Colli a Volturno (Cuòglië in molisano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Isernia in Molise.

Geografia fisica Territorio

Colli a Volturno (detto anche semplicemente Colli), sorge su tre colline boscose, a un'altitudine di circa 400 m s.l.m. (max. , min. 236 s.l.m.)

Il territorio comunale si estende nella Valle del Volturno, all'interno del Parco nazionale del Matese ed al confine con il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il territorio collese, come si evince dal nome, è prevalentemente collinoso intervallato da ampi spazi pianeggianti.

Le principali alture sono: Monte San Paolo, ricco di vegetazione sempreverde e molto impervio, rifugio di animali selvatici. Qui si trova la "cinta muraria sannitica", lunga sei chilometri.

Monte La Falconara è ricoperto interamente da bosco ceduo con alla base una vasta pineta nella quale si trova una sorgente idrica. Alle sue falde sorge la frazione Castiglioni, da dove un sentiero conduce sin sulla cima del monte; lì è presente un altopiano denominato "Serra del Lago", per il fatto che durante il periodo invernale, a causa delle piogge, si trasforma in un vasto stagno divenendo luogo di sosta per numerose specie di uccelli migratori.

La collina dove si sviluppa il centro abitato è interamente esposta a sud, ricca di terreni coltivati a uliveti, vigneti, alberi da frutto e grandi querce ed è solcata da numerose stradine che conducono alle frazioni di Santa Giusta e Casali.

Su Monte Cervaro sorgono i ripetitori della telefonia mobile e delle emittenti televisive nazionali e regionali. Vi è una vasta pineta, ricca di sorgenti: Fonte Barile, Fonte Casali e Fonte San Lorenzo, che forniscono buona parte del fabbisogno idrico a tutto il paese.

La zona circostante il fiume Volturno è prevalentemente coltivata ad ortaggi data la irriguità dei terreni. A ovest del centro abitato si trovano le frazioni di Cerreto a monte e di Pescorosso a valle dalle quali si gode di una vista panoramica sul massiccio del Matese.

A a nord-est del paese vi è la frazione Valloni, la più popolosa e conta circa 130 abitanti per lo più dediti all'agricoltura.

Clima

Il clima è mite, la temperatura media annuale è di 18,2 °C, la piovosità media è di 862 mm. Le estati sono calde e temperate, gli inverni sono freddi ma non particolarmente rigidi, sporadiche le nevicate, eccezionalmente copiose quelle del febbraio 1956, del gennaio 1985 e del febbraio 2012. In autunno sono abbondanti le precipitazioni, nel mese di agosto, il più caldo dell'anno, la temperatura media è di 22,4 °C. Gennaio è il mese più freddo, con una temperatura media di 5,4 °C. Il mese più secco è luglio con una media di 32 mm di pioggia. Il mese di novembre è quello con maggiori precipitazioni, avendo una media di 118 mm. Non sono infrequenti raffiche di vento anche di particolare intensità. Le temperature variano di circa 17 °C nel corso dell'anno.

Classificazione climatica: zona A, 1804 GG (12 ore di accensione giornaliera dal 1º novembre al 15 aprile).

Storia

Antichità Il territorio fu abitato fin dai tempi più remoti ed antichi dai Sanniti, le cui prime tracce risalgono al VII secolo a.C..

Medioevo La costruzione del castrum medievale si deve all'iniziativa dei monaci benedettini del monastero di San Vincenzo al Volturno sul finire del X secolo. Nel mese di luglio del 972, infatti, l'abate Paolo II sottoscrisse un contratto di livello con un gruppo di coloni che fondarono gli insediamenti di Collis Sancti Angeli (l'attuale Colli a Volturno), Bantra (l'attuale Fornelli) e Vadu Traspadini o Vadum Porcinum (oggi scomparso), concedendo un territorio compreso tra i fiumi Volturno e Vantra.. I contadini, tra le quindici e le venti persone (tre Alamanni e il resto proveniente da Penne, in Abruzzo) insediate a Colli e a Fornelli., erano obbligati a dissodare e a coltivare le terre toccate in sorte, costruendovi un castello dove risiedere stabilmente con i loro beni e gli animali. Dovevano annualmente al monastero per ogni casa un moggio di grano e uno di orzo, per ogni vigna una tractoria di vino e due moggi di vinum mundum, mentre su undici maiali erano tenuti a cedere un porco..

