La Confederazione polacco-lituana (; ; ; ; ), formalmente nota come Corona del Regno di Polonia e Granducato di Lituania o Repubblica delle Due Nazioni e, dopo il 1791, Confederazione di Polonia, fu uno Stato federale composto da Polonia e Lituania governato da un comune monarca in unione reale, che agiva in veste sia di re di Polonia sia di granduca di Lituania.

Durante il periodo in cui esistette, riuscì a diventare una delle più grandi e popolose entità nazionali dell'Europa tra il XVI e il XVII secolo. Nella fase di massima estensione territoriale, all'inizio del XVII secolo, la Confederazione copriva quasi 1 100 000 di km² e nel 1772 faceva registrare a livello demografico una popolazione di circa 12 milioni di abitanti. Il polacco e il latino risultavano le due lingue ufficiali, mentre tra le più diffuse figuravano il lituano, il ruteno e lo yiddish.

La Confederazione vide la luce con l'Unione di Lublino nel luglio 1569, ma la Corona del Regno di Polonia e il Granducato di Lituania erano già entrati in un'unione personale de facto dal 1386 con il matrimonio della regina polacca Edvige e il granduca della Lituania Jogaila, che fu incoronato re jure uxoris Ladislao II Jagellone di Polonia. La prima spartizione nel 1772 e la seconda nel 1793 ridussero notevolmente le dimensioni dello Stato e la Confederazione sparì dalle mappe del continente europeo con la terza spartizione nel 1795.

L'Unione possedeva molte caratteristiche uniche tra gli Stati contemporanei: il sistema politico si contraddistingueva per rigidi controlli sul potere monarchico, grazie a una legislatura (sejm) controllata dalla nobiltà locale (szlachta). Questo sistema idiosincratico, nonostante precursore di alcuni dei moderni sistemi di democrazia e a partire dal 1791 convertito in una monarchia costituzionale, si rivelò impreparato a reagire alle aggressive potenze confinanti perché frammentato dalle frange politiche interne. Sebbene i due Stati componenti della Confederazione ricoprissero un ruolo gerarchicamente uguale, la Polonia appariva innegabilmente la metà dominante nell'unione.

Tra gli aspetti più caratterizzanti della Confederazione polacco-lituana figuravano alti livelli di diversità etnica e una relativa tolleranza religiosa, garantiti dall'atto di Varsavia del 1573;.Questa qualità della Confederazione fu riconosciuta dai suoi contemporanei. Robert Burton, nella sua Anatomia della malinconia, pubblicato per la prima volta nel 1621, scrive della Polonia: "La Polonia è un ricettacolo di tutte le religioni, dove convivono samaritani, sociniani, fotiniani [...], ariani, anabattisti"; "In Europa, la Polonia e Amsterdam sono i santuari comuni [per gli ebrei]". tuttavia, il grado di libertà religiosa variò nel corso del tempo. La Costituzione del 1791 riconosceva il cattolicesimo come la "religione dominante", a differenza della Confederazione di Varsavia, ma con essa era ancora concessa la libertà di religione.

Dopo diversi decenni di prosperità, affrontò una prolungata parentesi di declino politico, oltre che militare ed economico. La sua crescente debolezza portò alla sua divisione tra i suoi vicini (Austria, Prussia e Russia) durante la fine del XVIII secolo. Poco prima della sua dissoluzione, la Confederazione promulgò una massiccia riforma grazie all'introduzione della Costituzione del 3 maggio, la prima ad essere codificata nella storia europea moderna e la seconda nella storia del mondo moderno (dopo quella degli Stati Uniti)..

Denominazione Il nome ufficiale dello Stato era "Regno di Polonia e Granducato di Lituania" (; , ) e l'impiego della formula in latino compariva anche nei trattati internazionali e in campo diplomatico.

Nel XVII secolo e nei decenni a venire era conosciuta anche come "Serenissima Confederazione della Polonia" (in polacco: Najjaśniejsza Rzeczpospolita Polska, in latino: Serenissima Res Publica Poloniae) o Confederazione della Polonia.

