Grottaferrata (IPA: Grottaferràta) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Geografia fisica Territorio
Il territorio comunale di Grottaferrata, attualmente decimo comune più vasto dei Castelli Romani con un'estensione di 18.36 km2, è stato soggetto tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa circaParco Regionale dei Castelli Romani, L'ambiente naturale del Parco Regionale dei Castelli Romani, pp. 3-8. all'attività vulcanica del Vulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici come il peperino, la pietra sperone del Tuscolo ed il tufo.
Secondo la Carta Geologica d'Italia realizzata a cura del Servizio Geologico d'Italia c'è una grande varietà di materiali nel sottosuolo criptense. L'area del centro abitato e la parte orientale del territorio comunale, ai confini con Rocca di Papa, è classificata come zona ca ("materiali piroclastici incoerenti o poco coerenti: lapilli, scorielle, areniti pirosseniche fino a cineriti, talora con tracce di fluitazione."), mentre tutta la parte occidentale del territorio comunale, digradante verso Ciampino e Roma, risulta classificata come zona v4 ("lapilli fini e ceneri straterellate"). L'altura di Castel de' Paolis, ai confini meridionali con Marino, è classificata come zona v2 ("manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione").
Il fondo del vallone scavato dalla marana dell'Acqua Marciana è classificato come zona lp ("lapilli di vario colore distintamente stratificati con intercalazioni cineritiche, zone talora argillificate, ricchi di minerali femici isolati, e abbondante leucite analcimizzata"), mentre i fianchi del medesimo vallone sono zona β4 ("lava in ammassi"), come anche l'altura del Borghetto di Grottaferrata; le ultime alture di Grotte Centroni digradanti verso Morena e tutta l'area dei confini settentrionali verso Frascati sono classificate come zona β5 ("lave in grandi colate, sovrastanti o sottostanti ad lp: lave di Grottaferrata-Centroni."). Valle Marciana è classificata come zona av ("tufiti alluvio-lacustri; [...] arenarie straterellate entro depressioni crateriche con Bos taurus L., Cervus elaphus L. e avifauna (Gyps) a Valle Marciana; prodotti del dilavamento entro valli radiali, provenienti dalle formazioni vulcaniche del Vulcano Laziale"). Infine, l'altura presso Villa Cavalletti è classificata come zona sc1 ("coni e bocche eruttive eccentriche, talvolta soprastanti a lp [...]; saldame lavico, scorie, agglomerati e lapilli stratificati.").
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta).
Idrografia La località Valle Marciana, una depressione grossomodo circolare situata nella parte meridionale del territorio criptense, era probabilmente un cratere vulcanico di origine monogenica collegato al Vulcano Laziale, divenuto poi un lago vulcanico (come il lago Albano ed il lago di Nemi) in seguito prosciugatosi o prosciugato artificialmente, sull'esempio di altri crateri simili dei Colli Albani (un esempio per tutti, Vallericcia ad Ariccia).
Il territorio di Grottaferrata non è attraversato da corsi d'acqua di grande portata, ma solo da un corso d'acqua a carattere torrentizio che nel suo primo tratto, ovvero dalla sorgente sita in località Molara,. prende nome di fosso dei Ladroni (probabilmente, dalla famiglia romana dei Latrones che qui poteva avere delle proprietà) e poi da Squarciarelli assume il nome di marana dell'Acqua Marciana o Mariana e corre fino a Morena, dove si incontra con il fosso della Patatona o marana delle Pietrare, che invece proviene da Rocca di Papa e Marino, per sfociare nel Tevere in prossimità della Magliana.Istituto Geografico Militare, Carta d'Italia, foglio 150 (Frascati III NO), rilievo 1873, aggiornamento 1949.
