Cortona () è un comune italiano di abitanti della provincia di Arezzo in Toscana.

Antica lucumonia facente parte della dodecapoli etrusca, è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria.

Geografia fisica Territorio

Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri sul livello del mare.

Confini Il comune di Cortona presenta confini amministrativi distinti: a est e sud confina con la regione Umbria, comprendendo i comuni umbri di Città di Castello, Umbertide, Lisciano Niccone, Tuoro sul Trasimeno e Castiglione del Lago; a sud-ovest, delimita la sua area con la provincia di Siena, confinando con i comuni senesi di Montepulciano, Torrita di Siena e Sinalunga; i restanti confini occidentali e settentrionali sono interni alla provincia di Arezzo stessa, dove Cortona confina con Foiano della Chiana a ovest, Castiglion Fiorentino a nord-ovest, e Arezzo a nord.

Morfologia e altimetria Il territorio comunale può essere suddiviso in tre macroaree principali caratterizzate da specificità geomorfologiche ben definite: area montuosa preappenninica (ca. 159 km²): questa zona occupa la porzione settentrionale del territorio comunale ed è caratterizzata da rilievi rilevanti quali il monte Sant'Egidio (1055 m s.l.m.), il monte Castel Giudeo (1037 m s.l.m.) e il monte Ginezzo (928 m s.l.m.). La geologia di questa area è prevalentemente composta da macigno e galestro, con una piccola porzione di calcare compatto (alberese) situata a sud-est del centro storico di Cortona. area collinare intermedia (ca. 95 km²): è posizionata immediatamente al di sotto della zona montuosa e nell'area del chiuso. Le colline del chiuso (o chiucio), che caratterizzano il paesaggio della parte meridionale del comune, sono prevalentemente costituite da terreni pliocenici argillosi e tufacei. La collina di Pietraia, invece, presenta una formazione geologica differente, con galestro di origine eocenica. Nella zona di Farneta, inoltre, sono presenti strati lignitiferi testimoni di antiche sedimentazioni organiche. area pianeggiante della Valdichiana (ca. 114 km²): questa zona rappresenta la parte inferiore e agricola del territorio, ed è costituita principalmente da depositi alluvionali. La pianura della Valdichiana è un esempio emblematico delle bonifiche agricole storiche della Toscana.

Idrografia Dal punto di vista idrografico, Cortona è attraversata da diversi corsi d’acqua che seguono due principali versanti separati da una catena montuosa. Questa catena si sviluppa a partire dal confine con Castiglion Fiorentino fino alle vicinanze del lago Trasimeno, disegnando una curva concava.

Il versante settentrionale convoglia le proprie acque nel fiume Tevere attraverso corsi d'acqua come il Nestore, la Minimella, la Minima e il Niccone, che penetrano nella regione Umbria prima di confluire nel fiume principale.

Il versante meridionale invece, riversa le proprie acque nel bacino della Chiana e, successivamente, nel fiume Arno. In quest’area, i torrenti principali, tra cui la Mucchia, l’Essolina, il Musarone, l’Esse, il rio di Loreto, il rio di Cegliolo e le reglie di Val di Spera e delle Chianacce, raccolgono le acque di un ampio bacino idrografico esteso per circa 45 km².

Paesaggio e uso del suolo Dal punto di vista paesaggistico, il territorio di Cortona riassume tre elementi caratteristici tipici della Toscana: il paesaggio montuoso con la fitta copertura boschiva, quello collinare impreziosito da uliveti e cipressi e la vasta pianura agricola della Valdichiana, disseminata di fattorie e case rurali. Al centro di questa varietà territoriale, spicca il borgo storico di Cortona, testimonianza viva della ricca eredità storica e culturale della regione.

Clima

Il territorio cortonese riflette il clima tipico delle zone submediterranee appenniniche, presentando una piovosità minima nei mesi estivi e massima in quelli autunno-invernali. Le precipitazioni annue sono comprese fra i 500 e i 1500 mm. Le temperature nei mesi di luglio e agosto superano i 30 °C, mentre nel mese di gennaio possono arrivare al di sotto di 0 °C.

