La famiglia Nardis o de' NardisIl nome della famiglia compare talvolta scritto senza l'apostrofo che segnala l'elisione. è una famiglia nobile italiana dell'Aquila.
Storia
La famiglia, originaria di Poggio Santa Maria, è presente nella città dell'Aquila a partire dal XIII secolo. Il capostipite è ritenuto essere un certo Mainardo, attestato nel 1228. Dal patronimico del capostipite i discendenti presero poi il cognome. Il pronipote di Mainardo, Giovanni, figlio di Nicola di Poggio Santa Maria, acquistò nel 1286, nel quarto di San Marciano, le case situate nella Piazza del Mercato, che diventeranno il primo palazzo della famigliaAtto di notar Giovanni di Giacomo di Lucoli del 12 maggio 1286 conservato presso l'Archivio de' Nardis..
Il figlio di costui, Vanno, partecipò alla costruzione della chiesa di Sant'Agostino, dove la famiglia ebbe dal 1292 una cappella di giuspatronato e, fino al XVII secolo, le proprie sepolture. Nardo, figlio di Vanno, costruì a sua volta la cappella del Santissimo Salvatore nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il nipote di costui, anche lui di nome Nardo, fu procuratore per la costruzione della basilica di San Bernardino, facendo erigere con propria donazione una cappella per il Terzo ordine francescano..
Durante il Medioevo vi furono tra i membri della famiglia, oltre a vari milites, un Pietro, "dottore insigne di decreti", cappellano di papa Martino V ed auditore della Rota Romana; Antonuccio, miles e familiare della regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo; e Giovanni, figlio di Nardo, consigliere del re Renato d'Angiò-Valois; Processo di nobiltà di Ludovico de' Nardis del 1622 conservato nell'Archivio dell'Ordine di Malta di La Valletta.. Buccio "Malacoccia", figlio di quest'ultimo, è ricordato per il suo ruolo nella congiura dei baroni contro il sovrano Ferrante d'Aragona, schierato con la fazione filopapale dei Gaglioffi, coi quali era imparentato..
A partire dal XVI secolo, numerose furono le personalità di spicco nei ranghi dei cavalieri di Malta e dei cavalieri di Santo Stefano di Toscana. Degno di nota è anche il religioso Baldassarre de' NardisMenzionato nelle fonti anche come "Baldassarre Nardi"., il quale, all'inizio del XVII secolo, fu molto attivo culturalmente e spiritualmente nell'ambiente dell'oratorio di San Filippo Neri; .. Nell'ambito delle scienze, Marino de' Nardis – peraltro tra i capi della fazione filospagnola aquilana nella seconda metà del Cinquecento – è ricordato come insigne matematico dagli eruditi aquilani.
Membri del casato occuparono di frequente le magistrature civiche, con almeno dodici elezioni a camerlengo ed una presenza continua in ruoli chiave della gestione amministrativa e politica della città dell'Aquila, perpetratasi fino ai giorni contemporanei..
Sin dall'epoca medievale la famiglia detenne la signoria di Piscignola – castello sito nel territorio di Antrodoco, nei pressi di Sella di Corno, che partecipò, assieme alla vicina Rascino, alla fondazione dell'Aquila – , collocata all'estremità occidentale del contado aquilano. Nel 1634 Giovanni Maria de' Nardis acquisì il titolo baronale e i feudi di Castel Camponeschi e Prata d'Ansidonia. Tali possedimenti furono mantenuti dal lignaggio fino all'eversione della feudalità, avvenuta nel 1806.
I vari rami del casato edificarono case e palazzi propri nella zona di via san Marciano, giungendo, verso la metà del XVII secolo, ad occupare tutto il primo tratto della strada. Il più rilevante, il Palazzo de' Nardis, dopo i lavori di restauro del terremoto, continua ad essere la principale residenza della famiglia. Nel 1646, su iniziativa del cavaliere di Santo Stefano di Toscana Ottavio de' Nardis, fu edificato, a cerniera tra le dimore familiari di via san Marciano, l'oratorio di Sant'Antonio, tra le principali espressioni del barocco abruzzese, ritenuto il più importante esempio di luogo di culto privato all'Aquila..
Albero genealogico Di seguito è riportato l'albero genealogico della famiglia de' Nardis da Nardo, vissuto nel tardo XIV secolo, fino ad Ottavio, deceduto nella seconda metà del XIX secolo, secondo una ricostruzione dello storico aquilano Giuseppe Rivera.:
Stemma La blasonatura dello stemma della famiglia de' Nardis è troncato il 1º d'azzurro, il 2º al mare d'argento e d'azzurro attraversato da un pesce al naturale guardante un sole con la fascia di rosso caricata di tre stelle d'argento.
Note Annotazioni
Riferimenti
Bibliografia
Voci correlate Baldassarre de' Nardis Palazzo de' Nardis Oratorio di Sant'Antonio dei Cavalieri de' Nardis
Categoria:Famiglie aquilane