Nel corso della seconda guerra mondiale i carri armati furono usati praticamente per tutta la guerra, in questa voce si vuole indicare limpiego dei carri armati nelle battaglie che li videro utilizzati da entrambi gli schieramenti, senza uno studio storico della battaglia stessa (alla cui voce si rimanda), ma solo per chiarire l'influenza dell'impiego dei carri sull'esito dei combattimenti.
Campagna di Francia - fronte occidentale - 1940 TedeschiPzKpfw II, PzKpfw III Ausf. EPzKpfw IV Ausf. D, E, PzKpfw 35(t), PzKpfw 38(t) Francesi R35, H35/39, S35, B1/B1bis Britannici Matilda MKI, Matilda MKII, Cruiser MKIII
Dopo la vittoriosa invasione della Polonia del settembre 1939, Adolf Hitler rivolse le sue attenzioni al fronte occidentale, dove inglesi e francesi avevano programmato una complessa manovra combinata diretta a penetrare in Belgio per fermare sulla linea Mosa-Dyle la prevista offensiva tedesca
La Wehrmacht, dal canto suo, aveva studiato inizialmente un piano offensivo molto simile al vecchio Piano Schlieffen del 1913, usato nella prima guerra mondiale ma fallito, che prevedeva un forte concentramento di unità all'ala destra del fronte, al confine olandese, per invadere gli stessi Paesi Bassi e il Belgio e da lì arrivare in breve tempo a Parigi. Questa strategia fu però rimpiazzata da un piano molto più audace e potenzialmente efficace, ideato dai generali Erich von Manstein, abile ufficiale di Stato maggiore, e Heinz Guderian, padre delle truppe corazzate tedesche; esso era imperniato sulla massiccia concentrazione di unità corazzate nelle Ardenne, montagne ritenute impraticabili per i mezzi pesanti e perciò quasi sguarnite dagli alleati, che disponevano più a sud di un'imponente e famosissima linea difensiva fortificata la Linea Maginot, concepita proprio per fermare un'eventuale offensiva tedesca.
Dopodiché, i panzer dovevano sfondare la linea francese sulla Mosa e da lì sfruttare la loro mobilità per arrivare in pochi giorni alla Manica e accerchiare le truppe francesi, la BEF (British Expeditionary Force, Corpo di Spedizione britannico) e l'esercito belga in Belgio. Molti comandanti tedeschi consideravano il piano (battezzato "Sichelschnitt", in tedesco "colpo di falce") troppo azzardato, essendo legati alle strategie più tradizionali, ma Hitler appoggiò (e si appropriò) subito la nuova idea, e iniziarono i preparativi per l'attacco.
L'attacco si scatenò il 10 maggio 1940, con un'avanzata tedesca nei Paesi Bassi e, soprattutto, con il contemporaneo inizio dell'offensiva nelle Ardenne: dopo aver superato deboli resistenze, le sette Panzer-Division del generale Ewald von Kleist (divise nei tre Panzerkorps dei generali Hermann Hoth, Georg-Hans Reinhardt e Heinz Guderian) attraversarono la Mosa tra il 13 e il 15 maggio a Dinant, a Monthermé e a Sedan.
Tra il 14 e il 17 maggio si verificarono numerosi scontri tra i panzer, in avanzata a ovest della Mosa, e alcuni deboli reparti corazzati di riserva francesi, quasi tutti terminati con la sconfitta alleata. I carri francesi (Char B1\B1 bis, SOMUA S35, Renault R35 e Hotchkiss H35) e inglesi (Matilda Mk I e Mk II, Tankette Vickers Mk VI e Cruiser Mk III), pur essendo per la maggior parte superiori alle controparti, erano infatti adoperati non riuniti e compatti come quelli tedeschi (Panzer I, Panzer II, Panzer III, Panzer IV, Panzer 35(t), Panzer 38(t)), ma distribuiti in piccoli distaccamenti di scarsa consistenza tra la fanteria, a parte alcune divisioni blindate francesi che però, mal comandate e poco addestrate, vennero rapidamente battute dalle Panzer-Division a Flavion, a Stonne e sull'Oise.
