Lorenzino Sossio è il nome tardivamente attribuito al bambino il cui cadavere fu rinvenuto nel 1485 nei pressi di Marostica. La tradizione popolare ne fece un martire ucciso dagli ebrei di Bassano; divenne oggetto di culto fino al 1965, quando, dopo il Concilio Vaticano II, se ne decretò la soppressione del culto.

Storia

Nell'aprile del 1485, nelle campagne tra Bassano e Marostica, fu rinvenuto il cadavere di un bambino, deceduto in circostanze ignote, a cui fonti tardive attribuiscono il nome di Lorenzino Sossio.Benedetto Cignitti, BSS, vol. XI (1968), col. 1318.

La popolazione ritenne il bambino vittima di un infanticidio rituale attribuito agli ebrei di Bassano. Tale avvenimento portò all'espulsione degli ebrei da Vicenza e dal suo territorio, decretata dal doge Marco Barbarigo il 21 aprile 1486.

Culto

Dai verbali della visita pastorale condotta il 14 ottobre 1488 nella chiesa di San Sebastiano a Marostica da Pietro Barozzi, vescovo di Padova, risulta che vi si conservava il corpo di un bambino anonimo che la popolazione riteneva martire: il vescovo esaminò il corpo e ne disapprovò il culto, ma la proibizione non ebbe effetti sulla devozione del popolo, che continuò a venerare il bambino con il consenso tacito dei vescovi di Padova e poi di Vicenza.Benedetto Cignitti, BSS, vol. XI (1968), col. 1319.

Soppresso il convento di San Sebastiano nel 1810, il corpo del bambino fu trasferito in una ricca cappella della chiesa di Santa Maria Assunta a Marostica.

Nella bolla Beatus Andreas del 22 febbraio 1755, confermando il culto del beato Andrea di Rinn, papa Benedetto XIV ricordò anche il nome di Lorenzino; il 31 agosto 1867 la congregazione dei riti confermò il culto del beato Lorenzino.

La festa liturgica del beato Lorenzino si celebrava nelle diocesi di Padova e Vicenza il 15 aprile. A Marostica la festa esterna del beato si celebrava la seconda domenica dopo Pasqua.

Soppressione del culto Il culto liturgico del beato fu abbandonato a norma delle disposizioni postconciliari.

Infatti, il percorso di revisione critica della vicenda da parte della Chiesa cattolica iniziò con la presa di coscienza di possibili responsabilità sulla Shoah da parte del Cattolicesimo, a causa della diffusione di archetipi antisemiti. In questa prospettiva, tra le altre cose il Concilio Vaticano II promosse il dialogo interreligioso, fece eliminare le preghiere antigiudaiche dall'azione liturgica del Venerdì Santo, e fece rivedere il martirologio romano alla luce del metodo storicoL’edizione in lingua latina del Martyrologium Romanum pubblicata nel 2001, recita: «A norma della Costituzione del Concilio ecumenico Vaticano II sulla sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, affinché "le Passioni e le Vite dei Santi siano restituite alla verità storica" (art. 92 c), occorre sottoporre i nomi dei Santi iscritti nel Martirologio e i loro stessi elogi al vaglio della disciplina storica ed esaminarli più accuratamente di quanto sia stato fatto in precedenza»..

Note

Bibliografia Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

Voci correlate Accusa del sangue Andrea Oxner da Rinn Simonino di Trento

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