Professore emerito dell'Università di Bologna e studioso di prestigio internazionale, fin dagli anni settanta del XX secolo è impegnato sul fronte dell'inclusione sociale, con particolare attenzione ed interesse nell'ambito della disabilità e dell'handicap. È ritenuto il padre della pedagogia speciale in Italia, disciplina che lui stesso ha contribuito ad implementare e diffondere nel Paese. Il suo attivismo nei settori sopra segnalati e i grandi contributi dati con le sue ricerche e studi hanno fatto di lui una figura di riferimento riconosciuta a livello internazionale nel campo della pedagogia speciale e della disabilità.
Vita
Biografia
Nato a Genova il 19 settembre 1939, Canevaro trascorre gran parte della propria vita in Emilia-Romagna, regione dove si rende molto attivo a livello professionale e dove collabora con i servizi e col territorio,A sostegno di ciò si vedano i premi e riconoscimenti, nonché le motivazioni a ciò collegati, che sottolineano il grande impegno e attivismo di Canevaro in Romagna. Verranno presentati nel corso del paragrafo. soprattutto nell'ambito dell'inclusione sociale e della disabilità. Le informazioni riguardo alla sua vita privata sono però molto scarse: nulla si sa della fase giovanile e degli aspetti più dettagliati del suo percorso di vita, se non con un taglio prettamente professionale. Alcuni eventi importanti della biografia del Nostro possono tuttavia essere delineati con più precisione considerando anni più recenti. Nel febbraio 2008, Canevaro subisce un'emorragia cerebrale che compromette le funzioni relative all'equilibrio: ciò gli fa perdere il controllo della percezione dello spazio e quindi la possibilità di muoversi con sicurezza controllando i movimenti. Si tratta di un problema serio ma, come Canevaro stesso sostiene ed esprime, è una forma di "disabilità" che lo avvicina ulteriormente alla realtà dell'handicap, ambito a cui ha dedicato i suoi studi ed energie per tutta la vita.Presentazione del testo "pietre che affiorano", in cui Canevaro racconta la sua malattia: Molto attivo professionalmente nel territorio romagnolo, nel maggio 2010 Canevaro riceve a Ravenna il "Premio Barbiana" Video della premiazione allegato e articolo. per il grande contributo dato in campo inclusivo, e il 20 novembre 2013 ottiene la cittadinanza onoraria riminese sempre in virtù del grande apporto professionale e scientifico dato alla città. Il Comune di Rimini sottolinea in quella occasione come le motivazioni di tale merito trovino origine dal grande impulso che Canevaro ha dato, con i suoi studi e le sue ricerche, allo sviluppo del pensiero sui temi della disabilità, delle differenze e dei sistemi educativi a livello nazionale ed europeo.Articolo sulla cittadinanza onoraria riminese di Canevaro: Dopo anni passati a Bologna, in virtù anche degli impegni professionali legati alla città, nel 2014 Canevaro torna a vivere e lavorare in Romagna.Informazioni riguardo alle attività di Canevaro a Bologna e successivo spostamento in Romagna.
Percorso professionale L'impegno lavorativo di Andrea Canevaro non si sviluppa fin da subito nell'ambito pedagogico: l'Autore svolge infatti studi umanistici, conseguendo una laurea in lettere e filosofia. L'avvicinamento all'ambito educativo avviene in un secondo momento, quando, ottenuta una borsa di studio presso l'Università di Lione, inizia ad occuparsi di ritardo mentale nell'infanzia e, in particolare, segue gli studi di Pedagogia Speciale del professor Claude Kohler. Inizia quindi a lavorare come educatore nel settore della devianza giovanile, proseguendo quindi ad operare in ambito pedagogico. Gran parte della esperienza professionale di Canevaro si svolge poi in ambito accademico: nel 1973 diventa docente di Pedagogia Speciale presso l'ex Facoltà di Magistero nell'Ateneo di Bologna e nel 1980 vince il concorso come professore di prima fascia di Pedagogia speciale. Viene quindi chiamato come straordinario presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Ateneo di Bologna, per poi diventare successivamente professore ordinario presso lo stesso Ateneo. Il percorso all'interno del mondo accademico continua: dal 1980 al 1983, Canevaro è Presidente del Corso di laurea in Pedagogia e nel 1987 è nominato Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Ateneo di Bologna. L'Autore sostiene tale ruolo per due mandati, fino al 1996, per poi essere nuovamente incaricato nel 1999, per altri due mandati. Nel 2002 Canevaro viene nominato delegato del Rettore dell'Ateneo di Bologna per gli studenti disabili e negli anni accademici dal 2002/03 al 2006/07 diventa docente del corso "Scienze pedagogiche e riabilitazione", ora ormai disattivato, presso il Corso di laurea in Fisioterapia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Bologna. Ottiene poi un impegno come valutatore di progetti di ricerca per l'Université de Montréal (Canada) e di Lione. Il percorso professionale di Canevaro non comprende però solo riconoscimenti ed attività accademiche. Parallelamente agli impegni professionali finora riportati, iniziano le attività a livello editoriale: l'Autore diventa condirettore di "Educazione Interculturale" e "L'integrazione Scolastica e Sociale", ed è inoltre direttore di riviste edite da Erickson e membro di comitati scientifici editoriali. Canevaro opera inoltre come coordinatore del gruppo tecnico-scientifico