La Linea Gotica (in tedesco Gotenstellung, in inglese Gothic Line) fu una poderosa opera difensiva fortificata costruita dall'Esercito tedesco nell'Italia centro-settentrionale durante le fasi finali della campagna d'Italia, nella seconda guerra mondiale. Questo apprestamento difensivo fu teatro di duri combattimenti tra le truppe tedesche al comando di Albert Kesselring e le forze Alleate al comando di Harold Alexander: le prime cercavano di rallentare l'avanzata delle seconde, le quali, dopo aver superato la linea Gustav, cercavano di aprirsi la strada verso la valle del Po. La linea difensiva fortificata si estendeva dal versante tirrenico dell'attuale provincia di Massa-Carrara fino al versante adriatico della provincia di Pesaro e Urbino, seguendo un fronte di oltre 300 chilometri che si snodava lungo i rilievi appenninici..
Il feldmaresciallo Albert Kesselring, il comandante supremo di tutte le forze tedesche in Italia, intendeva con essa proseguire la sua tattica della ritirata combattuta, già attuata dai tedeschi fin dallo sbarco in Sicilia, per infliggere al nemico il maggior numero di perdite possibili, in modo tale da rallentare e addirittura fermare l'avanzata anglo-americana verso nord, difendendo la pianura Padana e quindi l'accesso al Reich attraverso il passo del Brennero, e l'accesso all'Europa centrale attraverso Trieste e il valico di Lubiana.
Per permettere il superamento di questo ultimo importante baluardo della difesa tedesca le forze alleate composte dall'8ª Armata britannica e dalla 5ª Armata statunitense idearono un piano strategico denominato operazione Olive che prese avvio nell'agosto del 1944: esso tuttavia ebbe solo parzialmente successo in quanto, pur a fronte dello sfondamento delle linee fortificate e della conquista di ampie porzioni di territorio, le forze tedesche (favorite anche dalle condizioni meteorologiche avverse) riuscirono a contenere l'attacco alleato sino a bloccarlo alla fine del 1944. Solo a partire dal 21 aprile 1945, a seguito dell'offensiva alleata di primavera, la linea Gotica venne definitivamente superata..
I tedeschi battezzarono inizialmente questa linea con il nome di «Gotica». Si decise poi di ribattezzarla «Linea Verde» (Grüne Linie), per volere dello stesso Adolf Hitler, che temeva le ripercussioni propagandistiche negative qualora il nemico avesse sfondato una linea dal nome emblematicamente collegato alla popolazione germanica; nella storia, tuttavia, soprattutto in Italia, questa linea difensiva continuò a essere conosciuta con il nome di «Gotica» o «dei Goti».
Contesto strategico
Dopo la conquista di Roma da parte della 5ª Armata statunitense del generale Mark Clark il 4 giugno 1944, i comandi degli Alleati si trovarono nella situazione di dover continuare l'inseguimento dei tedeschi a nord della capitale, benché fin da subito si capì che le forze anglo-americane avevano ormai perso slancio e coordinazione. Con ogni probabilità il comandante del 15º Gruppo d'armate nel Mediterraneo, generale Harold Alexander, perse l'opportunità di infliggere ai tedeschi una sconfitta schiacciante, soprattutto perché il terreno che si estendeva da Roma fino alla Toscana era molto più aperto e adatto alla guerra corazzata. E se Alexander possedeva quattro divisioni corazzate perfettamente equipaggiate, la supremazia aerea e abbondanti scorte di carburante e munizioni, il feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring aveva sotto il suo comando forze disorganizzate, scarsamente mobili e in condizioni d'inferiorità numerica come non era mai successo durante la campagna d'Italia.