Il primitivo insediamento di Collis Sancti Angeli era un semplice castrum cum ecclesia, maggiormente adatto alla difesa passiva.. Successivamente l'impianto fortilizio iniziale assunse le moderne fattezze. Dell'antica cinta muraria, che poggiava direttamente sulla roccia, rimangono tre delle quattro porte e una torre angioina, che è stata inglobata da costruzioni più recenti.. La chiesa, dedicata oggi a Santa Maria Assunta, occupava ed occupa la parte più elevata del castello, sia per scopi prettamente difensivi sia per rimarcare la centralità della religione nella società dell'epoca.

Nei pressi dell'attuale centro abitato di Colli a Volturno, vi è un rilievo denominato Colle Sant'Angelo. Negli anni Novanta del Novecento vi furono condotti alcuni scavi archeologici dalla British School at Rome, diretti da Richard Hodges. Sulla sua sommità furono rinvenuti una chiesetta altomedievale e una necropoli adiacente, datati tra l'VIII e il IX secolo.. Questo edificio, a sua volta, poggiava su una struttura ben più antica, risalente al V secolo d.C. Presenta una pianta basilicale, che venne successivamente rimaneggiata nell'alto medioevo. Infatti, la navata centrale viene divisa in larghezza per rialzare la metà settentrionale, creando, forse, un presbiterio accessibile da entrambe le navatelle.. Probabilmente, l'insediamento monastico del X secolo ereditò il toponimo di un villaggio preesistente, locato sulle pendici di quel colle, inglobandone anche gli abitanti, come avvenne con altri castra sparsi nell'attuale bacino territoriale di Colli a Volturno.

Dal nome del castrum si può desumere l'importanza economica e militare attribuita dai monaci di San Vincenzo al Volturno al neonato insediamento. Infatti, venne dedicato a Sant'Angelo, ovvero a San Michele Arcangelo, il più importante degli angeli, che l'iconografia longobarda identificò quale santo protettore delle rocche e dei guerrieri. Ciò a dimostrazione del rilevante ruolo strategico che il castello assunse nella Terra Sancti Vincentii.

Nel 981, Landolfo Greco, conte di Isernia, occupò Collis Sancti Angeli, Bantra e la colonia di Vadum Porcinum. L'imperatore Ottone II restituì ai benedettini i beni sottratti con un diploma del 10 ottobre 98, atto ufficializzato definitivamente con un successivo documento imperiale del 5 dicembre dello stesso anno..

Un secondo contratto di livello, che sarebbe durato ventinove anni, venne stipulato nel 988 dall’abate Roffredo con i coloni già stanziati nel territorio di Collis Sancti Angeli. Il nuovo atto notarile stabiliva i confini del tenimentum collese, adesso scisso da quello della vicina Bantra e definito nell'accordo del 972.. Era previsto un canone annuo in natura da versare ai benedettini durante i ventinove anni di validità del contratto, che consisteva nella retta concordata nel primo patto livellario con un'integrazione: i coloni doveva consegnare all'abbazia di San Vincenzo al Volturno un porco su undici maiali adulti e un altro su venti animali in giovane età. Era confermato l'obbligo di coltivare e di abitare le terre concesse precedentemente e si consentì la loro vendita con diritto di prelazione da parte del monastero. Infine, si accorpava al tenimentum di Collis Sancti Angeli il territorio di Olivella, un insediamento fondato nel 972, che inglobava Monte San Paolo, le pendici est del Monte Falconara, tra il rio Chiaro e il rio San Pietro, e Colle San Vito..

Tra il 1036 e il 1037, il conte Borrello II, ricco e potente feudatario abruzzese, si impossessò illegalmente, con una serie di rapide sortite, di numerosi castra del monastero volturnense, compreso Collis Sancti Angeli o Li Colli, come si iniziò a chiamare all'epocaAngelo Ferrari, Feudi prenormanni dei Borrello tra Abruzzo e Molise, Ancona, UNI Service, 2007, p. 37.. L'abate Giovanni V riuscì a incontrare a Spoleto, nel 1059, il neoeletto papa Niccolò II, il quale, durante una sua visita all'abbazia molisana, restituì le terre usurpare ai legittimi proprietari, ponendo fine ai soprusi dei Borrelli e del loro alleato, Pandolfo IV, principe di Capua..

