Larcidiocesi di Ravenna-Cervia () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2023 contava 193.400 battezzati su 215.600 abitanti. È retta dall'arcivescovo Lorenzo Ghizzoni.

I patroni sono sant'Apollinare e san Paterniano. Cinque degli otto monumenti riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità a Ravenna sono gestiti dall'arcidiocesi.

Territorio L'arcidiocesi si estende per due terzi della sua superficie in provincia di Ravenna e per un terzo in provincia di Ferrara; una porzione minore si trova anche in provincia di Forlì:, serie generale, nº 254, 31 ottobre 1986, articolo 1, pp. 5-7. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie dell'arcidiocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 18 ottobre 1986 su richiesta dell'arcivescovo di Ravenna e Cervia del 31 maggio precedente. nella provincia di Ravenna, comprende il territorio corrispondente ai comuni di Ravenna (eccetto alcune frazioni che appartengono alla diocesi di Forlì-Bertinoro) e di Cervia, la frazione di Lavezzola del comune di Conselice, e le località di Godo e Cortina del comune di Russi; nella provincia di Ferrara comprende, in tutto o in parte, il territorio dei comuni di Argenta, Ostellato e Portomaggiore; nella provincia di Forlì i territori di Casemurate, Carpinello e Pievequinta nel comune di Forlì, e quello di San Pietro in Guardiano nel comune di Bertinoro.

Le frazioni di Filo e Longastrino, che nell'amministrazione civile sono divise a metà tra le province di Ravenna e Ferrara (essendo entrambe divise tra i comuni di Argenta e Alfonsine), appartengono interamente all'arcidiocesi di Ravenna.

Sede arcivescovile è la città di Ravenna, dove si trova la cattedrale della Resurrezione del Signore. A Cervia sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta. Nel territorio arcivescovile si trovano anche tre basiliche minori: la basilica di Sant'Apollinare in Classe e quella di San Vitale, entrambe patrimonio dell'umanità, e la basilica di Santa Maria in Porto. Un altro importante edificio di culto ravennate è la basilica di Sant'Apollinare Nuovo, anche'essa patrimonio dell'umanità.

Vicariati e parrocchie

Il territorio è suddiviso in 6 vicariati, in cui si contano in totale 88 parrocchie: dal sito web dell'arcidiodesi, settembre 2024. Argenta-Portomaggiore Cervia Classe-Campiano Marina di Ravenna Mezzano Ravenna (urbano)

Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Ravenna-Cervia comprende le seguenti diocesi suffraganee: Diocesi di Cesena-Sarsina, Diocesi di Forlì-Bertinoro, Diocesi di Rimini, Diocesi di San Marino-Montefeltro.

Storia Sede di Ravenna Origini ed età antica L'origine della diocesi di Ravenna è verosimilmente molto antica. Il più antico reperto che testimonia la presenza del credo cristiano nell'area ravennate è un'iscrizione su una stele funeraria ritrovata a Classe e risalente alla fine del II secolo. Una datazione così bassa può essere spiegata se si considera che a Civitas Classis, l'antico porto di Ravenna, era di stanza una flotta dell'esercito romano che aveva il compito di sorvegliare la parte orientale del Mediterraneo. Probabilmente i primi cristiani del ravennate erano militari della flotta, reclutati nei Paesi di prima cristianizzazione, cioè nel Vicino Oriente. Durante gli scavi condotti nella seconda metà del XVIII secolo a Classe, a poca distanza dalla basilica di Sant'Apollinare, è stata l'area cimiteriale dei primi cristiani, un grande sepolcreto del III-IV secolo.

Si può ipotizzare che la diocesi di Ravenna sia stata istituita nella Civitas Classis all'inizio del III secolo. Il primo vescovo di cui è certa l'esistenza è Severo, che partecipò al concilio di Sardica nel 343. La tradizione arretra l'inizio della cronologia episcopale ai primi decenni della cristianità: sant'Apollinare, uno dei discepoli di san Pietro ad Antiochia di Siria, giunse a Classe dalla sua città natale e qui fondò la prima comunità cristiana locale; il medesimo episodio è presente in Andrea Agnello e negli scritti dei cronachisti ravennati a partire dal IX secolo. La maggioranza degli storici ritiene tuttavia che tali testimonianze non siano affidabili e che la datazione tramandata sia stata ottenuta dilatando la durata dei primi episcopati.

La diocesi ebbe sede a Classe dalla fondazione sino a quando Ravenna fu scelta come capitale dell'impero romano (402). In previsione del trasferimento della corte imperiale fu avviata la costruzione della nuova cattedrale. Costruita al centro della città, fu consacrata il 3 aprile 407 e dedicata alla Risurrezione di Gesù, in greco antico Hagìa Anástasis. Papa Celestino I (422-432) elevò la sede ravennate a metropolia e costituì la relativa Provincia ecclesiasticaAugusto Simonini, Autocefalia ed esarcato in Italia, Ravenna, Longo, 1969, p. 55.; la sede ravennate acquisì una notevole importanza fra le diocesi del nord Italia. All'autorità del vescovo di Ravenna furono sottoposte le diocesi di Voghenza, Imola, Forlì, Faenza, Bologna e Modena, in precedenza appartenute alla metropolia di Milano. Il primo metropolita fu San Pietro Crisologo (433-450). All'epoca del vescovo Giovanni I (fine V secolo), detto Angelopte perché avrebbe avuto il privilegio di poter vedere il proprio angelo custode, la metropolia di Ravenna estese la sua giurisdizione su tutti i vescovi dell'Emilia occidentale, dunque anche sulle Chiese di Piacenza, Parma, Brescello e Reggio. Ravenna era una delle tre sedi metropolitane dell'Italia settentrionale (le altre erano Milano ed Aquileia). Il vescovo ravennate riceveva la consacrazione direttamente dal vescovo di Roma. I Papi rispettavano comunque la tradizionale autonomia di Ravenna: il clero ravennate sceglieva al proprio interno il nuovo arcivescovo.

