Con cultura partecipativa (in inglese Partecipatory Culture) ci si riferisce alla svolta partecipativa relativa ai pubblici dei media, cioè all'insieme di quelle pratiche che si strutturano attorno a media e linguaggi mediali promosse da individui che non si limitano a comportarsi come semplici consumatori, ma che assumono il ruolo attivo di produttori (prosumer). Il termine si riferisce prevalentemente alla produzione originale o alla manipolazione di contenuti che vengono pubblicati online dai pubblici, operazione che può essere svolta direttamente dagli utenti attraverso le piattaforme del Web 2.0.
Caratteristiche della cultura partecipativa
Il crescente accesso ad Internet gioca una parte fondamentale nell'espansione della cultura partecipativa, perché consente sempre di più di collaborare, generare e diffondere notizie, idee e lavoro creativo e di connettere persone che condividono interessi e obiettivi affini (vedi comunità virtuale). Il potenziale della cultura partecipativa per l'impegno civico e l'espressione creativa è stato indagato dallo studioso dei media Henry Jenkins. Nel 2006, Jenkins, insieme ai co-autori Ravi Purushotma, Katie Clinton, Margaret Weigel e Alice Robison, hanno definito nel libro bianco dal titolo Culture partecipative e competenze digitali: media education per il 21º secolo le caratteristiche strutturali che le culture partecipative hanno. Si tratta di culture: con una propensione relativamente alta all'espressione artistica e al coinvolgimento civico; con forti supporti per creare e condividere le proprie creazioni con gli altri; con un qualche tipo di mentorship per cui ciò che è conosciuto dai più esperti viene trasmesso ai novizi; dove i membri credono che i loro contributi contino; dove i membri posseggono un qualche grado di connessione sociale con gli altri membri (al limite si interessano alle opinioni degli altri su ciò che loro hanno creato).
Sempre per quanto riguarda la teorizzazione delle culture partecipative, il sociologo italiano Giovanni Boccia ArtieriGiovanni Boccia Artieri, Stati di Connessione. Pubblici, cittadini e consumatori nella (Social) Network Society, Milano, Franco Angeli, 2012, ISBN 978-88-204-0294-5 individua alcune caratteristiche che definiscono le pratiche delle comunità ad esse legate, come in particolare: Appartenenza mediale riflessiva, cioè forme di appartenenza, formale e/o informale, a comunità online in cui l'esistenza del singolo converge in forme comunitarie come, per esempio, GDR (giochi di ruolo), clan di gioco; Espressività mediale, cioè produrre o rielaborare in maniera originale contenuti mediali, attraverso strumenti e piattaforme ad hoc per la creazione di contenuti. Alcuni esempi di espressione mediale sono la manipolazione di contenuti digitali, produzione di fan fiction, mash-up, parodie; Problem-solving collaborativo, cioè lavorare insieme in gruppi online formali o informali per portare a termine compiti e sviluppare nuova conoscenza a disposizione di tutti (come Wikipedia, giochi di realtà virtuale, spoiling); Condivisione di flusso, cioè creare contenuti condivisibili in flusso sui media (come podcast e feed RSS).
Storia ed evoluzione La cultura partecipativa è antecedente all'avvento di Internet, difatti la nascita dell'Amateur Press Association alla metà del XIX secolo ne può essere considerato un esempio: in quel periodo, i giovani scrivevano a mano e stampavano le loro pubblicazioni, che venivano spedite a una cerchia di persone, in maniera simile a quello che avviene oggi con i social network.Elliott West, Paula Petrik, Small worlds. Children & adolescents in America, 1850-1950, Lawrence, Kansas, University Press of Kansas, 1992, ISBN 978-07-006-0510-1
Seppure ci siano stati tentativi di questo tipo, è solo con l'evoluzione della tecnologia che arriviamo alla cultura partecipativa come la intendiamo oggi.Hans Magnus Enzensberger, Contro l'industria culturale. Materiali per una strategia socialista, Bologna, Guaraldi, 1971.
