Di lui si conoscono poche notizie biografiche; tuttavia, si sa che era già notaio il 14 febbraio 1365, che era giudice nel 1408 e che era ancora attivo nel 1416.
Come poeta, è noto per il Canto dell'eruzione etnea (1408), in cui egli descrisse l'eruzione dell'Etna del 9 novembre 1408. Nel componimento, scritto in 51 terzine in siciliano volgare intriso di parole latine e toscanismi, l'autore tesse le lodi di Bianca di Navarra, ammirandone la bellezza e la regalità.
Note
Bibliografia A. Paz y Melia, Una poesia siciliana de 1412, in Homenaje ofrecido a R. Menéndez Pidal, III, Madrid 1925, pp. 99-102. F. Zitello, Il canto di Andrìa di Anfusu sull'eruzione dell'Etna del 1408. Studio critico, Palermo 1936. G. B. Palma, Un poemetto in onore della regina Bianca su una eruzione etnea, testo siciliano del sec. XV con illustrazioni, in Arch. stor. per la Sicilia, I (1935 [ma 1937]), con una nota storico-letteraria di C. Naselli, pp. 135-173. G. Cusimano, in Poesie siciliane dei secoli XIV e XV, I, Palermo 1951, pp. 41-46. C. Guerrieri-Crocetti, La Magna Curia, Milano 1947, pp. 535-39.