Nel giugno 2016, la nazionale italiana di rugby allenata dal nuovo commissario tecnico, l'irlandese Conor O'Shea, affrontò il suo primo tour dopo l'eliminazione nella e il Whitewash al Sei Nazioni precedente.
Furono previsti tre incontri nelle Americhe tra la seconda e la quarta settimana del mese di giugno, nell'ordine con: (Santa Fe, 11 giugno), (San Jose, 18 giugno) e (Toronto, 26 giugno).
O'Shea stilò una lista di 30 convocati ricalcando in buna parte le scelte del predecessore Brunel, salvo i ritorni di Favaro, Venditti, Barbieri ed Esposito a fronte di una decina di defezioni tra infortuni e assenze concordate (quali capitan Parisse e Zanni). Quattro invece gli esordienti: Boni, Castello, Ferrari e Mbanda. In generale, il gruppo azzurro era costituito da: 11 giocatori dal , 10 delle , 6 da club di campionati esteri e 3 da club di Eccellenza. La nazionale italiana si radunò il 30 maggio per il primo allenamento al centro di preparazione olimpica dell'Acqua Acetosa; assente Parisse, Edoardo Gori venne nominato capitano del tour.
Il primo incontro, che corrispose all'esordio di O'Shea sulla panchina azzurra, si tenne a Santa Fe, allo stadio Estanislao López davanti a circa spettatori; di fronte a un' rodata l', cui mancava il capitano Sergio Parisse e presentava due esordienti nel XV titolare, si comportò con molta personalità, ribattendo alle mete sudamericane di Manuel Montero e Matías Moroni con quelle di Leonardo Sarto e Simone Favaro; pari anche il conto delle trasformazioni, una per parte, il risultato fu determinato dalla piazzola, con quattro calci piazzati azzurri di Carlo Canna contro i sei di Nicolás Sánchez, che diedero all' il vantaggio decisivo di 6 punti con cui si impose per 30-24.
La settimana dopo a San Jose, in California, un'Italia non concentrata come quella di Santa Fe, ma forte abbastanza per avere ragione di un avversario come gli , si impose per 24-20, regalando così al CT la prima vittoria della sua gestione; l'albanese di formazione italiana Ornel Gega realizzò le due mete azzurre e Carlo Canna marcò gli altri punti, una trasformazione, tre piazzati e un drop. Tra le file italiane, Maxime Mbanda esordì nel XV titolare a causa di un paio d'infortuni in terza linea.
Nell'ultimo incontro del tour a Toronto contro il , Gega fu di nuovo a segno e la marcatura fu utile per venire a capo di un avversario tecnicamente inferiore ma molto determinato; singolarmente, in tutto il tour, il miglior realizzatore di mete fu Gega, di ruolo pilone, e quattro delle cinque mete vennero dagli avanti, includendo anche il terza ala Favaro; i tre quarti realizzarono una sola meta, con Sarto.
Risultati
Note
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