epistles to the Thessalonians, Peterborough: Epworth Press, 2005, ISBN 0-7162-0595-5 Morris,Morris, Leon, The First and Second Epistles to the Thessalonians, Grand Rapids: Eerdmans, rev.edn, 1991, ISBN 0-8028-2168-5 e Witherington.Witherington III, B, (2006), 1 and 2 Thessalonians: A Socio-Rhetorical Commentary, Grand Rapids,MI: Eerdmans, ISBN 0-8028-2836-1
Contrari all'autenticità Almeno dal 1798, quando J.E.C. Schmidt pubblicò la sua opinione,J. E. C. Schmidt, Vermutungen über die beiden Briefen der Thessalonicher, Hadamar 1798. l'attribuzione a Paolo è stata messa in dubbio.Ernest Best, The First and Second Epistles to the Thessalonians, New York: Harper and Row, 1972, p. 50, Sfide più recenti all'attribuzione tradizionale provennero all'inizio del XX secolo da studiosi quali William Wrede nel 1903William Wrede, Die Echtheit des zweiten Thessalonicherbriefes untersucht, Leipzig 1903 e Alfred Loisy nel 1933Alfred Loisy, La Naissance du Christianisme, 1933 (vedi l'edizione inglese The Birth of the Christian Religion, University Books, New York 1962, pp. 20-21). Secondo Loisy si tratterebbe principalmente di «una dissertazione teologica sulle condizioni della seconda venuta. Non è scritta per l'istruzione di una comunità particolare, piuttosto ha lo scopo di dissipare il disagio generale del pensiero cristiano riguardo alla parusia, attesa con impazienza e continuamente posposta. [...] L'impegno profuso dall'autore alla fine (III, 17) nel dichiarare la propria firma genuina la rende ancor più sospetta».Alfred Loisy, The Birth of the Christian Religion, pp. 20-21, citato in Kirby.
Gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico"Precisando comunque come la "pseudonimia non giustifica una valutazione dottrinalmente negativa". (Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 1141-1143, 1146, ISBN 88-399-0054-3. Cfr anche: Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 281, 399-400, 405, ISBN 978-88-430-7821-9.). sottolineano che "entro i primi tre decenni del secondo secolo la lettera fu accettata come paolina. La critica letteraria (principalmente tedesca) ha, in tempi recenti, la tendenza a considerare la 2Ts come uno scritto pseudoepigrafico, vale a dire uno scritto il cui autore fa appello all'autorità di Paolo per sostenere, contro gli ingannatori, delle tradizioni paoline, o altre autentiche tradizioni, circa la seconda venuta di Cristo. L'evidenza letteraria intrinseca, presa non soltanto in termini cumulativi, ma anche con attenzione alla composizione completa dell'intera lettera, fa decisamente propendere in favore della pseudonimia. [...] Perfino l'enfasi teologica su Cristo come Signore (kýrios) invece che sul Padre (ho theós) in quanto sorgente di una data azione o della benedizione e l'ordine della benedizione in 2Ts2,16 parlano in favore di una stesura della lettera avvenuta una o due generazioni dopo il tempo di Paolo. Per di più, sebbene l'escatologia emerga come un tema principale in entrambe le lettere, esso è trattato in maniera diversa in ciascuna. [...] Infine, contrariamente alle lettere paoline (perfino 1Ts4,14; 5,10; cf. 1,6; 2,15), in 2Ts si registra una strana assenza della lucida consapevolezza della «teologia della croce». Perfino quando richiama gli insegnamenti più basilari, il tono di 2Ts (2,5 ; cf. 1Ts1,5; 2,5) manca del vigore paolino"; anche in merito al finale della lettera, "i saluti piuttosto esuberanti, caratteristici delle lettere di Paolo (ad eccezione, comprensibilmente, di Galati), qui sono vistosamente assenti".
Molti studiosi del Nuovo Testamento ritengono che la Seconda lettera ai Tessalonicesi non sia autentica, che non sia, cioè, una lettera scritta da Paolo di Tarso, ma da uno dei suoi discepoli, che avrebbe inteso riportare quello che credeva potesse essere il messaggio paolino;Bart Ehrman, The Orthodox Corruption of Scripture, p. 23, citato in Kirby. tra gli studiosi che sostengono la pseudoepigrafia vi sono Ehrman,Ehrman, Bart D. (2004). The New Testament: A Historical Introduction to the Early Christian Writings. New York: Oxford, p. 385 Gaventa,Beverly Roberts Gaventa, First and Second Thessalonians, Westminster John Knox Press, 1998, p. 93 Smiles,Vincent M. Smiles, First Thessalonians, Philippians, Second Thessalonians, Colossians, Ephesians, Liturgical Press, 2005, p.53 Schnelle,Udo Schnelle, tradotto in inglese da M. Eugene Boring, The History and Theology of the New Testament Writings (Minneapolis: Fortress Press, 1998), pp. 315-325 Boring,M. Eugene Boring, Fred B. Craddock, The People's New Testament Commentary, Westminster John Knox Press, 2004 p 652 e Kelly.Joseph Francis Kelly, An Introduction to the New Testament for Catholics, Liturgical Press, 2006 p.32 In Italia, Penna è orientato ad attribuire la lettera a discepoli posteriori, nell'ambito di una "scuola paolina" o comunque di una tradizione che si richiama all'apostolo.Romano Penna, Prefazione in Le lettere di Paolo, EDB, 2009