Paradossalmente la più grande battaglia di carri armati non si svolse sul fronte della Mosa ma più a nord, a Hannut e a Gembloux il 12 e il 13 maggio, dove due Panzer-Division superarono la dura resistenza di due divisioni leggere meccanizzate francesi, dando una notevole dimostrazione di superiore abilità tattica e di capacità di manovrare e combattere in modo coordinato, sfruttando la velocità, il fuoco dei cannoni e le comunicazioni via radio tra i mezzi corazzati.
Dopo una pausa il 17 maggio, già il 20 maggio i panzer tedeschi raggiunsero la Manica, realizzando il previsto accerchiamento strategico degli alleati in Belgio e nelle Fiandre. Da qui, il BEF riuscì però a portare in salvo ben 338.000 uomini, comprendenti anche soldati francesi. Intanto, il 5 giugno le dieci Panzer-Division si spostavano a sud (Operazione Rot); una parte delle divisioni corazzate, dopo aver superato una debole resistenza, avanzò verso la Bretagna, un'altra parte verso la Loira e il Rodano, mentre il generale Guderian sarebbe presto arrivato in Alsazia e avrebbe accerchiato anche le truppe francesi di stanza sulla Maginot, neutralizzando la temutissima linea senza neanche attaccarla.
Il 10 giugno Mussolini entrava in guerra a fianco dell'alleato tedesco e il 14 giugno le truppe tedesche entravano a Parigi. Infine, il 25 giugno 1940 venne firmato l'armistizio che sanciva la capitolazione della Francia, a cui sarebbe presto seguita la formazione di un governo collaborazionista guidato dal maresciallo Henri-Philippe Pétain nella Francia meridionale, con capitale Vichy.
Dal punto di vista delle forze meccanizzate, la campagna di Francia fu una pietra miliare: qui infatti si sviluppò la dottrina strategica nota come Blitzkrieg, la guerra lampo, incentrata sul bombardamento aereo tattico su obiettivi quali postazioni difensive, ponti, strade e linee di comunicazione, e soprattutto su una massiccia concentrazione di forze corazzate in un punto preciso del fronte, per garantire una penetrazione profonda e fulminea e accerchiare o distruggere il nemico prima che riuscisse ad organizzare una difesa efficace. La folgorante penetrazione tedesca diede fin dai primi giorni ai francesi l'impressione che forze nemiche fossero di numero enorme, arrivando a ipotizzare fino a 6000 panzer, quando in realtà erano 2434 riuniti in 10 Panzer-Division.
Gli alleati, invece, dimostrarono varie carenze nell'impiego dei loro mezzi, sparpagliandoli per lo più tra i battaglioni di fanteria, a parte alcune inefficienti divisioni blindate (Division Cuirassées de Réserve) e meccanizzate francesi (Division Légères Mecaniques) e la incompleta 1ª Divisione corazzata britannica. Peraltro, in alcune occasioni, gli anglo-francesi seppero mettere in difficoltà i tedeschi; tra esse, la più notevole è il contrattacco britannico di Arras, sferrato nei pressi di questa città il 21 maggio 1940: un contingente di fanteria, appoggiato da due battaglioni corazzati britannici, attaccò il fianco destro tedesco, sguarnito per la grande distanza che intercorreva tra i veloci carri armati e la lenta fanteria, distanza che aveva lasciata scoperta una buona parte del fianco.
Alla fine l'attacco venne respinto grazie alla fanteria motorizzata tedesca, ma preoccupò seriamente il maresciallo von Rundstedt, convinto che i britannici potessero tagliare fuori i suoi carri armati dal resto delle truppe. I britannici avevano scoperto perciò uno dei punti deboli della Blitzkrieg: la fulminea avanzata delle divisioni corazzate lasciava indietro la fanteria, creando un corridoio sfruttabile per un contrattacco sui fianchi del cuneo meccanizzato di penetrazione.
In sintesi, la campagna di Francia fu il "battesimo del fuoco" e la migliore dimostrazione della Guerra lampo ("Blitzkrieg"), e ancora oggi molte strategie moderne ricalcano i dettami della dottrina utilizzata dai Panzer nel 1940.
Beda Fomm - Nordafrica - 1941 Italiani M13/40, L 3, M11/39 Britannici Cruiser A 13, Tankette Mk VI All'inizio della guerra la 10ª Armata italiana era penetrata in territorio egiziano, occupando Sidi el Barrani, a pochi chilometri dal confine con la Libia, con una forza essenzialmente di fanteria, appoggiata da pochi reparti di carri, basati per lo più sui carri leggeri CV33 o su carri medi M11/39, di scarso valore bellico.