Orografia Non esistono vere e proprie montagne nel territorio criptense, e la quota più alta viene registrata alla Croce del Tuscolo (670 ), punto più alto dell'omonima dorsale che segna il confine nord-est con Monte Porzio Catone, cui appartiene quasi per intero il sito archeologico di Tusculum: in territorio di Grottaferrata infatti ricadono solo le pendici sud-ovest della storica dorsale. Davanti al Tuscolo, al di là della Valle Latina (440 m s.l.m.), ad una quota più bassa si trovano le alture di Molara (580 m s.l.m.), sede dell'antico castello medioevale, e di Colle dell'Acqua (555 m s.l.m.).
Procedendo verso nord-ovest lungo la strada statale 511 via Anagnina il suolo inizia a declinare verso l'Agro Romano: Colle delle Streghe, al confine meridionale con Rocca di Papa, è a 400 m s.l.m., mentre villa Rasponi, ai confini settentrionali con Frascati, è a 442 m s.l.m.: al chilometro 20 la via Anagnina segna quota 408 m s.l.m.
Le altre località del territorio sono poste a quote variabili: villa Cavalletti si trova su un'altura a 424 m s.l.m., Poggio Tulliano a 418 m s.l.m., Squarciarelli a 363 m s.l.m., villa Bracciano-Montalto-Grazioli a 370 m s.l.m., il Bivio a 334 m s.l.m., il Borghetto di Grottaferrata a 264 m s.l.m., ormai al confine settentrionale con Roma.
Il centro storico si trova mediamente a 330 m s.l.m. (altitudine di corso del Popolo), mentre le "Monache Francesi" sono a 329 m s.l.m. in direzione nord. Le cartiere dismesse, situate nel profondo vallone della marana dell'Acqua Marciana, sono a 287 m s.l.m., mentre il sovrastante Quarto Montedoro è a 341 m s.l.m.: esso delimita a nord-ovest l'antico lago vulcanico prosciugato di Valle Marciana, chiuso a sud dall'altura di Sant'Anna che ospita la sede criptense dell'Istituto Neurotraumatologico Italiano (334 m s.l.m.).
Più a sud-est, ai confini con Marino, Colle Cimino è a 286 m s.l.m. e Castel de' Paolis a 292 m s.l.m., in posizione panoramica sulle prime avvisaglie dell'Agro Romano: Ciampino e Morena. Più a sud, la località San Giuseppe, al chilometro 20 della strada statale 216 via Maremmana III, è a 401 m s.l.m., incuneata tra i comuni di Marino e Rocca di Papa: e l'exclave di Pozzo Carpino, confinante a sud-ovest con Castel Gandolfo, è a 458 m s.l.m.
Clima
. Grottaferrata si trova sui 350/400 m ed il clima è di tipo mediterraneo. L'estate è calda e asciutta, l'inverno è mite e piovoso con temperature che occasionalmente scendono al di sotto dello zero. Grottaferrata ha 4 gradi in meno di Roma, le precipitazioni sono un po' scarse a causa del fenomeno dello stau che si verifica nell'area dei Colli Albani e che riserva al versante nord precipitazioni meno copiose. Infatti, durante l'anno, cadono mediamente 700–800 mm di pioggia. In inverno nevica molto raramente e solo in caso di freddo intenso generalizzato. Si tratta perlopiù di rovesci di acquaneve temporanei. In estate le temperature possono, seppur molto raramente, raggiungere i 40° gradi in caso di ondate di caldo generalizzato.
Classificazione climatica: zona D, 1916 GR/G (12 ore di accensione giornaliera dal 1º novembre al 15 aprile).
Origini del nome Quando, nel 1004, San Nilo da Rossano ed i suoi seguaci presero possesso del terreno rurale occupato da ruderi di una villa romana, che Gregorio I dei Conti di Tuscolo aveva loro donato come residenza, notarono subito un locale a volta quasi perfettamente conservato dotato di una finestra con ferrata. Probabilmente il primo accampamento dei monaci fu nei paraggi, se non all'interno, della "cripta" ferrata, che diventò elemento caratterizzante del territorio: lentamente l'area, che non aveva una denominazione specifica, prese nome di Cryptaferrata. Viene recentemente citata dal Nibby anche in greco Kρυπτοφεράς, seppur il nome del comune nacque da radice latina..
