è un'opera saggistica redatta dallo scrittore giapponese Haruki Murakami negli anni 1997-1998. Il libro raccoglie le interviste, sostenute dall'autore stesso, ai superstiti dell'attentato alla metropolitana di Tokyo del 1995, ai familiari delle vittime e ad alcuni affiliati della setta religiosa dell'Aum Shinrikyō, colpevole dell'atto terroristico.

L'attentato Il 20 marzo 1995, membri scelti dell'Aum Shinrikyo, movimento religioso che fonde elementi di buddhismo e induismo, posizionarono alcuni sacchetti di plastica avvolti in fogli di giornale, contenenti gas sarin in forma liquida, in alcune delle linee metropolitane più trafficate di Tokyo. Praticando dei fori sui sacchetti, servendosi di ombrelli la cui punta era stata appositamente affilata, permisero al gas di diffondersi nell'aria, causando 12 morti e l'intossicazione di oltre 5500 persone1995 Il gas sarin nel metrò di Tokyo, Famiglia Cristiana, di cui circa il 30% riporterà disturbi cronici da stress post-traumatico (DPTS)Studio scientifico Sintomi cronici da stress post-traumatico nelle vittime dell'attacco al gas sarin della Metropolitana di Tokyo, Traumatology, SAGE journals, Giugno 2005 . Per questo evento sono state processate 16 persone: oltre al guru Shōkō Asahara, 15 adepti del culto, tra cui i 10 esecutori materiali dell'attentato, che operarono divisi in cinque coppie, ognuna con l'ordine di colpire in un punto diverso della metropolitana, e 4 membri dello Stato Maggiore di AumMurakami Haruki, Underground, pp. 442..

Genesi e scopo dell'opera Quando il culto Aum sferrò l'attentato alla metropolitana di Tokyo, Murakami si trovava per caso in Giappone: in quel periodo, infatti, viveva in America, per assecondare la necessità di darsi una “connotazione” precisa in quanto scrittore che prescindesse dal luogo di origine. Risolti i propri “conti emotivi”, come li definisce egli stesso nella postfazione alla prima parte del libro, sentì il bisogno di ricercare e comprendere il modo di essere del Giappone e, di conseguenza, il livello di coscienza dei giapponesiMurakami Haruki, Underground, pp. 283-284.. È proprio in quel momento che si verificano due eventi che scuotono le fondamenta della società giapponese: il terremoto di Kobe del 1995 e l'attentato alla metropolitana di Tokyo. Quest'ultimo evento in particolare, fa nascere in Murakami uno strano senso di estraneità, perplessità, e di conseguenza un profondo interesse personale, accentuato dal fatto che, avendo vissuto diversi anni lontano dalla terra natia, non era a conoscenza di molti fatti di cronaca che potevano in qualche modo suggerire il collegamento tra il culto Aum e l'attentato al sarinMurakami Haruki, Underground, pp. 271-272. (per citarne uno, il ritrovamento di sarin nel quartier generale di AumArticolo di cronaca Detection of sarin residues in Kamikuishiki village, The Yomiuri Shinbun, Gennaio 1995 ). Tuttavia, i mezzi di informazione giapponesi, con rare eccezioni, non sembravano in grado di rispondere ai suoi interrogativi: “che cosa avevano visto le persone che in quel momento si trovavano all'interno dei treni, cosa avevano fatto, provato, pensato?”. E poi “come si reagisce in un momento così?”Murakami Haruki, Underground, pp. 272..

Nelle prime righe della prefazione all'opera, Murakami confessa ai lettori che ad ispirarlo fu una lettera, letta per caso su una rivista, scritta da una donna il cui marito si trovò costretto a dare le dimissioni a causa dei postumi dell'intossicazione da sarin, che finirono per inibire la sua efficienza sul lavoro. Da questa testimonianza, nella quale, più che rabbia e rancore, si avvertiva un senso di smarrimento ed incredulità, lo scrittore sente il bisogno di far emergere un volto inedito della questione, che esuli dalle formule stereotipate sfruttate dai mass-media: il suo scopo è quello di informare il pubblico in maniera esauriente sulle circostanze concrete in cui si erano trovate le persone coinvolte nell'attentato e restituire ad ogni vittima la propria identità, liberandola dall'unica immagine collettiva di "cittadini innocenti colpiti ingiustamente" su cui la maggior parte dei mezzi di comunicazione si era fossilizzataMurakami Haruki, Underground, pp. 11..

