Massa Fiscaglia (La Mase in dialetto massese) è una frazione di abitanti del comune di Fiscaglia, nella provincia di Ferrara. Fino al 31 dicembre 2013 costituiva un comune autonomo.

Geografia fisica Territorio Il territorio del paese è posto fra i 30 e i 35 chilometri ad est di Ferrara e tra i 15 e i 20 chilometri a nord-ovest di Comacchio, lungo il Volano, una diramazione del Po attualmente ridotta a canale di bonifica, ma che dal primo medioevo ne costituiva il principale ramo deltizio[...] del Po di Volano che, nell'età tardo antica fu il ramo più attivo, e dal Benati apprendiamo che: «in una famosa lettera di Cassiodoro dell'anno 537-538 ai “marinai” veneti he le Venezie ad austro Ravennamque Padumque contingunt, dobbiamo intendere che le Venezie giungevano, oltre l'Adige e il Tartaro, fino al Volano» (cfr. )"[...] il corso fluviale più importante dovette essere almeno inizialmente quello passante per il paese di Cornacervina, un fiume che viene infatti ricordato in un documento del 1037 come Padus maior" (cfr. )..

Interamente pianeggiante (altitudine massima 3 metri) ed in parte sotto il livello del mare, il territorio era originariamente caratterizzato da una successione di valli (bacini lacustri, talvolta salmastri) e paludi deltizie, separate da dossi, con un precario equilibrio idrografico. La coltivazione è stata resa possibile da continui interventi di canalizzazione e bonifica, particolarmente estesi ed intensi nella seconda metà del XIX secolo. Ora le campagne si caratterizzano per ampi lotti in coltura industriale, a relativamente bassa densità abitativa.

I terreni sono costituiti da depositi palustri-alluvionali di tipo argilloso (argille organiche e lenti di limi sabbiosi), sebbene siano ancora visibili tracce di qualche cordone dunoso, residuo delle antiche linee di costa. Geologicamente recenti ed abbastanza potenti (ossia costituiti da strati molto spessi, con granulometria piuttosto uniforme), ricchi di torbe che li rendono tendenzialmente acidi, sono di norma con la falda freatica in prossimità del piano campagna e frequentemente saturiDa carotaggio presso Corte Tina, a Migliaro, sul confine con Massa Fiscaglia, si osserva fino alla profondità di 17,5 metri un'alternanza di depositi argillosi e di limosi, con intercalazioni di torba, interrotti, tra i e i , da sedimenti argillosi a più alta salinità, con presenza di molluschi (di ambiente salmastro nella parte superiore, marino nella parte inferiore). Tra i 17,5 metri e i 40 metri si hanno spessi strati di fini sabbie fluviali, seguiti da un'alternanza di depositi argillosi e di limo grigio con la completa assenza di elementi lacustri ed invece tipici di un ambiente continentale freddo con l'associazione di pini e betulle (cfr. )..

Clima La stazione meteorologica più vicina è quella di Codigoro.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a ; quella del mese più caldo, luglio, è di .

Classificazione climatica: zona E,

Origini del nome Il più probabile significato del toponimo indica l'esistenza di una "massa di beni" (o, dal celtico mas o mae, campo, gran campo, prato.) che in seguito a confische divenne "con-fisco" (lat. fĭscu(m), "cesto" poi “cassa dello Stato”), zona in cui si imponevano tasse a favore del fiscus Caesaris, ossia la cassa privata dell'imperatore, in contrapposizione allager publicus, l'erario statale., suggerendo l'ipotesi di un'origine tardo-romana.

Storia Medioevo L'etimo del toponimo Massa Fiscalie, o Massa Phiscalia, assieme all'autonomia del «consortium», lascia pensare a due possibili ipotesi sulla sua origine: la prima è che sia frutto di una confisca nel VI secolo dell'Esarcato di Ravenna, poi organizzata a «castrum» a scopo difensivo. Come nota Procopio di Cesarea in una sua missiva, presso l'Esarcato si riscontravano infatti diverse proprietà appartenenti al fisco, molte delle quali provenienti da re ostrogoti.. La seconda ipotesi, sostenuta da alcuni studiosi locali, è che l'origine sia tardo-romana. Ad avvalorare quest'ultima è anche il ritrovamento delle tracce di alcuni insediamenti romani (tra cui una stele funeraria e alcuni laterizi con timbro imperiale), principalmente lungo l'argine Trebbia e Gallare.