La transizione da fanzine, radio show, progetti di gruppo e passaparola a blog, podcast, wiki e social network ha avuto un grande effetto sulla società: con siti web come eBay, Blogger, Wikipedia, Photobucket, Facebook e Youtube, non sorprende che la cultura sia diventata sempre più partecipativa.
Alcuni studiosi inoltre pensano che le implicazioni della transizione graduale dalla produzione al produsage siano state così sostanziali da produrre effetti rilevanti nel cuore della cultura, economia, società e democrazia.Axel Bruns, Blogs, Wikipedia, Second Life, and Beyond. From Production to Produsage. Digital Formations, New York, Peter Lang, 2008, ISBN 978-08-204-8866-0
Cultura partecipativa e tecnologia La tecnologia ha aperto nuove strade per la comunicazione, la collaborazione e la circolazione di idee, dando inoltre nuove opportunità ai consumatori per creare i propri contenuti. Barriere quali il tempo e il denaro stanno iniziando a diventare insignificanti per gruppi sempre più grandi di consumatori. È aumentata anche la facilità con la quale i consumatori creano nuovi contenuti; non c'è più bisogno di una conoscenza estensiva dei linguaggi di programmazione per creare materiale da postare su Internet, poiché le interfacce sono diventate sempre più user-friendly. La condivisione dei contenuti si serve di Internet come piattaforma per invitare gli utenti a partecipare e creare comunità che condividono interessi. Gli strumenti tecnologici di cui si dispone oggi (smartphone, pc, tablet ecc.) in cui converge la tecnologia legata al Web 2.0, aumentano la capacità individuale di pubblicare contenuti che possano raggiungere un ampio pubblico. Siti web come Flickr, Wikipedia, e Facebook sono strutturati in modo da incoraggiare e semplificare i passaggi per pubblicare dei contenuti. Queste comunità ed i loro web services sono stati etichettati come parte del Web 2.0.Tim O'Reilly,(30-09-2005), What Is Web 2.0?, O'Reilly Network. La relazione tra strumenti Web 2.0 e culture partecipative è comunque molto più che materiale: dato che la mentalità e le capacità acquisite attraverso le pratiche di partecipazione si sono diffuse, le persone sono sempre più propense ad utilizzare gli strumenti e le tecnologie in modo partecipativo.Manuel Castells, Comunicazione e Potere, UBE, 2014, ISBN 9788883500916 Un esempio è l'uso del cellulare per organizzare manifestazioni come il fenomeno dei Flash mob.
Relazione con lo smartphone Lo smartphone è uno degli strumenti che combina elementi di interattività, identità e mobilità; quest'ultima caratteristica fa sì che i media non siano più confinati dal tempo e dallo spazio e possano essere utilizzati in qualsiasi contesto.Castells Manuel, Fernàndez-Ardèvol Mireia, Linchuan Qiu Jack, Araba Sey, Mobile communication e trasformazione sociale, Guerini e Associati, 2008, ISBN 9788883359590 Le tecnologie continuano a svilupparsi in questa direzione e diventano sempre più governate dagli utenti e meno vincolate a luoghi e tempi precisi, basti pensare al passaggio dei film dal cinema alla visione privata in casa propria fino ad arrivare alla riproduzione sugli schermi dei cellulari, che possono essere visti ovunque ed in qualsiasi momento.G. Celata, A. Marinelli, Connecting television. La televisione al tempo di internet, Guerini e Associati, 2012, ISBN 9788862503488
Gli smartphone migliorano le culture partecipative aumentando il livello di interattività. Invece di fruire semplicemente di un contenuto, gli utenti sono coinvolti direttamente nel prendere delle decisioni: navigano tra le pagine, contribuiscono con i loro contenuti e scelgono quali collegamenti seguire. Il ruolo del consumatore cambia dunque da ricevitore passivo a fruitore attivo; questo cambiamento è incarnato dallo smartphone con gli infiniti modi in cui coinvolge e rende possibile interagire con più media in modo non lineareJoost M. Vervoort, Stepping into futures. Exploring the potential of interactive media for participatory scenarios on social-ecological systems, 2010.
