Biografia Apparteneva a una ricca famiglia dell'antica nobiltà polacca: era il secondo dei sette figli di Giovanni, Signore di Zakroczym e Senatore del Regno di Polonia, e di Margherita de Drobniy Kryska, della famiglia dei duchi palatini di Masovia. Nel 1564 venne inviato a Vienna col fratello maggiore, Paolo, per studiare presso il locale collegio dei gesuiti, e nella città austriaca maturò la decisione di abbracciare la vita religiosa nella Compagnia di Gesù.

La scelta di entrare nell'ordine gesuita fu fortemente ostacolata dai familiari, ma grazie al sostegno dei padri del collegio riuscì a lasciare Vienna.

Dopo un breve soggiorno presso il superiore provinciale dell'Ordine, Pietro Canisio, a Dillingen, raggiunse Roma dove il 28 ottobre 1567 emise la sua prima professione religiosa davanti al generale dell'Ordine, Francesco Borgia, divenendo un novizio gesuita. Entrò nel noviziato di Sant'Andrea al Quirinale ma, ammalatosi gravemente, morì nella notte tra il 14 e il 15 agosto del 1568.

Culto

Secondo la tradizione agiografica, durante una malattia avrebbe ricevuto l'eucaristia da santa Barbara, comparsagli tra due angeli: in seguito a questo episodio avrebbe maturato la decisione di entrare nella Compagnia di Gesù.

Fu beatificato da papa Paolo V l'8 ottobre 1605 e canonizzato da Papa Benedetto XIII il 31 dicembre 1726. La memoria liturgica ricorre il 15 agosto. In vista della canonizzazione i gesuiti commissionarono a Giacomo Zoboli una serie di stendardi per la cerimonia, otto medaglioni dipinti "a foggia di arazzo" oltre a due quadri olio su tela dedicati ai due santi gesuiti. Il quadro dedicato a San Stanislao, lo raffigura mentre riceve l'eucaristia. La commissione dei dipinti a Zoboli fu decisa dal superiore generale dell'ordine, il teologo modenese Michelangelo TamburiniSan Luigi Gonzaga tra gli appestati di Giacomo Zoboli, nella basilica dei santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma (1726) di Maurilio Lovatti.. Subito dopo la cerimonia di canonizzazione il Papa Benedetto XIII decise di acquistare i due dipinti per complessivi 400 scudi d'argento e li fece collocare nel palazzo del Quirinale. Papa Benedetto XIV li fece trasferire nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Papa Pio IX li donò alla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso in Roma.

A san Stanislao Kostka è dedicata la cattedrale di Łódź.

Stanze di san Stanislao Kostka

Al primo piano dell'edificio annesso alla chiesa di Sant'Andrea al Quirinale si possono visitare le stanze di san Stanislao Kostka. Si tratta in realtà di una ricostruzione tardo ottocentescaI quattro ambienti formanti le cosiddette Camerette del santo furono demoliti e ricostruiti, riutilizzando gli originali materiali settecenteschi, nel 1888-1889., che riprende in parte le opere d'arte, gli arredi, le decorazioni e perfino i materiali delle sale che nel 1702 su iniziativa del padre provinciale dei gesuiti Ranieri Carsughi erano state create nel noviziato in omaggio all'allora beatoLetizia Lanzetta, Le chiese di Roma illustrate - Sant'Andrea al Quirinale, Istituto di Studi Romani, Palombi 1996.. Il noviziato è stato quasi completamente demolito nel 1887 per fare posto a Palazzo Sant'Andrea, opera di Gennaro Petagna e fino al 1948 sede del ministero della Real Casa (attualmente ospita alcuni uffici della Presidenza della Repubblica). Le stanze si trovano in un'ala dell'edificio, che è esattamente all'opposto rispetto a dove si trovavano originariamenteLa Civiltà cattolica, anno XL, vol. III della serie XIV, 1889. .

Le stanze sono ispirate da un intento rievocativo storico-artistico, a cominciare dal vestibolo, uno dei pochi locali del palazzo che conserva le tracce del noviziato cinquecentesco, dove sono esposti dodici acquerelli attribuiti nel 1969 da padre Gualberto GiachiGualberto Giachi e Guglielmo Matthiae, Le chiese di Roma illustrate - Sant'Andrea al Quirinale, Marietti 1969, pag.67. al pittore gesuita Andrea Pozzo. Essi raffigurano la vita del futuro santo nel noviziato e tre dei tredici miracoli che ne convalidarono la canonizzazione.

Nella stanza delle memorie si conserva, tra le altre testimonianze, la lettera di presentazione scritta a Francesco Borgia da Pietro Canisio. Nella sala successiva si trova la scultura di san Sebastiano Kostka morente, opera di Pierre Legros il giovane (1703). Sulla parete antistante, il grande dipinto Apparizione della Vergine a San Stanislao (1825), opera di Tommaso Minardi. Accanto alla scultura, in una vetrina per reliquie in noce della metà del XVIII secolo, sono conservati i due messali del santo e, in una teca, il velo che avvolse le sue spoglie.

Note

Bibliografia A. Betancur, Il ragazzo di Rostkow, Editrice Àncora, Milano 1969. Giovanni Martinetti s.j., Sacra avventura, LDC, Torino 1967.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Santi per nome Categoria:Santi polacchi Categoria:Santi del XVI secolo Categoria:Santi gesuiti Categoria:Santi canonizzati da Benedetto XIII Categoria:Nati in Polonia Categoria:Santi incorrotti