Gli europei occidentali spesso semplificavano il nome in "Polonia" e nella maggior parte delle fonti passate e moderne si utilizza l'espressione Regno di Polonia o, più semplicemente, Polonia. I termini "Confederazione di Polonia" e "Confederazione delle Due Nazioni" (in polacco: Rzeczpospolita Obojga Narodów, in latino: Res Publica Utriusque Nationis) vennero utilizzati nella Garanzia reciproca delle due nazioni, una delle disposizioni transitorie legate alla Costituzione del 1791.

Altri nomi informali includono "Repubblica nobiliare" (Rzeczpospolita szlachecka) e "Prima Repubblica" (I Rzeczpospolita), quest'ultima relativamente comune nella storiografia per distinguerla dalla Seconda Repubblica di Polonia.

Storia

La Polonia e la Lituania affrontarono una serie alternata di guerre e alleanze durante il XIV secolo e l'inizio del XV secolo: diversi accordi tra i due (nello specifico, l'Unione di Cracovia e Vilnius, l'Unione di Krewo, l'Unione di Vilnius e Radom, l'Unione di Grodno e l'Unione di Horodło) furono conclusi prima dell'unione permanente del 1569 di Lublino. Quest'accordo rientrava tra gli atti voluti da Sigismondo II Augusto, l'ultimo monarca della dinastia Jagellone: questi credeva di poter preservare la sua dinastia adottando la monarchia elettiva, ma la sua morte nel 1572 fu seguita da un interregno di tre anni durante il quale si apportarono degli adeguamenti al sistema costituzionale; questi aggiustamenti aumentarono significativamente il potere della nobiltà polacca e stabilirono una monarchia realmente elettiva.

La Confederazione raggiunse il suo periodo di massimo splendore all'inizio del XVII secolo. Il suo potente parlamento era dominato da nobili riluttanti a farsi coinvolgere nella guerra dei trent'anni; questa neutralità risparmiò il Paese dalle devastazioni di un conflitto politico-religioso che lacerò varie aree del resto del continente. La Confederazione riuscì a tenere testa alla Svezia, allo Zarato di Russia e ai vassalli dell'Impero ottomano, lanciando inoltre offensive espansionistiche di successo contro i suoi vicini. Nel corso del travagliato periodo dei torbidi, la Polonia-Lituania riuscì a entrare nell'allora fragile Russia e minacciò seriamente Mosca nel corso della guerra polacco-moscovita (1605-1618) non solo sul campo di battaglia, in quanto si intendeva installare un sovrano polacco sul trono: si trattò di uno dei momenti di maggior peso politico a livello internazionale di Varsavia.

Il potere della Confederazione iniziò a calare dopo una serie di eventi accaduti nei decenni successivi. Una grande ribellione dei cosacchi ucraini nella parte sud-orientale del territorio (la rivolta di Chmel'nyc'kyj nell'odierna Ucraina) iniziò nel 1648. Ne derivò una richiesta ucraina, secondo i termini del trattato di Perejaslav, per la protezione da parte dello zar russo. L'annessione russa di parte dell'Ucraina soppiantò gradualmente l'influenza polacca. Un'altra grana per la Confederazione riguardò l'invasione svedese nel 1655, passata alla storia come diluvio, che fu sostenuta dalle truppe del duca della Transilvania Giorgio II Rákóczi e Federico Guglielmo I di Brandeburgo. I tartari del Khanato di Crimea e dell'Orda Nogai effettuarono delle incursioni per fare prigionieri schiavi quasi annualmente nei territori orientali controllati da Varsavia.

Alla fine del XVII secolo, il sovrano di uno Stato ormai indebolito, Giovanni III Sobieski, si alleò con l'imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo I per tentare di invertire la tendenza delle sconfitte schiaccianti riportate contro l'Impero ottomano. Nel 1683 la battaglia di Vienna segnò la svolta finale nella lotta durata 250 anni tra le forze dell'Europa cristiana e gli ottomani di fede musulmana. Per via della sua secolare opposizione agli aggressori musulmani, la Confederazione si guadagnò l'appellativo di Antemurale Christianitatis (baluardo del cristianesimo) assieme ai croati e agli ungheresi. Durante i successivi sedici anni, la guerra austro-turca avrebbe spinto i turchi permanentemente a sud del fiume Danubio e Istanbul non fu più in grado di minacciare l'Europa centrale.

