Il Museo Su logu de s'iscultura (in sardo, "Il luogo della scultura") è un museo interamente dedicato all'arte contemporanea, situato a Tortolì città principale dell’Ogliastra. Caratteristica particolare è la sua divisione in due zone espositive completamente distaccate: una interna, utilizzata per mostre temporanee, e l'altra, quella caratterizzante, collocata all'aperto, lungo le vie della città e nel territorio circostante.
Storia
Il Museo d'arte contemporanea Su logu de s'iscultura nasce, come progetto di Parco delle sculture, nell'ottobre del 1994 quando Edoardo Manzoni fu invitato a Tortolì per contribuire con la propria esperienza all'organizzazione di una rassegna di scultura all'aperto.
Venne fondato ufficialmente nel settembre del 1995, in occasione dell'esposizione antologica di Mauro Staccioli. L'intento principale era quello di migliorare l'arredo urbanistico e ambientale attraverso l'arte della scultura e proporre una visione completa della costruzione tridimensionale artistica. Non venne fondato con l'intento di connotarsi come promotore di una specifica tendenza.
A partire dall'estate del 1997, il Museo diede il via ad una vera e propria attività espositiva, intenzionata ad illustrare alcune delle tematiche più interessanti del panorama odierno.
Nel giro di pochi mesi prese forma un'operazione più ambiziosa, privilegiante l'allestimento di un'esposizione in continuo arricchimento, dove la scultura potesse fondersi con la natura e il rapporto tra individuo e opera d'arte fosse diretto.
Dal 1998 il Museo è gestito dall'Associazione Ogliastra Arte che, per radicare profondamente l'attività del Museo nella vita cittadina di Tortolì, dell'Ogliastra e dell'intera regione Sardegna, ha scelto di privilegiare l'aspetto espositivo itinerante, basato quindi su opere dislocate lungo un percorso nel territorio, su quello dell'allestimento di sculture permanenti, collocate in un unico luogo.
Tale scelta ha permesso di creare negli abitanti del posto e nei turisti l'abitudine all'avvenimento espositivo, che non si limita più, quindi, a un periodo limitato di tempo.
Gli spazi del Museo rappresentano, inoltre, un mezzo importante per diffondere in Sardegna alcune tra le ricerche più interessanti del panorama italiano contemporaneo.
Il ruolo di consulente critico del Museo è stato assegnato a Maurizio Sciaccaluga.
Tra il 1995 e il 2000, le varie opere sono costate al comune oltre 462 milioni di lire e sono state finanziate dal comune stesso per altri 362 milioni circa, per un totale di oltre 820 milioni di spesa.
Il Museo è promosso, patrocinato e sostenuto dal Comune di Tortolì, dalla Provincia Ogliastra, dalla Regione Sardegna e da alcuni Istituti di Credito presenti nel territorio (Banco di Sassari, Banca Nazionale del Lavoro).
È gestito da un'Associazione no profit, l'A.O.A. (Associazione Ogliastra Arte), intenzionata a diffonderne l'attività in tutta la Regione e a relazionarsi con gli enti internazionali analoghi.
Attività espositiva La sede centrale del Museo si trova a Tortolì ed è collocata al piano terra dell'ex mercato civico (Corso Umberto) antica sede di un carcere, mentre la zona espositiva esterna si articola lungo le vie del paese e nel territorio circostante, dando vita all'esperienza del Museo d'arte contemporanea a cielo aperto.
Il Museo è articolato e strutturato tramite la costruzione in loco di opere plastiche di grande dimensione, con lo scopo di ottenere un nuovo arredo urbanistico e ambientale, considerando sempre le diverse metodologie teoriche e pratiche d'intervento, radicate nelle vicende della sperimentazione italiana e internazionale degli ultimi decenni.
Opere Il museo “Su logu de s'iscultura”, oltre ad accogliere opere di artisti che storicamente operano sul concetto di “spazio aperto”, comprende anche un itinerario composto dalle realizzazioni di esponenti delle generazioni più recenti.