Nel 1319, Nicola da Frattura, abate di San Vincenzo al Volturno, sospese il clero di Colli per aver dato ospitalità ad un gruppo di viandanti ereticiLuca Pascucci, Il labirinto di Colli a Volturno, in Giancarlo Pavat, Giancarlo Marovelli, Fabio Consolandi (a cura di), In cammino... Fino all'ultimo labirinto, Youcanprint, 2013..

Fino al 1320 fu parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citeriore.

Il terremoto del 9 settembre 1349 arrecò numerosi danni al castello di ColliVincenzo Ciarlanti, Memorie Istoriche del Sannio, vol. 4, Campobasso, Tipografia di Onofrio Nuzzi, 1823, p. 199..

Colli fu tra i paesi molisani colpiti dal sisma del 5 dicembre 1456..

Nel 1479, il re Ferdinando d'Aragona vendette il feudo di Colli a Camillo Pandone, conte di VenafroBullettino delle sentenze emanate dalla Suprema commissione per le liti fra i già baroni ed i comuni, Napoli, 1809, p. 115..

Età moderna Colli passò poi ai baroni Rizzo, patrizi del Sedile di Nido, imparentati coi Pandone, che lo conserveranno sino al 1570 e che lo alieneranno ai nobili Greco di Isernia: essi lo avranno fino al 1648. Infine il feudo pervenne ai nobili Carmignano, patrizi del Sedile di Montagna (Napoli), che lo manterranno sino all'eversione della feudalità nel Regno di Napoli (1806).

Ottocento Colli fu colpita dal terremoto del 26 luglio 1805.

L'8 agosto 1806 venne promulgata da Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, la legge n. 132 (Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno)L. 8 agosto 1806, n. 132, in materia di Sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno. per il riordino del regno dopo la soppressione del sistema feudale avvenuta nel medesimo anno. Venne così istituita la provincia di Terra di Lavoro, con capoluogo Caserta, dove fu incluso anche il comune di Colli, collocato nel distretto di Piedimonte d'AlifeGabriello De Sanctis (a cura di), Elenco alfabetico delle province, distretti, circondari, comuni e villaggi del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, 1854, p. 20..

Dopo l'unità d'Italia, con un decreto luogotenenziale istitutivo del 17 febbraio 1861Collezioni delle leggi e de' decreti emanati nelle provincie continentali nell'Italia Meridionale durante il periodo di luogotenenza, Napoli, Tipografia Nazionale, 1861, p. 640., siglato da Eugenio di Savoia Carignano, luogotenente generale del re nelle province napoletane, che approvava un atto garibaldino del 25 ottobre 1860 relativo alla costituzione del distretto beneventano, l'alta valle del Volturno, compreso il municipio di Colli, venne scorporata dalla provincia della Terra di Lavoro per essere accorpata alla provincia di Molise con capoluogo Campobasso, creando successivamente il dipartimento statistico (non regionale) Abruzzi e Molise nel 1864.Cfr. voce Regionalismo (Italia).

Con il regio decreto del 26 luglio 1863, n. 1425, in conformità del voto del consiglio comunale del 26 agosto 1862, il municipio venne autorizzato ad assumere il nome di Colli a Volturno per distinguersi dai comuni di Colli di Monte Bove (L'Aquila), Colli del Tronto (Ascoli) e Colli sul Velino (Rieti)Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, Torino, Stamperia Reale, 1863, p. 1413..

Novecento Nel 1905, agli albori del XX secolo, Colli a Volturno dovette far fronte ad un'epidemia di malaria, così vasta da spingere le autorità provinciali campobassane a mettere in quarantena le località maggiormente colpite dalla malattia, secondo quanto stabilì anche un regio decreto del 29 giugno 1905, n. 446Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, vol. 4, Roma, Stamperia Reale, 1905, pp. 3806-3807..