Il punto di vista di Murakami prende le distanze da quello proposto dai mass-media giapponesi, basato su criteri di giudizio categorici e inflessibili, che condannava gli aggressori "malsani" e compativa le vittime "sane". Una corrente di pensiero destinata, secondo l'autore, a liquidare tutta la questione come "un crimine estremo e senza senso, compiuto da una banda di delinquenti", senza offrire l'opportunità al popolo giapponese di metabolizzare l'accaduto in maniera critica, e trarne così insegnamentoMurakami Haruki, Underground, pp. 274.. All'atteggiamento generale che relegava il culto Aum ad una dimensione estranea, da additare come il “male”, Murakami contrappone un nuovo spunto di interpretazione, basato sulla concezione che il "fenomeno Aum" sia qualcosa di interno, incluso nel sistema di cui ogni persona fa parte, una sorta di “immagine distorta”, o "proiezione negativa", della società stessaMurakami Haruki, Underground, pp. 275-276..

Da qui, l'esigenza di raccogliere anche le testimonianze dei membri di Aum, alle quali è dedicata la seconda parte dell'opera, pensata e aggiunta solo in un secondo momento rispetto alla prima edizione giapponese di Underground. Con questo ampliamento, Murakami intende innanzitutto ottenere più punti di vista chiari, svelando i misteri che aleggiavano intorno alla posizione del culto AumMurakami Haruki, Underground, pp. 295..

Infine, Murakami individua un'ulteriore ragione personale per il suo forte interessamento per l'atto terroristico: il fatto che questo si sia consumato sottoterra. Il “mondo del sottosuolo” è, infatti, un tema ricorrente nei romanzi dell'autore, fino a ricoprire, in modo particolare, un ruolo importantissimo in L'uccello che girava le viti del mondo e in La fine del mondo e il paese delle meraviglieMurakami Haruki, Underground, pp. 289..

Fase preliminare Nella realizzazione del progetto di raccolta delle interviste, Murakami si serve della collaborazione di due ricercatori, Oshikawa Retsuo e Takahashi Hidemi, incaricati di rintracciare le persone che erano in qualche modo rimaste coinvolte nell'attentato, attingendo dai nomi riportati dai giornali e dagli altri media o a conoscenze personali. Della lista di 700 nomi di cui erano entrati in possesso, solo il 20% era identificabile con certezza, ma delle 140 persone contattate solo una sessantina accettarono di essere intervistate. Le interviste, una volta riportate per iscritto, grazie al lavoro di un tecnico a cui era stata affidata la sbobinatura dei nastri registrati, venivano sottoposte ad un processo di selezione del materiale utile, quindi ad uno snellimento e riordinamento del testo, al fine di migliorare la leggibilità degli estratti. Il risultato finale veniva infine sottoposto al controllo degli intervistati. In numerosi casi sono state necessarie modifiche più o meno sostanziali prima di procedere alla pubblicazione. Circa il 40% degli intervistati ha preferito ricevere un nome falso.Murakami Haruki, Underground, pp. 7-10.

Nella ricerca dei membri di Aum disposti a sottoporsi alle interviste, Murakami si è avvalso delle indicazioni di alcuni editori della rivista «Bungei Shunjū». Una volta trascritte le registrazioni dei colloqui, lo scrittore ha sottoposto il manoscritto alla revisione degli intervistati, modificandone il contenuto dove richiesto. Ottenuta l'approvazione finale, il libro è stato mandato in stampaMurakami Haruki, Underground, pp. 297, 298..

Struttura dell'opera Underground è in realtà la sintesi di due libri, in origine pubblicati separatamente: la prima parte, intitolata Underground (1997), raccoglie i punti di vista e le esperienze delle vittime dell'attentato; la seconda, a cui viene dato il titolo Nel luogo promesso (1998), riporta le interviste di coloro che erano in qualche modo coinvolti con Aum Shinrikyo.

Parte prima La prima parte è riservata alle testimonianze di coloro che subirono l'attentato, dai passeggeri che riportarono un'intossicazione da sarin ai parenti di coloro che ne rimasero uccisi, dal personale della metropolitana a coloro che si occuparono dei soccorsi, sia sul posto che in ospedale. Si contano, in questa sezione, 35 interviste, effettuate nove mesi dopo l'atto terroristico, tra l'inizio di gennaio e la fine di dicembre del 1996Murakami Haruki, Underground, pp. 7., suddivise in base alla linea metropolitana su cui viaggiava, o alla stazione in cui si trovava, l'intervistato.

Murakami introduce ogni serie di interviste riportando un quadro generale degli eventi, seguendo le azioni compiute dagli esecutori materiali dell'atto terroristico la mattina del 20 marzo 1995. Inoltre, offre per ognuno di loro un profilo sommario, riportando per grandi linee le tappe fondamentali della loro vita.

Prefazione Murakami si serve di una piccola introduzione all'opera per fare luce sulle motivazioni che lo hanno spinto ad approfondire la questione. Egli sceglie di condurre questa "ricerca" partendo dalla testimonianza delle vittime dell'attentato, per ognuna delle quali fornisce un background personale dettagliato, un'immagine ben circostanziata della sua storia e della sua personalità. In questa sezione vengono fornite, inoltre, diverse informazioni di carattere pratico inerenti alla realizzazione del progetto di raccolta e selezione del materiale.

Linea Chiyoda (treno n. A725) Per quanto riguarda la linea Chiyoda, i due attentatori sono Ikuo Hayashi e Tomomitsu Niimi. A causa del loro operato, 2 persone muoiono e 23 rimangono gravemente intossicate. Oltre alle interviste a sei passeggeri, viene riportata la testimonianza di un autista di un canale TV, trovatosi sul posto per documentare l'accaduto, il quale trasportò in ospedale alcune persone in gravi condizioni, una delle quali perse la vita, e quella di un dipendente della metropolitana, il quale vide morire due suoi colleghi.

Linea Marunouchi (treno n. A777) Sulla linea Marunouchi hanno operato Kitamura Koichi e Hirose Kenichi, il quale, dopo un primo tentennamento, porta a termine il piano: una persona muore, 358 riportano gravi lesioni. In questo caso, quattro sono i passeggeri intervistati. A questi, si aggiunge la testimonianza di un dipendente della metropolitana e quella del fratello di una vittima dell'attentato, la quale, a sua volta, pur essendo rimasta ferita in modo grave e permanente, al punto di non riuscire ad esprimersi in modo chiaro o a muoversi autonomamente, accetta comunque di sostenere un colloquio con lo scrittore.

Linea Marunouchi (treni n. B701, A801) L'azione su questa linea è affidata a due uomini: Yokoyama Masato e Tonozaki Kiyotaka. Non si contano morti, ma sono 200 i casi di intossicazione grave. Le interviste riservate a questa sezione sono quattro: le prime due raccontano l'esperienza di due passeggeri rimasti intossicati; la terza è di un dottore in servizio la mattina dell'attentato, e che quindi si è trovato a gestire i soccorsi in ospedale; l'ultima intervista riguarda, invece, un colloquio tra un collaboratore di Murakami e il Rettore della facoltà di Medicina dell'università di Shinshū, nonché Direttore dell'Ospedale universitario, che – avvalendosi dell'esperienza acquisita nel fronteggiare l'attentato a MatsumotoSetta: Asahara incriminato per attentato Matsumoto, Adnkronos – si preoccupò di trasmettere agli ospedali di Tokyo tutti i dati in suo possesso.

Linea Hibiya (treno n. B711T) Toyoda Tōru e Takahashi Katsuya sono gli attentatori responsabili dello spargimento del sarin sulla linea Hibiya, responsabili di un morto e 532 casi di intossicazione grave. Per testimoniare quanto accaduto in questa linea, vengono proposte le interviste di 4 passeggeri.

Linea Hibiya (treni n. A720S, A750S, A738S)