Fanno parte del percorso museale numerose grandi sculture, che portano la firma di artisti importanti: Corrado Bonomi, Maria Lai, Hidetoshi Nagasawa, Mauro Staccioli, Igino Panzino, Massimo Kaufmann, Pietro Coletta, Alfredo Pirri, Ascanio W. Renda, Antonio Ievolella, Umberto Mariani, Alessandra Bonoli, Giovanni Campus, Gianfranco Pardi, Alex Pinna.
Alcune di queste opere sono state intitolate semplicemente “Scultura”, seguita dalla data di esecuzione.
Scultura 1995
L'opera “Scultura”, dell'artista Mauro Staccioli, fa parte del Museo dal 1995 e si trova ad Arbatax, lungo il Viale Europa. Realizzata attraverso l'uso di forme semplici, con lo scopo principale di apportare un'operazione di evidenziamento-modifica dello spazio in cui interviene, è composta da tre elementi da 850 x h 270 x 47 cm ciascuno, per una grandezza complessiva di 4400 x 270 x 47 cm, aventi una forma a mezzaluna, di colore rosso.
Attualmente l'opera ha perso il suo colore originale e appare danneggiata in varie parti.
Big Pinocchio
L'opera “Big Pinocchio”, del giovane artista sardo Alex Pinna, entra a far parte del museo a cielo aperto di Tortolì nel 2009, ed è quindi una delle installazioni permanenti più recenti. Collocata all'ingresso della città, lungo il viale Pirastu, la grande struttura, lunga 16 metri e alta 4 metri, è realizzata in ferro zincato, rivestita da vernice epossidica bianca e rappresenta la figura del burattino Pinocchio. L'imponente scultura si trova sdraiata sul lato destro, con il capo sorretto dalla mano, come ad assumere un atteggiamento riflessivo e sognante. Gioco e ironia sono sempre presenti nelle opere di Pinna, che propone una versione ‘meccanica’ del burattino, il quale mantiene comunque un senso di familiarità, nonostante le forme e le misure siano state notevolmente amplificate. La struttura geometrica dell'opera è molto precisa: la sfera, il cilindro e il cono (rispettivamente il corpo, la testa e il naso), seppur ammorbiditi, sono espressioni di una volontà di riduzione della forma all'astrazione. Plasticità e linearità si fondono nella struttura, creando un effetto e una suggestione di umanità, in un personaggio della letteratura conosciuto da tutti.
Nagjima
L'opera “Nagjima” (dall'arabo, “Stella”), dell'artista Gianfranco Pardi, è collocata dal 2001 nel piazzale che si affaccia sulla spiaggia di Porto Frailis. È costruita in acciaio smaltato di colore giallo e rappresenta una stella a quattro punte, avente come dimensioni 600 x 750 cm.
La forma semplice e l'immediatezza poetica che l'immagine evoca nell'osservatore, associata alla condizione naturale e ambientale nella quale si trova, rappresentano le caratteristiche fondamentali del monumento.
Il primo progetto di Pardi per quest'opera prevedeva una stella caduta nel mare, ma l'installazione della stella sul prato sembra non far venir meno il significato e l'intenzione che l'artista aveva programmato. Pardi, attraverso questa scultura, tenta di dare una forma concreta e fissa a un elemento dalla forma di per sé indefinita, come le stelle.
Vi sono due prospettive differenti dalle quali è possibile osservare la scultura, che danno vita a due distinte interpretazioni. L'artista potrebbe averla raffigurata dopo una caduta dal cielo, che le ha permesso di fondersi con il terreno nel quale è atterrata e con l'intera città che, adesso, la ospita. Un'altra interpretazione vede, invece, la stella pronta a sradicarsi dal terreno che la tiene ancorata e levarsi verso il cielo.