La completa distruzione delle forze tedesche non avvenne non tanto perché i generali alleati si distrassero dal fascino di Roma, ma perché da un punto di vista logistico la città era una strozzatura che danneggiava le linee di comunicazione alleate. Vi erano poche strade che dovevano provvedere al rifornimento di troppi militari, e spesso lungo queste direttrici regnavano ingorghi e caos che fecero il buon gioco delle retroguardie tedesche, le quali riuscirono a ritardare e ostacolare l'avanzata di un nemico che si rivelò comunque troppo prudente.. Inoltre le forze di fanteria alleate, dall'inizio dell'operazione Diadem, avevano pagato un pesante tributo di sangue: le compagnie di fucilieri britanniche e canadesi avevano perduto circa il 30% dei loro effettivi tra morti e feriti, mentre gli statunitensi registrarono perdite ancora più alte, calcolabili all'incirca intorno al 40%. Ma il prezzo più alto venne pagato dai polacchi del II Corpo di Władysław Anders, i quali durante gli scontri per la conquista dell'abbazia di Montecassino subirono perdite del 43%; quasi un fuciliere su due era morto o ferito..
Tuttavia la strategia globale degli Alleati non avrebbe potuto essere meglio sincronizzata, né l'operazione Diadem così ingiustamente ricompensata. Quando scattò l'operazione Overlord il 6 giugno, le forze tedesche in Italia erano in piena ritirata: la 14ª Armata tedesca era stata messa in fuga e la 10ª era stata ricacciata indietro con gravi perdite di uomini e materiali. Quattro divisioni tedesche di fanteria erano state ridotte a semplici quadri, rendendo necessario ritirarle per poterle ricostituire, mentre la 1ª Divisione paracadutisti e le sei divisioni mobili presenti a sud di Roma erano state ridotte a mal partito. L'istintiva reazione dell'OKW all'operazione Diadem fu quella di prodigarsi immediatamente in aiuto di Kesselring nonostante l'imminente minaccia di Overlord.. Durante le settimane successive allo sfondamento della linea Gustav, Kesselring ricevette quattro nuove divisioni e un certo numero di potenti reparti corazzati e di artiglieria: la 16ª Divisione corazzata SS ritornò in Italia dall'Ungheria, dalla Danimarca e dai Paesi Bassi arrivarono due divisioni della Luftwaffe, rispettivamente la 19ª e la 20ª Divisione, la 42ª Divisione Jäger venne spostata in Italia dalla Slovenia, mentre dalla Francia arrivò un reggimento corazzato..
Il generale Alexander si trovava dunque in una situazione strategica molto favorevole e aveva brillantemente conseguito il primario obiettivo di distruggere il maggior numero di forze nemiche in Italia; ma egli sapeva che prima della fine di giugno avrebbe dovuto cedere ben sette divisioni, comprese tutte le combattive truppe francesi che si erano comportate egregiamente durante lo sfondamento della Gustav, per fornirle alla prevista operazione di sbarco anfibio in Provenza (operazione Anvil).. A marzo 1944 la programmazione dell'operazione Anvil fu definitivamente imposta dai comandi statunitensi, nonostante le rimostranze britanniche emerse già alla fine del 1943 durante le conferenze interalleate al Cairo e a Teheran. Al termine dell'offensiva primaverile contro la Gustav, la campagna d'Italia sarebbe passata in secondo piano e gli sforzi si sarebbero concentrati nell'operazione Anvil in qualità di azione diversiva su ampia scala per aiutare Overlord. Durante l'inverno e la primavera 1944 l'interesse per questo piano passò parzialmente in secondo piano sia a Londra sia a Washington, essendo l'attenzione tutta rivolta sui combattimenti in corso in Normandia, ma nel mentre il comandante supremo alleato nel Mediterraneo, Henry Maitland Wilson, propose agli alleati statunitensi alcuni piani che combaciavano con le intenzioni di Washington di aprire un nuovo fronte in Francia utilizzando truppe prelevate dall'Italia.
