Wer wenn nicht wir (Titolo internazionale: If Not Us, Who?) è un film del 2011 diretto da Andres Veiel.

È il primo lungometraggio del regista teatrale e cinematografico Andres Veiel. Racconta la nascita della RAF attraverso le vicende che coinvolgono i due protagonisti, Gudrun Ensslin e Bernward Vesper. Il materiale principale su cui si basa il film proviene dai molti anni di ricerca di Veiel sull'argomento, dalle interviste con testimoni contemporanei, ma anche dallo studio di Gerd Koenen Vesper, Ensslin, Baader: Le origini del terrorismo tedesco (Vesper, Ensslin, Baader: Urszenen des deutschen Terrorismus).

Trama I protagonisti del film, Bernward Vesper e Gudrun Ensslin, si incontrano a Tubinga nel 1961 come studenti di germanistica. Lei aspira a diventare un’insegnante, lui, invece, sente la vocazione per la poesia. Il padre di Bernward dal carattere autoritario è lo scrittore nazionalista e antisemita Will Vesper, ha quasi sessant'anni più del figlio e ha estorto al figlio la promessa di pubblicare le sue opere. Bernward fonda una piccola casa editrice avendo come assistente Gudrun, i due convivono in un appartamento.

Il loro rapporto lavorativo si trasforma rapidamente in una relazione, a tratti persino in un ménage à trois con un amico. La casa editrice si trova in difficoltà economica e per tentare di colmare le perdite non esitano a ingraziarsi i giornali nazionalisti di destra. Gudrun ribatte alle critiche del padre, il pastore protestante di idee liberali Helmut Ensslin, accusandolo di essere stato più colpevole del padre di Bernward durante il regime nazista: quest'ultimo era "solo" accecato dall'ideologia, mentre l’altro ne era a conoscenza e non si è opposto.

Intellettualmente, Gudrun acquisisce rapidamente forza e sicurezza, ma emotivamente appare instabile. A volte si costringe a tollerare cose che in realtà disapprova, come le relazioni extraconiugali di Bernward. Lo stress divenuto insopportabile la porta a tentare il suicidio ma è salvata da Bernward: i due decidono di ricominciare una nuova vita insieme a Berlino Ovest. Qui Gudrun ottiene un posto di dottorato, la sua tesi è su Hans Henny Jahnn. Durante la vita universitaria entrambi vengono travolti dal clima sempre più politicizzato e si uniscono ad un gruppo del Partito Socialdemocratico (SPD).

Bernward, quando scopre che la sua nascita non è stata dovuta al desiderio del padre (ormai defunto) di avere figli ma all'ideologia nazista del "Führer", tenta il suicidio. La madre lo salva, ma è solo l'arrivo di Gudrun a tirarlo fuori dalla crisi in cui è caduto e a spingerli a fidanzarsi. Due anni dopo, nel 1967, nasce il loro figlio Felix.

Poco dopo, però, due eventi in rapida successione radicalizzano ulteriormente Gudrun: la visita dello Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi a Berlino Ovest (2 giugno 1967), di cui assiste all'escalation di violenza per le strade e l'incontro con Andreas Baader.

Baader fa a Gudrun un'impressione di uomo d'azione, un macho arrogante e anti-intellettuale e quasi senza rendersene conto si ritrova a letto con lui. Collabora con lui solo un'altra volta, quando traduce i discorsi di Stokely Carmichael, combattente delle Pantere Nere, che Bernward pubblica con la sua casa editrice.

Seguendo il motto "Parlare senza agire è impossibile", Gudrun diventa partecipe attiva della storia contemporanea unendosi al terrorismo armato: un incendio doloso in un grande magazzino, processo, fuga e clandestinità, liberazione violenta di Baader, imprigionato. Bernward, dal canto suo, lotta per lei: la difende in tribunale, le scrive lettere e va a trovarla in prigione, ma tutto invano. Anche il suo tentativo di gestire da solo ciò che già a fatica era riuscito a fare con lei al suo fianco, provvedere adeguatamente a Felix, avere successo come editore, ottenere riconoscimento come scrittore, si rivela del tutto vano.

L'uso di droghe contribuisce ulteriormente al deterioramento fisico e soprattutto psichico di Bernward, che culmina nel suo ricovero in un ospedale psichiatrico, mentre Felix viene affidato alle cure di un conoscente.

Alcune frasi nei titoli di coda forniscono informazioni su quanto accadrà in seguito ed è storicamente documentato: l’avvento della RAF, Gudrun nella prigione di Stammheim, i suicidi di Gudrun e Andreas Baader, il successo postumo di Bernward come scrittore, l'affidamento di Felix ad una famiglia adottiva.

Riconoscimenti

2011 - vincitore dell'Alfred Bauer Award al Festival internazionale del cinema di Berlino 2011 - candidato al Golden Berlin Bear al Festival internazionale del cinema di Berlino 2011 - vincitore del Prize of the Guild of German Art House Cinemas al Festival internazionale del cinema di Berlino 2012 - candidato come migliore film al German Film Critics Association Awards 2012 - candidato come migliore sceneggiatura al German Film Critics Association Awards

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film drammatici