La Democrazia Cristiana (DC) è un partito politico italiano fondato da Giuseppe Alessi il 9 giugno 2002.
Nonostante i risultati elettorali raramente in linea con le attese, ha sempre rivendicato l'eredità culturale e programmatica dell'omonima formazione attiva fino al 1994.
Nel 2013 alcuni dirigenti e il segretario Giuseppe Pizza hanno aderito a Forza Italia.
Storia
La riorganizzazione del partito Il 20 giugno 2001, un gruppo di iscritti alla DC al 31 dicembre 1993 (ultimo anno valido di tesseramento al partito) scrisse ad Alessandro Duce (ultimo segretario amministrativo della DC, in carica dal 21 al 29 gennaio 1994, salvo diventare tesoriere del PPI e del CDU) chiedendo di convocare una nuova assemblea degli iscritti per "discutere il destino futuro della DC" e contrastare la dispersione dei beni materiali e immateriali della DC, con la convinzione che, in mancanza di una delibera di scioglimento, quel partito fosse ancora in vita. A metà dicembre Duce presentò una citazione al Tribunale civile di Roma ed ottenne dall'allora Presidente del tribunale Luigi Scotti la notifica, per pubblici proclami, a tutti i componenti del consiglio nazionale della Democrazia Cristiana eletti in occasione del 18º congresso, attraverso pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 4 febbraio 2002.https://www.isimbolidelladiscordia.it/2019/09/dc-e-scudo-crociato-riassunto-e-la-mia_30.html https://www.isimbolidelladiscordia.it/2019/09/dc-e-scudo-crociato-riassunto-e-la-mia_30.html Dc e scudo crociato: riassunto (e la mia tesi) una volta per tutte
Lo scopo era quello di accertare e dichiarare che non vi fossero stati atti deliberativi di scioglimento della Democrazia Cristiana e che il legale rappresentante di tale partito, pur in stato di prorogatio, fosse ancora lo stesso Duce.
Duce venne acclamato segretario politico del partito il 16 marzo 2002, ma dopo pochi giorni il Tribunale stabilì che le delibere che avevano cambiato nome alla DC erano legittime e quindi che non ci fosse alcun partito "dormiente" dal 1994. Le vicende giuridiche dell'ex Democrazia Cristiana riguardavano così solo il PPI e il CDU, mentre Duce, usando il vecchio nome e simbolo del partito, aveva violato un accordo che anche lui aveva sottoscritto nel 1999 (accordo transattivo del 12 ottobre 1999 tra Ppi e Cdu, a definizione del procedimento R.G.58293/1995 davanti al Tribunale di Roma che confermava gli accordi precedenti, sanciva il reciproco riconoscimento a favore dei due partiti, della titolarità del nome e del simbolo della "Democrazia Cristiana" e impegnava entrambi i contraenti a non far uso della denominazione ed a impedire a nuove formazioni politiche di fregiarsi del nome o del simbolo della DC).
Il partito continuò comunque il suo processo di riorganizzazione e nel giugno 2002 una partecipata assemblea nominò Carlo Senaldi alla Presidenza del partito, mentre il friulano Angelo Sandri (già a fianco di Piccoli, Senaldi e Duce) divenne segretario.
Dal 5 al 7 dicembre 2003 venne inoltre celebrato il XIX congresso nazionale in cui emerse la figura di Giuseppe Pizza, eletto Segretario nazionale e di Aniello Di Vuolo eletto Vice Segretario nazionale.
La rottura Pizza-Sandri
Pizza critica immediatamente l'UDC, attuale detentore dello Scudo Crociato.
In occasione delle elezioni europee del 2004 il partito, momentaneamente impossibilitato a presentarsi con lo storico simbolo, esibisce una bandiera bianca situata su uno scudo rosso, denominata Paese Nuovo. La formazione consegue lo 0,24%, pari a 78.000 voti, concentrati per lo più nella circoscrizione meridionale e in Sicilia; la formazione ottiene il maggior numero di consensi in provincia di Messina (1,66%).