Storia
L'età antica
Il Vulcano Laziale fu attivo tra i 600.000 ed i 20.000 anni fa: tuttavia, l'uomo era già arrivato nel Lazio almeno 50.000 anni fa, come testimoniano i resti di scheletri appartenenti all'uomo di Neanderthal rinvenuti nel 1939 presso la Grotta Guattari al Circeo.Tamara Gizzi, Breve inquadramento del paleolitico e del mesolitico, con particolare riferimento all'area laziale, in Il Lazio antico - Atti del corso di archeologia tenutosi presso il museo civico di Albano Laziale nel 1982-1983, p. 19. Nel territorio dei Colli Albani, la civiltà si andrà sviluppando a partire dal I millennio a.C.; in particolare, la prima presenza umana nel territorio di Grottaferrata è riferibile alle necropoli di Boschetto, Villa Cavalletti e Villa Giusti, risalenti al periodo laziale I e II A (1000 a.C. - 830 a.C.):Pino Chiarucci, La civiltà laziale e gli insediamenti albani in particolare, in Il Lazio antico - Atti del corso di archeologia tenutosi presso il museo civico di Albano Laziale nel 1982-1983, p. 35. la necropoli di Villa Cavalletti è anche una delle più vaste dell'epoca, con una cinquantina di tombe. Nella necropoli di vigna Giusti invece sono presenti strutture più sofisticate, che presentano delle pseudo-cupole ed un ricco corredo funerario con rozze figurine votive umane.Lorenzo Quilici, La civiltà del Lazio primitivo, in Il Lazio antico - Atti del corso di archeologia tenutosi presso il museo civico di Albano Laziale nel 1982-1983, p. 41.
In età romana il territorio criptense non venne toccato da insediamenti importanti, tranne alcune ville suburbane di ricchi cittadini romani come Marco Tullio Cicerone. (probabilmente presso l'attuale abbazia di Santa Maria di Grottaferrata.) e la famiglia degli Scriboni-Libones a Castel de' Paolis, ai confini con Marino..Il sito di Grottaferrata inoltre, per la sua vicinanza con l'importante città di Tusculum e per la presenza della via Latina, venne probabilmente evangelizzato da san Paolo di Tarso e da san Pietro apostolo, che secondo una tradizione avvalorata da più fonti diffusero il Cristianesimo nell'area dei Colli Albani. Il cristianesimo del resto nel III secolo era già ben organizzato nell'area tuscolana, a giudicare dall'esistenza delle catacombe di Ad Decimum rinvenute al X miglio della via Latina, presso l'attuale Borghetto di Grottaferrata:. ed un altro sepolcreto cristiano doveva sorgere attorno al XII miglio della via Latina, presso l'attuale Bivio.. Nel 370 Giovanni di Cappadocia, allievo di san Basilio Magno, fondò un monastero basiliano al XV miglio della via Latina, presso l'antica Roboraria e l'attuale Molara: la presenza di religiosi orientali nel Lazio e nel Mezzogiorno d'Italia era all'epoca molto forte, basti pensare che nell'XI secolo si calcolavano circa 540 monasteri basiliani nelle sole regioni peninsulari meridionali più il Lazio meridionale e la Sicilia.
Il Medioevo
Nel corso del VII, dell'VIII e del IX secolo i papi estesero il proprio potere temporale su Roma e su larga parte dell'attuale Lazio approfittando del vuoto del potere politico: in quest'epoca nacque l'organizzazione del territorio in patrimonia e massae rurali, latifondi gestiti da diaconi direttamente soggetti al papa. Attorno al XII miglio della via Latina ed a Valle Marciana sarebbe stata collocata una massa, la Massa Marulis, presso la quale sorgevano almeno due chiese menzionate in numerosi passi del Liber pontificalis.. Nell'846 un'incursione saracena seminò terrore e distruzione in molti luoghi dell'Agro Romano, fino ad Ariccia, Frascati ed agli Appennini: la minaccia saracena gravò sui centri a sud di Roma fino al 926, quando i maomettani furono definitivamente scacciati dalla regione..