Nel XVIII secolo, la destabilizzazione del sistema politico portò la Confederazione sull'orlo della guerra civile: i vari problemi interni la resero vulnerabile alle influenze straniere. Quando nel 1715 scoppiò una vera e propria guerra tra il re e la nobiltà, l'efficace mediazione chiesta allo zar Pietro il Grande lo mise in grado di indebolire ulteriormente lo Stato: l'esercito russo era infatti presente al cosiddetto Sejm silenzioso del 1717, in cui si limitò la dimensione delle forze armate a 24 000 uomini e si ridiscusse dei finanziamenti pubblici riservati al settore militare, si riaffermò la pratica destabilizzante del liberum veto e si bandì l'esercito sassone del re; lo zar doveva fungere da garante dell'accordo. Un altro fattore interessante da segnalare è che il crescente sfruttamento e interesse delle risorse nelle Americhe da parte di potenze occidentali quali Inghilterra, Spagna, Portogallo e Francia rese molto netto il divario con le disponibilità tecnologiche ed economiche possedute invece dalla Polonia-Lituania o dalla Russia.

Nel 1764 il nobile Stanisław August Poniatowski fu eletto monarca con la connivenza e il sostegno della sua ex amante Caterina la Grande, imperatrice di Russia. Nel 1768 la Confederazione polacco-lituana cominciò ad essere considerata dai russi come protettorato dell'Impero (nonostante il fatto che fosse ufficialmente ancora uno Stato indipendente).. La maggioranza del controllo sulla Polonia era centrale per le strategie diplomatiche e militari di Caterina. I tentativi di riforma, come la convocazione del sejm dei quattro anni che portò alla stesura della Costituzione di maggio, si rilevarono tardivi. Il Paese finì per venire suddiviso in tre fasi dal vicino Impero russo, dal Regno di Prussia e dalla monarchia asburgica. Nel 1795 la Confederazione sparì del tutto dalle mappe dell'Europa; la Polonia e la Lituania non tornarono ad esistere come Paesi indipendenti se non nel 1918.

Organizzazione e politica dello Stato Libertà dorata

La dottrina politica della Confederazione era riassumibile nella massima "il nostro stato è una repubblica sotto la presidenza del re". Il cancelliere Jan Zamoyski riassunse questa dottrina quando affermò: Rex regnat et non-gubernat ("Il re regna ma non governa"). La Confederazione vantava un parlamento, il sejm, nonché un senato e un re eletto. Il sovrano era obbligato a rispettare i diritti dei cittadini specificati negli articoli enriciani e nella Pacta conventa, negoziati al momento della sua elezione. Nel corso del tempo, i primi furono fusi ai secondi.

Il potere del monarca era limitato a favore della numericamente considerevole classe nobile. Ogni nuovo re doveva impegnarsi a sostenere gli articoli enriciani, ovvero la base del sistema politico della Polonia (i quali includevano garanzie quasi senza precedenti in tema di tolleranza religiosa). Da quel momento in poi, il re diveniva effettivamente un membro della classe nobile e veniva costantemente supervisionato da un gruppo di senatori. Il Sejm poteva porre il veto al re su questioni importanti, inclusa l'adozione di nuove disposizioni legislative, gli affari esteri, la dichiarazione di guerra e la tassazione (modifiche delle tasse esistenti o la riscossione di nuove imposte).

La fondazione del sistema politico confederato, la cosiddetta "libertà dorata" (in polacco Złota Wolność, termine usato dal 1573 in poi), includeva: Sejm, il parlamento della Confederazione che il re doveva tenere ogni due anni; Pacta conventa (latino), "accordi concordati" negoziati con il re eletto, inclusa una carta dei diritti, vincolante per il re, derivata dai precedenti articoli enriciani; Libertà religiosa garantita dall'atto di Varsavia del 1573; Rokosz (insurrezione), il diritto della szlachta di ribellarsi legalmente al re che avesse violato le loro libertà così come garantite dagli atti legislativi;