Dinanzi a tale insuccesso, una componente del partito che fa capo ad Angelo Sandri sottolinea l'esigenza di una netta discontinuità nell'azione politica: Sandri, pur essendo egli stesso candidato, giudica sbagliata la scelta effettuata dal segretario Pizza di presentare la DC alle Europee con il simbolo di Paese Nuovo, inoltre contesta la scelta di una linea politica di progressivo avvicinamento al centrosinistra che infatti la dirigenza vuole intraprendere.
Il 24 luglio del 2004, un mese dopo le elezioni, l'Assemblea degli iscritti sfiducia Pizza e nomina Sandri coordinatore nazionale della DC. Pizza tuttavia non ritiene valida tale sfiducia, continuando a ritenersi segretario del partito, ed espelle Sandri per aver compiuto e continuato a compiere gravi violazioni dei doveri morali e politici. Sandri fonda così la Democrazia Cristiana-Scudo Crociato-Libertas.
Politiche 2006 con L'Unione In occasione delle elezioni politiche del 2006, la DC, coerentemente con la linea avanzata dal segretario Pizza, sceglie di aderire all'Unione, la coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi, che poi vincerà le elezioni.
Il partito si presenta in una lista unitaria con la Lista Consumatori e il movimento Doveri Civici, ricevendo anche l'appoggio del Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e del Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini: la lista si presenta nella competizione per la Camera e per il Senato, ma non in tutte le circoscrizioni, a causa dei problemi di raccolta delle firme.
La lista unitaria ottiene risultati significativi solo in Calabria, regione in cui supera il 5% dei voti e riesce ad eleggere un senatore, l'esponente del Partito Democratico Meridionale Pietro Fuda.
Progetti di riunificazione, successivamente mancata In seguito alle elezioni politiche e alla luce del comune impegno a favore del No al referendum costituzionale del 2006, il gruppo di Sandri, per intercessione del Vice Segretario politico Aniello Di Vuolo, si riavvicina alla DC di Pizza, evidenziando la necessità di creare un'alternativa inequivocabilmente moderata.
Le due DC celebrano il loro accordo a giugno del 2006, dopo un incontro nella storica sede di Piazza del Gesù, deliberando la costituzione di una commissione paritetica per elaborare una piattaforma politica comune, per individuare un regolamento condiviso, dare avvio a un tesseramento comune e arrivare, entro il 2006, a un congresso unitario.
I due soggetti, inoltre, decidono di considerarsi un unico soggetto politico di fronte alle pendenze giudiziarie sulla tutela del nome e del simbolo della DC.
In un primo momento, dunque, si stabilisce un duumvirato nella guida del partito tra Pizza e Sandri.
L'accordo, tuttavia, svanisce a novembre del 2006, quando si verifica l'episodio-culmine per la DC: il suo riconoscimento quale legittima erede, a livello politico ed anche sul piano patrimoniale, della DC storica e l'estromissione di Angelo Sandri dalla vicenda democristiana.
La "sentenza Manzo" e il XX Congresso Nel 2006, il Tribunale di Roma, dovendo esprimersi su un ricorso presentato dall'UDC nel 2003 contro la DC, estromette la DC di Sandri dal contenzioso e ritiene che DC di Pizza sia «unico soggetto legittimato per parte attrice» (sentenza n. 19381 del 2006, cd. "sentenza Manzo"), considerando di fatto l'atteggiamento di Sandri e di chi lo ha eletto coordinatore nazionale e poi segretario al pari di una scissione. La sentenza condanna inoltre l'originario CDU di Buttiglione (che nel frattempo era confluito nell'UDC) a cessare ogni molestia nei confronti dell'attore (la DC di Pizza) in ordine all'uso in qualunque sede del nome “Democrazia Cristiana” e del simbolo costituito da uno Scudo Crociato con la scritta Libertas.
Forte di tale riconoscimento, la DC di Pizza supera le esigenze di unità e riprende un atteggiamento di scontro, reciproco, con Sandri, che rimane ufficialmente fuori dal soggetto politico dotato di riconoscimento giuridico quale prosecuzione della DC storica.
