L'erebia dei ghiacciai (Erebia christi ) è una farfalla della famiglia delle Ninfalidi, endemica delle Alpi occidentali.

Descrizione Ha una apertura alare di 20-35 mm. L'aspetto generale è tipico del genere Erebia, con una colorazione di fondo bruna e alcune bande arancioni sulle faccia superiore delle ali. Ciò che la rende distinguibile da altre specie di Erebia sono i 3 - 5 punti neri su sfondo arancione delle ali anteriori, di cui il primo occupa sempre la cella arancione all'estremo anteriore dell'ala. La faccia inferiore delle ali posteriori non presenta aree arancioni, ma una colorazione bruna uniforme divisa in una fascia più scura interna e una fascia più chiara (post-discale) esterna. Le femmine solitamente risultano avere una colorazione d'insieme più chiara e un maggiore numero di punti neri sull'ala anteriore, per contro i maschi possono apparire anche molto scuri, condizione che li rende molto difficili da distinguere da altre specie dello stesso genere, come Erebia epiphron e Erebia mnestra.

Biologia La specie è nota per avere un ciclo biennale. Gli adulti si presentano in volo tra la fine di giugno e inizio agosto, con un'aspettativa di vita di una decina di giorni. Le farfalle adulte si nutrono di diverse piante nettarifere alpine, in particolare sono attratte dal timo e da fiori del genere Hieracium, presenti nell'ambiente frequentato dalla specie. I maschi compaiono in volo alcuni giorni prima delle femmine, queste ultime dopo l'accoppiamento depongono le uova su piante del genere Festuca sp. (Festuca varia, Festuca ovina) che rappresentano la pianta nutrice delle larve. Le larve si nutrono per lo più di notte, abitudine comune a molte specie di Erebia, e si suppone che debbano trascorrere due inverni prima di metamorfosare in farfalle adulte.

Distribuzione e habitat La distribuzione della specie è molto frammentaria e limitata a poche località alpine in Svizzera meridionale e in Italia, in regione Piemonte, in particolare nel Parco Naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero, e nel Parco Naturale della Valle Antrona).

Questa specie vive tra 1.500 e 2.400 m di altitudine, e selezione l'habitat di parete rocciosa come recentemente confermato da uno studio sul campo.

Conservazione La IUCN Red List ha declassato Erebia christi da specie vulnerabile (VU, Vulnerable) a specie quasi minacciata (NT, Near Threatened) dal 2023.

Mentre in Italia la specie è tuttora considerata in pericolo (EN, Endangered), nonostante la valutazione risalga al 2016. Tra le minacce più rilevanti i recenti cambiamenti climatici, che con l'aumento delle temperature medie annuali e precipitazioni sempre meno abbondanti, soprattutto in inverno sottoforma di neve, stanno alterando le caratteristiche ambientali degli habitat utilizzati dalla specie, che ne compromettono indirettamente la sopravvivenza degli stadi larvali e quindi delle popolazioni a scala locale, soprattutto alle quote più basse.

Un altra minaccia importante è rappresentata dal collezionismo, che vedeva catturata questa specie per essere venduta a collezionisti e amatori.

Oggi si tratta di una specie protetta: elencata negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE (Rete Natura2000).

Note

Voci correlate Coenonympha pamphilus Hipparchia aristaeus Lasiommata megera Farfalle e falene endemiche dell'Italia

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