La NSU è stata una casa tedesca famosa in passato sia in campo automobilistico sia in quello motociclistico. Fondata nel 1873 come Neckarsulmer Strickmaschinenfabrik, azienda produttrice di macchine per maglieria, è poi passata alla costruzione di biciclette e, dagli inizi del XX secolo, di motocicli e automobili.

Storia I primi anni

Questa Casa tedesca fu fondata nel 1873 da Christian Schmidt ed Heinrich Stoll, due giovani meccanici che registrarono la ragione sociale Mechanische Werkstätte zur Herstellung von Strickmaschinen (Officina meccanica per la costruzione di macchine per maglieria). La sede operativa della nuova azienda fu inizialmente nella cittadina di Riedlingen, un piccolo centro bagnato dal Danubio, a un centinaio di km dal punto in cui lo stesso fiume nasce. Il campo di specializzazione della piccola fabbrica fu appunto quello relativo alla costruzione di macchine per maglieria, a cui i due giovani neo-imprenditori si dedicarono con successo.

Nel 1876, però, la coppia di fondatori si divide a causa di alcune divergenze tra essi: Heinrich Stoll lasciò la fabbrica per dedicarsi ad un'altra attività. Christian Schmidt rimase invece a condurre da solo l'azienda di Riedlingen, che stava comunque crescendo: il volume di affari che nel frattempo stava aumentando fece nascere l'esigenza di ingrandirsi e di lì a non molto si mise alla ricerca di un nuovo e più grande lotto di terreno in cui traslocare. Fu solo nel 1880 che finalmente la piccola fabbrica di macchine per maglieria traslocò a Neckarsulm in un ex-segheria. Vale la pena aprire una piccola parentesi relativa all'origine del nome NSU utilizzato in seguito per l'azienda che produceva biciclette, motociclette e automobili. Quando l'azienda produceva macchine per maglieria a Neckarsulm la ragione sociale era "Neckarsulmer Strickmaschinen Union", ma nel momento in cui l'oggetto della produzione cambiò venne utilizzato il nome NSU, nome tratto da tre lettere che componevano il nome della città in cui risiedeva la società (Neckarsulm).

Il 24 febbraio 1884 vi fu un gravissimo lutto, rappresentato dalla prematura scomparsa di Christian Schmidt. In seguito ad accordi stretti con il cognato Gottlob Banzhaf, Schmidt stabilì che sarebbe stato quest'ultimo a prendere in mano le redini dell'azienda dopo la sua morte, acconsentendo fra l'altro anche alla trasformazione della stessa in una società per azioni. Fu così che nacque la Neckarsulmer Strickmaschinenfabrik AG, una società che vide Banzhaf nel ruolo di direttore generale, mentre come direttore tecnico vi fu Ludwig Zeidler.

Un progressivo calo di domanda nel settore della macchine per maglieria fu alla base dell'esigenza di diversificare la produzione: per questo, a partire dal 1886, la fabbrica cominciò ad occuparsi anche della produzione di velocipedi biciclo. Il modello Germania in particolare fu molto apprezzato dalla clientela. La sua fama oltrepassò anche i confini tedeschi e le vendite raggiunsero un buon livello anche all'estero. La Neckarsulmer Strickmaschinenfabrik fu la prima azienda nel Baden-Württemberg ad occuparsi della produzione di bicicli. A partire dal 1888 la produzione si estese ulteriormente con l'introduzione di una vera e propria bicicletta. Degni di nota furono i modelli Gazelle e Pfeil, che riscossero anch'essi un buon successo.

Per contro, la domanda di macchine per maglieria, sia industriali che da casa, continuò a diminuire: le cause di tale calo non furono da ricercare in errori di gestione aziendale o nella scarsa qualità dei prodotti, ma piuttosto nella miope amministrazione dell'impero germanico, che impose pesanti dazi sulle esportazioni dei prodotti tedeschi, ivi compresa anche la produzione della fabbrica di Neckarsulm. La situazione peggiorò a tal punto che già nel 1892 cessò definitivamente la produzione delle prime, mentre per quelle da casa, la produzione proseguì per altri cinque anni, dopodiché nel 1897, anche per esse giunse il momento della definitiva scomparsa dai piani industriali della fabbrica.