del progetto di tutela e reinserimento di minori con disabilità fisiche e psichiche e promozione di imprenditorialità sociale in Bosnia-Erzegovina. Nel frattempo, proseguono le ricerche e l'impegno sociale e scientifico dell'Autore: le molte opere pubblicate in ambito pedagogico, con particolare riferimento alla realtà della disabilità, delineano pian piano la figura di Canevaro come esponente universalmente riconosciuto.A sostegno di ciò si rivedano anche tutti i riferimenti già indicati nei paragrafi precedenti riguardo a premiazioni, articoli, citazioni bei libri. nell'ambito della pedagogia speciale in Italia. Il contributo del pedagogista ha favorito il lento e complesso processo verso la non esclusione sociale dei disabili, spronando il dibattito istituzionale e sociale in merito all'handicap. Dal settembre 2006, Canevaro inizia un'importante attività come direttore della Commissione Tecnico-scientifica dell'Osservatorio per l'integrazione dei disabili del Ministero della Pubblica Istruzione italiano. L'impegno dell'Autore non è limitato però solo all'ambito nazionale: Canevaro partecipa a diverse missioni di cooperazione internazionali, nella penisola balcanica, nella regione africana dei Grandi Laghi, in Bielorussia e in Cambogia. Ha all'attivo una vasta attività di ricerca e pubblicazioni (si veda il paragrafo Opere) ed è membro di associazioni scientifiche nazionali e internazionali. Martedì 28 ottobre 2014 Canevaro viene nominato professore emerito dell'Ateneo di Bologna dal Magnifico Rettore Ivano Dionigi.Articolo sul conferimento del titolo di professore emerito. È infine nel collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in scienze Pedagogiche con sede presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Ateneo di Bologna e fa parte di commissioni di valutazione di Dottorato di ricerca presso l'Université Lyon 2. Informazioni riguardanti il percorso professionale di Canevaro presenti nella sua pagina personale del sito dell'Università di Bologna. L'Autore è stato professore a contratto presso la scuola di Psicologia e Scienze della formazione dell'Università di Bologna.
Il pensiero pedagogico Di seguito, alcune tematiche fondamentali affrontate da Canevaro nella sua carriera professionale, essenziali per comprendere il pensiero pedagogico dell'Autore. Si tratta di contributi che hanno influenzato l'intero approccio alla disabilità e alla pedagogia speciale in Italia.
Canevaro e la pedagogia speciale
Il pensiero di Andrea Canevaro è strettamente collegato all'ambito della pedagogia speciale, disciplina di cui il pedagogista è considerato il "padre". in Italia e a cui dà una particolare interpretazione. Quando si parla di pedagogia speciale ci si riferisce ad un particolare ambito di ricerca pedagogica che si occupa dell'educazione di persone in condizione di disabilità. Proprio in virtù del delicato target a cui la disciplina si rivolge, secondo Canevaro la Pedagogia speciale deve in primo luogo rispondere ai bisogni della persona disabile in modo specifico e personalizzato, dando luce all'unicità di ognuno, anche a chi è interessato da disabilità. La Pedagogia speciale deve quindi primariamente cercare di valorizzare la differenza tra le persone e la loro unicità, in un'ottica di non esclusione sociale. Ciò significa essere in grado di riconoscere e valorizzare una diversità che può derivare da molti fattori, anche da un deficit, ma che è pur sempre fonte di ricchezza: il compito dell'educatore è quello di trovare i giusti strumenti e contesti per dare luce ad ognuno nella sua peculiarità. Nel fare ciò, vi è anche una complessa operazione sociale, volta al superamento delle barriere, anche psicologiche, che comunemente vengono erette nei confronti di chi è diverso. La pedagogia speciale deve operare con i propri mezzi per combattere l'esclusione sociale delle persone con disabilità: un'azione pedagogica di tale complessità, per essere efficace, deve essere interpretata in modo dinamico e interattivo, non statico, come una continua composizione elementi diversi. Non vi sono regole preformate e generalizzabili in pedagogia: ogni studente è diverso, unico, e l'abilità dell'educatore sta proprio nel trovare la via migliore per valorizzare la persone e la loro unicità. Si tratta di un approccio complesso alla pedagogia, esito anche degli influssi della corrente di pensiero chiamata pedagogia istituzionale, filone di pensiero di cui Canevaro è il principale esponente italiano e che dà particolare importanza alla creazione di contesti ed interventi personalizzati.In merito a ciò si veda la voce di Wikipedia "pedagogia istituzionale". Un altro pilastro fondamentaleApprofondimenti sul tema della pedagogia speciale in Canevaro nella rivista: Italian Journal of Special Education for Inclusion n.1, 2013, p.183. della prospettiva proposta da Canevaro risiede nell'approccio dinamico e flessibile alla disciplina: il compito della Pedagogia speciale, nella prospettiva sottolineata dall'Autore, è quello di connettersi con diverse discipline in modo da far nascere e diffondere una nuova visione e nuove pratiche nell'ambito della disabilità e, più in generale, delle differenze. La positività deve essere un elemento caratterizzante della Pedagogia speciale, che porta a leggere la situazione di handicap con un'ottica di miglioramento e inclusione.
Integrazione e inclusione