Meno probabile pare che l'origine derivi piuttosto da un insediamento arimanno dopo la caduta dell'Esarcato di Ravenna nel 750-751 ad opera dei longobardi (e quindi degli arimanni). Anche se nel Liber censuum Romanae Ecclesiae di papa Onorio III del 1192 si definisce Masse Fuscalie esplicitamente come arimanniam., tale zona fu però riconquistata circa 4 anni dopo da Pipino il Breve, tra il 754 e il 756. Le terre sottratte ai longobardi furono poi cedute alla Santa Sede da Carlo Magno nel 774 in ottemperanza alla Promissio Carisiaca. Pertanto, arimanniam andrebbe intesa come tipo di organizzazione comunitaria, non come comunità fondata da arimanniL'organizzazione comunitaria degli arimanni (tradizionalmente indipendente, sebbene in modo parziale ed instabile, dal potere locale, viceversa legata direttamente al sovrano) (cfr. ) si conservò ancora per secoli in certi nuclei rurali, destinati talvolta a dar vita a comuni. Col tempo tuttavia, data la latitanza di un potere regio cui rendere gli obblighi tradizionali e che ne riconoscesse nel contempo i diritti di uomini liberi, persero nei fatti il diritto (e la possibilità economica) di portare armi e conservarono invece gli obblighi connessi alla guerra, sotto forma di «servizio» (obsequium), quali la costruzione ed il mantenimento di ponti, fortificazioni, strade e argini: il loro status venne visto in definitiva come più gravoso rispetto a quello della maggioranza della popolazione asservita (cfr. e )Altro toponimo locale antico è Buriaco, nome antico della valle Volta, sita nella parte più orientale del territorio comunale, che potrebbe rifarsi a Bur(r)ius, termine gentilizio prediale di derivazione più celtica che romana e ricollegabile a Spina. Ad avvalorare quest'ipotesi potrebbe essere il ritrovamento nel 1921 in zona di una piroga di epoca romana tardo-imperiale, rinvenuta nel campo 14 tra le corti Emilia e Concordia, in parallelo con la via Savanella, alla profondità di 1,5 metri (cfr. )..

La prima menzione certa di «Massam item cognomento Fiscaliam» appare nel 921 in una bolla di papa Giovanni X il quale la concedeva ad Onesto, arcivescovo di Ravenna«Massam item cognomento Fiscaliam,& Cornu Ceruinam,& alia quæ in Ferrariensi iuste possideret» (cfr. )L'edizione del 1572 di Rossi riporta la data errata 972 (cfr. )).. Sempre nello stesso anno è menzionata in un placito su querela dell'arcivescovo, in quanto gli abitanti rifiutarono di assoggettarsi contestando la precedente appartenenza alla Chiesa. I giudici imperiali di Berengario I infine la riconoscono Patrimonium Petri...

L'antica Fiscaglia però non corrisponde all'odierna Massa Fiscaglia, ma era un territorio molto più ampio che si estendeva interamente sulla desta del Po di Volano e sulla sinistra del Verginese tra Medelana, Codigoro e Lagosanto avendo come confine orientale il fiume Trebba.

Essa aveva il suo epicentro intorno alla pieve di San Vitale in Fiscaglia, presso Migliarino, la quale viene fatta risalire al VI secolo. Ad essa si aggiunsero la chiesa di Santa Margherita nel 1031 e l'abbazia di San Marco nel 1227 a Valcesura, il cui etimo riecheggia un'origine romana (portus salis versus Vallem Clusuriam, da cui Valcesura, ma di porti per il sale erano dotati tutti i tre centri principali; a Migliaro esiste ancora oggi un Vicolo Porto che portava alla Ripa sul Volano). Dei tre complessi religiosi, il primo, dopo tre secoli di abbandono, è stato riedificato attorno al 1983La Pieve di San Vitale, dopo essere stata abbandonata attorno al XVII secolo, fu completamente riedificata attorno al 1983 in forme neoclassiche sobrie con mattone a vista, in seguito a lascito (cfr. Lapide Rocchi), ma non più utilizzata e chiusa al pubblico., mentre degli altri due oggigiorno sono pervenuti solo ruderi.