Il XX Congresso si svolge il 18 e 19 novembre 2006 a Roma, dove i delegati rieleggono, all'unanimità, Giuseppe Pizza alla carica di Segretario politico nazionale e Aniello Di Vuolo a Vice-Segretario politico nazionale. Alla convention partecipano, tra l'altro, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e vari esponenti di entrambi gli schieramenti.
Tema centrale del congresso è il rilancio della DC, che da questo momento può utilizzare i simboli e le insegne che appartengono alla sua storia, e le sue prospettive future. Il segretario Pizza coglie l'occasione per parlare del vero e proprio ritorno di "un partito grande, libero e forte", rimarcando il contributo determinante della DC per la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche del 2006.
Il congresso conferma la collocazione del partito nella coalizione di centrosinistra, anche se il segretario Pizza ribadisce che "l'adesione al Governo non è priva di critiche: quel che temiamo è lo schiacciamento sulle posizioni della sinistra radicale". Il congresso apre inoltre la prospettiva di un nuovo Centro, lanciando la proposta di utilizzare il contrassegno della DC come simbolo di una lista unica che raggruppi i partiti centristi e neo-democristiani in occasione delle elezioni europee del 2009.
Lo svolgimento del congresso, tuttavia, viene contestato con diffida extragiudiziale da Angelo Sandri, leader di una DC "parallela". Il tribunale però conferma la precedente sentenza, assegnando alla DC di Pizza il simbolo, confermando i risultati del XX congresso e condannando Sandri al pagamento delle spese processuali.
Verso la federazione democristiana Il 30 novembre 2006, il segretario Pizza sottoscrive con altri esponenti dell'area politica di centro un patto per la costituzione di una Federazione Democristiana. Soggetti privilegiati coinvolti in questo progetto sono i Popolari UDEUR di Clemente Mastella e il movimento Rifondazione DC di Publio Fiori, anche se il progetto guarda con interesse al Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini ed all'UDC di Pier Ferdinando Casini.
Pizza, Mastella e Fiori fissano la data del 17 marzo 2007 per la manifestazione costitutiva della federazione.
Intanto, in occasione del varo del disegno di legge del Governo Prodi sui DICO, la DC esprime la sua contrarietà in conformità all'appello della Conferenza Episcopale Italiana ed apre uno scontro con la più rappresentata Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi. Pizza scrive una lettera al cardinale Camillo Ruini, presidente della CEI, nella quale ribadisce che la Democrazia Cristiana è quella da lui stesso guidata, in contrapposizione al partito di Rotondi, favorevole al riconoscimento delle unioni di fatto.
Il progetto della ricostituzione di una lista democristiana di centro che raccolga sotto lo scudo crociato buona parte delle espressioni della diaspora democristiana viene portato ugualmente avanti da Pizza.
Nel settembre 2007 entra nel partito il movimento centrista Veneto per il PPE di Giorgio Carollo e Raffaele Grazia (nato da una scissione da Forza Italia), che divengono dirigenti veneti della Dc di Pizza. Successivamente, aderisce anche il segretario regionale uscente dell'UDC del Veneto, Settimo Gottardo.
Sempre nel settembre 2007 il segretario Pizza prende una dura posizione nei confronti degli esperimenti embrionali tenuti nel Regno Unito, nota che invia anche a tutti i Vescovi italiani per ribadire la ferma collocazione della DC all'interno dei principi del Magistero Sociale della Chiesa.
Nell'ottobre 2007 aderisce alla DC la Liga Fronte Veneto di Fabrizio Comencini.
Politiche 2008 ed europee 2009 col PdL A gennaio 2008 il partito rompe i legami con L'Unione, dopo aver verificato l'impossibile convergenza ideologica e annuncia di aver aperto un dialogo con Il Popolo della Libertà di Berlusconi, che porterà ad un apparentamento esso in occasione delle elezioni politiche del 2008.