Dati Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3519 del 28/04/2006 Classificazione climatica: zona E, 2282 GR/G Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002

Origini del nome Il nome di Cortona (latino Cortōna, greco antico Κόρτων, aggettivo etnico Cortōnensis, -e) è attestato in etrusco nella forma 𐌂𐌖𐌓𐌕𐌖𐌍 (Curtun) in un'iscrizione votiva in bronzo del III secolo a.C. rinvenuta proprio a Cortona.CIE 471, TLE 644, "tinscvil mi unial curtun".

È utile denotare la metatesi che distanzia il toponimo in questione con l'altro della antica Crotone, che era appunto Κρότων (Krótōn); sostantivo femminile successivamente volgarizzato in un latino *Cōtrona, in cui si evince un ennesimo passaggio metatetico, poi cristallizzatosi nel cognome Cutrona.

Secondo il linguista Helmut Rix, l'etnico in etrusco era 𐌂𐌖𐌓𐌈𐌖𐌕𐌄 (curthute), attestato come gentilizio in un'iscrizione proveniente da Chiusi.Helmut Rix, Das etruskische Cognomen, Otto harrassowitz, Wiesbaden, 1963, p. 234.CIE 2470 da Chiusi.Federica Chiesa, Giulio M. Facchetti, Guida insolita ai luoghi, ai monumenti e alle curiosità degli Etruschi, Newton & Compton, Roma 2002, p. 107.

Storia

Età etrusca

Le tradizioni antiche sulle origini di Cortona non conservano memorie storiche, ma sono costruzioni erudite di età greca e romana. Le fonti indicano come fondatori Nanos-Ulisse o Korythos e ricordano Pelasgi e Umbri fra i primi abitanti; un'altra tradizione, nota a Virgilio, attribuisce la fondazione a Dardano dopo una vittoria sui Pelasgi.. Cortona occupa un posto di rilievo nel dossier pelasgico fin dalle prime formulazioni, probabilmente già in Ecateo di Mileto alla fine del VI secolo a.C., ed è con Spina e Caere una delle poche città etrusche per le quali la tradizione pelasgica sia affermata già in età classica.

Il legame con Corythus, diffuso dalla tradizione virgiliana e ancora vivo nel detto cortonese che fa della città la «mamma di Troia e nonna di Roma», è a sua volta un accostamento dotto: sotto la veste ellenizzante del nome sta una forma *Coritus priva di rapporto diretto con Curtun... Allo stesso meccanismo risale la localizzazione della tomba di Odisseo nel territorio cortonese, che Licofrone pone sul monte Perge nella Gortynaia, identificato con l'attuale Pergo: il racconto si aggancia verosimilmente a uno dei tumuli orientalizzanti visibili nella piana, come avviene per Porsenna a Poggio Gaiella e per Enea a Lavinio..

Le necropoli monumentali

Le testimonianze più antiche del sito risalgono alla prima età del ferro: gli scavi di via Vagnotti hanno restituito una capanna riferibile alla fase villanoviana.. Tra la fine del VII e il VI secolo a.C. la piana ai piedi del colle è occupata dai grandi tumuli gentilizi, che documentano la presenza di principes in una fase in cui altrove in Etruria si erano già formati poli urbani, mentre l'area cortonese appare ancora dominata da una struttura sociale gentilizia.

Il cosiddetto «melone» di Camucia, scoperto da Alessandro François nel 1842, presenta una circonferenza di circa 200 m; da esso proviene il prospetto di un letto funebre con due file di donne piangenti, fra i più antichi esempi di scultura arcaica dell'Etruria settentrionale. I due tumuli dell'area del Sodo distano circa 300 m l'uno dall'altro; indagini recenti hanno accertato che il Sodo II raggiungeva un diametro di 60 m e conservava i resti di un altare monumentale a terrazza, delimitato da una balaustra di sculture a palmetta e accessibile mediante sei gradini, ai cui lati sono posti blocchi scolpiti con scene di lotta fra uomini ed esseri mostruosi, fra cui una sfinge che trattiene un guerriero inginocchiato.

