Biografia Paolo Ravenna fu il secondogenito di Renzo e di Lucia Modena. Nacque alla vigilia della nomina del padre a podestà di Ferrara e appartenne a una importante famiglia ebrea italiana. Quando vennero promulgate le leggi razziali fasciste, nel 1938, lui e i fratelli furono costretti ad abbandonare la scuola pubblica e a iscriversi in quella di via Vignatagliata dove, tra gli altri insegnanti, trovò anche Giorgio Bassani. Nel 1943 l'intera famiglia fu costretta a fuggire in Svizzera per evitare la deportazione e vi rimase sino alla fine del conflitto. Al suo ritorno in Italia, il padre si ritirò dalla vita pubblica riprendendo solo la sua attività di avvocato e Paolo, terminati gli studi, iniziò a lavorare nello studio legale del padre.. Ben presto i suoi interessi superarono ampiamente la sola attività di avvocato allargandosi notevolmente. Morì l'11 novembre, pochi giorni dopo Gaetano Tumiati, giornalista, amico e cognato avendone sposato la sorella Roseda, anche lei scrittrice, di cui aveva curato il necrologio scrivendo: «Grande cognato amico fraterno»..
Attività
Paolo Ravenna fu impegnato in vari campi che hanno spaziato dalla cultura ebraica alla difesa storica e culturale a livello ambientale e paesaggistico in campo locale e nazionale. Giorgio Bassani e Antonio Cederna furono tra i primi a influenzarlo culturalmente. Iniziò così a collaborare con Bruno Zevi, Giorgio Bassani, Antonio Cederna e altre personalità di rilievo internazionale per la tutela del patrimonio artistico e culturale arrivando a ricoprire la carica di consigliere nazionale di Italia Nostra dal 1981 al 2003. Fu presidente della sezione di Ferrara dal 1978 al 2003 e fu tra i promotori della costituzione del Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna oltre che tra gli studiosi che più si batterono per la difesa delle mura di Ferrara.. Negli stessi anni fu promotore dell'Addizione verde, legata alle mura cittadine e ritenuta modello di cultura urbanistica a livello nazionale.
La sua attività venne ricordata in più sedi e convegni e come intellettuale ebreo evidenziò l'immensa tragedia della Shoah citando il ruolo e il senso della cultura ebraica nel panorama nazionale.
Verso la fine degli anni 80 incontrò il maestro Adriano Franceschini durante i lavori di preparazione di una mostra a Palazzo dei Diamanti. Da allora iniziò tra i due studiosi una collaborazione che sarebbe durata per tutto il resto della loro vita e fu Ravenna a curare, dopo la scomparsa del maestro nel 2005, la revisione finale della sua opera più importante: Presenza ebraica a Ferrara. Testimonianze archivistiche fino al 1492, pubblicata postuma..
Si battè per il recupero delle mura cittadine ed elaborò una prima idea che portò alla nascita del MEIS. Gianni Venturi ricorda che nel 1996, con Alessandra Mottola Molfino, produsse il progetto museologico per il costituendo museo ebraico di Ferrara che fece nascere il prezioso anche se piccolo museo nella Sinagoga dei Sabbioni e lo propose di fatto tra gli interlocutori e responsabili del MEIS, il Museo dell'Ebraismo italiano, poi in fase di costruzione nel carcere di via Piangipane dove furono internati gli ebrei ferraresi per il viaggio senza ritorno.. Partecipò attivamente alla campagna fotografica sugli edifici e le strade del centro storico estense commissionata all'amico Paolo Monti.
Ravenna prese parte a una trasmissione della serie La storia siamo noi della Rai nella quale si parlava dei rapporti tra suo padre Renzo ed Italo Balbo.Paolo Ravenna racconta personalmente alcuni episodi avvenuti dopo le dimissioni del padre da podestà di Ferrara e della solidarietà che gli manifestò l'amico Balbo. .
Pubblicazioni
Riconoscimenti Nel gennaio del 2018 a Paolo Ravenna è stato dedicato lo Slargo di corso Ercole I d'Este, vicino a palazzo Prosperi-Sacrati.
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Voci correlate Renzo Ravenna Ravenna (famiglia) Adriano Franceschini Cimitero ebraico di Ferrara Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah Ghetto di Ferrara Sinagoghe e museo ebraico di Ferrara
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