L'armonia che durante le conferenze di fine 1943 si era incrinata ora sembrava dunque ristabilita, ma il 6 giugno Alexander sconvolse i piani di Wilson proponendo un nuovo piano che collimava soprattutto con i desideri di Winston Churchill e dei capi di stato maggiore britannici ma che per gli statunitensi erano anatema.. Alexander dichiarò che il suo obiettivo primario era quello di «completare l'annientamento delle forze armate tedesche in Italia e di costringere il nemico ad attingere il più possibile alle sue riserve, mettendomi così in grado di fornire all'invasione occidentale il massimo aiuto che le mie armate siano capaci di dare». Egli affermò che le armate di Kesselring erano state così duramente provate che non sarebbero state in grado di mantenere la linea Gotica senza far affluire da altre zone da otto a dieci divisioni fresche. All'opposto lui aveva due armate perfettamente organizzate, abili ed esperte, capaci di condurre operazioni su vasta scala in stretta collaborazione e che potevano contare sull'appoggio delle numerose forze aeree del Mediterraneo..
Alexander stimò che, se gli fosse stato consentito di mantenere in linea le sue armate, avrebbe raggiunto Firenze nella seconda metà di luglio e avrebbe attaccato la Gotica, qualora Kesselring fosse riuscito effettivamente a occuparla, per il 15 agosto. Tali date furono il frutto della relazione del capo di stato maggiore di Alexander, John Harding, il quale aveva prodotto uno studio molto dettagliato delle posizioni vulnerabili sulla linea Gotica. Furono individuate tre zone dove attaccare: sulla costa occidentale, avanzando da Pisa verso Genova lungo un tragitto che però era molto tortuoso; sulla costa orientale, dove i monti erano più bassi ma dove le strade e i corsi d'acqua correvano in senso trasversale rispetto alle direttrici d'avanzata; e infine al centro degli Appennini settentrionali, dove le montagne erano alte e scoscese ma erano presenti buone strade che correvano lungo le valli che dalla zona di Firenze portavano direttamente a Bologna e nella valle del Po..
In questo punto l'approntamento delle difese tedesche risultavano a uno stadio meno avanzato, e se Alexander avesse potuto tenere per sé le abili truppe francesi sarebbe stato possibile espugnare la Gotica nel suo punto più debole, e quindi sfondare nella valle del Po e suggellare la definitiva sconfitta delle forze tedesche in Italia senza dover attendere le eventuali decisioni per Anvil.. Secondo Alexander vi erano quindi solo due alternative: accettare il suo piano, oppure fermarsi sulla linea Pisa-Rimini onde disimpegnare truppe per altri teatri operativi, perdendo quindi l'occasione di schiacciare le forze tedesche verso le Alpi prima che Hitler inviasse i rinforzi. Inoltre così facendo la Germania avrebbe perso le risorse industriali del nord Italia e ceduto aeroporti molto vicini ai confini del Reich, mentre gli Alleati avrebbero potuto minacciare il valico di Lubiana e quindi Vienna..
Le decisioni degli Alleati Gli statunitensi però non cedettero dalle loro posizioni, e accettarono le tre proposte originarie di Wilson per Anvil: uno sbarco anfibio nel golfo di Biscaglia, un assalto alla Francia meridionale o un assalto all'estremità settentrionale dell'Adriatico per aiutare l'avanzata di Alexander oltre il Po. Poiché ogni opzione implicava un grosso sbarco anfibio ogni decisione fu rimandata finché non vi fossero chiare indicazioni sugli sviluppi di Overlord e dell'imponente offensiva estiva sovietica. Nel frattempo il ritiro delle divisioni americane e francesi dall'Italia ebbe inizio, ma Wilson garantì ad Alexander il mantenimento di un numero sufficiente di truppe per consentirgli di serrare rapidamente la linea Pisa-Rimini.. Essendo in Europa per rendersi conto in prima persona dello svolgimento dei combattimenti in Normandia, il capo di stato maggiore dell'esercito statunitense George Marshall visitò il comando di Wilson prima di rientrare a Washington, e seppur riconoscendo il punto di vista britannico sottolineò che l'unica cosa che serviva in quel momento alle forze statunitensi erano porti dove sbarcare le cinquanta divisioni che aspettavano negli Stati Uniti di partire per l'Europa nord-occidentale.