Negli stati in cui l'uso degli smartphone ha superato quello di ogni altra forma di tecnologia digitale, scambiarsi informazioni tramite cellulare ha aiutato ad apportare cambiamenti politici e culturali significativiHoward Rheingold, Smart mobs. Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura, Milano, Cortina, 2003, ISBN 9788870788419. Diversi sono gli esempi citabili, come la "Rivoluzione arancione" in Ucraina, le proteste contro il governo filippino durante le elezioni di Joseph Estrada, ed altre proteste politiche in tutto il mondo. La possibilità data dallo smartphone di scattare fotografie, produrre contenuti digitali e diffonderli in rete lo rende uno degli strumenti impiegati anche per il giornalismo partecipativo.
Produttori, consumatori e "produsage" In Understanding Digital Culture, Vincent Miller spiega come le linee tra produttori e consumatori sfumino. I produttori sono coloro i quali creano contenuti e oggetti culturali, mentre i consumatori sono riceventi o acquirenti di tali oggetti. Riferendosi all'idea di Bruns di prosumer, Miller dice: “Con l'avvento dei nuovi media convergenti e la pletora di scelta nelle fonti di informazione, così come l'aumento della capacità degli individui di autoprodurre contenuti, l'egemonia dei produttori nei confronti del pubblico diminuisce e il potere dei consumatori accelera, erodendo la distanza produttore-consumatore”.Vincent Miller, Understanding Digital Culture, London, Sage, 2011, p. 87. ISBN 9781847874962
Essere prosumer è il risultato finale di una strategia largamente usata, basata sull'incoraggiare feedback tra produttori e consumatori, “che consente una maggiore influenza dei consumatori sulla produzione di beni ".
Molto simile a Wikipedia, che permette agli utenti di scrivere, modificare e infine utilizzare contenuti, i produttori che sono attivamente partecipi sono valorizzati grazie alla loro partecipazione come costruttori in rete. Bruns descrive la valorizzazione degli utenti come “diversa dal tipico top-down nei tradizionali spazi mediali”. Quando i consumatori sono anche in qualche modo produttori e viceversa, si ha il produsage, eliminando così il bisogno di interventi dall’alto verso il basso. La collaborazione di ogni partecipante si basa sul principio di inclusività: ogni membro contribuisce con informazioni di valore che gli altri possono utilizzare, cambiare o aggiungere a qualcos’altro. In una comunità di persone che imparano, la collaborazione attraverso il produsage può consentire l’accesso ai contenuti per ogni partecipante, non solo quelli con un certo livello di autorità; coloro che partecipano al processo di produsage vengono ripagati in “valuta sociale”, diventando personaggi rilevanti all’interno della propria comunità e delle altre comunità di producers. Ciò porta all’idea di “equipotenzialità” di Bruns: se l’assunzione di responsabilità e abilità di tutti i partecipanti al produsage non sono uguali, essi hanno comunque una uguale possibilità di contribuire al progetto. Perché non ci sono molte distinzioni tra produttori e consumatori: tutti i partecipanti hanno la stessa possibilità di partecipare significativamente al produsage. Uno dei problemi che possono emergere dal produsage è la possibilità di quest’ultimo di sconfinare nella pirateria, nel caso in cui venissero utilizzati alcuni contenuti senza citazione per produrne di nuovi; proprio per questo è diventato sempre più necessario rendere i contenuti diffusi “afferrabili”, cioè condivisibili direttamente dalla loro fonte (link diretti ai video di Youtube, ai forum ecc).
Partecipazione implicita ed esplicita