La Terra Australis («terra australe» in latino) era un continente ipotetico, la cui esistenza venne postulata per la prima volta nell'antichità, che venne raffigurato sulle mappe tra il XV e il XVIII secolo. L'esistenza della Terra Australis non era basata su testimonianze od osservazioni dirette, ma piuttosto sull'idea che la massa continentale dell'emisfero boreale doveva essere controbilanciata da una massa continentale di pari dimensioni situata in quello australeJohn Noble Wilford, The Mapmakers, the Story of the Great Pioneers in Cartography from Antiquity to Space Age, p. 139, Vintage Books, Random House 1982, .. Questa teoria del bilanciamento delle terre è documentata già nel V secolo con Macrobio, che nei suoi Commentarii in Somnium Scipionis utilizzò il termine AustralisAmbrosius Aurelius Theodosius Macrobius, Zonenkarte. Retrieved 7 July 2014..

Agli inizi del XIX secolo, quando ancora non era stata scoperta l'Antartide, l'esploratore britannico Matthew Flinders, nel suo libro A voyage to Terra Australis, chiamò Australia l'unica «terra australe» allora conosciuta, sostenendo che non c'era «nessuna probabilità» di trovare una massa di terra di considerevoli dimensioni più a sud di questa. Il continente che sarebbe stato chiamato Antartide sarebbe stato esplorato solo decenni dopo la pubblicazione del libro, avvenuta nel 1814; con il tempo, presso il grande pubblico, il nome Australia guadagnò popolarità, tanto da divenire prevalente.

Altri nomi Terra Australis è solo uno dei molti nomi attribuiti, dopo la sua scoperta da parte degli europei, alla massa di terra che oggi conosciamo come continente australiano. In passato l'ipotetica massa di terra nell'emisfero australe era nota anche con altri nomi, tra cui ricordiamo Terra Australis Ignota, Terra Australis Incognita («terra australe sconosciuta») o Terra Australis Nondum Cognita («terra australe non ancora conosciuta»). Altri nomi che riscossero meno successo furono Brasiliae Australis («Brasile meridionale»), Magellanica («terra di Magellano»), Austrialia del Espíritu Santo («terra australe dello Spirito Santo» in spagnolo) e grande isle de Java («grande isola di Giava» in francese), nonché, ovviamente, i più celebri Nuova Olanda e Australia.

Origini della Terra Australis In un brano di Aristotele leggiamo: «Giacché è necessario che vi sia un luogo disposto verso l'altro polo in maniera simile da quello da noi abitato, è chiaro che sarà analoga in esso la disposizione dei venti e tutto il resto: e come qui v'è il vento di nord, vi sarà lì un tale vento proveniente da quel polo che non può però giungere fin qui». Le sue idee furono in seguito ampliate da Tolomeo (II secolo d.C.), che credeva che l'oceano Indiano fosse chiuso a sud dalla terraferma e che le terre dell'emisfero boreale fossero bilanciate da un'altra terra situata a sud. Nel Somnium Scipionis («Sogno di Scipione»), Marco Tullio Cicerone utilizzò il termine cingulus australis («zona meridionale») per riferirsi agli AntipodiDuo [cingulis] sunt habitabiles, quorum australis ille, in quo, qui insistunt, adversa vobis urgent vestigia, nihil ad vestrum genus («Al suo interno, due [delle cinque fasce o zone che incoronano e avvolgono la terra] sono le zone abitabili: la regione australe, là, nella quale gli abitanti lasciano impronte opposte alle vostre, non ha nulla a che fare con la vostra razza»). Alfred Hiatt, "Terra Australis and the Idea of the Antipodes", Anne M. Scott (ed.), European Perceptions of Terra Australis, Ashgate Publishing, 2012, pp. 18-10.. La terra situata in questa zona era la Terra AustralisWilliam Eisler, The Furthest Shore: Images of Terra Australis from the Middle Ages to Captain Cook, Cambridge University Press, 1995, p. 10..

