Orfeo Negro (; ) è un film del 1959 diretto da Marcel Camus.

Ispirato a Orfeu da Conceição, pièce teatrale di Vinícius de Moraes, il film traspone in epoca moderna il mito di Orfeo ed Euridice.

Vincitore della Palma d'Oro 1959, si aggiudicò anche l'Oscar 1960 come miglior film in lingua non inglese in rappresentanza della Francia, benché girato in portoghese: in qualità di ciò è stato l'unico film lusofono a vincere un Oscar fino alla vittoria del film brasiliano Io sono ancora qui, per la medesima categoria, alla 97ª edizione della kermesse.

Trama Orfeo è un giovane tranviere di Rio de Janeiro che ama cantare e suonare la chitarra, e tra i ragazzini della favela dove abita circola la voce che sia lui, con l'armonia della sua musica, a far sorgere il sole. Alla vigilia del Carnevale arriva a Rio una graziosa ragazza, Euridice, venuta ufficialmente a trovare la cugina, ma in realtà lì per sfuggire a un uomo misterioso che la perseguita. Orfeo, pur essendo fidanzato con Mira, se ne innamora e la invita a danzare con lui nel Carnevale.

Durante le danze riappare l'uomo misterioso e, col suo costume raffigurante la Morte, terrorizza Euridice, che fugge e si nasconde nel deposito dei tram. Orfeo sopraggiunge e vorrebbe accendere le luci ma per errore innesta l'alta tensione ed Euridice muore folgorata. Orfeo cerca disperatamente il suo corpo e si fa aiutare da un anziano che lo conduce in una casa, consigliandogli di non voltarsi ma, sentendo la voce di Euridice, non resiste alla tentazione e guarda dietro le sue spalle: c'è solo una vecchia fattucchiera che, in un rito di macumba, emette la voce della donna morta. Finalmente Orfeo ritrova Euridice in un obitorio, la porta tra le braccia fino alla sua capanna sulla collina, ma Mira e le sue amiche lo aggrediscono facendolo precipitare nel burrone. Orfeo ed Euridice sono uniti nella morte, e un ragazzino amico di Orfeo prende la sua chitarra e, prima dell'alba, prende il posto di Orfeo sulla collina e con dita incerte inizia a suonare. La magia si compie ed ecco spuntare il sole, dando inizio a un nuovo giorno.

Colonna sonora Un elemento importante del film sono le canzoni di Antônio Carlos Jobim e Vinícius de Moraes e di Luiz Bonfá e Antônio Maria. Il film diede notorietà ai ritmi del samba e della bossa nova, decretando il successo di brani come Samba de Orfeo, Manhã de carnaval e A Felicidade cantati da Agostinho dos Santos. La musica del Brasile arrivò così ad attirare l'attenzione su di sé e nel 1962 due noti jazzisti, Stan Getz e Charlie Byrd, incisero il disco Jazz Samba, grazie al quale la bossa nova si diffuse negli Stati Uniti e nel mondo.

Accoglienza Il film è citato da Silvio Ramat in un suo saggio su Antonio Fogazzaro del 1970. A proposito del Mistero del poeta, il critico letterario scrive di «un'enfasi malamente romantica, in un estetismo perfino ingenuo» dove l'intervento dell'"altro" «nella sua veste di persecutore diabolico si colloca tre il decadentismo e un espressionismo ante litteram, se non vogliamo addirittura segnalarlo come un'anticipazione del personaggio-Morte quale s'incarna, alle soglie dei nostri anni Sessanta, nell'Orfeo negro di Marcel Camus».

Critica Georges Sadoul scrivendo a proposito del grande successo internazionale dell' «esotico-fantastico Orfeo nero» vi trovò «tutti i difetti già in esso evidenti» che si mostrarono poi «con brutti film successivi».

Il critico cinematografico Sandro Toni ebbe modo di scrivere che il «film ricco di simbolismi e di risvolti documentaristici (un Brasile affascinante, suggestivo e un po' oleografico) ingannò gran parte della critica che assimilò Camus ai registi della nascente nouvelle vague».

Riconoscimenti Cannes 1959: Palma d'oro Oscar 1960: Miglior film straniero Golden Globe 1960: Miglior film straniero

Note

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