Nel 493 iniziò il regno di Teodorico re degli Ostrogoti, che in quell'anno spodestò gli Eruli, che avevano conquistato Ravenna nel 476. Gli Ortodossi professavano il credo ariano. Edificarono sei chiese per il loro culto, mentre permisero ai Ravennati di continuare a professare il credo cattolico. La cattedrale ariana fu quella che oggi è nota come Chiesa dello Spirito Santo.

Età bizantina

Nel 540 tutta l'arcidiocesi di Ravenna fu recuperata al dominio romano (d'Oriente), sottraendola al regno degli Ostrogoti. Considerata dagli imperatori un baluardo della fede ortodossa posta ai confini con i territori a nord del Po, dove l'arianesimo era ancora diffuso, nel 546 Ravenna fu elevata al rango di sede arcivescovile: Massimiano fu il primo a ricevere il pallio da papa Vigilio. Massimiano fece portare a termine la costruzione di due basiliche monumentali i cui lavori erano stati avviati dai predecessori. La basilica di San Vitale, iniziata nel 532, fu portata a compimento nel 547; nel 549 terminarono i lavori di costruzione della basilica di Sant'Apollinare in Classe. Al VI secolo risale inoltre la costruzione del Tricolle (o Tricolo), un grandioso edificio non più esistente dotato di tre torri e destinato ad accogliere il clero ravennate. L'intensa attività edilizia che caratterizza questo periodo si concluderà nel 582 con la consacrazione della Basilica di San Severo.

Nel 554 la Prammatica Sanzione dell'imperatore Giustiniano (554) ricondusse tutti i territori dell'Italia sotto la legislazione dell'Impero bizantino. L'intero patrimonio della chiesa gota (ariana) fu trasferito alla chiesa ravennate (cattolica). Fu l'inizio dell'accumulo di beni fondiari che proseguì senza sosta facendo diventare in pochi secoli la Chiesa di Ravenna la più grande proprietaria terriera dell'Italia SettentrionalePaola Novara, La Romagna delle pievi, Il Ponte Vecchio, Cesena 2020, pag. 16.. L'arcivescovo Agnello (556 - 569 o 570) convertì e ridedicò tutte le chiese ariane di Ravenna. Nel 554, inoltre, Giustiniano nominò Ravenna capitale dei possedimenti bizantini d'Italia. Da allora l'episcopato ravennate cominciò a stringere rapporti sempre più stretti con l'Impero romano d'Oriente. L'accresciuta importanza di Ravenna destò qualche preoccupazione a Roma. Nel 569/70 papa Benedetto I ruppe per la prima volta l'antica consuetudine secondo la quale il clero ravennate sceglieva l'arcivescovo al proprio interno imponendo un prelato romano, GiovanniJudith Herrin, Ravenna. Capitale dell'impero, crogiolo d'Europa, Milano, Rizzoli, 2022, p. 254.. In altre occasioni la Sede Apostolica intervenne per limitare l'autonomia di Ravenna: papa Simplicio della privazione del diritto di consacrare i vescovi suoi suffraganei; Gregorio Magno (590-604) richiese di ridurre lo sfarzo dell'arcivescovo e del suo clero.

Con la fondazione dell'Esarcato d'Italia (584 circa), Ravenna fu scelta come capitale. Al vertice dell'amministrazione fu posto l'esarca, nominato direttamente dall'imperatore. Costantinopoli conferì anche all'arcivescovo importanti poteri civili, come il controllo delle finanze urbane, dei pesi e delle misure, dell'annona e la piena giurisdizione civile e penale sul clero. Agli inizi del VII secolo, la metropolia ravennate si estese alle diocesi di Cesena, Forlimpopoli e Sarsina, fino a quel momento suffraganee di RomaAugusto Simonini, op.cit., p. 59..

Nelle chiese di Ravenna cominciò a diffondersi il rito bizantino. Monaci provenienti dall'Oriente fondarono monasteri, soprattutto di regola basiliana. La cattedrale mantenne la dedicazione alla Hagìa Anástasis, come a GerusalemmeAugusto Simonini, op.cit., pp. 52-53.. La tradizione bizantina permeò molti aspetti della vita religiosa in tutta la Romagna con la diffusione di culti d'importazione. Tra essi, quello della Candelora (Candlora in romagnolo) e della Madonna della Cintura. Anche molti dei santi più popolari in Romagna sono originari dell'Oriente: Stefano protomartire, Giacomo, Sant'Andrea, MartinoSan Martino di Tours era nato in Pannonia, regione dell'Impero romano d'Oriente., Giorgio, Barbara, IppolitoDa cui deriva il toponimo San Potito, una frazione di Lugo., Agata, Lucia, Biagio, Sebastiano, Apollonia e DoroteaNorino Cani, Santi, guerrieri e contadini, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2017, p. 109.. San Martino di Tours incontrò una grandissima devozione tanto che, dopo la fine della dominazione degli Ostrogoti, i mosaici ariani della cappella palatina del palazzo di Teoderico furono rimossi e sostituiti dalla processione dei santi martiri aperta proprio da San Martino (seguito, tra gli altri, da Stefano, Sebastiano e Ippolito)G. Penco, Storia della Chiesa in Italia, p. 140..