Le leggende sulla Terra Australis Incognita - una «terra australe sconosciuta» - risalgono ad epoche precedenti a quella romana, ed erano comuni nella geografia medievale, sebbene non basate su alcuna conoscenza documentata del continente. Le mappe di Tolomeo, che divennero famose in Europa durante il Rinascimento, in realtà non rappresentavano un tale continente, ma mostravano un'Africa che non aveva un confine oceanico meridionale (e che quindi poteva estendersi fino al polo sud), e lasciavano ipotizzare che l'oceano Indiano fosse interamente circondato dalla terra. I filosofi cristiani non scartarono l'idea che ci potesse essere una terra al di là dei mari del sud, ma la questione se potesse essere abitata era controversa.

Il primo globo su cui era rappresentata la Terra Australis fu probabilmente quello di Johannes Schöner del 1523, andato perduto, dal quale si presume che Oronzio Fineo abbia tratto molte informazioni per la sua doppia mappa cordiforme (a forma di cuore) del 1531Albert-Marie-Ferdinand Anthiaume, "Un pilote et cartographe havrais au XVIe siècle: Guillaume Le Testu", Bulletin de Géographie Historique et Descriptive, Paris, Nos 1-2, 1911, pp. 135-202, n.b. p. 176.Franz von Wieser, Magalhães-Strasse und Austral-Continent auf den Globen Johannes Schöners. Beitrage zur Geschichte der Erdkunde im XVI. Jahrhundert, Innsbruck, 1881 (reprinted Amsterdam, Meridian, 1967).. Su questa massa di terra scrisse: «scoperta di recente ma non ancora completamente esplorata». Lo specchio d'acqua al di là della punta del Sudamerica viene chiamato Mare Magellanicum: uno dei primi utilizzi del nome del navigatore Ferdinando Magellano in un toponimo geograficoOrontius Fineus: Rare Book and Special Collections Division, Library of Congress, 1531, (147.03.00)..

Nel suo trattato Opusculum geographicum, del 1533, Schöner chiamò il continente Brasiliae Australis. In esso spiega:

Mappare il continente australe

Gli esploratori dell'epoca delle grandi scoperte geografiche, dalla fine del XV secolo in poi, dimostrarono che l'Africa era quasi interamente circondata dal mare e che l'oceano Indiano era accessibile sia da ovest che da est. Queste scoperte ridussero l'area in cui poteva essere situato l'ipotetico continente; tuttavia, molti cartografi si attennero all'opinione di Aristotele. Gli scienziati, come Gerardo Mercatore (1569) e ancora Alexander Dalrymple nel 1767, sostenevano la sua esistenza, con argomentazioni del tipo che dovrebbe esistere una grande massa continentale nell'emisfero australe che faccia da contrappeso alle masse emerse conosciute dell'emisfero boreale. Man mano che venivano scoperte nuove terre, esse venivano spesso considerate parti dell'ipotetico continenteCarlos Pedro Vairo, TERRA AUSTRALIS Historical Charts of Patagonia, Tierra del Fuego and Antarctica. Ed. Zagier & Urruty Publicationa, 2010..

Nel 1515 il cosmografo e matematico tedesco Johannes Schöner (1477-1547) costruì un globo terrestre basandosi sulla mappa e sul globo che Martin Waldseemüller e i suoi colleghi avevano fabbricato a Saint-Dié, in Lorena, nel 1507. Tuttavia, il globo di Schöner si differenziava da quello di Waldseemüller proprio per la raffigurazione di un continente antartico, da lui chiamato Brasilie Regio. L'esistenza di questo continente si basava, seppur in maniera inconsistente, sulle testimonianze di un recente viaggio: quello effettuato dai mercanti portoghesi Nuno Manuel e Cristóvão de Haro fino al Río de la Plata e narrato nel Newe Zeytung auss Presillg Landt («Nuove notizie dalla terra del Brasile») pubblicato ad Augusta nel 1514Newen Zeytung auss Presillg Landt.. Lo Zeytung raccontava di come i viaggiatori portoghesi avessero attraversato uno stretto tra il punto più meridionale dell'America, o Brasile, e una terra posta a sud-ovest, chiamata vndtere Presill (o Brasilia inferior).