Forma: rapporti e misure
L'opera "Forma: rapporti e misure”, dell'artista Giovanni Campus, venne installata nel 1999 a Tortolì, in Località Monte Attu, ed è parte integrante delle opere del museo “Su logu de s'iscultura”. Costruita in acciaio opaco verniciato, è formata da due elementi distinti, ma entrambi essenziali per l'interpretazione della stessa. Viene progettata con lo scopo di correlare l'ambiente urbano con la scultura, ed è pensata in relazione ad una realtà già esistente: una quercia da sughero secolare. Le linee dell'opera si sviluppano, infatti, seguendo e rispettando le forme dell'albero. Osservando la scultura da una determinata prospettiva, è possibile notare che le strutture geometriche inglobano totalmente l'albero, quasi a costituire una sorta di ‘gabbia’, ovviamente solo immaginaria.
Magnete
L'opera “Magnete”, dell'artista Alessandra Bonoli, nasce da un progetto iniziato nel 1996 e portato a termine nel 2010, quando la scultura viene installata a Tortolì, nel rione Santa Lucia, con l'intento di rivitalizzarlo. Alta 6 metri e realizzata in acciaio verniciato, la scultura presenta due elementi che s'incontrano; uno di essi punta verso il cielo, mentre l'altro affonda le radici nel terreno, come se insieme rappresentassero l'unione simbiotica fra la percezione terrena, il concreto, e i valori simbolici, l'astratto. Il ‘magnete’ è inteso, nell'opera di quest'artista, come valore aggiunto, una sorta di forza in grado di sollevare la pesantezza dei materiali, l'acciaio, in questo caso, e trasferirla in una dimensione astratta.
Grande sipario
L'opera "Il Grande sipario”, dell'artista milanese Umberto Mariani, si trova nel centro di Tortolì, in Piazza Racugno dal 1997. Mariani, nelle sue opere, sperimenta nuovi linguaggi dell'arte ponendo l'accento sulla "pesantezza", che contraddistingue, infatti, la scelta dei materiali da lui utilizzati. Nell'opera realizzata per il museo di Tortolì, il materiale scelto è stato l'acciaio corten. La struttura ha una dimensione di 380 x 890 cm.
Cella osservatorio di stella
L'opera “Cella osservatorio di stella” dell'artista Massimo Kaufmann si trova a Tortolì, presso il Lido di Orrì, dal 1998. Ha una dimensione di 200 x 300 x 250 cm ed è costruita in acciaio inox, presentata su un basamento in cemento. Kaufmann pensa quest'opera come un carcere d'isolamento ricostruito, rispettando dimensioni e forme veritiere e plausibili, tracciando soltanto gli spigoli perimetrali del luogo e dei miseri arredi. Nella struttura non vi sono pareti, ma viene concepita idealmente come una sorta di ‘gabbia’, disegnata esclusivamente da una linea sottile continuamente spezzata. L'artista con quest'opera uniforma e fonde, grazie ai panorami dell'Ogliastra, le mura carcerarie e il mare, paragonando il destino del prigioniero a quello, ugualmente muto, dell'isolano.
Non omnis moriar L'opera “Non omnis moriar” (“Non morirò del tutto”), dell'artista Corrado Bonomi, entra a far parte del museo nel 1998, nonostante ne fosse già stata realizzata ed esposta una prima versione, a Torino, nel 1977. Le sue dimensioni sono di 600 x 600 x h 180 cm e la sua collocazione è lungo il Viale Monsignor Virgilio. L'artista, con quest'opera, intende dare una rappresentazione, a grandezza naturale, dei “soldatini” giocattolo di plastica, che si stringono attorno ad un compagno ferito. Il materiale utilizzato è la gomma sintetica. Una caratteristica particolare dell'opera è rappresentata dal capo sferico e luminescente nei protagonisti: la luce viene utilizzata per dar ‘vita’ ai protagonisti. Tema portante dell'opera è la guerra, reinterpretata e messa in scena attraverso il giocattolo; il significato vero dell'opera, però, va oltre il mondo ludico e infantile, arrivando a sfiorare la malinconia e l'omaggio al soldato caduto. A causa di gravi danni subiti da parte di vandali, l'opera è stata rimossa qualche anno dopo la sua installazione. Nel 2015 sono stati stanziati dal comune di Tortolì 4000 euro, necessari al ripristino.
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