Lanuvio è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Situato a circa 33 km a sud est della capitale, sui Colli Albani, il suo territorio ricade in parte all'interno dei confini del parco regionale dei Castelli Romani.
Geografia fisica Territorio Il territorio di Lanuvio possiede una lunga tradizione fondiaria, che trae le sue origini dall'epoca romana, passando poi per il Medioevo e Rinascimento.
In un documento del 599 d.C. vengono riportati i fondi romani del territorio lanuvino, ormai di età tardo-antica, tutti localizzati e così elencati:. il fondo Solonio, dove trascorse l’infanzia l’attore lanuvino Roscio Comedo; Il fondo Antonianus, così chiamato dalla villa degli imperatori Antonino Pio e Commodo, nativi di Lanuvium; Il fondo Bifurco, il cui termine deriva dalla biforcazione del fosso di Ponte Loreto (oggi in località Malcavallo); Il fondo Cassianus, da un possedimento di Cassio Longino, uno dei cesaricidi (oggi a Campoleone); Il praedium Troianum, connesso in qualche modo alle origini troiane di Lanuvio stessa.
Nel Medioevo un documento del 1244 riporta le località del territorio, anche queste localizzate, tra cui: la Piscina Bifurci, con riferimento ad un’area paludosa (oggi Malcavallo). Un’altra piscina medievale è stata localizzata in località Pian Marano, sotto Lanuvio, e quindi nel Medioevo l’intera area a sud di Lanuvio corrispondeva ad un immenso acquitrino. Lo Spinacetum, ovvero un’area boschiva corrispondente all’odierna Selva. L’Insula Lombardorum, nome conservato tutt’oggi in località Le Isole (nel comune di Aprilia), che deriva da un terreno compreso tra due ruscelli, il fosso di Spaccasassi ed il fosso della Farneta, i quali confluiscono tra loro in questo punto. Il confine meridionale del territorio lanuvino era scandito da un fossato artificiale, riportato come formale de Orsano, che correva in linea retta da est ad ovest tagliando il territorio a sud di Lanuvio, quasi parallelo all’odierna Via Carrocceto. Tra gli edifici medievali nel territorio, la chiesa della Madonna della Selva.
Nel Rinascimento nasce il toponimo di Malcavallo (sinonimo di Malpasso, Malcammino), che allude alla difficoltà di attraversare questo tratto della Via Astura, a causa del continuo impaludamento della strada romana in questo punto. In questo periodo sorge Casale della Mandria, raffigurato in una mappa di Cingolani del 1692. La tenuta del casale era separata da Campoleone attraverso un fossato artificiale curvilineo, scavato nel Rinascimento, che ha lasciato il nome all’odierna Via del Formale Rotondo. Nell’Ottocento questa tenuta era divisa in vari quarti, tra cui La Bandita (ovvero un’area boschiva in cui era bandito il pascolo), Camporamorta e Quartaccio (il cui toponimo indica dei terreni non molto fertili e di difficile lavorazione), Selva Nuova, Macchia del Casale etc…
Clima Dal punto di vista climatico il territorio rientra nel dominio del clima temperato mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali superiori a quelle primaverili, estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche a Lanuvio, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord.
Lanuvio, trovandosi sulla traiettoria delle correnti umide tirreniche, risulta piuttosto piovosa con 1000–1100 mm annui di precipitazioni.S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Provincia di Roma, 1987, pp. 17-45.. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, più raramente da nord e da est. Normalmente la zona è battuta da venti di scirocco e libeccio, ma talvolta compare anche il ponentino, vento caratteristico della zona di Roma.
L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperatura eccessivamente basse. A Lanuvio nevica molto raramente e solo in caso di freddo intenso generalizzato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 38 °C.
Classificazione climatica: zona D, 1532 GR/G
Origini del nome
Storia
Origini L'odierno centro urbano insiste sul sito dell'antica Lanuvium, ben identificata quest'ultima grazie alle testimonianze di Strabone e di Appiano.
Sulle presunte origini di Lanuvio, ci sono pervenute una serie di tradizioni tra loro contrastanti, cosa questa tra l'altro riscontrabile per altre città del Lazio antico. La prima che si rifà al filone greco-argivo è quella tramandata da Appiano, secondo cui la fondazione di Lanuvio fu dovuta a Diomede figlio di Tideo, signore di Argo. La seconda, invece, relativa al filone troiano, è emersa grazie al ritrovamento di frammenti di intonaco rinvenuti nel 1969 a Taormina e appartenenti al ginnasio dell'antica Tauromenion, dove si parla di Fabio Pittore, primo annalista romano, e gli si attribuisce la narrazione dell'arrivo in Italia, in seguito alla guerra di Troia, di un certo Lanoios, fondatore nel Lazio di una cittadina, che avrebbe preso da lui il nome.
Studi sulla veridicità di queste tradizioni si sono susseguiti nel tempo, e tra l'altro gli ultimi progressi della ricerca archeologica hanno restituito loro un buon margine di credibilità, anche se alcune di esse sono da prendere cum grano salis.
Per Lanuvio, infatti, c'è discordanza tra le fonti antiche, che riporterebbero la fondazione della cittadina agli anni immediatamente successivi alla guerra di Troia (1180-1170 a.C.), e le testimonianze archeologiche i cui reperti più antichi, rinvenuti sul colle San Lorenzo, si datano al più presto agli inizi del IX secolo a.C.
Età antica
Le prime notizie attendibili della cittadina ci testimoniano che, sul finire del VI secolo a.C., faceva parte dei trenta populi della lega latina, populi che si riunivano nel lucus di Diana Nemorense. Insorse, insieme ad altre città latine, contro Roma, nella battaglia presso Aricia (504 a.C.), in quella del lago Regillo (496 a.C.), nel 383 a.C., nel 341 a.C., con esiti quasi sempre negativi.