Questo presunto «stretto» era in realtà il Río de la Plata (o il golfo San Matías). Con vndtere Presill nello Zeytung veniva indicata la parte del Brasile situata a latitudini più basse, ma Schöner pensò erroneamente che tale nome si riferisse alla terra posta sul lato meridionale dello «stretto», a latitudini più alte, e così dette ad esso il significato opposto. Su queste deboli fondamenta disegnò il suo continente circum-antartico, al quale, per ragioni che non spiega, dette una forma ad anello. In un trattato esplicativo di accompagnamento, Luculentissima quaedam terrae totius descriptio («Una descrizione molto lucida di tutte le terre»), precisò:

È su questo stralcio di informazioni, oltre che sul concetto di Antipodi ereditato dall'antichità greco-romana, che Schöner basò la sua rappresentazione del continente australe. Lo stretto da lui ipotizzato servì da ispirazione alla spedizione di Ferdinando Magellano per raggiungere le Molucche facendo rotta verso ovestFranz von Wieser, Magalhães-Strasse und Austral-Continent. Auf den Globen Johannes Schöner. Beitrage zur Geschichte der Erdkunde im xvi. Jahrhundert, Innsbruck, 1881 (reprinted Amsterdam, Meridian, 1967), p. 65..

Schöner apprese la scoperta della Terra del Fuoco da parte di Magellano nel 1520 come un'ulteriore conferma dell'esistenza del continente meridionale, e sui suoi globi del 1523 e 1533 lo descrisse come TERRA AVSTRALIS RECENTER INVENTA SED NONDUM PLENE COGNITA («Terra Australis, scoperta di recente ma non ancora pienamente conosciuta»). La sua visione del mondo venne portata avanti dai suoi seguaci, il cosmografo francese Oronzio Fineo nella sua mappa del mondo del 1531 e i cartografi fiamminghi Gerardo Mercatore nel 1538 e Abramo Ortelio nel 1570. I concetti di Schöner influenzarono la scuola dei cartografi di Dieppe, specialmente per quanto riguardava la loro rappresentazione di Giava la GrandeArmand Rainaud, Le Continent Austral: Hypotheses et Découvertes, Paris, Colin, 1893 (repr. Amsterdam, Meridian Pub. Co., 1965), p. 291..

La Terra Australis venne raffigurata sulle mappe di Dieppe della metà del XVI secolo: in queste la sua linea costiera appare appena a sud delle isole delle Indie Orientali ed essa stessa è abbellita da tutta una serie di dettagli fittizi. A quel tempo c'era molto interesse per la Terra Australis tra i mercanti normanni e bretoni. Nel 1566 e nel 1570, Francisque e André d'Albaigne presentarono a Gaspard de Coligny, ammiraglio di Francia, dei progetti per stabilire relazioni con le terre australi. L'ammiraglio accolse con grande interesse queste iniziative, ma purtroppo esse fallirono quando Coligny fu ucciso nel 1572E. T. Hamy, "Francisque et André d'Albaigne: cosmographes lucquois au service de la France"; "Nouveau documents sur les frères d'Albaigne et sur le projet de voyage et de découvertes présenté à la cour de France"; and "Documents relatifs à un projet d’expéditions lointaines présentés à la cour de France en 1570", in Bulletin de Géographie Historique et Descriptive, Paris, 1894, pp. 405-433; 1899, pp. 101-110; and 1903, pp. 266-273..

Gerardo Mercatore credeva nell'esistenza di un grande continente meridionale sulla base del ragionamento cosmografico, esposto nel riassunto del suo Atlante o Studi cosmografici in cinque libri come riferito dal suo biografo, Walter Ghim, il quale afferma che nonostante Mercatore sapesse che il continente australe era ancora nascosto e sconosciuto, credeva che la sua esistenza potesse essere «dimostrata e provata da solidi motivi e argomentazioni per credere alle sue proporzioni geometriche, alle sue dimensioni e al suo peso, altrimenti la costituzione del mondo non potrebbe tenere insieme al suo centro»Walter Ghim, "Vita…Gerardi Mercatoris Rupelmundani", Gerardi Mercatoris Atlas sive Cosmographice Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricate Figura, Amsterdami, 1606, p. 12..

Nella sua Descriptionis Ptolemaicae Augmentum (1597), il geografo e cartografo fiammingo Cornelius Wytfliet scrisse sulla Terra Australis: