Battlefield 1 è uno sparatutto in prima persona, sviluppato da Digital Illusions Creative Entertainment (DICE) e pubblicato da Electronic Arts. È il quindicesimo capitolo della serie Battlefield. Il gioco è uscito per Microsoft Windows, PlayStation 4 e Xbox One il 21 ottobre 2016.

Trama Contrariamente alla maggior parte dei titoli della serie, il singleplayer di Battlefield 1 non dispone di una singola campagna bensì di 5 mini campagne, più una di apprendistato dalla durata compresa tra i 10 e i 20 minuti.

Tempesta d'acciaio Questo capitolo è in realtà un tutorial nel quale vengono spiegate al giocatore le dinamiche di gioco. A differenza degli altri capitoli non vi è uno specifico protagonista. Il giocatore si ritrova a impersonare vari soldati degli Harlem Hellfighters, un corpo di fanteria americano impegnato nella seconda battaglia della Marna. Ogni volta che il giocatore viene ucciso, passerà automaticamente a impersonare un altro soldato. Al termine del capitolo, l'ultimo soldato impersonato dal giocatore rimane coinvolto in un massiccio bombardamento che devasta il campo di battaglia. Risvegliatosi miracolosamente illeso, il soldato scopre che oltre a lui è sopravvissuto solo un soldato tedesco. I due si punteranno brevemente contro le rispettive armi, prima di rendersi conto che la battaglia è ormai finita e fuggire in direzioni diverse.

Sangue e fango Ribecourt, Francia. Autunno 1917. La guerra è alle sue fasi finali. Il 17 ottobre la British Expeditionary Force prepara un grande assalto ai danni delle forze tedesche, in quella che diventerà nota come battaglia di Cambrai. A supporto della fanteria viene schierato un vasto contingente di carri armati Mark V.

Daniel Edwards è un giovane pilota appena assegnato all'equipaggio di un Mark V soprannominato Big Bess. Nella città francese di Ribecourt fa la conoscenza del resto dell'equipaggio, composto dal comandante Townsend, dai cannonieri McManus e Pritchard e dall'amichevole meccanico Finch. Al gruppo viene assegnata la missione di sfondare le linee tedesche e di distruggere le postazioni di artiglieria che troveranno lungo la strada fino a raggiungere la città di Cambrai, dove li aspetta il meritato riposo.

Black Bess si mette in marcia a supporto delle forze di fanteria, ma ben presto è costretta a fermarsi a causa di un guasto all'accelleratore. Finch muore falciato da una scarica di mitragliatore mentre sta tentando di riparare Black Bess, ma il carro armato riesce a ripartire. Poco dopo, tuttavia, è nuovamente costretto a fermarsi dopo essere rimasto impantanato nel fango e si ritrova circondato dalla fanteria tedesca. Per salvare la missione Townsend decide, nonostante le obiezioni di McManus, di inviare un piccione viaggiatore all'accampamento per richiedere un bombardamento sulla sua posizione. Pritchard muore colpito da un nemico mentre tenta di liberare l'animale, ma il messaggio viene consegnato.

Gli esiti del bombardamento sono devastanti. I soldati tedeschi vengono sterminati, ma anche Townsend rimane ferito. Black Bess è malconcia ma può riprendere il viaggio. Il carro armato si addentra nei boschi nei pressi di Bourlon. La fitta nebbia costringe Edwards a scendere per fare da guida, mentre McManus prende i comandi del mezzo. L'attraversamento si rivela difficoltoso a causa dei numerosi nemici presenti, ma i tre superstiti riescono comunque a uscirne indenni. Uscita dai boschi, tuttavia, Black Bess si ferma nuovamente, ancora una volta vittima di problemi meccanici.

Townsend decide di inviare Edwards e McManus in un vicino villaggio occupato dai tedeschi per recuperare i pezzi necessari da un altro Mark V entrato in possesso del nemico. Il cannoniere, che aveva già avuto diversi contrasti con il suo superiore, decide di disertare, costringendo Edwards a proseguire la missione da solo. Il giovane macchinista riesce a recuperare il necessario, ma sulla via del ritorno viene assalito da un soldato nemico. Solo l'intervento di un redento McManus gli salva la vita.

Black Bess riprende la sua marcia e, dopo aver attraversato diversi villaggi, raggiunge uno scalo ferroviario utilizzato come punto di raduno dai mezzi tedeschi, che si stanno preparando a riprendere Cambrai. Pur solo contro numerosi nemici, l'equipaggio decide di lanciarsi eroicamente all'attacco dei tedeschi, per evitare che questi sorprendano i carri armati britannici al loro punto di incontro. Nonostante ciò la vittoria è schiacciante. Terminato il combattimento i tre superstiti, in preda all'euforia, si preparano all'avvicinamento finale a Cambrai.

Proprio sul più bello, tuttavia, Black Bess viene colpita da un missile dell'artiglieria tedesca e perde un cingolo. Edwards scende per tentare un ultimo disperato tentativo di ripartenza ma viene tramortito da una bomba. McManus scende a sua volta per tentare di salvare il compagno ma viene colpito da un soldato nemico. I soldati tedeschi entrano nel carro armato per catturare Townsend che, già gravemente ferito, decide di farsi esplodere insieme a Black Bess per impedire la vittoria ai nemici. Poco dopo Edwards riprende conoscenza, ritrovandosi in mezzo ai cadaveri dei soldati avversari uccisi dall'esplosione. La sua attenzione viene quindi attirata da McManus che, pur ferito, è sopravvissuto al combattimento. Ai due non resta che incamminarsi a piedi alla volta di Cambrai, ormai distante pochi chilometri.

Oltre 300 carri armati hanno preso parte alla seconda battaglia di Cambrai. La guerra si è conclusa un anno più tardi.

Amici nelle alte sfere Vosgi, Francia. Primavera 1917. Gli alleati stanno perdendo la guerra dei cieli. Le forze aeree tedesche dominano il fronte occidentale, grazie ad aerei tecnologicamente più avanzati e a numerosi "assi", ognuno dei quali vanta numerose vittorie. I Royal Flying Corps britannici faticano a resistere. Molti piloti di rimpiazzo hanno meno di 10 ore di esperienza di volo e l'aspettativa media di vita di un pilota della RFC è pari a 17 giorni.

Clyde Blackburn è un giovane pilota di rimpiazzo furbo e senza scrupoli, di stanza in una piccola base sulle montagne francesi. Durante una partita di poker riesce ad ingannare George Rackham, un blasonato pilota di nobili origini, e a rubare il suo Bristol F.2. Fingendosi Rackham, fa conoscenza dell'ingenuo cannoniere Wilson e i due partono per un volo di prova. Poco dopo vengono però attaccati da un gruppo di aerei tedeschi. Nonostante le obiezioni di Wilson, l'arrogante ed imprudente Blackburn decide di mettersi all'inseguimento dei nemici, finendo per scoprire involontariamente una base tedesca nella quale è conservato un ingente quantitativo di munizioni.

Di ritorno alla base, Wilson è riluttante a consegnare le foto della postazione nemica all'ufficiale in comando, temendo di essere accusato di insubordinazione. Blackburn tuttavia insiste per il contrario, paventando la possibilità di ottenere delle medaglie. Alla fine Wilson accetta, solo dopo aver fatto promettere al compagno che lo farà tornare a casa sano e salvo. Poco dopo i due sono di nuovo in volo con il compito di aprire la strada ai bombardieri, in modo tale che questi possano bombardare la fortezza. La missione si rivela un successo, ma proprio mentre la base nemica viene distrutta, l'aereo di Blackburn e Wilson viene rimane coinvolto in un'esplosione e precipita dietro le linee nemiche.

Salvatosi miracolosamente, Blackburn si ritrova in pieno territorio nemico, circondato da truppe tedesche. Dopo essere sgattaiolato tra le postazioni tedesche, Blackburn raggiunge il relitto del suo aereo, dove trova Wilson gravemente ferito. Inizialmente è tentato di uccidere l'amico per impedirgli di urlare ed attirare l'attenzione dei soldati nemici, ma di fronte alla rivelazione che Wilson era a conoscenza della sua reale identità fin dall'inizio, decide di portarlo in salvo. Tornato alle linee alleate, viene inizialmente acclamato come un eroe, ma all'arrivo del vero Rackham viene arrestato dalla Military Police.

I tre vengono successivamente imbarcati su una nave diretta a Londra. Ad attendere Blackburn c'è un processo militare, mentre Wilson si appresta a far ritorno a casa. Proprio mentre la loro nave si sta apprestando ad attraccare, tuttavia, un grosso contigente tedesco composto da due grossi Zeppelin e numerosi caccia e bombardieri appare nei cieli della capitale britannica. Rackham viene falciato da una raffica di mitra, mentre Blackburn e Wilson decidono di prendere ancora una volta il controllo del suo biplano per respingere l'attacco nemico.

I due combattono con valore, abbattendo diversi aerei nemici, ma finiscono per schiantarsi su uno dei due Zeppelin. Qui prendono possesso della mitragliatrice antiaerea e la utilizzano per abbattere l'altro Zeppelin, la cui esplosione coinvolge però anche il velivolo sul quale si trovano loro. Ormai senza via di scampo, decidono di lanciarsi nel Tamigi nel disperato tentativo di salvarsi. Blackburn riesce ancora una volta a sopravvivere miracolosamente, trovando la salvezza su un molo. Il capitolo termina con la voce fuori campo di Blackburn che riflette sulle diverse versioni che potrebbero emergere dell'accaduto, lasciando non pochi dubbi sulla veridicità della storia e sul destino di Wilson.

Avanti Savoia! Dolomiti, Italia settentrionale. Autunno 1918. Italia e Austria-Ungheria sono a un punto morto sulle Alpi. Fra picchi coperti di neve, nessuno riesce a trovare una tattica che consenta di sfondare le linee nemiche. Le forze regolari scavano trincee e rinforzano le proprie posizioni. Nel frattempo, un reggimento di truppe scelte montane prepara un assalto poco ortodosso. Quest'unità, composta dagli Arditi, è specializzata in tattiche a rischio elevato. Il loro motto è:"O la vittoria, o tutti accoppati".

Anni dopo il termine della prima guerra mondiale, un anziano Luca Vincenzo Cocchiola, emigrato negli Stati Uniti, racconta a sua figlia delle sue avventure da soldato. Pochi giorni dopo il loro ventunesimo compleanno, Luca e suo fratello gemello Matteo prendono parte ad una missione per conquistare un forte austro-ungarico in pieno territorio nemico. Mentre Matteo partecipa all'offensiva principale, l'unità di Luca ha un ruolo ausiliario, che consiste nell'eliminazione delle difese nemiche sul Monte Grappa per permettere alla forza d'attacco di avanzare. Equipaggiati con un'armatura pesante ed un MG08/15, Luca e la sua unità conquistano una piccola chiesetta di montagna occupata dai nemici, distruggono un pezzo d'artiglieria e prendono infine controllo di un cannone antiaereo. Servendosi di quest'ultimo, Luca riesce ad abbattere diversi caccia austro-ungarici in raid sulla montagna.

Proprio al culmine della battaglia, tuttavia, gli aerei nemici virano improvvisamente e concentrano il fuoco su una parete rocciosa, causando una frana che colpisce le truppe di entrambi gli schieramenti. Disperato per la sorte del fratello, Luca si lancia giù dalla montagna da solo verso il campo di battaglia. Lungo la strada incontra degli alleati intrappolati dal fuoco nemico all'interno di alcune casupole. Dopo averli aiutati a respingere l'attacco riprende la sua marcia. Attraversata la valle, il giovane alpino e alcuni altri soldati italiani superstiti conquistano il forte, situato sul picco della montagna, ma purtroppo tra i caduti c'è anche Matteo. Luca, distrutto dal dolore, abbraccia il cadavere del fratello, giacendo in lacrime accanto a lui. Terminata la storia l'anziano Luca augura a Matteo buon compleanno.

Dopo la guerra, vennero le rivolte. Imperi crollarono. Nuove nazioni nacquero. Il mondo cambiò per sempre, insieme alla percezione dello stesso. Anche le famiglie cambiarono: non solo a causa di quelli che non fecero ritorno, ma anche per via di quelli che ci riuscirono. I caduti e i veterani, insieme, sono passati alla storia col nome di "generazione perduta".

Il Portaordini