In seguito all'ultima e definitiva sconfitta avvenuta nel 338 a.C., perse, insieme alle altre cittadine del Latium vetus, l'indipendenza, ma già nel 332 a.C. ottenne un trattamento di privilegio e la Civitas cum suffragio da parte di Roma, in cambio di ammettere il popolo romano ad amministrare la metà dei proventi del santuario di Giunone Sospita.
Dal 332 a.C. fino allo scoppio della prima guerra civile (87-86 a.C.), Lanuvio mantenne un elevato grado di benessere, ma parteggiando in quest'ultimo frangente per Silla, venne ridotta da Mario a colonia militare. Siccome gli eventi di quegli anni erano soggetti a repentini mutamenti politici, avvenne che il partito mariano cadde in rovina e Lanuvio, in poco tempo, ritornò ad essere una cittadina di primissimo piano. Le fonti antiche, infatti, ci testimoniano come Lanuvio, a partire dall'età tardo-repubblicana, divenne meta dei personaggi più in vista della politica romana, vi ebbero dimora: Marco Emilio Lepido, Marco Giunio Bruto, Augusto. e Marco Aurelio. Diede anche i natali al console dell'anno 62 a.C. Lucio Licinio Murena e agli imperatori Antonino Pio e Commodo.
Con l'editto di Teodosio del 391, che sanciva il Cristianesimo come unica religione dell'impero romano, iniziò la decadenza e l'inesorabile abbandono dell'antica Lanuvio. Questo editto comportò infatti anche l'immediata chiusura di tutti i templi pagani tra cui anche quello di Giunone Sospita, funzionante fin dal VI secolo a.C., e che era stato l'elemento propulsore della cittadina per dieci secoli.
Età medievale e moderna
Gli studi dell'archeologo Christian Mauri hanno permesso di ricostruire la storia medievale di Lanuvio, finora ancora poco conosciuta. È stato osservato come il castello medievale sia stato eretto al di sopra di una precedente colonia romana dell'età di Silla, di cui si conservano ancora oggi parte delle mura di cinta (un tratto di queste mura è stato erroneamente attributo in passato alla scena del teatro romano, risalente invece all'età augustea).
La viabilità moderna del centro storico di Lanuvio ricalca inoltre la precedente viabilità romana ad assi ortogonali.Christian Mauri, “La colonia di Silla a Lanuvio”, in Castelli Romani n.1, gennaio-febbraio 2013, pagg. 6-11.
Nel IX secolo, in seguito alle invasioni dei Saraceni, venne fondata la città altomedievale di Civita Novina (variante di Civita Nova) ed in questa circostanza le mura di cinta romane vennero restaurate con murature costituite da blocchi di tufo di spoglio, ancora oggi visibili in più punti lungo il castello.Christian Mauri, “Lanuvio: la fondazione di Civita Novina nel IX secolo”, in Castelli Romani n.2, marzo-aprile 2010, pagg. 43-46. All'interno di Civita Novina sorgevano due chiese altomedievali entrambe del VI secolo, quella di S. Maria (corrispondente all'odierna collegiata di S. Maria Maggiore) e quella di S. Andrea “ dei Goti ” (di cui si scorge l'abside in opera listata in Piazza del tempio d'Ercole). Nella prima metà del secolo XIV il castello e il tenimento appaiono ancora di proprietà per tre delle quattro parti al monastero di San Lorenzo fuori le mura essendo la quarta parte dei Frangipane che avevano tentato di impossessarsi anche delle restanti parti negli anni precedentiPietro Egidi, Due documenti per la storia di S. Lorenzo fuori le mura, In Archivio Società Romana di Storia Patria, A. XXX (1907), p.472. Nel corso del Trecento il parziale passaggio di proprietà del castello nelle mani dei Frangipane coincise anche con il cambiamento del nome in Civita Lavinia, che rimarrà al paese fino al 1914 (allorquando venne ripristinato l'antico nome romano di Lanuvio). Tra i monumenti medievali più importanti segnaliamo il Torrione cilindrico posto all'ingresso del castello ed eretto nel 1480 dal cardinale Guglielmo d'Estouteville, del quale rimane lo stemma marmoreo (incompiuto),Christian Mauri, “Lanuvio: il Torrione del cardinale Estouteville (1480)”, in Castelli Romani n.1, gennaio-febbraio 2011, pagg. 20-22. e le torri rotonde cinquecentesche, fatte costruire probabilmente da papa Alessandro VI Borgia tra il 1501 ed il 1503, anni in cui questo papa risulta essere proprietario del castello.Christian Mauri, “Le torri di Alessandro VI Borgia a Lanuvio”, in Castelli Romani n.5, settembre-ottobre 2010, pagg. 131-133.. Alcuni documenti del 1507 hanno riportato inaspettatamente a Lanuvio la presenza di architetti e carpentieri fiorentini, tra cui Antonio da Sangallo il GiovaneF. Bilancia, Antonio da Sangallo il Giovane a Lanuvio e gli archi di trionfo per Giulio II, in Palladio 34, 2004, pagg. 99-101. Da segnalare anche la residenza fortificata dei Frangipane (di cui rimane una parete in tufelli del XIV secolo al termine di Via Capocroce) ed una casa medievale con torre inglobata nel successivo Palazzo Colonna.Christian Mauri, “Le case medievali di Lanuvio”, in Castelli Romani n.4, luglio-agosto 2010, pagg. 105-108.