Il 9 dicembre due divisioni britanniche (la 7ª Divisione corazzata e la 4ª Divisione di fanteria anglo-indiana) accerchiarono questa massa di fanteria (Operazione Compass), provocando uno dei disastri militari maggiori di tutta la guerra. La 10ª Armata fu costretta a ritirarsi combattendo per tutta la costa della Cirenaica, pressata dal grosso della forze britanniche, appoggiate dai carri di fanteria Matilda II. Intanto la 4ª Brigata corazzata (generale Caunter) supportata dall11° Ussari (su autoblindo) e da un gruppo della RHA (Royal Horse Artillery - Artiglieria a cavallo, in realtà artiglieria a traino meccanico) su carri veloci tagliando l'arco della costa dall'interno raggiungeva la linea di ritirata italiana, il 7 febbraio occupando Beda Fomm.
Per tentare di riaprire il varco furono lanciati nella mischia i pochi carri armati M13/40 superstiti della Brigata corazzata "Babini", affrettatamente costituita dal comando italiano in Libia. Il tentativo fu frustrato dall'artiglieria inglese e dal fuoco preciso e coordinato di una trentina di carri Cruiser inglesi della 7ª Divisione corazzata che distrussero, con poche perdite, oltre 50 mezzi blindati italianiBasil H. Liddell Hart, Storia militare della seconda guerra mondiale, Mondadori 1996., catturandone circa altrettanti; il destino della 10ª Armata fu segnato.
Questa battaglia fu un caso tipico di accerchiamento strategico, realizzato utilizzando i mezzi veloci di Caunter per occupare una posizione sulla linea di ritirata nemica, sfruttando principalmente l'errore italiano di non aver difeso la corda dell'arco mentre il grosso si stava ritirando lungo la via più lunga. L'ulteriore errore italiano fu quello di utilizzare i carri armati (erano disponibili aliquote di quattro battaglioni M13/40: il V, il VI e il XXI, una compagnia del III) in maniera scoordinata, mandandoli in piccole unità (plotoni o, al massimo, compagnie) contro i carri britannici attestati a difesa, invece di utilizzarli "a massa".
Dubno - fronte orientale - 1941 TedeschiPzKpfw III Ausf. E, G, HPzKpfw IV Ausf. D, E, F Sovietici T-26, BT-7,T-34/76, T-70, KV-1, KV-2
La battaglia di Brody-Dubno si svolse durante la prima settimana della Operazione Barbarossa, il gigantesco attacco generale tedesco sul fronte orientale del giugno 1941. Si trattò del più grande scontro tra forze corazzate della prima fase della campagnaJohn Erickson, The road to Stalingrad, Cassell 1975., e, sebbene poco conosciuto, in termini di forze impegnate, fu la più grande battaglia di carri della guerra fino alle battaglie di Kursk nel luglio 1943. La confusa e caotica battaglia si concluse con una vittoria delle temute Panzerdivision, ma le formazioni corazzate sovietiche diedero prova di grande coraggio e spirito di sacrificio, mettendo in difficoltà i più esperti panzer tedeschiS. Bialer I generali di Stalin, BUR 2003.. Le cinque divisioni corazzate del Panzergruppe 1 (generale von Kleist)Si trattava della 13.Panzerdivision (non accorpata), 14.Panzerdivision (3º Panzerkorps), 9. e 16.Panzerdivisdion (14º Panzerkorps) e 11.Panzerdivision (48º Panzerkorps), vedi Robert Kirchubel, Operation Barbarossa (1), Army Group South, Osprey 2002, tradotto in italiano come Operazione Barbarossa - I, RBA Italia, 2009 pag 27 e inizialmente penetrarono in profondità: il 3º Panzerkorps (13. e 14.Panzer-Division) in direzione di Luck e il 48º Panzerkorps (11. e 16.Panzer-Division) verso Dubno. Si trattava di una massa di circa 600 panzer (di cui 284 Panzer III e 80 Panzer IV)F. DeLannoy Panzers en Ukraine, Editions Heimdal 2002., spinta in avanti a tutta velocità per sconvolgere il fronte sovietico e marciare audacemente su Žitomir, Berdičev e poi Kiev.