La locomotiva E.420 è stata una locomotiva elettrica a terza rotaia costruite per l'esercizio della ferrovia Milano-Varese-Porto Ceresio.

Storia La locomotiva fu ordinata per l'esercizio della linea a terza rotaia Milano-Gallarate-Varese, elettrificata nel 1901 dalla Rete MediterraneaOgliari, Cornolò, op. cit., pp. 194-196. La locomotiva, che fu immatricolata dalla "Mediterranea" come RM.01, fu impiegata per il traffico merciOgliari, Cornolò, op. cit., p. 200; per il servizio viaggiatori, infatti, furono ordinate venti automotriciOgliari, Cornolò, op. cit., p. 201.

Passata nel 1905 alle Ferrovie dello Stato, a fine anni Venti la locomotiva fu trasferita dalle linee varesine alla metropolitana di Napoli, impiegata anche in questo caso per il traffico merci tra la stazione di Napoli Campi Flegrei e gli stabilimenti raccordati. Con l'elettrificazione a 3000 V cc della linea napoletana, nel 1937 fu ceduta alla ferrovia Cumana, previa trasformazione dell'alimentazione (a 1200 V cc) e della presa di corrente (a pantografo), rimanendo in servizio sino al 1963Bevere, Chiaro, Cozzolino, op. cit., p. 455.

Tecnica La locomotiva fu realizzata dalla General Electric riprendendo modelli già in esercizio negli Stati Uniti e in Europa; in particolare la macchina era simile alla serie E1-E8 fornita alla francese Compagnie du chemin de fer de Paris à Orléans e presentata all'Esposizione Universale di Parigi del 1900Rapports du Jury International de l'Exposition Universelle de 1900 - Groupe VI. - Génie civil - Moyens de transport - Troisième partie, Imprimerie Nationale, Parigi, 1902, pp. 372-375, differenziandosene per le dimensioni, minori sulla locomotiva fornita alla RM, e nei carrelliOgliari, Cornolò, op. cit., pp. 196-200.

La locomotiva poteva raggiungere i 60 km/h; i suoi quattro motori sviluppavano una potenza di 440 kW, identica a quella delle automotrici consegnate contemporaneamenteOgliari, Cornolò, op. cit., p. 202: alla velocità massima poteva trainare un convoglio di otto vetture a due assi.

Dal punto di vista estetico l'E.420 riprendeva la forma delle locomotive consegnate alla Paris-Orléans, nota come boîtes à sel: una cabina centrale tra due avancorpi, il tutto poggiante su un telaio in profilati in ferro; in profilati in ferro erano realizzati anche i carrelliOgliari, Cornolò, op. cit., p. 198.

Note

Bibliografia Francesco Ogliari, Giovanni Cornolò, Si viaggia... anche così, Arcipelago Edizioni, Milano, 2002, ISBN 88-7695-228-4. Eduardo Bevere, Gerardo Chiaro, Andrea Cozzolino, Storia dei trasporti urbani di Napoli e delle linee interurbane gestite dalla SATN, dalle Tramvie di Capodimonte e dalle aziende municipalizzate. Volume secondo - il materiale rotabile, Calosci, Cortona (AR), 1999, ISBN 88-7785-153-8.

Voci correlate Rotabili italiani Elettrificazioni a terza rotaia delle Ferrovie dello Stato SEPSA

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