Il Museo archeologico nazionale di Tarquinia (detto anche tarquiniense) è un museo statale dedicato principalmente alla civiltà etrusca e in particolare alla città antica di Tarquinia e alle sue necropoli. Ha sede nel Palazzo Vitelleschi, in piazza Cavour, nel centro storico di Tarquinia, e fa parte del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, istituto autonomo del Ministero della Cultura.
Storia Il palazzo che ospita il museo fu costruito fra il 1436 e il 1439 per volontà del cardinale Giovanni Vitelleschi, sotto il pontificato di Eugenio IV, ed è uno dei principali monumenti del primo Rinascimento nel Lazio; servì fra l'altro da alloggio dei pontefici nelle soste a Corneto, passò poi ai Soderini e nel 1900 fu acquistato dal Comune, che nel 1916 lo consegnò allo Stato perché vi fosse allestito il museo.
Il nucleo delle raccolte è ottocentesco: nel 1869 la contessa Giustina Bruschi aveva istituito a Corneto un museo di antichità patrie, il cui ingente patrimonio, con l'eccezione del Sarcofago delle Amazzoni passato a Firenze nel 1872, fu acquisito dallo Stato nel 1913; parallelamente, gli scavi condotti dal Comune sui Monterozzi a partire dal 1874 avevano alimentato una raccolta civica. Il museo, nato dalla fusione della raccolta comunale con la collezione dei conti Bruschi-Falgari, fu inaugurato nel 1924 e si è poi costantemente arricchito con i materiali degli scavi della città antica e delle necropoli.
Collezioni Il percorso si sviluppa sui tre piani del palazzo. Il piano terra accoglie la scultura in pietra, con i sarcofagi delle grandi famiglie tarquiniesi di età tardo-classica ed ellenistica, fra cui quelli del Magnate, dell'Obeso e di Laris Pulenas; il primo piano espone i corredi delle necropoli, dai materiali villanoviani alle ceramiche greche importate, insieme al celebre altorilievo dei Cavalli alati, rinvenuto nel 1938 all'Ara della Regina ed esposto al museo dall'autunno di quello stesso anno, e al medagliere, nel quale confluì anche la stipe monetale scoperta nel 1964 presso il grande tempio. Al secondo piano sono ricomposte le pitture di alcune celebri tombe dei Monterozzi, come quelle del Triclinio, della Nave, della Biga e delle Olimpiadi, staccate negli anni Cinquanta del Novecento per ragioni di conservazione e rimontate su telai che ricostruiscono le camere funerarie.
Note
Bibliografia
Approfondimenti Anna Maria Moretti Sgubini (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2001.
Voci correlate Tarquinia (città antica) Necropoli di Tarquinia Necropoli dei Monterozzi Necropoli del Calvario Necropoli del fondo Scataglini Cavalli alati di Tarquinia Ara della Regina
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