I corredi documentano una fitta rete di scambi: frammenti attici, i più antichi dei quali riferibili al Pittore di Lydos attivo ad Atene, e balsamari ionici in alabastro e osso, in rapporto con il vicino deposito di Brolio. Nelle deposizioni si registra una cesura fra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C.; i tumuli furono poi riutilizzati nel IV secolo, secondo una pratica interpretata come tentativo della nuova aristocrazia agraria di legittimarsi identificandosi con quella orientalizzante..

La cinta muraria

La cinta muraria, realizzata in gran parte in opera pseudoisodoma, si sviluppa per oltre due chilometri come cortina continua priva di torri, seguendo i contorni del colle fino alla fortezza del Girifalco, dove era probabilmente l'acropoli.. È stata a lungo riferita al V secolo a.C., sia pure dubitativamente; una proposta più recente ne abbassa la costruzione intorno al 310 a.C., leggendola come risposta alla pressione romana.. Appena fuori la porta Bifora sono state rinvenute due statuette bronzee di Selvans e Culsans, divinità protettrici di confini e passaggi, dedicate da Velia Cvinti fra la fine del IV e la metà del III secolo a.C.

Bronzi e testimonianze scritte

Il lampadario conservato nel Museo dell'Accademia Etrusca è stato riferito a una produzione bronzistica cortonese, ipotesi già avanzata da Luigi Lanzi e ripresa in tempi recenti; Sybille Haynes lo assegna invece a un'officina di Orvieto nella quale avrebbero operato bronzisti vulcenti.. Alla produzione locale sono ricondotte anche alcune statuette votive, fra cui il fanciullo con l'oca del museo di Leida, recante una dedica alla divinità Thufltha.

All'età ellenistica appartiene la Tabula Cortonensis, lamina bronzea recuperata nel 1992 e pubblicata nel 2000, terzo testo etrusco per estensione dopo il Liber linteus e la Tabula Capuana. Vi è registrato un negozio giuridico relativo a terre che coinvolge la famiglia dei Cusu; la direzione della transazione resta discussa, perché il verbo cenu è inteso da alcuni studiosi come cessione e da altri come acquisizione...

Ai Cusu sono stati attribuiti, per via epigrafica, anche la Tanella Angori e verosimilmente la Tanella di Pitagora, tombe monumentali del II secolo a.C. riconducibili a una tipologia attestata nel perugino e nel chiusino. Della città in età ellenistica si sa per contro assai poco, mentre nella pianura gruppi sporadici di tombe indiziano insediamenti agricoli di proprietari di ceto medio.

Età romana

Nelle fonti latine Cortona emerge soltanto nel 310 a.C., quando, sconfitta insieme ad Arezzo e Perugia dal console Rulliano, chiese e ottenne una tregua trentennale.Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 37, 12.

Nel 217 a.C. il territorio cortonese fu attraversato dall'esercito di Annibale alla vigilia della battaglia del Trasimeno. I toponimi che la tradizione locale collega alla strage hanno in realtà tutt'altra origine: Ossaia compare come Orsaja nei documenti medievali, Sepoltaglia risale a Speltallia e alla coltivazione della spelta, Sanguineto al corniolo (Cornus sanguinea), detto localmente sanguinello. Distinti dalle etimologie popolari sono però i rinvenimenti dell'area, fra cui ustrini, sepolture, frammenti di armi e morsi di cavallo, che potrebbero riferirsi davvero alla battaglia.. Cortona non compare nell'elenco liviano delle città che nel 205 a.C. contribuirono all'armamento della flotta di Scipione, assenza spiegata con le difficoltà economiche seguite alle devastazioni del 217.

Alcune iscrizioni di età imperiale attestano lo statuto di municipio; la città fu ascritta alla tribù Stellatina. Schieratasi con Mario nelle guerre civili, fu punita da Silla con la deduzione di una colonia militare.. Con la ricostituzione della lega etrusca in età augustea Cortona fu ammessa fra i XV populi Etruriae. In età imperiale i suoi abitanti sono elencati da Plinio il Vecchio fra i popoli della Regio VII Etruria come Cortonenses.Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 52.