Dalla bicicletta alla motocicletta

Nel frattempo proseguì con successo la produzione di biciclette: dal momento che il 1897 vide questi mezzi a propulsione muscolare come unico articolo rimasto nei piani produttivi dell'azienda di Neckarsulm, la ragione sociale mutò nuovamente per divenire Neckarsulmer Fahrradwerke AG (Fabbrica di biciclette di Neckarsulm). I riscontri furono talmente positivi da suscitare non solo i consensi di una nutrita fetta di clientela, ma come si vedrà in seguito anche un cliente del tutto particolare. Intanto, la produzione di biciclette aumentò a tal punto che se nel 1891 la fabbrica poté contare su 60 dipendenti, nel 1898 essi divennero addirittura 420!

Tuttavia, fu proprio a partire dal 1898 che anche per la bicicletta cominciò a manifestarsi un trend negativo: per questo motivo, di lì a non molto, alla fortunata produzione di biciclette si affiancò anche quella motociclistica. Il primo modello prodotto e commercializzato fu introdotto nel 1901 e prese la denominazione di 1½ PS, dove la sigla stava ad identificare la potenza massima di 1.5 CV erogata dal piccolo motore monocilindrico di origine Zedel, una fabbrica di motori svizzera. A questo primo modello ne seguirono successivamente altri, via via sempre più prestanti ed equipaggiati anche con motori bicilindrici, tutti a 4 tempi. Il marchio utilizzato per queste prime motociclette fu quello di NeckarsulmIm Rückspiegel - 125 Jahre NSU, R. Plagmann, P. Kirchberg, T. Erdmann, pag.9, anche se la scritta sul serbatoio recitava Neckarsulmer Motorrad. Quello delle due ruote fu il comparto che fece universalmente conoscere il marchio teutonico, grazie anche ai notevoli successi che la casa ottenne nelle competizioni motociclistiche. Nel giro di pochissimi anni, già molto prima dello scoppio della prima guerra mondiale, la fabbrica divenne il primo costruttore di motociclette al mondo, surclassando realtà industriali già ampiamente affermate come la Peugeot. Di seguito vengono mostrati alcuni dei principali modelli prodotti dalla fabbrica di Neckarsulm durante il primo decennio di produzione motociclistica:

Neckarsulm 1½ PSNSU DreiradNeckarsulm 1¼ PSNSU 3½ PS 402 ccNSU Rennmotorrad 2½ PSNSU 3½ PS 495 cc1901-0319041906-081908-1119101912-21

Nel 1904 cominciò ad apparire per la prima volta la sigla N.S.U., scritta con i puntini fra una lettera e l'altra, mentre il numero di dipendenti salì a 700. In quel periodo comparvero anche dei veicoli particolari, come uno strano triciclo con due ruote davanti ed una dietro. La parte posteriore era quella di una motocicletta, mentre quella anteriore ospitava un piccolo divanetto per accogliere due persone. In alternativa poteva anche essere utilizzato per il trasporto di merci, ma in ogni caso la guida era affidata a chi sedeva dietro, sul normale sellino motociclistico. La crescita industriale non si arrestò, anzi, un'ulteriore grande novità stava per interessare anche la produzione della fabbrica sveva: l'avvento dell'automobile.