Il primo statuto comunale fu "concesso" da Ferrara (con l'intento di formalizzare il proprio dominio de facto nella zona, inasprendo il contenzioso con la Santa Sede) il 26 maggio 1219.; in esso si dona in locazione perpetua alla comunità locale un vasto terreno sulla sponda destra del Volano, che da Codigoro giungeva a una distanza da Castracavallo di un miglio (da Stracavallo per un unum miliare sopra Padum)Gli statuti successivi (pubblicati da P. Antolini nel 1893), voluti dal marchese Borso d'Este nel 1451, contengono normative del 1370-1374..

Con l'intervento del Comune di Ferrara di inizio 1200, il quale mirava a controllare il Volano e forse ad espandersi fino a PomposaPrima ancora del consolidamento della signoria degli Estensi, già nel 1205 il Podestà di Ferrara Salinguerra Torelli occupò il territorio ad est della pieve di San Vitale per costruire un avamposto fortificato a difesa della stessa città di Ferrara e dei suoi commerci contro i Veneziani e le città della Lega Lombarda., fu così costituita nella parte orientale la Massa Nova Fiscalie con una confinazione già allora ben definita che corrisponde ancora oggi agli attuali confini di Massa Fiscaglia.

La singolarità del «consortium» di Fiscalia è testimoniata dall'esistenza di antichi statuti comunali, leggi che regolavano la vita comunitaria nel Medioevo, segno che godettero di un'ampia autonomia. Per tutto il territorio ferrarese ne è stato reperito solo un altro, quello di Bondeno. Prima ancora degli statuti comunali si aggiungono alcuni rescritti del X e XI secolo che accennano ai privilegi già in essereA titolo di esempio si segnala la bolla di Benedetto VII del 1023 indirizzata ad un gruppo di Fiscagliesi, ai quali riconferma «omnem antiquam consuetudinem e «omnem dationem seu functionen publicam» (cfr. ).. Tale organizzazione è definibile come un'unione di liberi (excertitales) insediati su un'arimannia..

Non secondario fu per la zona il ruolo del Volano, lungo il quale (o perlomeno lungo l'attuale corso) sorge il nucleo abitativo di Massa Fiscaglia. Tale ramo del Po ne fu il principale ramo deltizio a partire dallo sconvolgimento idrologico del VI secolo., acquistando importanza nella navigazione fluviale, nonché militareUn esempio particolare della importanza militare di un fiume dalle caratteristiche simili fu dato dai Longobardi nel 589 che, in guerra con l'Esarcato di Ravenna, in occasione della rotta della Cucca, lasciarono volutamente disalveato l'Adige, tramutando la tutta la zona in un'estesa palude, come difesa naturale contro potenziali attacchi (cfr. ..

Dalla lettura del corpo di leggi trecentesco si nota un grande interesse per l'ambiente, indotto dalla profonda instabilità idrografica di un territorio da sempre caratterizzato da paludi e valli, sulle quali la abitabilità e la messa a coltura dipendevano dalla manutenzione degli argini dei fiumi, a cominciare dal Volano che, con la sua notevole portata, poteva modificare l'assetto delle terre emerse e strappare all'agricoltura raccolti preziosi. I lavori di manutenzione del territorio erano obbligatori per tutti e non presupponevano remunerazione.

Dall'ultimo periodo Estense all'unità d'Italia Nel 1598, con la fine del dominio Estense, il territorio del paese entrò a far parte dello Stato Pontificio fino all'ottobre del 1796 con la costituzione della Repubblica Cispadana.