L'espansione produttiva con l'ingresso nel settore automobilistico

In realtà, un primo contatto con l'automobile vi era stato già molto tempo prima, quando ancora la fabbrica di Neckarsulm era rinomata per le sue macchine per maglieria, sebbene la richiesta avesse già cominciato a calare e già da qualche tempo la produzione era stata estesa alle biciclette. Si è già accennato in precedenza al fatto che le biciclette della Neckarsulmer fossero particolarmente apprezzate, e non solo dalla normale clientela, ma anche da un altro particolare cliente, anzi due: Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach. I due personaggi, di fondamentale importanza nella storia dell'automobile, avevano già realizzato la loro prima carrozza a motore nel 1886 e due anni dopo decisero di dedicarsi alla realizzazione di una nuova vettura dalle caratteristiche inedite in quanto non più basata sull'ossatura di una tradizionale carrozza. Maybach, il genio tecnico della giovanissima azienda, pensò ad un quadriciclo con telaio derivato da quello di una di quelle biciclette che tanto successo stavano ottenendo in quel periodo. Per questo, dal suo laboratorio di Stoccarda, si recò nella vicina Neckarsulm per proporre la progettazione e la realizzazione di un quadriciclo dotato di telaio tubolare all'interno del quale doveva passare il liquido di raffreddamento del motore. Fu così che di lì a non molto nacque la cosiddetta Stahlradwagen, la cui struttura telaistica sarebbe stata adottata anche dalla Peugeot, che ne avrebbe derivato la sua prima vettura a motore endotermico, la Type 2.

Insomma, la Neckarsulmer Strickmaschinenfabrik ebbe già modo di muovere i primi passi nel modo automobilistico, all'epoca ancora agli albori, partecipando alla realizzazione di un modello che tra l'altro avrebbe riscosso particolare successo e destato parecchia curiosità all'Exposition Universelle che si sarebbe tenuta a Parigi nel 1889. Ma i tempi non erano ancora maturi per approdare definitivamente alla produzione automobilistica. Lo sarebbero stati solo quindici anni dopo, quando il successo nel settore motociclistico spinse la Nackarsulmer a compiere il passo successivo e a tentare il debutto in campo automobilistico. Mancando ancora le basi per la costruzione in proprio di telai automobilistici, si rese necessario ricorrere inizialmente all'acquisto di una licenza di costruzione presso qualche altro costruttore già affermato. Fu la Compagnie Belge de Construction Automobiles, più nota come Pipe a vendere la licenza alla Neckarsulmer nell'autunno del 1905. La Pipe era all'epoca una giovanissima realtà industriale belga con sede a Bruxelles, nata pochi anni prima, nel 1896, e che in breve tempo era arrivata a proporre una gamma di modelli interessante ed innovativa sotto il profilo tecnico, basti pensare che i motori prodotti dalla Pipe vantavano fra l'altro soluzioni come la distribuzione a valvole in testa e le camere di scoppio emisferiche. In particolare, la fabbrica di Neckarsulm fu interessata alla produzione su licenza dei modelli 18/28 CV e 35/50 CV.

Entro la fine dello stesso anno, i primi esemplari di 18/28 PS e di 35/50 HP videro la luce. Si trattò di due modelli economicamente impegnativi, specialmente in un'epoca come l'inizio del XX secolo, quando l'automobile era ancora un gingillo per pochi ricchi particolarmente eccentrici, oltre che facoltosi. Ma a partire dal 1906, la gamma si estese anche a fasce di mercato più basse con l'arrivo della 5/10 PS. Per chi necessitava di un mezzo da lavoro ecco comparire i modelli 6-8 PS e Sulmobil. Sia il 5/10 PS che i due mezzi commerciali erano invece spinti da motori prodotti dalla Neckarsulmer, che però montavano un più tradizionale schema di distribuzione a valvole laterali. In particolare il Sulmobil era un triciclo con due ruote al retrotreno ed una all'avantreno. In pratica fu chiamato a sostituire il precedente triciclo del 1904 e fu proposto anche in versione per trasporto di sole persone, in cui al posto del cassone posteriore fu montato un piccolo divanetto. Sempre nel 1906 la 5/10 PS fu sostituita dalla 6/10 PS, mentre fra quest'ultima e le costose vetture su licenza Pipe andarono ad inserirsi, nei due anni seguenti, nuovi modelli allo scopo di arricchire la gamma e venire maggiormente incontro alle esigenze della potenziale clientela. Questi modelli non furono carrozzati a Neckarsulm, ma nella carrozzeria Drauz di Heilbronn, poco distante. Con questa carrozzeria, la Casa di Neckarsulm instaurò una partnership che sarebbe durata diversi decenni.